Soldi per onorificenze: si dimette l’aiuto del principe Carlo

A lungo tra i più stretti collaboratori, era ceo della Princès Foundation.
Al centro dello scandalo un’onorificenza ad un tycoon saudita.

Si è dimesso Michael Fawcett.

L’ex aiutante del principe Carlo, da anni tra i suoi più stretti collaboratori oltre che ceo della Princès Foundation (fondazione creata dall’erede al trono) ed ex assistente personale (valet), ha rassegnato le dimissioni in seguito allo scandalo legato alla concessione di onorificenze reali in cambio di cospicue donazioni.

Come riporta Leggo citando a sua volta il Daily Mail, infatti, al centro dello scandalo ci sarebbero le accuse di aver agevolato cospicue donazioni in denaro alla Princès Foundation da parte di un tycoon saudita che in cambio ha ottenuto una importante onorificenza reale nel 2016.

Un portavoce di Clarence House, inoltre, ha precisato che non ci saranno più legami fra le attività del principe di Galles e Fawcett, anche per quanto riguarda la società di organizzazione di eventi dell’ex valet di Carlo.

Festa dei single: boom di vendite su Alibaba

La festa spopola trai giovani.
Record d’incassi per il colosso delle vendite online.

74 miliardi di euro incassati in un giorno solo.

La cifra è il nuovo record registrato da Alibaba, colosso cinese del commercio online, grazie alla “Festa dei single” (anche nota come “Singles day” o, in mandarino “Guanggun Jie”).

Questa giornata si festeggia dal 1993 e sta spopolando tra i giovani che, praticamente come accade durante il “black Friday”, possono acquistare su internet milioni di prodotti in saldo, dall’abbigliamento all’informatica, passando per gli alimentari.

Rispetto alla festa dell’anno scorso, Alibaba ha incassato addirittura 10 miliardi di euro in più (ovvero circa l’8,5%): questa giornata, in Cina, ha un impatto talmente forte da superare gli eventi americani del “black Friday”, del “Prime Day” e del “Cyber Monday” che messi insieme hanno toccato quota 30,7 miliardi di dollari.

Nonostante la giornata sia stata in parte danneggiata dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime che hanno frenato anche la produzione cinese, Alibaba ha registrato entrate per un totale complessivo pari a 540,3 miliardi di yuan mentre la concorrente JD.com ha dichiarato vendite per 48,7 miliardi di dollari.

Ad aver partecipato al festival sono stati circa 290.000 marchi.

Clima: l’1% più ricco emette 30 più del livello sostenibile

Ognuno dovrebbe inquinare la metà per scongiurare il surriscaldamento.
La Banca Mondiale promette 25 miliardi di dollari all’anno.

Nel 2030 le emissioni di CO2 prodotte dall’1% di persone più ricco del mondo saranno 30 volte superiori ai livelli sostenibili, individuati dagli Accordi di Parigi per limitare l’aumento entro 1,5 gradi rispetto all’era pre-industriale.

È quanto emerge dal nuovo rapporto ambientale firmato da Oxfam in collaborazione con l’Institute for European Environmental Policy (IEEP) e lo Stockholm Environment Institute (SEI).

In buona sostanza, come riporta “Il Mattino”, si sta ammettendo che gli obiettivi del 2015 sono già fuori asse, impossibili da raggiungere e già con conseguenze imprevedibili.

Il report aggiunge inoltre che, per scongiurare il riscaldamento globale oltre 1,5 gradi, ciascun abitante del pianeta dovrebbe inquinare la metà rispetto ad oggi. Tradotto in numeri, per centrare l’obiettivo del grado e mezzo entro il 2030, ogni persona sul pianeta dovrebbe essere responsabile dell’emissione di appena 2,3 tonnellate di CO2 all’anno in atmosfera (che equivale appunto a circa la metà di quanto avviene oggi).

Trattandosi di medie, i livelli di emissioni prodotti dalla metà più povera del pianeta, saranno ancora molto al di sotto di quanto sostenibile per limitare l’aumento delle temperature, mentre l’1% più ricco del mondo supererà la soglia di guardia di ben 30 volte ed il 10% più ricco di 9 volte.

Per capire meglio, l’esempio che viene riportato è il seguente: un singolo volo spaziale inquina quanto il miliardo di persone più povere del mondo.

L’1% più ricco, dunque, dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 97% rispetto ad oggi.

Se parliamo di Stati, entro il 2030 la sola Cina sarà responsabile di circa un quarto dell’inquinamento totale (il 23%) mentre gli Usa di circa un quinto (il 19%) e l’India per poco più di un decimo (l’11%).

Sul tema è intervenuta Emily Ghosh dello Stockholm Environment Institute:

La nostra ricerca ci dice quanto sia importante garantire una distribuzione più equa di quel che rimane del budget globale di carbonio. Se non cambiamo rotta, rimarranno incolmabili le disuguaglianze di reddito e di emissioni tra la popolazione mondiale, in barba al principio di equità che è al centro dell’accordo di Parigi. Fissando gli obiettivi di riduzione delle emissioni, i governi devono porre al centro l’analisi della disuguaglianza di produzione di CO2.

Dopo il richiamo di Mario Draghi (“la Banca Mondiale oggi fa molto poco sul clima”), come riporta “La Stampa”, la Banca Mondiale ha deciso di impegnarsi a finanziare 25 miliardi di dollari all’anno fino al 2025 attraverso il Climate Action Plan, piano comprende un programma sull’agricoltura e il settore alimentare.

Anche il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz ha detto la sua:

Pur temendo l’opposizione ben finanziata delle lobby industriali, se ben gestita la transizione si può trasformare in una grandiosa occasione di nuova occupazione e nuovo sviluppo; la Banca Mondiale deve focalizzare i suoi interventi sulla sostenibilità ambientale.

Le vecchie cannucce del McDonald’s? Possono valere fino a 5.000 €

Le cannucce in plastica sono state sostituite da quelle in carta.
Dall’Inghilterra la “moda” impazza su eBay.

La guerra alla plastica, sempre più estesa, non ha escluso McDonald’s che, ormai da qualche tempo, ha sostituito le sue cannucce passando da quelle in plastica a quelle in carta.

Oltre al risvolto ecologico, però, ce n’è stato uno che molto probabilmente in pochi si sarebbero aspettati: le vecchie cannucce in plastica sono diventate ora oggetto del desiderio.

Sui siti di compravendita online, infatti, può capitare che valgano una vera e propria fortuna: addirittura 5.000 euro.

La tendenza arriva dall’Inghilterra dove, facendo un giro su eBay, le si possono trovare ad un prezzo che arriva alle 5.000 sterline (ovvero più o meno 5.870 euro)

Non tutti sono disposti o interessati ad un prezzo simile, ovviamente, ma sono sempre di più i nostalgici che le cercano e, quasi incredibilmente, c’è anche chi le aveva conservate dopo essere stato al colosso dei fast food.

Biden attacca Russia e Cina per le assenze ai vertici

Secondo attacco in pochi giorni.
I due leaders non erano presenti ai vertici sul clima.

Secondo attacco in pochi giorni da parte di Joe Biden verso Xi Jinping e Vladimir Putin.

Il presidente americano ritiene che, per non essersi uniti agli altri capi di Stato al vertice delle Nazioni unite sul clima (la Cop26, a Glasgow), Cina e Russia abbiano commesso un grosso errore, perdendo la loro influenza.

Più precisamente, ha dichiarato a margine del vertice:

Penso che sia stato un grosso errore, francamente. Il resto del mondo guarderà alla Cina e dirà, quale valore aggiunto sta fornendo? Ha perso la capacità di influenzare le persone in tutto il mondo e tutte le persone qui.

E lo stesso vale per la Russia di Putin:

Letteralmente, la tundra sta bruciando. Ha seri problemi climatici e Putin rimane muto sulla sua disponibilità a fare qualsiasi cosa.

Già domenica il presidente a stelle e strisce aveva accusato i due Paesi, insieme all’Arabia Saudita, di aver ostacolato una dichiarazione più forte sui cambiamenti climatici al vertice del G20 tenutosi a Roma.