Zelensky: “scarsa fornitura di munizioni umiliante per l’Ue”

Il premier ucraino attacca gli aiuti ricevuti: grazie per il fondo da 5 miliardi di euro ma l’Ue può fare di più, così è umiliante.

Le munizioni sono una questione vitale. Sono grato per la creazione del Fondo di assistenza all’Ucraina, che ammonta a 5 miliardi di euro, e per il sostegno all’iniziativa della Repubblica Ceca di acquistare munizioni per i nostri soldati. Tutto questo ci aiuterà. Grazie. Purtroppo l’uso dell’artiglieria in prima linea da parte dei nostri soldati è umiliante per l’Europa, nel senso che l’Europa può fornire di più. Ed è fondamentale dimostrarlo ora“.

Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in collegamento al vertice Ue, come riportato da Ansa.

Borrell: Israele ha diritto a difendersi, non a vendicarsi

L’alto rappresentante Ue: “Non possiamo lamentarci e non fare nulla, altrimenti è solo retorica. I bambini stanno morendo di fame”.

Israele ha il diritto di difendersi, ma non di vendicarsi. Perché non analizziamo se quello che accade a Gaza è in linea con il diritto internazionale? Perché altrimenti è solo retorica. Non possiamo chiudere gli occhi, lamentarsi ma non fare niente. Spero che il Consiglio Europeo oggi lanci un forte messaggio a Israele. Gli Usa presenteranno una risoluzione all’Onu in cui per la prima volta chiedono una tregua insieme alla liberazione degli ostaggi“.

Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Josep Borrell arrivando al vertice dei leader, aggiungendo quanto di seguito:

I bambini stanno morendo di fame“.

Il numero delle vittime causate da Israele, infatti, sta crescendo in modo preoccupante: qui una veloce sintesi delle dimensioni delle vittime degli attacchi israeliani.

Russia: Putin vince con l’88% dei consensi

Stampa e politici occidentali attaccano la vittoria ma si rendono ridicoli da soli.
Russia più compatta che mai: è forse proprio questo a generare invidia.

Vladimir Putin si conferma Presidente della Federazione Russa. E lo fa con percentuali bulgare che sono l’ennesimo plebiscito di un leader amato dal suo popolo.

Putin, infatti, è stato rieletto con quasi l’88% dei consensi e, mentre dal lato dell’Ue e degli Usa c’è chi etichetta le elezioni come “irregolari”, altri leaders mondiali si complimentano con lui.

Corea del Nord, Cuba e Venezuela sono stati forse i primi a congratularsi col rieletto presidente e lo hanno fatto con frasi importanti. “straordinaria vittoria”, “congratulazioni per la vittoria e la partecipazione democratica”, “chiaro segno del riconoscimento della sua amministrazione da parte del popolo russo”.

Testate Occidentali pubblicano un video in cui si prova ad accusare il leader russo di aver manipolato le elezioni, ma sono proprio loro stesse a definire il video “non verificabile: risulta curioso come sia possibile pubblicare notizie ammettendo che non si sa siano delle fake news o meno.

Il tutto, inoltre, senza dimenticare gli scandali delle elezioni Usa o quando alcuni leader politici vengono messi a capo di nazioni Ue senza passare per elezioni democratiche; insomma, come diceva Dante, “Un bel tacer non fu mai scritto”.

Ancora, stampa e politici occidentali insinuano che la Russia sia un Paese con delle fratture interne; in questo caso, se un Paese che vota compatto per l’88% ha delle fratture interne, non osiamo pensare in che condizioni possano versare gli altri Stati in giro per il mondo.

Quello che Putin è riuscito a fare per il suo Paese sembra un lontano ed opaco miraggio per l’Ue, la Nato e l’Occidente in generale che provano in tutti i modi ad imporre (spesso con buona pace della democrazia) le proprie politiche, ottenendo infatti un sempre crescente scontento interno.

Ipocrisia G7, minacce all’Iran: “niente missili alla Russia o reagiremo”

Si chiede all’Iran di non fare ciò che il G7 esattamente fa.
Nessuno si ricorda più il Protocollo di Minsk, avente come mediatori Merkel e Hollande, o la richiesta di Mattarella a Putin di intervenire.

Siamo estremamente preoccupati per le notizie secondo cui l’Iran sta valutando la possibilità di trasferire missili balistici e la relativa tecnologia alla Russia, dopo aver fornito al regime russo droni che vengono usati in incessanti attacchi contro la popolazione civile in Ucraina. Chiediamo all’Iran di astenersi dal farlo, poiché ciò contribuirebbe alla destabilizzazione regionale e rappresenterebbe un sostanziale incremento materiale del suo sostegno alla guerra della Russia“.

Così, come riporta Ansa, i leader G7 in una nota. In caso contrario, “siamo pronti a rispondere rapidamente e in modo coordinato, anche con nuove e significative misure“.

Nella dichiarazione dei leader del G7, che sottolineano come la guerra della Russia in Ucraina rappresenti “un’aggressione che costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Se l’Iran dovesse procedere con la fornitura di missili balistici o tecnologie correlate alla Russia, siamo pronti a rispondere rapidamente e in modo coordinato, anche con nuove e significative misure contro l’Iran“, si legge ancora:

Ribadiamo il nostro appello ai terzi affinché cessino immediatamente di fornire sostegno materiale alla guerra di aggressione illegale e ingiustificabile della Russia contro l’Ucraina, altrimenti dovranno affrontare gravi costi“.

Sembra quantomeno ipocrisia che a chiedere una cosa del genere siano Paesi che da anni si comportano esattamente così, inviando continui ed ingenti aiuti militari all’Ucraina.

Il tutto, come si fossero dimenticati degli accordi di Minsk, ripetutamente infranti dall’Ucraina tramite gli attacchi degli 7-8 anni alle Repubbliche del Donbass per la quali addirittura il Presidente della Repubblica Sergio Mattarela era intervenuto chiedendo a Putin di intervenire (approfondimento al link).

Il Protocollo di Minsk era stato stipulato in presenza, tra gli altri, dei mediatori Angela Merkel e Francois Hollande e proprio il mancato rispetto degli accordi spinse la Russia ad accogliere la richiesta di aiuto lanciata dalle Repubbliche del Donbass a causa del mancato “cessate il fuocoucraino nonstante le ripetute richieste.

Ue: a breve nuova tassa sul riscaldamento

Nel mirino i riscaldamenti a gas e carbone ma saranno interessati anche trasporti ed edilizia.
Il tutto mentre il leader politici vanno alle conferenze sul clima ognuno con un jet privato.

L’Unione Europea sta pianificando l’introduzione di una nuova tassa sul riscaldamento per contrastare le emissioni di gas serra e limitare la combustione di combustibili fossili.

Questa imposta colpirà principalmente coloro che utilizzano il riscaldamento a carbone e a gas nelle loro abitazioni, come riporta Polonia Oggi.

Le nuove disposizioni sono il risultato del cambiamento del sistema ETS (Emission Trading System) in ETS 2.

L’introduzione prevista della tassa sul riscaldamento prevede una prospettiva dei prossimi 2-3 anni, con cambiamenti che coinvolgeranno anche settori come la navigazione, il trasporto su strada e l’edilizia.

La tassa sul riscaldamento sarà applicata anche al riscaldamento delle case e degli appartamenti.

L’implementazione pianificata dei cambiamenti è prevista a partire dal 2027, ma potrebbe essere ritardata fino al 2028 se i prezzi del gas supereranno una soglia stabilita.

Il costo della tassa non è ancora stato definito in modo preciso e i prezzi dei diritti di emissione dipenderanno dalle condizioni di mercato.

I fondi raccolti dalla nuova tassa andranno direttamente ai bilanci nazionali e saranno destinati ad azioni a favore del clima, come i programmi di termomodernizzazione.

Esiste la possibilità di evitare la nuova tassa cambiando la fonte di riscaldamento in qualcosa di più ecologico, che utilizzi energie rinnovabili, con la possibilità di ottenere finanziamenti dal programma “Aria Pulita” fino al 2028.

Il tutto, mentre i leader politici vanno alle conferenze sul clima ognuno con un jet privato, che inquinano quanto lo spostamento di milioni di cittadini.