La Moldavia chiude 5 valichi di frontiera con l’Ucraina

Scelta dovuta ai blackout elettrici.
Automobilisti invitati a cambiare strada o a non andare in Ucraina.

Le autorità moldave hanno dichiarato martedì di aver chiuso cinque valichi di frontiera con l’Ucraina in risposta alle interruzioni di corrente causate dagli attacchi dell’esercito russo.

La Guardia di frontiera, come riporta News 360, ha dichiarato sul suo account Telegram che “il lavoro è stato sospeso in cinque valichi di frontiera“, una mossa che ha attribuito a “interruzioni di corrente sul lato ucraino“.

Ha chiesto agli automobilisti di scegliere percorsi alternativi se devono attraversare il confine o di astenersi completamente dal viaggiare in Ucraina. In totale ci sono circa 35 posti di blocco al confine tra Moldavia e Ucraina.

Altri 21 posti di blocco si trovano al confine tra la regione separatista moldava della Transnistria e l’Ucraina, anche se hanno sospeso le loro funzioni dopo lo scoppio della guerra e su richiesta delle autorità ucraine.

Russia: scuse dal Vaticano per le parole del Papa

La Santa Sede smentisce il ministro degli Esteri russo: solo contatti tra il Papa e Mosca.
Ma il direttore stampa del vaticano conferma.

Scuse dal Vaticano per le parole di Papa Francesco”, esordisce così il ministero degli esteri Russo.

Ma subito dopo la Santa Sede smentisce: solo contatti tra il Papa e Mosca.

Il mistero delle scuse del Papa, dunque, si infittisce: ci sono stati contatti tra Mosca e il Vaticano? Il Papa, in una recente intervista rilasciata alla rivista dei gesuiti “America“, si era espresso sulla guerra in Ucraina, citando anche la Russia e il suo popolo che in un certo senso si è sentito attaccato. Ora le due parti si sono chiarite?

Le parole che Papa Francesco ha riservato alla Russia durante un’intervista in cui si parlava della guerra in Ucraina, hanno toccato il popolo che si è sentito preso in causa. Il Pontefice aveva dichiarato:

In generale, i più crudeli sono forse quelli che sono russi ma non sono della tradizione russa, come i ceceni, i buriati e così via”.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, stando a quanto riporta Leggo, sostiene che siano arrivate delle scuse da parte della Segreteria di Stato del Vaticano per quanto dichiarato da Papa Francesco durante l’intervista. Zakharova dice quanot di seguito:

Riteniamo che questo incidente sia stato risolto e non vediamo l’ora di continuare una cooperazione costruttiva con il Vaticano”.

Dopo le dichiarazioni della portavoce russa, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha spiegato che Mosca ha ricevuto dalla Santa Sede una dichiarazione in cui la Segreteria di Stato vaticanasi scusa con la parte russa” per le dichiarazioni di Papa Francesco alla rivista “America“.

Italia: 1 famiglia su 10 resta al freddo e al buio

Seri problemi per 2,2 milioni di famiglie, pari all’8,5%.
Governo: 20 miliardi della manovra per aiuti.

L’inflazione energetica, acuita dalla guerra in Ucraina, ed il conseguente aumento del costo della vita crea ostacoli ai cittadini e rende inaccessibili diverse spese essenziali. Tanto che, l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica, conta 2,2 milioni di famiglie italiane (8,5%) che non possono permettersi i servizi di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, gas per cucinare nelle abitazioni e l’opportunità di accesso alle risorse energetiche, ossia vivono in condizioni di povertà energetica.

La complessità del quadro economico attuale emerge anche dall’indagine effettuata da Ipsos per Banco dell’energia (l’ente filantropico nato per sostenere le famiglie che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica e sociale con un focus sulla povertà energetica) e presentata in occasione della plenaria del primo dicembre, ad un anno dalla presentazione del Manifesto Insieme per contrastare la povertà energetica.

Nello specifico, come riporta “Milano Finanza”, l’aumento dei prezzi preoccupa oltre otto italiani su dieci anche perché più o meno la stessa percentuale ha riscontrato aumenti nei costi dell’energia, di gas e carburanti, oltre che dei prodotti alimentari. Di conseguenza, quasi la metà degli intervistati crede che gli italiani ridurranno i propri consumi energetici durante la stagione invernale.

Il fenomeno della povertà energetica è sempre più diffusa, riguardando circa nove milioni di italiani, e per combatterlo servono “interventi ad ampio spettro sia sulle bollette che in merito al contrasto del lavoro povero mediante il taglio del cuneo fiscale”.

La legge di bilancio, siglata dal governo Meloni e in esame in Parlamento, si muove in questa direzione, spiega la viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci. Ha infatti previsto 20 miliardi di euro sui 35 complessivi per mitigare gli effetti del caro-energia su famiglie e imprese, mentre 4 miliardi per affievolire la pressione del fisco sui redditi fino a 35mila euro.

Allo stesso tempo risultano determinanti le iniziative solidali e di settore come quelle promosse sul territorio dal Banco dell’Energia. Alle numerose iniziative già attive si aggiungono una collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio nella città di Roma e un’altra con la Croce Rossa Italiana.

Per di più, Edison ha deciso di entrare nel cda della Fondazione, convinta che l’attuale situazione di emergenza energetica richieda una risposta di sistema che impegni tutti gli operatori del settore in un’ottica di lungo periodo.

Moldova al gelo: chiesti nuovi fondi all’Occidente

Gazprom ha dimezzato le esportazioni di gas e Kiev non può più garantire energia.
Prezzi del gas a +600%.

I Paesi e le organizzazioni finanziarie che partecipano alla piattaforma internazionale a sostegno della Moldova voluta da Germania, Francia e Romania, si incontrano per la terza volta nel momento in cui l’ex repubblica sovietica guarda con seria preoccupazione alle conseguenze energetiche della guerra in Ucraina.

All’orizzonte c’è il rischio di lasciare al freddo oltre 2,6 milioni e mezzo di persone; la ministra degli Esteri Catherine Colonna ha dichiarato quanto di seguito:

Ci stiamo concentrando innanzitutto sull’ emergenza a breve termine: aiutare la Moldavia e la sua popolazione a superare questo inverno. Il secondo obiettivo di questa conferenza, e dei suoi incontro precedenti, è quello di fornire assistenza alla Moldova nel lungo periodo, sostenendo il suo programma di riforme economiche, il suo percorso verso l’Unione Europea“.

Come riporta “Euronews“, la società russa Gazprom ha dimezzato le esportazioni di gas a Chișinău e le importazioni di energia dall’Ucraina che coprivano il 30% del fabbisogno nazionale prima della guerra non possono essere più garantite da Kiev.

Con capacità di stoccaggio pari a zero, Chisinau ha bisogno di 1 miliardo di euro in più per coprire i costi energetici di quest’inverno. 

All’inizio dell’emergenza, quando anche i separatisti filorussi della Transnistria hanno interrotto le forniture dalla centrale termica della regione che forniva il 70% dell’energia necessaria a livello nazionale, il governo moldavo si è rivolto alla Romania per acquistare gas a basso costo.

Le esportazioni di Bucharest rappresentano oltre l’80% del fabbisogno del Paese, che tuttavia rimane estremamente vulnerabile sul piano energetico e rischia di rimanere senza gas ed elettricità quest’inverno, con un aumento dei prezzi del gas del 600% nell’ultimo anno.

Nicu Popescu ha dichiarato quanto di seguito:

Tutto l’aiuto che stiamo ricevendo è un investimento nella nostra stabilità comune in Moldavia, ma anche nel resto d’Europa.

Dopo le conferenze di Berlino a marzo e di Bucharest a luglio, a Parigi i 35 Paesi, per lo più occidentali, e 15 istituzioni internazionali che appartengono alla conferenza lavorano per garantire al governo moldavo aiuti concreti.

Ucraina, Xi a Biden: Cina estremamente preoccupata

Incontro tra i due presidenti a Bali.
Ecco i tre punti di Xi e la posizione della Cina.

Xi e Biden si sono incontrati a Bali.

Durante il loro in contro, come riporta “Ansa”, il presidente cinese ha detto all’omologo americano che la Cina è “estremamente preoccupata per l’attuale situazione in Ucraina“.

Xi ha espresso tre punti per riassumere la disamina cinese della situazione:

Ad una crisi globale e composita come quella in Ucraina, è importante riflettere seriamente su quanto segue: primo, conflitti e guerre non producono vincitori; secondo, non c’è soluzione semplice a una questione complessa; e terzo, il confronto tra i principali Paesi deve essere evitato“.

Basandosi su questo, il presidente cinese ha concluso come di seguito:

Sosteniamo e attendiamo impazienti la ripresa dei colloqui di pace tra Russia e Ucraina e auspichiamo anche che Usa, Nato e Ue dialoghino con la Russia“.