Polonia: “Zelensky non insulti più i polacchi”

Brusca rottura tra i due Paesi a cause delle accuse e pretese ucraine.
Ingratitudine e arroganza: l’Ucraina continua a perdere supporto.

Zelenskynon insulti più i polacchi“.

È il monito arrivato dal capo del governo di Varsavia, Mateusz Morawiecki, dopo le parole del presidente ucraino, che ha accusato la Polonia di fare una “messinscena sulla questione delle importazioni di grano.

Nel corso di un comizio ieri sera in vista delle elezioni del 15 ottobre, come riporta Adnkronos, Morawiecki ha dichiarato quanto di seguito:

Voglio dire al presidente Zelensky di non insultare mai più i polacchi, come ha fatto recentemente nel suo discorso alle Nazioni Unite. Il popolo polacco non permetterà mai che ciò accada e difendere il buon nome della Polonia non è solo un mio dovere e onore, ma anche il compito più importante del governo polacco“.

L’atteggiamento ingrato ed arrogante di Kiev ha fatto incrinare i rapporti con la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria (approfondimento ai link1 e link2); quest’ultima ha anche sburgiadato il governo ucraino in merito agli accordi sul grano (approfondimento al link).

Anche negli Usa, nel frattempo, l’ultimo sondaggio riporta un netto peggioramento dell’opinione pubblica per quanto riguarda il supporto a Kiev (approfondimento al link).

In questo momento, l’operato del governo di Zelensky è il miglior alleato di Putin.

Ungheria: no a sanzioni contro Mosca. Ucraina mente sul grano

Le sanzioni fanno più danni all’Europa che alla Russia.
L’accordo è che il grano possa transitare, non un commercio bilaterale.

Nuove sanzioni contro Mosca non sono necessarie, perché “causano più danni all’Europa che alla Russia“.

A dirlo è il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in un’intervista alla Tass dopo aver incontrato a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il collega russo Sergei Lavrov, nel corso della quale ha parlato anche della questione delle forniture di grano ucraino ai Paesi dell’Europa centrale, tema caldo degli ultimi giorni specie tra Ucraina e Polonia, ma che ha coinvolto anche Ungheria, Slovacchia ed Ue in generale (approfondimento ai link1 e link2):

Se il grano ucraino inizia a diffondersi nei Paesi dell’Europa centrale, distruggerà sicuramente i mercati agricoli. Per non parlare dei nostri agricoltori, che ovviamente dobbiamo proteggere“.

Szijjarto, come riporta Adnkronos, ha poi ha ribadito la disponibilità di Budapest a garantire il libero transito del grano ucraino attraverso il suo territorio, perché questo era quanto previsto dagli accordi di ‘solidarietà’ con Kiev:

A quanto mi risulta, l’Ucraina preferirebbe distribuire il grano in Europa centrale, ma l’accordo originale non riguardava questo: l’autorizzazione al transito, e non al commercio bilaterale“.

Szijjarto ha infine ricordato che le risorse energetiche dell’Ungheriadipendono in larga misura dalle forniture della Russia” e che Mosca ha garantito la continuazione delle forniture di petrolio e gas al Paese durante l’incontro con Lavrov a New York.

Un tema che sarà al centro della Settimana dell’energia russa, che si terrà a Mosca a metà ottobre, ed alla quale sarà presente lo stesso Szijjarto, che, secondo la Tass, ha già in agenda un incontro anche con il vice premier Alexander Novak.

Polonia: stop agli aiuti militari all’Ucraina

L’annuncio polacco dopo la reazione ucraina sul grano.
Nel frattempo anche i cittadini Usa sono stufi di supportare l’Ucraina.

Le parole del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki irrompono provocando un terremoto politico tra Kiev e Varsavia.

La Polonia, infatti, a detta del premier non fornirà più aiuti militari all’Ucraina se non quelli già precedentemente concordati.

Per giustificare una presa di posizione rivoluzionaria per il migliore alleato di Volodymyr Zelensky in Europa, come riporta Il Riformista, Morawiecki è ricorso a quello che da sempre è l’incubo strategico del Paese: un’eventuale aggressione russa.

Scenario per il quale Varsavia, a detta del capo del governo, ha bisogno di pensare al proprio arsenale.

Questa la versione ufficiale, ovviamente; ma è altamente probabile, per non dire sicuro, che Varsavia non abbia gradito la reazione di Kiev che l’ha citata, insieme ad Ungheria e Slovacchia, all’Organizzazione Mondiale del Commercio per aver semplicemente difeso gli interessinazionali sul grano.

L’Ucraina, per bocca del Vice Ministro dell’Agricoltura Taras Kaczka, aveva inoltre aggiunto che avrebbe posto l’embargo su frutta e verdura provenienti dalla Polonia (approfondimento al link).

Dopo quanto fatto dalla Polonia per aiutare l’Ucraina, questo è il “ringraziamento” ricevuto per la sola necessità di difendere prima gli interessi nazionali.

Nel frattempo, l’ultimo sondaggio della Cnn mostra come anche i cittadini americani si stiano stufando di supportare l’Ucraina nella sua guerra con stanziamenti e finanziamenti (approfondimento al link): un esito che sta creando dei seri grattacapi al presidente Biden.

Grano: Ucraina denuncia Polonia, Ungheria e Slovacchia

Morawiecki: “Sosteniamo l’Ucraina ma non a scapito dell’agricoltura polacca”.
Ucraina: vieteremo import di frutta e verdura polacca.

Il Vice Ministro ucraino dell’Agricoltura, Taras Kaczka, in un’intervista a POLITICO ha dichiarato che l’Ucraina citerà Polonia, Ungheria e Slovacchia per il loro rifiuto di revocare il divieto dell’importazione di prodotti agricoli ucraini.

Kiev pianifica di citare questi paesi all’Organizzazione Mondiale del Commercio e non invocando l’accordo commerciale con l’Unione Europea.

Secondo il Ministro le restrizioni introdotte da Ungheria e Slovacchia sono principalmente simboliche, ma le restrizioni introdotte dalla Polonia influenzeranno in grado notevole una vasta parte dell’esportazione ucraina.

Perciò se Varsavia non rinuncerà a questi divieti, l’Ucraina sarà costretta a reagire e vieterà l’importazione di frutta e verdura polacca.

Secondo i governi di Budapest e di Varsavia l’azione intrapresa ha lo scopo di proteggere i rispettivi mercati da una massiccia importazione di prodotti ucraini che potrebbero abbassare i prezzi dei prodotti locali.

Il Ministro Kaczka ha risposto che questo ragionamento è sbagliato, non aiuterà i contadini e non influenzerà i prezzi, perché sono globali e ciò che fanno è basato esclusivamente sul cercare gradimento della pubblica opinione.

Venerdì 15 settembre, nello stesso giorno in cui è scaduta l’ordinanza della Commissione Europea riguardo il divieto di trasporto dei prodotti agricoli dall’Ucraina in Polonia, è stato pubblicato il progetto dell’ordinanza del ministro dello sviluppo e tecnologia che è entrato in vigore il 16 settembre.

Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno prolungato il divieto dell’importazione dei cereali dall’Ucraina, che ha reagito presentando un reclamo all’Organizzazione Mondiale del Commercio WTO, come detto sopra.

Dal punto di vista formale c’è il primo passo nel procedimento giudiziario.

Martedì il viceministro ucraino dell’economia e del commercio Taras Kaczka ha detto in un’intervista con il giornale “Rzeczpospolita” che come ultima risorsa l’Ucraina applicherà un embargo su: cipolle, pomodori, cavalli e mele polacchi nei prossimi giorni.

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenski durante il suo discorso all’ONU ha detto che “è preoccupante come alcuni paesi europei, alcuni nostri amici in Europa, recitano nel teatro politico il ruolo della solidarietà facendo allo stesso tempo la guerra dei cereali”.

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha fatto riferimento a questo discorso sottolineando che la Polonia è stato il primo paese che ha aperto la porta all’Ucraina ed ha aiutato alla fornitura di armi e ha fornito assistenza umanitaria.

Le parole del Premier polacco, come riporta Polonia Oggi, sono state le seguenti:

Crediamo continuamente nella vittoria dell’Ucraina, aiutiamo, ma il nostro interesse, l’interesse dei contadini polacchi, della campagna polacca, dei polacchi deve essere il più importante ed è sempre il più importante per noi”.

Ha sottolineato, inoltre, che la Polonia è pronta per aiutare l’Ucraina ma “non al prezzo di destabilizzazione del mercato polacco”.

L’ambasciatore ucraino Vasyl Zwarycz è stato convocato al Ministero degli Affari Esteri per una protesta ufficiale contro le frasi usate dal presidente ucraino Volodymyr Zelenski.

Polonia: ultimatum sulle importazioni di grano dall’Ucraina

La Polonia insiste sul no al grano ucraino: la priorità è proteggere il mercato e gli interessi nazionali.

Il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha dichiarato di aver inviato un ultimatum alla Commissione Europea con la richiesta di estendere il divieto di importazione di grano dall’Ucraina dopo il 15 settembre.

Il tema non è nuovo e l’obiettivo è quello di creare buone condizioni per gli agricoltori polacchi (approfondimento al link), nonostante poi la Lituania avesse aperto la porta al grano ucraino (approfondimento al link).

Il Consiglio dei Ministri ha adottato una risoluzione che prevede l’estensione delle misure preventive sulle importazioni di grano, mais, semi di colza e girasole dall’Ucraina e l’adozione di misure immediate per sviluppare soluzioni che consentano ai produttori locali in Polonia e nell’UE di operare in modo stabile ed efficiente.

Come riporta Polonia Oggi, il Governo non accetta il fatto che il grano ucraino destabilizzi il mercato agricolo nazionale.

All’inizio di maggio la Commissione europea ha introdotto un divieto sulle importazioni dall’Ucraina di prodotti destinati a Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.

Il divieto è durato inizialmente fino al 5 giugno ed è stato poi esteso al 15 settembre.

Bloomberg osserva che Varsavia ha peggiorato le sue relazioni sia con Bruxelles che con Kiev.

Vale la pena notare che il divieto non significa nessun transito di grano attraverso la Polonia.

Il primo ministro ucraino Denys Shmyhal ha assicurato che Kievnon ha intenzione di danneggiare gli agricoltori polacchi“, ma “in caso di violazione del diritto commerciale nell’interesse del populismo politico pre-elettorale, l’Ucraina sarà costretta a chiedere un arbitrato all’OMC“.