Bosnia: Dodik rivendica la vittoria

Il nazionalista serbo-bosniaco e contrario all’adesione della Bosnia all’Ue: ampia maggioranza, nessuno dovrebbe chiederci di cambiare la nostra linea politica.

Milorad Dodik, politico nazionalista serbo-bosniaco, ha rivendicato la vittoria del suo partito alle elezioni in Bosnia, in un voto segnato dalle difficoltà economiche, dal percorso verso una possibile adesione all’Unione Europea e dalle tensioni etniche che continuano a caratterizzare il Paese dopo la guerra del 1992-1995.

Dodik, figura politica vicina alla Russia, pur non essendo candidato alle elezioni ha avuto un ruolo centrale nella campagna elettorale, rilanciando posizioni separatiste.

In una conferenza stampa nella tarda serata di domenica, come riportato da LaPresse Italy, Dodik ha affermato che il suo partito nazionalista avrebbe ottenuto anche un’ampia maggioranza nell’Assemblea della Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba della Bosnia.

Il politico ha attribuito il risultato anche al sostegno del presidente russo Vladimir Putin e alla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi del 2024: “Nessuno dovrebbe chiederci di cambiare la nostra linea politica“, ha dichiarato Dodik, ribadendo la volontà di proseguire sulla stessa strada politica.

Dodik è già stato presidente della Republika Srpska. Gli è stato però vietato di ricoprire incarichi pubblici dopo la condanna dello scorso anno per aver disatteso le decisioni dell’Alto rappresentante internazionale incaricato di supervisionare l’attuazione degli accordi di pace del 1995, che misero fine alla guerra in Bosnia.

Biden: processare Putin per crimini di guerra

Il presidente americano chiede il processo.
Putin può fare lo stesso per le guerre degli Usa?

Processare Putin per crimini di guerra.

È la richiesta avanzata da Joe Biden.

Il presidente americano, inoltre, attraverso il proprio ambasciatore all’Onu ha anche chiesto la sospensione di Mosca dal consiglio delle Nazioni Unite dedicato ai diritti umani.

La richiesta è scattata dopo gli scontri di Bucha e l’Unione Europea, per bocca di Ursula von der Leyen, la presidente, ha comunicato l’istituzione “di una squadra investigativa comune con Kiev per raccogliere prove” ed indagare.

Stando a quanto riporta “Italpress”, sul tema è intervenuto anche il premier inglese Boris Johnson, parlando di un crimine “imperdonabile“.

Ancora più duro Volodymyr Zelensky:

“I soldati russi sono dei macellai, assassini, torturatori, stupratori e saccheggiatori“.

Da parte sua, la Russia smentisce le accuse. Putin, inoltre, potrebbe a sua volta chiedere un processo per crimini di guerra in merito alle guerre Usa (con partecipazione NATO) in Libia, Serbia, Somalia, Bosnia, Afghanistan, Iraq, Siria e Pakistan?