Suslov: Occidente più stanco della Russia. Voto italiano cambierà conflitto

L’esperto ritiene che l’Ucraina sia ormai in bancarotta e che il voto italiano possa dare un segnale politico.

È deliberatamente una guerra di logoramento, spiega Dmitrij Suslov, direttore del Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia di Mosca, in un’intervista al Corriere della Sera alla vigilia del giorno che segna i sei mesi di invasione russa in Ucraina.

Secondo Suslov, le elezioni italiane possono costituire uno spartiacque anche per il conflitto. 

Il direttore di uno dei think tank di politica estera più vicini al Cremlino mostra grande sicurezza nella strategia russa:

“Il conflitto è diventato una guerra di logoramento. Ma nessuno dei contendenti è ancora sfinito e quando parlo dei contendenti includo l’Occidente collettivo, che fornisce armi e aiuti all’Ucraina. L’opinione prevalente in Russia è che saranno Kiev e i suoi alleati occidentali a entrare per primi in una fase di esaustione. La Russia può permettersi di continuare questo tipo di conflitto e non ci sono segnali di stanchezza. È la ragione per cui la guerra è condotta deliberatamente in modo limitato e a bassa intensità, non c’è aumento delle truppe impiegate o nella scala delle operazioni militari”. Mosca può andare avanti “ancora a lungo, tanto più che l’Occidente ha raggiunto il limite della sua capacità di pressione. È molto improbabile cioè che ci saranno nuove e più severe sanzioni contro la Russia, semplicemente perché i Paesi occidentali non possono permetterselo. Mosca si è già più o meno adeguata all’attuale livello di misure punitive, considerato ormai la nuova normalità. Grazie alle nuove regole di esportazione e ai flussi finanziari verso Cina, India, Turchia, Africa, possiamo far fronte alla situazione attuale sul piano militare e economico”.

A sbloccare questa situazione, però, secondo Suslov, possono intervenire nuovi importanti fattori; uno economico:

L’Ucraina è finanziariamente in bancarotta, la sua economia in ginocchio, le sue infrastrutture distrutte. E non ha risorse: Kiev deve scegliere se usare il carburante per i carri armati o per riscaldare le case. Intanto in Europa nessun Paese ha più sistemi d’arma da inviare all’Ucraina, quelle promesse dalla Germania non sono ancora state prodotte, la crisi energetica incombe”

Uno politico, che può arrivare dall’Italia:

Stando ai sondaggi il centro destra guidato da Fratelli d’Italia dovrebbe vincere le elezioni e probabilmente il nuovo governo aggiusterà l’approccio alla guerra e ai rapporti con Mosca. E questo potrebbe fare da laboratorio per altri Paesi dell’Ue, anche in conseguenza dell’aggravamento della crisi sociale ed economica in Europa. Ma guardando anche all’America, alle elezioni di midterm, dove i repubblicani appaiono in testa, c’è una probabilità crescente che la posizione dell’Occidente collettivo cambierà sia sull’appoggio militare che sulle sanzioni. Potrebbe accadere all’inizio del prossimo anno, in gennaio o febbraio.

Eni scopre riserva di gas a Cipro

Localizzata a circa 160 km al largo di Cipro a 2.278 metri di profondità.
Proprietà divisa tra Eni Cyprus e TotalEnergies.

Una nuova riserva di gas per l’Europa.

Eni ha annunciato di aver scoperto un’importante riserva di gas a circa 160 chilometri al largo di Cipro con il pozzo Cronos-1, nel Blocco 6, a una profondità d’acqua di 2.287 metri.

Il blocco è operato da Eni Cyprus con una quota del 50% mentre TotalEnergies è partner con il restante 50%.

Le stime preliminari indicano circa 2,5 TCF (trilioni di piedi cubi) di gas in posto, con un significativo potenziale aggiuntivo che verrà valutato con un ulteriore pozzo esplorativo.

Come riporta “La Stampa”, il pozzo ha incontrato un’importante colonna di gas in una sequenza di roccia serbatoio carbonatica con proprietà da discrete ad eccellenti. L’intensa campagna di acquisizione dati ha evidenziato un net pay complessivo di oltre 260 metri con intervalli caratterizzati da ottima permeabilità.

Sono già in corso studi di ingegneria per uno sviluppo accelerato della scoperta; il pozzo Cronos-1 è il quarto pozzo esplorativo perforato da Eni Cyprus e il secondo nel Blocco 6, dopo la scoperta a gas di Calypso-1 nel 2018.

La scoperta di Cronos-1 crea le condizioni per portare a sviluppo ulteriori potenziali volumi di gas nella regione e rappresenta una delle azioni conseguite da Eni a supporto della fornitura di ulteriore gas all’Europa.

Questa scoperta conferma l’efficacia della strategia esplorativa di Eni, volta a creare valore attraverso la profonda conoscenza dei bacini geologici e l’applicazione di tecnologie geofisiche proprietarie.

Eni è presente a Cipro dal 2013: la società opera i blocchi 2, 3, 6, 8 e 9 detenendo partecipazioni nei blocchi 7 e 11 operati da TotalEnergies.

Ruba 1 euro dalla Fontana di Trevi: prescritto dopo 11 anni

Il 64 enne si salva dal carcere.
Si era rifiutato di firmare il verbale date le conseguenze.

È stato condannato a due mesi e 20 giorni di carcere per aver rubato una monetina da un euro dalla Fontana di Trevi nel 2011 ma la prescrizione, in appello, gli ha evitato la reclusione.

È la storia di un 64enne, giudicato colpevole di furto aggravato in primo grado, che è riuscito a chiudere questa vicenda solo 11 anni dopo, quando è stato fissato il processo in secondo grado.

Il 16 giugno 2011 l’uomo attira l’attenzione di molti turisti e dei vigili urbani che lo osservano mentre con un’asta telescopica con in cima una calamita cerca di afferrare qualche monetina dalla Fontana di Trevi.

Quando riesce a rubarne una da un euro, la polizia interviene sequestrando l’euro e l’asta telescopica, tra le proteste del 64enne. Gli agenti, allora, inviano gli atti in procura.

Un gesto che sorprende non poco l’uomo, convinto di potersela cavare con una sgridata o, al più, con una multa. Appena scopre di dover sostenere un processo per l’episodio, l’uomo si rifiuta di firmare il verbale. 

Il 64enne, come riporta “Tgcom24”, viene accusato di furto aggravato e nel capo di imputazione si legge:

Al fine di trarre profitto, si impossessava di una moneta presente all’interno della Fontana di Trevi, di proprietà del comune di Roma“.

Nonostante la richiesta di assoluzione del suo difensore (“si è trattato di un euro rubato da una fontana“), viene condannato in primo grado a due mesi e venti giorni di carcere.

L’avvocato, dopo il verdetto, decide di ricorrere in appello, giudicando eccessiva la pena di ottanta giorni di reclusione per una monetina da un euro.

L’udienza per il processo in secondo grado viene fissata molto tempo dopo, il 7 aprile 2022, quando il giudice stabilisce che “è decorso il termine della prescrizione“.

L’uomo l’ha scampata ma la vicenda legale è durata ben 11 anni.

Medvedev: alle urne punite i governi per loro stupidità

“Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi”.
Dalla Russia fiducia nel il voto degli elettori europei.

Dmitri Medvedev attacca i governi europei ed invita i cittadini che si recheranno prossimamente alle urne a punirli.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo, dal suo canale telegram, scrive quanto di seguito:

Vorremmo vedere gli europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità. i voti degli elettori sono una potente leva di influenza“.

Come riporta “Tgcom24”, Medvedev poi continua:

Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi. Naturalmente, noi vogliamo una cooperazione pacifica, commercio, scambi e altre cose che sono normali. Non ci chiudiamo a nessuno, sosteniamo qualsiasi proposta ragionevole. Se il prezzo per la democrazia europea è il freddo negli appartamenti e i frigoriferi vuoti, questa democrazia è per i pazzi. Ecco perché quattro governi europei si sono già dimessi in breve tempo. Ma questa chiaramente non è la fine. I voti degli elettori sono una potente leva di influenza anche sui politici più congelati”.

Sbarco autonomo per 74 migranti

Sono partiti dalla Turchia con una barca a vela.
Tra loro una sola donna e diversi casi di scabbia.

Nuovo sbarco di migranti, ieri, lungo la fascia costiera jonica della provincia di Reggio Calabria.

Stavolta si è trattato di uno sbarco “autonomo” e i migranti, partiti dalla Turchia, sono arrivati nella frazione Spropoli del comune di Palizzi dove si sono arenati sulla battigia a bordo di una barca a vela di circa 12 metri.

In 74, di varie nazionalità, sono poi scesi a terra; tra loro una sola donna e 73 uomini alcuni dei quali minori non accompagnati.

A lanciare l’allarme sono stati alcuni bagnanti che si trovavano sulla spiaggia e hanno assistito all’arrivo della barca a vela fino a riva.

Come riporta “Ansa”, sul luogo si sono recati gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Condofuri, i militari della Guardia Costiera di Reggio Calabria e alcuni amministratori del Comune di Palizzi tra cui il sindaco, Umberto Felice Nocera.

Dopo i primi soccorsi i migranti sono stati trasferiti nel palazzetto dello sport di Palizzi e sottoposti dal personale medico dell’Azienda sanitaria provinciale reggina al test del tampone molecolare.

In diversi migranti sono stati riscontrati casi di scabbia.

Non appena saranno ultimate le procedure di identificazione e fotosegnalamento da parte degli agenti dell’ufficio stranieri della Questura di Reggio Calabria, i migranti, su disposizione della Prefettura reggina, saranno trasferiti nei prossimi giorni in strutture di prima accoglienza più adeguate.

Con lo sbarco di Spropoli di Palizzi è salito a 37 il numero di arrivi di migranti nella sola striscia di costa della Locride in questi sette mesi e mezzo del 2022.