Nuovo farmaco per trattamento schizofrenia: volano azioni Celon Pharma

Le azioni registrano un +40,31%; il presidente: pronto a vendere il progetto.
Il mercato del trattamento della schizofrenia vale 5,4 miliardi di dollari.

Durante la seduta di lunedì della Borsa Valori polacca, il corso delle azioni di Celon Pharma ha registrato risultati record.

L’aumento maggiore è stato influenzato da una nuova ricerca dell’azienda farmaceutica su un farmaco destinato al trattamento della schizofrenia acuta: CPL’36.

I risultati della seconda fase clinica del farmaco hanno portato le azioni della società ad aumentare del 40,31%, come registrato al termine della seduta di Borsa dell’8 luglio di quest’anno.

CPL’36 è un farmaco che ha lo scopo di influenzare un’ampia gamma della fisiopatologia della malattia e di aumentare il livello degli enzimi che sono trasmettitori tra le cellule nella parte del cervello responsabile degli stati psicotici; in confronto, i farmaci attualmente disponibili per la schizofrenia regolano solo i livelli di dopamina e serotonina nel corpo.

Il presidente di Celon Pharma, come riporta Polonia Oggi, ha annunciato di essere disponibile a vendere il suo progetto a un’altra azienda che potrà immediatamente incorporarlo nel suo intero apparato di ricerca e sviluppo per la terza fase di controllo.

Nel corso dell’incontro con gli investitori e i media è stato calcolato che il valore del mercato del trattamento della schizofrenia ammonta a circa 5,4 miliardi di dollari.

Estate 2024: i viaggi d’alta gamma crescono del 26% nonostante le guerre

Le mete più gettonate dalla clientela alto spendente: Cina, Giappone, Sudest
Asiatico.
Trenta partenze speciali in occasione del 50° anniversario di Viaggi dell’Elefante.

Il turismo d’alta gamma non conosce crisi.

Con un aumento del 26% delle prenotazioni rispetto al 2023, e una previsione di mantenere il trend, Viaggi dell’Elefante conferma la tendenza della clientela alto spendente.

Se, da un lato, crollano destinazioni classiche quali alcuni paesi del Medio Oriente, tra cui spiccano Giordania e Israele, per evidenti motivi di sicurezza e a causa dei conflitti in corso, Oman, Emirati Arabi mentre tiene l’Egitto, con le sue meravigliose crociere sul Nilo, dall’altro cresce l’interesse dei viaggiatori italiani nei confronti di mete estere più esotiche come il Giappone e il Sud Est Asiatico:

«Nei primi tre mesi dell’anno abbiamo avuto un’alta richiesta di prenotazioni verso i Paesi dell’Est del Mondo» analizza Enrico Ducrot che, quest’anno, festeggia i 50 anni del Tour Operator fondato dal padre Vittorio e che, per l’occasione, ha riproposto nei propri cataloghi i viaggi di gruppo con accompagnatore.

«A causa del Covid questo tipo di viaggio aveva perso molto appeal -spiega il Ceo di Viaggi dell’Elefante – in questo primo semestre, invece, abbiamo registrato una maggiore richiesta insieme ai viaggi su misura, tour disegnati su desideri e abitudini dei viaggiatori grazie alla nostra squadra di esperti, selezionando le destinazioni più suggestive e garantendo il massimo comfort e professionalità in ogni aspetto dell’itinerario. Per festeggiare il mezzo secolo di attività abbiamo deciso di riproporli e stiamo riscontrando un grande interesse. La nostra programmazione si arricchisce, quest’anno, di trenta partenze speciali per visitare mete legate a ricorrenze, feste, festival ed eventi religiosi.

Ma quali sono le destinazioni più gettonate e richieste in questi mesi di prenotazioni a “Viaggi dell’Elefante”?

C’è una ripartenza forte della Cina, che è stata negli ultimi anni un po’ soffocata dal Giappone – sottolinea Ducrot– che si riconferma una meta molto desiderata. Il sud-est asiatico, con Thailandia, Vietnam, Laos e Cambogia, vanno benissimo. L’India sta crescendo sempre di più e si afferma come un’altra area di compensazione del Medio Oriente. Così come l’Uzbekistan e il Caucaso, quindi, Armenia e Georgia. Si consolidano anche le richieste per l’Islanda, la Scandinavia e l’intramontabile Grecia classica. Sono in ascesa, insieme all’Africa australe, anche la Tanzania e la Namibia. E sta ritornando sicuramente il Sud America, soprattutto il Perù, che è una destinazione estremamente importante per noi. Per quanto concerne il mare si rafforzano molte delle destinazioni più conosciute come le Seychelles e le Mauritius ma registriamo aumenti interessanti anche in relazione al mare del Mozambico e delle Filippine”.

Del resto negli ultimi anni il viaggio è considerato sempre più un “bene primario”, momento di conoscenza e crescita personale al quale i viaggiatori non rinunciano.

Si registra –chiarisce Ducrot un desiderio più allargato di viaggiare. Un cambio di rotta, alla base del quale c’è una vera e propria ricerca di qualcosa di inimitabile, non ripetibile”.

Da sporadico il viaggio diventa una costante durante l’anno, determinata dal desiderio di recuperare energie, conoscere nuovi mondi e culture.

Abbiamo alcuni clienti – aggiunge il Ceo di Viaggi dell’Elefante – che programmano due-tre viaggi all’anno per giungere ai più fortunati che possono permettersi anche sette viaggi. La nostra squadra di artigiani del viaggio non solo è in grado di intuire le esigenze, le aspirazioni, le necessità dei viaggiatori ma di offrire un’esperienza indimenticabile per la quale si è disposti a pagare cifre, anche molto elevate, purché offrano sensazioni completamente appaganti nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità”.

Non solo estero ma anche una forte crescita del nostro Paese che per i turisti stranieri resta sempre appetibile.

Al momento possiamo dire che il turismo nel Bel Paese non ha subito battute d’arresto – continua Enrico Ducrote che il 2024 si sta attestando come un anno decisamente interessante per le destinazioni, uniche e particolari, che proponiamo alla nostra clientela“.

Dalle location dedicate al digital detox ai resort al mare o in montagna, alle terme rigeneranti passando per le città d’arte, un evergreen del turismo nostrano.

Si stanno affermando sempre più, anche in Italia, gli alberghi che diventano vere e proprie destinazioni – racconta Ducrotun mezzo per scoprire nuove mete, grazie anche alla formula del long weekend. Al mare o in montagna sono località che consentono di conoscere nuovi territori, di immergersi nella natura o di godere di esperienze enogastronomiche esclusive”.

Tornando alle tendenze e alle richieste quali sono i consigli per l’estate?

Dalle selvagge terre dell’Indonesia alle incantevoli spiagge del Centro America, come quella della Baja California, – conclude Enrico Ducrotdal Tibet, con il Ladak indiano e cinese, ai maestosi safari in Tanzania, per giungere alle antiche meraviglie dell’India. Numerose le destinazioni, spesso abbinate a momenti particolari come le feste religiose, o festival, oppure il viaggio in Sudafrica in occasione della primavera australe. O ancora Namibia, Usa. In questo momento dell’anno, poi, suggeriamo le Maldive e la Polinesia, particolarmente ambite dai neosposi, che apprezzano le eleganti strutture di lusso perfettamente integrate nel paesaggio. Per chi preferisce la montagna, invece, consiglio l’arco alpino e le destinazioni andine che offrono numerosi resort ad alta quota mentre per coloro che preferiscono il viaggio itinerante suggerisco la magica Irlanda o l’affascinante Scozia che si possono visitare comodamente con il fly & drive per scoprire in autonomia residenze e castelli straordinari”.

A prescindere dal profilo del viaggiatore le proposte di Viaggi dell’Elefante sono uniche e caratterizzate dalla continua ricerca di percorsi fuori dalle rotte di maggiore afflusso.

Una peculiarità che caratterizza l’offerta del tour operator romano sin dal 1974 quando Vittorio Ducrot decise di offrire esperienze di viaggio straordinarie ad una clientela esigente.

Da cinque decenni, Viaggi dell’Elefante rappresenta, dunque, il punto di riferimento per chi cerca non solo la massima qualità nei servizi, ma anche la scoperta di destinazioni esotiche e affascinanti in tutto il mondo. Da allora fino ad oggi, per ognuna di queste mete si selezionano meticolosamente le sistemazioni più confortevoli, le guide locali più preparate, gli accompagnatori più competenti e i vettori aerei più prestigiosi.

Inquinamento: il problema delle auto elettriche

Lo studio arriva dall’Università Tecnologica del Texas e dalla Duke University.
Le batterie avrebbero un impatto ambientale drammatico.

L’onda verde delle auto elettriche rischia di infrangersi sullo scoglio più impensabile, ovvero quello dell’impatto ambientale.

Se è vero che il passaggio a vetture più pulite e alle energie rinnovabili rappresenta la chiave per uscire dal tunnel della crisi climatica, lo è altrettanto che il dibattito sui costi a livello di inquinamento è relativamente ‘nuovo’ e in continua evoluzione.

Di questi giorni lo studio pubblicato su Nature Communications e guidato da Università Tecnologica del Texas e Duke University: mostra come anche le batterie delle auto elettriche possano essere nocive per l’ambiente.

Questo, come riporta Quotidiano.Net, a causa delle sostanze chimiche note come Pfas (sostanze perfluoroalchiliche), utilizzate in molte batterie ricaricabili agli ioni di litio, ‘motore’ della maggior parte dei veicoli a elettroni.

I Pfas hanno una funzione fondamentale: contribuiscono a rendere le batterie meno infiammabili e a condurre l’elettricità. Il problema è che i Pfas, indicati come ‘forever chemicals‘, non si degradano, ma rimangono nell’ambiente praticamente per sempre e si accumulano nell’organismo.

I ricercatori durante il loro lavoro hanno trovato alti livelli di questi composti in campioni di aria, acqua, neve e suolo vicino agli impianti di Stati Uniti, Francia e Belgio che producono queste sostanze.

Dal gruppo di lavoro, guidato da Jennifer Guelfo dell’Università Tecnologica del Texas e Lee Ferguson della Duke, si sottolinea come ridurre “drasticamente le emissioni di CO2 con innovazioni come le auto elettriche” sia “fondamentale, ma non dovrebbe comportare l’effetto collaterale di un aumento dell’inquinamento da Pfas“.

Gli autori dello studio evidenziano che questi composti possono disperdersi nell’ambiente anche attraverso le discariche, dove finisce la maggior parte delle batterie agli ioni di litio: solo il 5% circa di queste, infatti, viene riciclato, ed entro il 2040 potremmo arrivare a circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti costituiti da batterie per auto elettriche.

Jennifer Guelfo ha infine commentato come di seguito:

Dobbiamo valutare ora queste sostanze chimiche prima che diventino un problema più diffuso: abbiamo l’opportunità di massimizzare davvero l’idea di sostenibilità“.

Guerra: la Polonia potrà abbattere razzi russi nei cieli ucraini

L’accordo tra il presidente ucraino Zelensky ed il premier polacco Tusk.
Ci sarà anche una legione ucraina in territorio polacco.

L’accordo di sicurezza firmato tra Polonia e Ucrainainclude una disposizione per l’abbattimento di missili e droni russi lanciati nello spazio aereo ucraino in direzione della Polonia. Ci impegniamo a metterlo in pratica“.

Il presidente ucraino Zelensky, che ha incontrato oggi a Varsavia il primo ministro polacco Donald Tusk, lo scrive su X e, come riporta Ansa, poi aggiunge:

Collaboreremo anche sugli aerei da combattimento, sia quelli già trasferiti dalla Polonia, sia la possibilità di trasferirne altri in futuro. Nel nostro accordo sulla sicurezza abbiamo formalizzato l’addestramento della legione ucraina, una nuova unità militare volontaria, sul territorio polacco“.