Polonia, proteste per le spese pazze di Tusk

La cancelleria del Presidente acquista una macchina delle pulizie per mezzo milione di zloty.
Poi esclusive Audi limousine a noleggio.

La Cancelleria del Presidente del Consiglio dei Ministri (KPRM) ha deciso di acquistare una macchina per le pulizie per 500 mila zloty (circa 120.000 euro).

Questa spesa sta causando polemiche, soprattutto tra i politici dell’opposizione che sostengono che il KPRM potrebbe accontentarsi di una attrezzatura meno costosa.

Come riporta Polonia Oggi, secondo i funzionari, l’attrezzatura “renderà un mantenimento più efficace e completo dell’ordine“.

Il giornale polacco Rzeczpospolita ha informato dell’acquisto effettuato dal KPRM, ricordando che recentemente il Centro di Servizio dell’Amministrazione Governativa ha noleggiato esclusive Audi limousine e auto elettriche.

Si è deciso di utilizzare la macchina della società tedesca Hako, il cui valore dichiarato nel capitolato d’appalto è di 499.750 zloty lordi.

Si tratta di uno spazzaneve a due pale, uno spruzzatore di sale e una spazzola a rulli, un prodotto multifunzionale per mantenere la pulizia negli spazi pubblici.

Tra i clienti che utilizzano questo tipo di dispositivo ci sono più spesso le unità governative locali e grandi aziende.

Il KPRM sostiene che le macchine esistenti sono ormai usurate, quindi è necessario acquistare una nuova.

Attualmente molti lavori di pulizia sono fatti manualmente.

Una macchina per mezzo milione di zloty è come una metafora del governo PO: costosa, distaccata dalla realtà e destinata a nascondere ciò che è scomodo” ha detto Michał Dworczyk, l’ex presidente del KPRM durante il governo della destra unita.

Invece un funzionario anonimo delle istituzioni centrali, con cui hanno parlato i giornalisti, la pensa diversamente.

Secondo lui, se l’area KPRM fosse pulita da una società esterna, la spazzatrice dovrebbe essere controllata prima di ogni ingresso a causa di edifici importanti nelle vicinanze dove vengono elaborate informazioni classificate. 

Imprese: 754 mln di fatturato nel primo semestre per associate Univendita-Confcommercio

Sinatra: “Il comparto si dimostra vitale e dinamico, grazie al riconosciuto valore dei marchi associati e alla fiducia accordataci dai consumatori”.

Le aziende associate a Univendita hanno raggiunto nel primo semestre di quest’anno i 754,6 milioni di euro di fatturato, in leggera crescita rispetto allo stesso periodo del 2023.

Un dato che mostra la tenuta e il rafforzamento del comparto, malgrado la difficile congiuntura economica.

Tra i settori merceologici, cresce dell’1,2% la cosmesi e cura del corpo che arriva a sfiorare i 132 milioni.

Bene anche i prodotti alimentari e i beni di consumo per la casa (+0,9% a 269 milioni).

I beni durevoli per la casa restano la voce più grande, con oltre 318 milioni di ricavi (il 46% del totale).

Gli altri beni e servizi sfiorano i 35 milioni di euro.

Sono i principali numeri emersi dall’assemblea annuale di Univendita, la maggiore associazione della vendita diretta in Italia, aderente a Confcommercio, tenutasi ieri a Padova e quest’anno ospitata da Nims, Lavazza Group.

Il presidente Univendita, Ciro Sinatra, ha dichiarato: “Il comparto si dimostra vitale e dinamico, grazie al riconosciuto valore dei marchi associati e alla fiducia accordataci dai consumatori, fiducia che conferma la bontà del nostro modello di business, in grado di coniugare le nuove tecnologie della comunicazione con l’imprescindibile rapporto diretto tra venditore e cliente. La modalità della vendita diretta ha radici antiche, ma al tempo stesso interpreta al meglio le sfide del marketing e del consumo contemporanei”.

Il futuro dell’ortopedia nell’IA

Tra diagnosi predittive per la valutazione del rischio potenziale e la chirurgia robotica per operare anche a distanza.

Il focus del congresso di ortopedia e medicina legale di Salsomaggiore, presieduto da Fabio Donelli, Mario Gabbrielli, Giorgio Varacca e patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), sarà la valutazione dell’alternativa fra opzione chirurgica e terapia conservativa, in particolare in elezione, in diversi scenari clinici e con l’indicazione alla terapia proposta.

Nellindicazione sarà data particolare importanza sia allinformazione sia al danno da carente informazione, ovvero un consenso generico e non specifico. Attenzione anche alla difficoltà di comunicazione – spiega Fabio Maria Donelli, presidente del congresso. Un tema, quello del consenso informato, al centro dell’ultima giornata congressuale, con la discussione davanti a un magistrato di un caso clinico: si spazierà dallindicazione allinformazione, valutando anche la scelta della tecnica chirurgica adottata. Sarà poi compito del giudice valutare la correttezza della consulenza tecnica dufficio per poter quantificare leventuale danno subito dal paziente operato in tutti gli ambiti, compreso lINAIL“.

L’ormai tradizionale appuntamento di Salsomaggiore costituisce un importante momento di confronto e di conoscenza fra clinici e medici-legali di tutto il Paese. Il congresso, nella sua parte rivolta prevalentemente a ortopedici e traumatologi (giornata del venerdì), farà il punto su problematiche importanti, come la mancata guarigione delle ferite in traumatologia e le difficoltà operative nella traumatologia pediatrica e nella traumatologia dellanziano per le comorbilità da cui è affetto. Spazio anche all’ortoplastica, la branca che combina ortopedia e chirurgia plastica per la ricostruzione di tessuti molli, ossei, vasi e nervi. Si approfondiranno, poi, argomenti di ortobiologia, sistema innovativo di medicina rigenerativa che utilizza le risorse dell’organismo per la riparazione biologica dei tessuti.

Nella giornata di venerdì 29 novembre, si terrà una sessione di ortogeriatria dal tema “il paziente fragile fratturato a 360°”: saranno evidenziate le problematiche cliniche e chirurgiche, dalla prevenzione alla stabilizzazione clinica.

Nella due giorni emiliana si tratterà approfonditamente anche il tema della medicina digitale, con riflessioni operative, cliniche e giuridiche.

Ci occuperemo molto anche di medicina digitale, sia in ottica riabilitativa che medico-legale – anticipa Donelli –, dalla responsabilità nella gestione in telemedicina, che consente visite di controllo e teleconsulti da remoto, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. In questo ambito lapplicazione di algoritmi specifici in un ambiente di calcolo dinamico, può aiutare a identificare deficit di risultato e responsabilità professionale del sanitario, sia nellindicazione alla terapia proposta, che nella tecnica operatoria, oltre che nel decorso post-operatorio“.

La telemedicina consente lerogazione a distanza di attività diagnostiche, terapeutiche e assistenziali, potendosi avvalere di strumenti digitali avanzati, spesso arricchiti dall’intelligenza artificiale. Rispetto ai consulti clinici in presenza, la telemedicina è in grado di assicurare prestazioni sanitarie integrative di supporto o sostitutive.

Si parlerà, inoltre, di medicina digitale e di chirurgia robotica che consente al chirurgo di eseguire lintervento con maggiore precisione e flessibilità, manovrando il robot anche a distanza, con operazioni personalizzate in base alle caratteristiche anatomo-cliniche e alla funzionalità residua del paziente. Intervento robot-assistito che sarà concesso previa acquisizione di informazioni diagnostiche mirate, quali la Tac pre-operatoria.

L’efficacia di questa metodica comporta, tuttavia, un aumento del timing chirurgico.

La semeiotica medica, cioè la disciplina che rileva e studia i segni che definiscono la diagnosi, mantiene la sua importanza nell’inquadramento clinico, ma l’intelligenza artificiale si rivela di grande aiuto permettendo al medico di approfondire, attraverso diagnosi predittive, il quadro diagnostico e la possibile terapia, determinante nella valutazione del rischio clinico o chirurgico futuro. Uno degli obiettivi del convegno è svolgere una funzione formativa, dando agli specialisti strumenti di natura clinico-scientifica in continua evoluzione per la ricostruzione e la valutazione del caso clinico di specie.

In ambito della responsabilità professionale, l’incontro di Salsomaggiore evidenzierà la differenza fra complicanza ed errore e il rischio insito nel caso di specie. La partecipazione al convegno potrà quindi arricchire sia il medico-legale, perché lo porterà a conoscenza delle tecniche più complesse di chirurgia ortopedica, sia l’ortopedico, in quanto gli permetterà di approfondire come evitare quegli errori comportamentali che, anche in assenza di vere e proprie carenze tecniche, vengono spesso fatti, portandolo ad addebito di responsabilità professionale.

Sanità, Costantino (Aris): Bene proposte DDL Concorrenza, ora invertire davvero la rotta

Importanti novità per la sanità accreditata contenute nel DDL Concorrenza.
Ecco il punto di vista di Costantino (Aris).

Importanti le novità per la sanità accreditata contenute nel DDL Concorrenza, all’esame da ieri alla Camera. L’art. 35 della proposta legislativa preannuncia infatti una revisione complessiva della disciplina dell’accreditamento con il SSN. A tal fine intende sospendere, in via temporanea, l’efficacia delle misure introdotte in materia dalla legge 118/2022 (legge Concorrenza del 2022).

«Ritengo che si tratti davvero di una buona notizia» commenta Giovanni Costantino, capodelegazione Aris, auspicando che «l’iniziativa, richiesta anche da Aris e Aiop nel corso dell’audizione del 10 ottobre scorso, possa finalmente segnare un cambio di passo rispetto a quanto avvenuto negli ultimi decenni».

Secondo il giuslavorista «L’impostazione del d.lgs. 502/1992, originariamente ispirata alla parificazione e alla concorrenzialità tra strutture pubbliche e strutture private, è stata di fatto più volte contraddetta dalla successiva evoluzione normativa, che ha dato prevalenza ad altre logiche. Nei trent’anni trascorsi dalla Riforma, il tema della concorrenza pubblico-privato è stato gradualmente ridimensionato e in sua vece si è imposto quello della concorrenza tra operatori privati, come è risultato evidente a seguito della legge 118/2022».

«Dall’Esecutivo giungono dunque segnali confortanti – conclude Costantino – che dovranno però trasformarsi in misure concrete. Se, infatti, non si invertirà la rotta, assicurando che strutture pubbliche e private accreditate tornino a operare con regole uniformi e con risorse idonee a coprire il costo dei fattori della produzione, anche sul piano contrattuale occorrerà cambiare modello e non sarà più possibile utilizzare la contrattazione collettiva del SSN come riferimento anche nel settore privato».

Automotive: Italia, Polonia e Repubblica Ceca si oppongono all’Ue

Si proverà a sfruttare la presidenza polacca del 2025.
“Più rapidamente queste norme finiranno nel cestino, meglio sarà”.

La Polonia, insieme a Italia e Repubblica Ceca, sta pianificando di intensificare gli sforzi per abrogare le normative che prevedono il divieto di immatricolazione di auto con motore endotermico nell’Unione Europea.

Le normative attuali stabiliscono che dal 2035 sarà vietata l’immatricolazione di tali veicoli, con l’eccezione di quelli alimentati da carburanti sintetici, e prevedono una revisione delle disposizioni nel 2026.

Tuttavia, a causa della crisi che sta colpendo il settore automobilistico, cresce la pressione per anticipare questa revisione.

Il mercato automobilistico sta affrontando una diminuzione della domanda di veicoli elettrici e l’Italia, che deve far fronte a blocchi nelle fabbriche del gruppo Stellantis e a un calo delle vendite, è tra i principali oppositori delle attuali normative.

Allo stesso modo, come riporta Polonia Oggi, la Polonia evidenzia la scarsa preparazione del mercato: l’alto costo dei veicoli elettrici, un’infrastruttura di ricarica poco sviluppata e l’elevato prezzo dell’elettricità rendono questi veicoli accessibili solo a una ristretta fascia di utenti.

Nel 2025 la Polonia assumerà la presidenza del Consiglio UE e intende sfruttare questa posizione per supportare le iniziative contro il divieto.

Varsavia sostiene che le normative attuali potrebbero escludere una larga parte della popolazione dall’accesso alla mobilità, costringendola a utilizzare veicoli a combustione sempre più vecchi.

Le azioni congiunte di Polonia, Italia e Repubblica Ceca mirano ad accelerare la revisione delle normative già all’inizio del 2025.

Questi Paesi sottolineano che le regolamentazioni attuali, in un contesto di crisi economica e limiti infrastrutturali, sono irrealistiche e necessitano di modifiche.

Come ha affermato un funzionario dell’UE: “Più rapidamente queste norme finiranno nel cestino, meglio sarà“.