Trump: ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, o cesserà di esistere

Il presidente americano a 360 gradi.
Sull’Iraq: non abbandonerò mai i nostri alleati.
Sul Venezuela: riempiremo le nostre riserve con il loro petrolio.
Sulla Polonia: nutro grande rispetto per il presidente polacco, possibile base militare in Polonia.

“Ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, oppure cesserà di esistere“.

Così Donald Trump ha risposto ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per il Texas, riferendosi ai colloqui con Teheran. Il presidente americano è stato interpellato anche sul volo FlyDubai e sulla possibilità di ritorsioni da parte degli Stati Uniti qualora venisse confermato un coinvolgimento dell’Iran.

“Saranno colpiti duramente. Non preoccupatevi“, ha dichiarato Trump, come riporta Rai News. Alla domanda se fosse stato informato del coinvolgimento iraniano, il presidente ha risposto: “Direi di sì, in base a quello che sento. Ma ci stiamo lavorando proprio ora“.

Trump ha quindi parlato dell’Iraq: “Non abbandonerò mai i nostri alleati“, ha affermato.

Sul Venezuela, invece, il presidente ha dichiarato: “Riempiremo le nostre riserve strategiche nazionali con il petrolio venezuelano“.

Interpellato sul rilascio da parte del Regno Unito dei sospetti legati alla base militare, Trump ha detto di essere rimasto “sorpreso“. “Ho molto rispetto per Scotland Yard. Penso che sappiano quello che fanno, ma sono rimasto un pò sorpreso“, ha aggiunto.

Il presidente americano ha risposto anche a una domanda sulla possibilità di una base militare statunitense in Polonia. “Nutriamo grande rispetto per il presidente polacco, quindi stiamo valutando la questione. E potrebbe concretizzarsi“, ha detto Trump.

Kallas: Ue deve riarmarsi più velocemente

L’Alto rappresentante Ue: accelerare produzione militare e investimenti in difesa per essere capaci di proteggersi entro il 2030.
Ma allora perchè la Russia non attacca subito sapendo che siamo impreparati? Qualcosa non torna nella logica Ue.

L’Unione europea deve accelerare la produzione militare e gli investimenti nella difesa se intende rendersi capace di proteggersi entro la fine del decennio.

Come riporta Adnkronos, lo ha detto l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, secondo cui i ritmi attuali dell’industria bellica comunitaria non bastano a fronteggiare l’incombere delle manovre russe.

Resta da capire perchè, se quanto dice Kallas fosse vero, la Russia non dovrebbe attaccare subito sapendo che l’Ue è impreparata.

AfD vuole organizzare un forum con Russia e Usa per riaprire il Nord Stream 2

L’idea del partito tedesco è per il 2027 con la volontà di riaprire le forniture di gas russo.
Verdi e Cdu aspramente contrari.

Il partito tedesco di estrema destra AfD sta organizzando un forum con la Russia e gli Stati Uniti per il 2027 per discutere la ripresa del progetto Nord Stream e la cooperazione economica.

Markus Frohnmaier, vicecapogruppo parlamentare dell’AfD, ha affermato che il suo partito è in contatto con Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, in merito all’evento.

La copresidente dell’AfD Alice Weidel, come riporta Ansa, ha chiesto da tempo la fine del boicottaggio delle importazioni di petrolio e gas dalla Russia.

All’inizio di giugno Frohnmaier si è recato in Russia e ha incontrato Alexey Miller, amministratore delegato del gruppo energetico russo Gazprom, con il quale ha sollecitato la riapertura del gasdotto Nord Stream. I piani sono stati aspramente criticati da altri partiti tedeschi, come i Verdi e la Cdu.

La Russia risponde agli espropri dell’Ue: la tedesca Metro perde il controllo operativo per decreto

L’Ue congela gli asset russi e li vuole usare per finanziare la guerra in Ucraina.
La Russia risponde togliendo per decreto il controllo operativo delle aziende dei “Paesi ostili”.
Metro nell’ultimo anno aveva incrementato le vendite in Russia di oltre 2 miliardi di euro.

Il grossista e rivenditore alimentare tedesco Metro AG ha perso lunedì il controllo operativo della sua controllata russa, dopo che il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che pone l’azienda sotto amministrazione temporanea.

Il provvedimento, come riporta Euronews, affida temporaneamente la gestione delle attività russe di Metro Cash & Carry alla società UK Torg RUS.

Il decreto, pubblicato lunedì su un sito del governo russo, arriva dopo misure analoghe adottate contro le attività russe del gruppo alimentare Nestlé e della catena francese Auchan in base a un decreto del 2023 rivolto alle imprese legate a “Paesi ostili“.

L’amministrazione temporanea ha già portato proprietari locali a rilevare le attività russe della società lattiero-casearia francese Danone e del birrificio danese Carlsberg a prezzi di saldo.

Metro ha precisato di essere ancora formalmente proprietaria della controllata russa, ma di non avere più il controllo operativo. Il gruppo ha spiegato di stare analizzando le conseguenze del decreto e ha reso noto che Torg RUS è di proprietà di Johannes Tholey, amministratore delegato di Metro Russia.

Metro ha inoltre ricordato di aver cominciato a ridurre i propri legami con le sue attività in Russia dopo il conflitto con l’Ucraina nel 2022.

Metro è entrata nel mercato russo nel 2001 e vi gestiva 91 punti vendita all’ingrosso, con circa 9.000 dipendenti.

La Russia resta comunque un mercato significativo per il gruppo tedesco.

Nei primi nove mesi dell’anno finanziario 2025/26, le vendite di Metro in Russia sono aumentate del 10,3% in valore, fino a 2,14 miliardi di euro. Il Paese ha rappresentato circa l’8,7% del fatturato complessivo del gruppo Metro AG nel periodo.

Sud Corea: altamente delusi dall’Ucraina

Kiev divulga la notizia di prigionieri di guerra nordcoreani inviati a Seul, che replica: molto grave che l’Ucraina abbia violato il patto di riservatezza, rovinata la fiducia.
Possibili ritorsioni sulle forniture di armi da Seul a Kiev.

La Corea del Sud ha chiesto all’Ucraina di scusarsi per aver negato l’esistenza di un accordo che prevedeva di mantenere riservato il trasferimento a Seul di due prigionieri di guerra nordcoreani catturati sul territorio ucraino.

La disputa è iniziata dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato la scorsa settimana che il suo Paese aveva inviato in Corea del Sud due soldati nordcoreani, aggiungendo che “non è stato facile catturarli vivi“.

La tensione rischia di complicare gli sforzi di Kiev per ottenere armamenti dagli alleati, inclusa la Corea del Sud, come riporta Euronews.

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, su X, ha criticato duramente la rivelazione di Zelensky:

“Non so perché la parte ucraina abbia infranto l’accordo e reso pubblica la vicenda, ma sono molto deluso“.

Il consigliere di Zelensky, Dmytro Lytvyn, ha cercato di ridimensionare la questione, sostenendo che il presidente si era limitato a rendere noto che i soldati erano stati consegnati alla Corea del Sud. L’Ucraina è un “Paese aperto”, ha sottolineato Lytvyn, aggiungendo che sarebbe “insolito” trasferire i soldati in segreto.

Ma Seul ha condannato la rivelazione come una violazione della fiducia.

Seong Ghi-hong, segretario presidenziale senior per le relazioni pubbliche, ha dichiarato in un comunicato diffuso domenica sera che la Corea del Sud “sta valutando ulteriori misure eventualmente necessarie in relazione a questa vicenda“.

“È di per sé una questione molto grave che la parte ucraina abbia violato l’accordo di riservatezza tra i due Paesi e abbia divulgato unilateralmente le informazioni“, ha affermato.

“Ma la falsa dichiarazione dell’ufficio stampa della presidenza ucraina, secondo cui non vi sarebbe stato alcun accordo di riservatezza, mina seriamente la fiducia tra i due governi e danneggia gravemente le relazioni amichevoli tra i due Paesi“, ha aggiunto.

L’ufficio presidenziale sudcoreano chiede “una spiegazione ufficiale e scuse“, ha detto Seong.