Polonia: proteste contro le politiche climatiche dell’Ue

Manifestazione a Varsavia organizzata dal sindacato che invita il premier Tusk all’azione.
Presenti anche le forze dell’opposizione.

Migliaia di aderenti al sindacato polacco NSZZ Solidarność hanno sfilato a Varsavia dal centro storico fino alla sede del Sejm, la camera bassa del parlamento polacco, per richiedere un referendum nazionale sulle normative ambientali comunitarie e sollecitare il blocco del piano europeo denominato Green Deal.

L’iniziativa si inserisce nel contesto della mozione ufficiale depositata al Senato dal presidente della Repubblica Karol Nawrocki per l’indizione di una consultazione popolare, sulla base di un accordo programmatico precedentemente sottoscritto con la Commissione nazionale del sindacato.

Alla mobilitazione, come riporta Polonia Oggi, hanno preso parte anche i vertici delle forze di opposizione, tra cui il partito conservatore PiS e la coalizione di destra Konfederacja.

Oltre alla contestazione delle politiche energetiche, l’organizzazione sindacale richiede l’interruzione dei licenziamenti collettivi, la rivalutazione dei salari nel pubblico impiego e lo sblocco di investimenti infrastrutturali e industriali strategici quali il CPK (Il progettato hub aeroportuale e ferroviario centrale polacco), le centrali nucleari e il potenziamento dei porti marittimi.

In ambito europeo, la Commissione ha pianificato il varo di una riforma strutturale del sistema ETS (Emission Trading System, il mercato europeo delle quote di emissione) entro il prossimo luglio, mirata a reindirizzare i proventi dei diritti di CO2 verso l’innovazione tecnologica ecologica.

Il vice-presidente del PiS, Przemysław Czarnek, ha dichiarato che la Polonia deve uscire dal sistema ETS per salvaguardare il tessuto industriale e i posti di lavoro nazionali, sfruttando le riserve energetiche interne di carbone.

Il capo del gabinetto presidenziale Paweł Szefernaker ha espresso il ringraziamento del capo dello Stato ai lavoratori per il supporto all’azione istituzionale, mentre il presidente di Solidarność, Piotr Duda, ha rilevato l’ampia partecipazione alla marcia, affermando che i cittadini hanno il diritto legale di esprimersi direttamente sulle decisioni economiche che li riguardano e invitando il primo ministro Donald Tusk a considerare la rilevanza numerica della protesta.

Mosca: massimo sostegno a Cuba, condanniamo ogni minaccia

Zakharova: la Russia fornirà massimo sostegno al fraterno popolo cubano, contro il tentativo americano di strangolarla economicamente.

La Russia continuerà a “fornire il massimo sostegno al fraterno popolo cubano” mentre gli Usa cercano di “strangolarla economicamente“.

Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, come riportato da Ansa: “Confermiamo la nostra piena solidarietà a Cuba, condanniamo risolutamente qualsiasi tentativo di interferenza grossolana negli affari interni di uno Stato sovrano, intimidazione e applicazione di misure restrittive unilaterali illegali, minacce e ricatti“, ha detto Zakharova, citata dalla Tass.

Accordo Usa-Iran in fase di finalizzazione

Lo annunciano i media arabi: il capo dell’esercito pachistano potrebbe a breve recarsi in Iran per la versione definitiva.

Secondo quanto riportato da Iran International, che riprende l’emittente televisiva araba Al Arabiya, sono in corso i lavori per limare il testo di un accordo tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

L’annuncio del completamento potrebbe arrivare “entro poche ore“, come riportato da Ansa.

Secondo quanto riferito da Al Arabiya, inoltre, il capo dell’esercito pachistano, Asim Munir, potrebbe recarsi in Iran domani per annunciare la versione definitiva del documento.

Ebola: rischio per i Mondiali di calcio

Le autorità messicane lanciano l’allarme per l’epidemia: i giocatori del Congo dovrebbero fare la quarantena e dovrebbe essere impedito l’ingresso nel Paese ai tifosi.

Le autorità sanitarie del Messico hanno lanciato un allarme di fronte al rischio che l’epidemia di Ebola raggiunga il Messico durante i Mondiali di calcio tenendo conto che si disputerà nel Paese una delle tre partite della nazionale della Repubblica Democratica del Congo (Rdc).

Il ministro della Salute, David Kershenobich, ha comunicato oggi di aver emesso un allerta epidemiologica alle strutture sanitarie e che le autorità mantengono una “vigilanza attiva” e rimangono “attente a qualsiasi caso di importazione“.

L’esperto messicano di malattie infettive Francisco Moreno ha suggerito tuttavia che i giocatori africani dovrebbero sottoporsi a una quarantena di 21 giorni, ovvero “il periodo di incubazione del virus“, e che ai tifosi provenienti da quel Paese non dovrebbe essere consentito l’ingresso in Messico, come misura per prevenire i contagi.

Sono misure severe, ma abbiamo già visto cosa può succedere se non prendiamo sul serio questo tipo di infezioni virali“, ha affermato Moreno, come riportato da Ansa.

La nazionale congolese affronterà la Colombia il 23 giugno nella città occidentale di Guadalajara, mentre gli Stati Uniti ospiteranno altre due partite: una contro l’Uzbekistan ad Atlanta il 27 giugno e un’altra contro il Portogallo a Houston il 17 giugno.

Cina: ordine mondiale pericolosamente vicino a legge della giungla

Xi Jinping: unilateralismo ed egemonia rappresentano gravi minacce. Russia e Cina devono rafforzare il coordinamento per evitare che si torni alla legge del più forte.

Il mondo è ben lontano dall’essere pacifico, con l’unilateralismo e l’egemonia che rappresentano gravi minacce, portando l’ordine internazionale pericolosamente vicino a un ritorno alla lotta per il potere e al dominio in stile ‘legge della giungla’.

Lo ha affermato il presidente cinese Xi Jinping, citato dal South China Morning Post e poi ripreso da Ansa.

Xi sostiene che Cina e Russia dovrebbero rafforzare il loro coordinamento internazionale, dato che il mondo non è pacifico, mettendo in guardia contro il “prepotente unilaterale” e la “legge della giungla“.