Cambia il codice della strada: nuove regole per gli autovelox

Previste entro la fine di agosto dopo 12 anni di attesa.
L’attuale utilizzo è più finalizzato a fare cassa che a perseguire la sicurezza stradale.

Cambiano le regole della strada e, con loro, quelle inerenti agli autovelox.

Un’attesa durata 12 anni che ora potrebbe terminare.

Come riporta “Il Giornale”, infatti, le nuove regole per l’utilizzo degli autovelox dovrebbero arrivare entro la fine di agosto: il governo si è impegnato a depositare il provvedimento entro questa data.

Con il decreto si dovrebbe mettere fine alla pratica degli autovelox selvaggi e alla pratica di alcuni enti locali di utilizzare i dispositivi di rilevazione della velocità sulle strade per fare cassa.

Il governo, come annunciato dal presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla Tutela dei consumatori Simone Baldelli, ha accolto un ordine del governo al dl Trasporti: l’esecutivo si impegna a inviare entro fine agosto il provvedimento alla Conferenza Stato-città-autonomie locali.

L’obiettivo di questo decreto sarà quello di mettere fine alle abitudini dei comuni che usano gli autovelox più per far cassa che per perseguire la sicurezza sulle strade.

Il governo è al lavoro sulla bozza da mesi, ma non è mai stata depositata; il decreto è atteso dal lontano 2010.

Con le nuove regole, che potrebbero entrare in vigore prima dell’autunno, non sarà più possibile per gli enti locali utilizzare gli autovelox per fare cassa, per esempio nascondendo i dispositivi per comminare multe facili.

L’unico obiettivo dei dispositivi per la rilevazione della velocità sarà quello di garantire la sicurezza sulle strade.

Dal Ministero 27 milioni per la siccità

Investimenti per le infrastrutture idriche.
Risultato della Conferenza unificata.

27 milioni di euro contro la siccità.

È il risultato della Conferenza unificata (Stato-Regioni-Autonomie locali) che ha dato il via libera all’intesa.

Di questi 27 milioni di euro, 19 saranno destinati alle sette Autorità di bacino distrettuale ed 8 alle otto Zone economiche speciali per la realizzazione di infrastrutture idriche.

A spiegarlo è il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili in una nota e, come riporta “Tgcom24”, la decisione è stata presa in considerazione dell’attuale emergenza dovuta alla siccità.

Algeria primo fornitore di gas: ecco le conseguenze

Spacciato come un successo di Draghi, comporta costi e rischi.
Algeri chiede investimenti italiani.

L’Algeria è diventata il primo fornitore di gas per l’Italia.

Sbandierato come un grande successo di Mario Draghi, si scopre invece che il gas ci costerà di più rispetto a quello che importavamo dalla Russia e che le forniture, in termini quantitativi, non sono assolutamente le stesse.

Per farla diventare il primo fornitore, infatti, è bastato eliminare gli acquisti di gas dalla Russia, ma la differenza in termini di quantità è enorme; per questo motivo, l’Italia è comunque in stato dall’allerta per le forniture di gas con tutto quello che ne consegue a livello di tagli agli utilizzi (approfondimenti a link1 e link2).

Non solo. Il fatto di non comprare direttamente gas dalla Russia non significa che la Russia stia perdendo quote di mercato, ma che l’Italia in alcuni casi lo comprerà da altri Stati che a loro volta lo comprano dalla Russia.

Di fatto, ci sarà un passaggio in più nella transizione del gas che arriva comunque dalla Russia, pagandolo però di più dati gli ulteriori trasporti e le ulteriori marginalità che si dovranno riconoscere nella filiera di fornitura.

Il premier algerino Aimen Benabderrahmane, inoltre, ha lanciato un appello alle imprese italiane affinché investano nel Paese nordafricano.

Come riporta “Tgcom24”, infatti, parlando in apertura del Business Forum Italia-Algeria in corso ad Algeri il capo del governo ha detto che, nonostante la qualità delle relazioni tra i due Paesi, l’Italia è solo al 19esimo posto per investimenti diretti in Algeria negli ultimi 20 anni, con 29 progetti per un controvalore di 7,6 miliardi di dollari.

L’Algeria, dunque, non solo aumenterà i propri profitti ma ora forza anche la mano affinchè le aziende italiane investano nel Paese che è diventato il nostro primo fornitore di gas, come se dovessimo dimostrare riconoscenza. Il tutto mentre in Italia gli investimenti sono al palo da anni e la situazione del mercato del lavoro non è affatto positiva.

General Magazine è sponsor ufficiale dell’AICK

Collaborazione con l’Associazione Italiana Calcio Katowice.
Supporto a progetti sportivi, sociali e culturali.

General Magazine è sponsor ufficiale dell’AICK!

L’Associazione Italiana Calcio Katowice (AICK) è una società sportiva e culturale con sede nell’omonima città, in Polonia, ed attraverso il calcio (a 5, a 7 ed a 11) promuove l’integrazione e lo scambio culturale.

In particolare è un punto di riferimento per gli italiani in Polonia, dove sovente organizza eventi sociali ed incontri enogastronomici, linguistici, professionali e culturali.

Tra i vari eventi, vi è il tradizionale torneo di calcio “Italiani in Polonia” che, arrivato già alla nona edizione, attraverso il divertimento e lo sport come veicolo di connessione mira a mettere in contatto più persone possibile sul territorio nazionale ed internazionale, ampliando sempre di più la rete delle collaborazioni sotto tutti i punti di vista.

Per General Magazine è un piacere ed un onore potersi rendere utile nel supportare questo genere di attività!

Bankitalia: colpita la classe media

Aumenta ulteriormente il divario di ricchezza.
Società sempre più a forma di clessidra.

Colpita la classe media.

Ancora una volta, in Italia, aumentano i divari di ricchezza e, ancora una volta, a farne le spese è la classe media: a causa del calo del valore delle case, ne esce penalizzata.

Le famiglie più povere, invece, aumentano leggermente la loro condizione.

A riferirlo è la Banca d’Italia, sottolineando che nel periodo 2016-2020 la ricchezza netta media è aumentata dell’1,7% principalmente grazie alla componente finanziaria, grazie alla crescita del risparmio e all’aumento del valore.

Stando a quanto riporta “Tgcom24”, infine, l’indice di Gini (che misura le diseguaglianze) della ricchezza netta familiare è cresciuto di 3 punti.

La società, dunque, sta diventando sempre più a forma di clessidra: una classe estremamente ricca in cima ed una estremamente povera sotto, mentre nel mezzo scompare la classe media (approfondimento dell’autore per “Wall Street Italia” al link).