Ancona contesta Letta

“Buffone, vattene in Africa”.
L’attacco durante parlava di immigrati ed immigrazione.

Contestazione contro Enrico Letta ad Ancona, dove il segretario del Partito democratico si è presentato per un evento elettorale. Ma il primo uomo del Pd non è stato accolto come, forse, si aspettava.

Durante il comizio nel capoluogo marchigiano, tra il pubblico che si è presentato al suo comizio c’è stato anche un contestatore, che ha aspettato il momento giusto per far sentire la sua voce dal mucchio nel momento in cui Enrico Letta ha iniziato a parlare di migranti e immigrazione:

Buffone, vattene in Africa anziché portare i clandestini, vattene in Africa“.

È stato lo stesso segretario a rivelare l’accaduto, mostrando il video di quanto accaduto ad Ancona.

Subito dopo l’intervento del contestatore, Enrico Letta ha invitato tutti alla calma, visto che in suoi sostenitori hanno iniziato a insultare e ad attaccare il contestatore.

Qui il segretario del Pd ha risposto al contestatore:

Mi immagino cosa sarebbe successo se avessi detto quello che stavo per dire, cioè che la questione dei diritti civili ha a che vedere con tanti temi, ma se io dovessi dire quello che a me di questa legislatura ha fatto più vergognare tra ciò che questa legislatura ha promesso e non ha poi fatto è di gran lunga lo Ius scholae, che non abbiamo approvato“.

Enrico Letta continua a ribattere sullo Ius scholae, un tema fortemente divisivo, per il quale non c’è mai stata una promessa di istituzione.

È sempre stato solo il Pd a rilanciare il tema, in una legislatura, ancora in piedi, nella quale sono presenti anche Lega e Forza Italia, che non hanno mai appoggiato l’idea dello Ius scholae com’era stata impostata dal Pd.

Tanto più la Lega, che ha alzato le barricate contro il provvedimento fin dall’inizio, considerandolo un provvedimento non utile e, soprattutto, non sostenibile.

Lo stesso video del contestatore è stato condiviso da Matteo Salvini, che ha commentato:

Enrico stai sereno, il 25 vincono la Lega e gli italiani“.

Sondaggio: FI cresce dello 0,5%, M5S sempre più giù

Centrodestra, se unito, al 46,6%.
Giallorossi al 33,8%.

È uscito il nuovo sondaggio Swg sul gradimento dei partiti in Italia.

Come riporta “Il Giornale”, gli ultimi sondaggi portano buone notizie per il centrodestra che, se si dovesse presentare unito alle prossime elezioni, sarebbe la coalizione che gli italiani premierebbero in misura maggiore rispetto al centrosinistra. Storia diversa per il fronte giallorosso, che allo stato attuale non riesce a incassare una quota di voti sufficiente per prendere le redini del prossimo governo in maniera autonoma. A influire negativamente sull’asse giallorosso sono i risicati numeri del Movimento 5 Stelle, protagonista di un tracollo che va avanti ormai da mesi e che non sembra essere destinato a fermarsi.

Stando all’ultimo sondaggio di Swg reso noto da Enrico Mentana nel corso del Tg La7, Fratelli d’Italia è ancora il primo partito nelle intenzioni di voto degli elettori: lo schieramento di Giorgia Meloni nell’arco di una settimana ha incrementato i consensi, con un +0,2 che lo fa salire al 21,5%. Lieve crescita anche per il Partito democratico, che va al 21,2% con una variazione positiva dello 0,1%. Invece la Lega non riesce a recuperare terreno: il partito di Matteo Salvini contiene comunque la perdita, con un calo dello 0,2% che lo accredita al 17%.

Continuano a giungere pessime fotografie per il Movimento 5 Stelle: il nuovo corso di Giuseppe Conte non è riuscito a imprimere una svolta nei sondaggi. Anzi, ha finito per peggiorare i numeri: l’ultima rilevazione registra un crollo dello 0,4%, che fa precipitare i grillini al 12,6%. Non superare la soglia del 13% di certo è uno choc da un punto di vista politico, sintomo di come la proposta pentastellata non sia più apprezzata e ritenuta valida dagli elettori. Trend positivo invece per Forza Italia: il partito azzurro incassa lo 0,5% e si porta all’8,1%.

Infine si trovano i partiti con minore consenso rispetto alle formazioni politiche principali: Azione di Carlo Calenda e +Europa insieme perdono lo 0,2% e scendono al 4,8%, Mdp-Articolo 1 (2,4%, +0,2%), Italia Viva di Matteo Renzi (2,3%, in calo dello 0,4%), Verdi (2,2%, con una variazione negativa dello 0,3%), Sinistra italiana (stabile al 2,1%) e Italexit con Gianluigi Paragone (2%, in crescita dello 0,3%). Le altre liste si attestano al 3,8%, in aumento dello 0,2%. La quota di chi non si esprime rimane invariata al 42%.

Il centrodestra unito ha indubbiamente ottimi margini per governare il Paese dopo le elezioni politiche che, a meno di una crisi di governo, si terranno nella primavera del 2023: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia in maniera compatta sfiorano il 47%, nello specifico si portano al 46,6%. Il divario per i giallorossi è davvero profondo: Partito democratico e Movimento 5 Stelle uniti si fermano al 33,8%.