M5S: von der Leyen ci ha svenduti, Pd ci aiuti a sfiduciarla

Tridico: Ursula von der Leyen ha accettato i dazi al 15% e si è impegnata per 750 miliardi in energia e armi con gli Usa senza ottenere la web tax sui colossi digitali.

Il M5S, guidato in Europa da Pasquale Tridico, sta raccogliendo firme per una nuova mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen, accusata di aver ceduto agli Usa sui dazi. 

Tridico invita il Pd a sostenere la mozione con le sue 21 firme, rilevando malumori tra i dem per l’accordo commerciale che penalizza l’Ue

In Calabria, dopo le dimissioni di Occhiuto, il M5S rivendica il candidato per le Regionali, proponendo nomi come Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico

Come riporta Il Fatto Quotidiano, Tridico critica von der Leyen per aver “svenduto” gli interessi Ue, accettando dazi al 15% e impegni per 750 miliardi in energia e armi Usa, senza ottenere la web tax sui colossi digitali.

L’accordo sui dazi è una resa. Von der Leyen ha svenduto agli Stati Uniti la nostra politica commerciale, cioè il punto di forza della Ue”, dichiara Tridico.

Il M5S, già favorevole a una mozione a luglio (bocciata con 360 no, 175 sì e 18 astensioni), cerca 72 firme per ripresentarla a settembre, rivolgendosi ai Socialisti europei e ai liberali, in particolare al Pd.

Russia stila elenco russofobi: c’è anche Mattarella. Farnesina convoca ambasciatore russo

Nella lista sono riportate le citazioni d’odio contro la Russia.
Ci sono anche Merz (Germania), Macron (Francia), 3 volte Rutte (Nato) e ben 7 volte Kallas (Ue).

Il ministero degli Affari esteri sta per convocare l’ambasciatore russo in Italia per contestargli l’inserimento di alte cariche della Repubblica italiana in un presunto elenco di soggetti “russofobi.

Lo rendono noto fonti della Farnesina, citate da Ansa.

Il ministero degli Esteri russo ha pubblicato una lista di dichiarazioni di dirigenti di vari Paesi occidentali, tra le quali una del presidente Sergio Mattarella, presentate come esempi di ‘hate speech‘ (ovvero discorsi d’odio) contro la Russia.

La frase citata di Mattarella è quella pronunciata durante un discorso all’Università di Marsiglia il 5 febbraio scorso, in cui tracciava un parallelo tra le guerre di conquista del Terzo Reich tedesco e l’attacco russo all’Ucraina.

La lista, anticipata da La Repubblica, è postata sul sito del ministero degli Esteri russo, con il titolo ‘Esempi di dichiarazioni di responsabili e rappresentanti delle élite di Paesi occidentali sulla Russia che usano l’hate speech“.

Dell’elenco fanno parte esponenti di 13 Paesi, della Ue e della Nato.

La frase di Mattarella è l’unica citata per l’Italia.

La lista comprende anche dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente francese Emmanuel Macron, tre del segretario generale della Nato Mark Rutte e ben sette dell’Alto commissario per la politica estera della Ue, Kaja Kallas.

Una sola invece per gli Usa: un’affermazione del senatore Lindsay Graham.

Zelensky fa marcia indietro sulla legge che limita l’indipendenza delle agenzia anticorruzione

Le forti e continue manifestazioni di protesta hanno spinto il presidente a proporre di ripristinare la legge.
L’Ue spinge per togliere democrazia e ricatta: se l’Ucraina toglie la legge, a rischio gli aiuti e la candidatura per entrare nell’Ue.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto marcia indietro su una controversa legge che limitava l’indipendenza delle agenzie anticorruzione, dopo proteste nazionali e critiche internazionali (approfondimento al link).

La legge, firmata martedì, poneva la National Anti-Corruption Bureau (NABU) e la Specialised Anti-Corruption Prosecutor’s Office (SAPO) sotto il controllo del procuratore generale, nominato dal presidente, suscitando timori di un accentramento di potere.

Le proteste, le prime contro il governo dall’inizio della guerra con la Russia iniziata nel 2022, si sono svolte in città come Kyiv, Lviv, Dnipro e Odesa.

I manifestanti, tra cui veterani e giovani, hanno chiesto il veto sulla legge, accusando Zelensky di favorire i lealisti e minare la democrazia.

L’Unione Europea ha espresso preoccupazione, avvertendo che la mossa potrebbe compromettere gli aiuti finanziari e la candidatura dell’Ucraina all’UE.

Giovedì, come riporta Politico, Zelensky ha annunciato una nuova proposta di legge per ripristinare l’indipendenza delle agenzie, includendo misure come test poligrafici per gli agenti, ma senza dettagli chiari o scadenze.

Tuttavia, la proposta deve ancora essere approvata dal parlamento, dove potrebbe incontrare resistenze.

Le proteste continuano, con i cittadini che chiedono garanzie concrete per la trasparenza e la lotta alla corruzione.

Zelensky firma legge che limita indipendenza agenzie anticorruzione

Ridotta l’autonomia investigativa e nomina supervisionate dal governo.
Migliaia di persone protestano a Kiev ed in altre città per il secondo giorno consecutivo.

La legge approvata dalla Verkhovna Rada il 22 luglio 2025 e firmata dal Presidente Volodymyr Zelensky introduce modifiche significative all’autonomia delle due principali agenzie anticorruzione ucraine: l’Ufficio Nazionale Anticorruzione (NABU) e la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO).

La nuova normativa prevede il trasferimento del controllo al governo, che avrà d’ora in poi il potere di esercitare una supervisione sulle nomine e sulle operazioni di NABU e SAPO. In precedenza, queste agenzie godevano di un significativo grado di indipendenza per garantire indagini imparziali sulla corruzione, specialmente tra i funzionari di alto livello. Ora, il processo di selezione dei capi di queste istituzioni e altre decisioni chiave saranno soggetti a una supervisione governativa più diretta.

Le modifiche introdotte riducono anche l’autonomia investigativa di NABU e SAPO, che sarà ora più suscettibile a influenze politiche. Questo include la possibilità per il governo di influenzare le priorità delle indagini o di interferire nella gestione interna delle agenzie.

A Kiev ed in altre città, come riporta Giubbe Rosse, si registrano proteste da parte di migliaia di persone per il secondo giorno consecutivo.

Polonia: Nawrocki presenta lo staff e annuncia che la Polonia non cederà ulteriori competenze all’Europa

Il nuovo presidente polacco critica anche le azioni della Germania sui migranti al confine con la Polonia.
Lech Walesa rifiuta l’invito alla cerimonia del giuramento.

Karol Nawrocki, presidente eletto, ha annunciato i nomi delle persone chiave del suo ufficio.

Zbigniew Bogucki diventerà il capo del Ufficio del Presidente, mentre il suo vice sarà Adam Andruszkiewicz, responsabile del successo della campagna sui social media.

Agnieszka Jędrzak, in precedenza legata all’Istituto della Memoria Nazionale, sarà responsabile dei contatti con la Polonia all’estero, mentre Jan Krzysztof Ardanowski diventerà consulente nel settore dell’agricoltura.

In un’intervista rilasciata a Radio Maryja, Nawrocki ha annunciato il suo sostegno alle leggi favorevoli ai cittadini polacchi, come l’aumento della franchigia fiscale fino a 60.000 złoty. Sostiene la deregolamentazione e le riforme annunciate dal governo. Ha sottolineato anche la necessità di riformare il sistema giudiziario e la forma costituzionale dello Stato, annunciando la possibilità di un referendum nel 2026.

Il presidente eletto, come riporta Polonia Oggi, ha inoltre annunciato la sua opposizione al trasferimento di competenze dello Stato alle organizzazioni internazionali.

Nawrocki ha anche affrontato la questione della sicurezza del confine occidentale, criticando le azioni della Germania e lodando l’attività del Ruch Obrony Granic (il Movimento per la difesa dei confini). Ha infine annunciato possibili iniziative nell’ambito del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Il giuramento del nuovo capo dello Stato avrà luogo il 6 agosto, senza la partecipazione di Lech Wałęsa, che ha declinato l’invito.