Con il 99,98% dei voti scrutinati, Flavio Bolsonaro è in testa con il 47,03% dei voti, mentre Lula ha il 45,16%.
In Brasile si andrà dunque al secondo turno, ovvero al ballottaggio, domenica 25 ottobre come riporta Giubbe Rosse.
Bolsonaro in testa col 47,03%; Lula segue al 45,16%.
Ballottaggio domenica 25 ottobre.
Con il 99,98% dei voti scrutinati, Flavio Bolsonaro è in testa con il 47,03% dei voti, mentre Lula ha il 45,16%.
In Brasile si andrà dunque al secondo turno, ovvero al ballottaggio, domenica 25 ottobre come riporta Giubbe Rosse.
Il nazionalista serbo-bosniaco e contrario all’adesione della Bosnia all’Ue: ampia maggioranza, nessuno dovrebbe chiederci di cambiare la nostra linea politica.
Milorad Dodik, politico nazionalista serbo-bosniaco, ha rivendicato la vittoria del suo partito alle elezioni in Bosnia, in un voto segnato dalle difficoltà economiche, dal percorso verso una possibile adesione all’Unione Europea e dalle tensioni etniche che continuano a caratterizzare il Paese dopo la guerra del 1992-1995.
Dodik, figura politica vicina alla Russia, pur non essendo candidato alle elezioni ha avuto un ruolo centrale nella campagna elettorale, rilanciando posizioni separatiste.
In una conferenza stampa nella tarda serata di domenica, come riportato da LaPresse Italy, Dodik ha affermato che il suo partito nazionalista avrebbe ottenuto anche un’ampia maggioranza nell’Assemblea della Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba della Bosnia.
Il politico ha attribuito il risultato anche al sostegno del presidente russo Vladimir Putin e alla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi del 2024: “Nessuno dovrebbe chiederci di cambiare la nostra linea politica“, ha dichiarato Dodik, ribadendo la volontà di proseguire sulla stessa strada politica.
Dodik è già stato presidente della Republika Srpska. Gli è stato però vietato di ricoprire incarichi pubblici dopo la condanna dello scorso anno per aver disatteso le decisioni dell’Alto rappresentante internazionale incaricato di supervisionare l’attuazione degli accordi di pace del 1995, che misero fine alla guerra in Bosnia.
La base era usata dagli Usa per lanciare attacchi contro l’Iran.
Gli aerei sono stati ridispiegati nelle loro basi originarie negli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti hanno confermato di aver ritirato tutti i bombardieri B-1 dalla base aerea britannica della Raf di Fairford, al centro di un’indagine antiterrorismo in seguito a un misterioso incidente di sicurezza avvenuto il mese scorso.
Il 27 settembre, la polizia è stata chiamata alla base nel sud-ovest dell’Inghilterra dopo che un agricoltore locale aveva segnalato un gruppo di uomini con diversi furgoni impegnati in attività “sospette”. Gli investigatori, tuttavia, non hanno trovato esplosivi e i cinque cittadini britannici residenti a Londra arrestati nell’ambito dell’episodio sono stati rilasciati su cauzione.
L’allarme ha costretto all’evacuazione di 85 abitazioni situate vicino alla base aerea, utilizzata dagli Stati Uniti per lanciare attacchi contro l’Iran. In una dichiarazione rilasciata da un funzionario del Pentagono, si legge: “Possiamo confermare che tutti i bombardieri statunitensi schierati presso la base Raf di Fairford sono stati ridispiegati nelle loro basi di origine negli Stati Uniti“.
Il presidente slovacco: insolita udienza al chiuso; Zelensky rifiuta ogni proposta di cessate il fuoco sostenendo che tutti gli debbano dare tutto.
Non siamo in guerra con nessuno, non daremo armi all’Ucraina.
Kiev sta definitivamente perdendo la guerra.
In un’udienza del Consiglio europeo avvenuta insolitamente al chiuso, il presidente ucraino avrebbe provato a corrompere quello slovacco.
Fico, infatti, dice che Zelesnky gli ha offerto 500 milioni di euro in beni Russi congelati perchè votasse a favore dell‘ingresso dell’Ucraina nella Nato.
Inoltre, continua il presidente della Slovacchia, Zelensky rifiuterebbe ogni proposta di cessate il fuoco e di negoziato, insistendo sul fatto che tutti gli debbano dare tutto.
Fico aggiunge che la Slovacchia non è in guerra con nessuno, nè con la Russia nè l’Ucraina, ma che non forniranno armi a Kiev.
Infine, ammette che l’Ucraina stia definitivamente perdendo la guerra.
Il video è reperibile al link.
Il presidente russo: il tenore di vita europeo è in calo e i disoccupati in aumento, la crisi sta erodendo le fondamenta europee; ma non sta alla Russia criticare le loro politiche economiche.
Il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto alla sessione plenaria del 23esimo incontro annuale del Valdai Internationale Discussion Club osservando che la Russia comprende le difficoltà economiche dei Paesi europei, ma non intende criticare le politiche economiche europee.
Secondo Putin, il tenore di vita nei Paesi europei è in calo ed il numero dei disoccupati è in aumento.
I cittadini delle principali economie europee, dei Paesi europei e delle economie in generale ne stanno subendo le conseguenze, la crisi sta erodendo le fondamenta stesse dell’Unione Europea.