Corte Europea Diritti Uomo obbliga Polonia a riconoscere diritti coppie stesso sesso

Attualmente vi è un vuoto legale.
Il nuovo premier Tusk si impegna a introdurre le unioni civili.


In Polonia continua la lotta per i diritti delle coppie dello stesso sesso, attualmente operanti in un vuoto legale, prive della possibilità di fare dichiarazioni congiunte, di ereditare o di ottenere informazioni sul partner.


La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso una sentenza obbligando la Polonia a riconoscere tali diritti, come riporta Polonia Oggi.


Questo è il risultato della battaglia legale di cinque coppie omosessuali e di organizzazioni non governative che hanno portato il caso davanti alla Corte.


Quest’ultima ha sentenziato che l’assenza di riconoscimento e tutela delle unioni tra persone dello stesso sesso viola l’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare.


Tale sentenza obbliga la Polonia a introdurre le unioni civili e si tratta di un momento cruciale dopo 20 anni di lotta per l’uguaglianza matrimoniale.


Il governo di Donald Tusk si è impegnato a introdurre le unioni civili, mentre la rappresentanza politica delle minoranze sessuali nel governo si prefigge di guidare il nuovo dipartimento per l’uguaglianza.


Tabacco: all’Italia il primato di produzione in Europa

Mercato certo e prezzi garantiti le chiavi del successo.
De Castro: Grazie a Coldiretti e Philip Morris.


L’Italia è il principale Paese europeo per la produzione di tabacco“.

Esordisce così Paolo De Castro, membro del Parlamento europeo, in occasione dell’incontro “Le sfide regolatorie per la filiera del tabacco” svoltosi nel villaggio Coldiretti, in piazza Municipio a Napoli.


Come riporta Adnkronos, De Castro ha poi continuato come di seguito:

Noi abbiamo questo primato anche grazie agli accordi di filiera che hanno permesso ai produttori italiani di avere mercato certo, prezzi garantiti e anche una raccolta significativa di prodotto proprio grazie a questi accordi. Uno tra tutti l’accordo firmato tra Coldiretti e Philip Morris che da solo vale circa il 60 per cento dell’intera produzione di tabacco italiano, quindi è grazie a questo se si sono create le condizioni affinché la tabacchicultura italiana possa continuare ad andare avanti. Va avanti anche grazie agli aiuti europei ma senza una garanzia di sbocco, con prezzi certi, non ci sarebbe stata garanzia di futuro“.


Evasione fiscale: la mappa europea

Germania prima per evasione, Italia poi non così male.
Chi fa la morale agli altri o evade o è un paradiso fiscale.

Italia regina per evasione fiscale come continuano a ripeterci e a farci voler credere?

Assolutamente no, anzi.

Dopo aver svelato che il problema dell’evasione non è il famoso idraulico che non emette lo scontrino ma sono le grandi multinazionali che evadono miliardi di euro (basti pensare allo scandalo della tedesca Wirecard) per poi pagare al massimo qualche piccola multa, ora vediamo che non è chi predica bene a dare l’esempio.

Chi svetta nella classifica europea dell’evasione fiscale è, infatti, la tanto dura e pura Germania, sempre pronta a giudicare e criticare gli altri quando dovrebbe per prima guardare in casa propria.

Pensate che a livello di imprese, il record di evasione fiscale lo fece un’altra azienda tedesca: la Siemens.

A farle eco nelle critiche, in particolar modo verso l’Italia, era stato anche il Lussemburgo tramite le parole dell’ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker: guarda caso, il Lussemburgo avrebbe poco da parlare essendo un paradiso fiscale.

Di seguito, la mappa dell’evasione fiscale in Europa fornita da Atlas of the Offshore World, EU Tax Observatory:

Vaccino: Pfizer denuncia la Polonia

L’azienda chiede 6 miliardi di Zloty per non aver rispettato il contratto.
Contratto stipulato dalla Commissione europea e soggetto al diritto belga.

Pfizer cita in giudizio la Polonia per 6 miliardi zloty per non aver adempiuto il contratto legato a 60 milioni di dosi di vaccini non ritirati e non pagati.

Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha giustificato la decisione di non ritirare i vaccini facendo riferimento a una forza maggiore: lo scoppio della guerra in Ucraina.

Il contratto, firmato dalla Commissione europea, è soggetto al diritto belga, che ha portato al deposito di una causa a Bruxelles.

La società farmaceutica non ha formulato osservazioni su tale decisione, mentre, come riporta Polonia Oggi, dall’altra parte della barricata si è detto quanto di seguito:

Nel frattempo, sono stati fatti tentativi per negoziare con la società, anche a livello dell’Unione, ma senza successo. Pfizer aspettava di andare in tribunale. Lo ha fatto solo al momento del cambio di potere in Polonia, e anche quando la guerra in Ucraina non è più in prima pagina sui giornali“.

Zelensky: Ue apra negoziati per adesione Ucraina

“Non farlo significherebbe darla vinta a Putin”.
Poi continua: “abbiamo rispettato le 7 raccomandazioni al 100%”.

Zelensky spinge per l’adesione dell’Ucraina all’Ue.

Più nel dettaglio, come riporta Ansa, le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine dell’incontro con Charles Michel e Maia Sandu sono state le seguenti:

Vorrei che l’apertura dei negoziati di adesione all’Ucraina si basasse su fatti concreti, non ci aspettiamo regali e capiamo che si tratta di un processo di merito. Ma abbiamo rispettato le 7 raccomandazioni al 100% e questa decisione sarebbe importante per mobilitare il popolo ucraino e mostrerebbe che difendiamo i nostri valori coi fatti e non solo con le parole: se non saremo uniti daremo una extra vittoria a Vladimir Putin“.