Modi esorta Zelensky a colloqui con Mosca

Il primo ministro indiano in visita in Ucraina per la prima volta.
“Risoluzione solo tramite dialogo e diplomazia senza perdere tempo”.

Il primo ministro dell’India Narendra Modi ha esortato il presidente Volodymyr Zelensky a tenere dei colloqui con la Russia per porre fine alla guerra e si è offerto di agire come “amico” per aiutare a portare la pace, in occasione dell’incontro tra i due leader a Kiev.

Si tratta della prima visita di un primo ministro indiano nella storia moderna dell’Ucraina.

Modi, come riporta Reuters, ha detto di essere venuto a Kiev con un messaggio di pace e ha chiesto un dialogo tra Russia e Ucraina:

La strada verso la risoluzione può essere trovata solo attraverso il dialogo e la diplomazia, e noi dovremmo muoverci in questa direzione senza perdere tempo. Entrambe le parti dovrebbero riunirsi per trovare una via d’uscita da questa crisi. Vi garantisco che l’India è pronta a svolgere un ruolo attivo in qualsiasi sforzo verso la pace. Se posso svolgere personalmente un ruolo in questo senso, lo farò, ve lo assicuro come amico”.

Medvedev: “l’Ucraina sarà distrutta come Sodoma e Gomorra”

Le dichairazioni del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo dopo la messa al bando della chiesa ortodossa da parte del Parlamento ucraino.

Il Paese (l’Ucraina) sarà distrutto come Sodoma e Gomorra e i demoni cadranno inevitabilmente. E la punizione non arriverà in un futuro lontano, dopo il passaggio all’altro mondo. Al contrario, la punizione sarà terrena, crudele, dolorosa e si compirà presto… E la vera Chiesa ortodossa nelle ex terre ucraine risplenderà nella sua antica grandezza“.

Come riporta Ansa, lo scrive su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, commentando l’approvazione da parte del Parlamento ucraino martedì scorso della messa al bando della Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca.

Germania: stop agli aiuti a Kiev

L’annuncio dopo le indagini sul sabotaggio ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2.
L’Ucraina aveva appena accusato la Germania di non schierarsi con i fatti (euro e armi).

Lo stop agli aiuti militari all’Ucraina da parte della Germania arriva dopo che i procuratori tedeschi hanno concluso le indagini sull’attacco ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream, avvenuto il 26 settembre del 2022.

L’esito, come riporta InvestireOggi, ha accertato la responsabilità di militari ucraini, i quali avrebbero sabotato le infrastrutture, a seguito della decisione presa agli alti vertici ucraini durante una notte in cui avevano alzato il gomito.

Il presidente Volodymyr Zelensky sarebbe stato informato dei fatti ed avrebbe provato a dare il contrordine su intervento della Cia senza però riuscirvi, come riporta Polonia Oggi.

L’attacco ai gasdotti inasprì le tensioni sul mercato del gas al tempo: le forniture russe all’Europa furono parzialmente sospese, mentre il nuovo gasdotto Nord Stream 2, la cui costruzione era stata completata nel 2021, fu reso inutilizzabile.

La stampa parlò allora di auto-sabotaggio russo, al fine di giustificare lo stop alle forniture.

Mosca negò le accuse (approfondimento al link) e addebitò le responsabilità agli Stati Uniti, che a loro volta negarono; dalla stessa Washington, tuttavia, mesi dopo la stampa sostenne che non ci fossero sufficienti prove a carico del Cremlino.

In pratica, lo stop agli aiuti militari in Ucraina può essere letto come una ritorsione tedesca contro Kiev ed arriva nel momento in cui Zelensky segna punti sul terreno bellico, avendo conquistato parte della regione del Kursk con una sorprendente invasione iniziata nelle settimane scorse.

Ad ogni modo, la diffidenza reciproca tra tedeschi ed ucraini non nasce oggi: nei mesi successivi all’occupazione russa, Kiev accusò pubblicamente Berlino di tentennare nello schierarsi con i fatti (euro e armi), in quanto legata ancora a gas e petrolio russi.

Bielorussia schiera un terzo delle truppe al confine ucraino

Lukashenko: risposta ai 120.000 uomini schierati dall’Ucraina sul confine bielorusso.

La Bielorussia ha schierato quasi un terzo delle sue forze armate lungo l’intero confine, ha affermato il presidente Aleksandr Lukashenko in un’intervista al canale tv Rossiya, poi ripresa da Ansa.

Il numero esatto di soldati non è stato specificato, ma l’esercito professionale della Bielorussia è composto da 48.000 uomini e circa 12.000 truppe destinate alla vigilanza dei confini, secondo il Military Balance del 2022 dell’International Institute for Strategic Studies, scrive il Guardian.

Il presidente, stretto alleato di Vladimir Putin, ha affermato che l’Ucraina ha schierato più di 120.000 truppe al confine con la Bielorussia:

Vedendo la loro politica aggressiva, abbiamo introdotto lì e posizionato in determinati punti il nostro esercito lungo l’intero confine, in caso di guerra“.

Ucraina-Russia, si allontana la pace. Zelensky: Mosca deve pagare

Il presidente ucraino abbandona l’idea della pace: “mosca ha portato la guerra nella nostra terra e deve sentire ciò che ha fatto”.
Dimentica però i fatti del Donbas.

Sono grato a ogni soldato e comandante che garantisce la protezione delle nostre posizioni ucraine e l’adempimento dei nostri compiti di difesa. Gli ucraini sanno come raggiungere i propri obiettivi. La Russia ha portato la guerra nella nostra terra e deve sentire ciò che ha fatto“.

Come riporta Ansa, lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale, mentre prosegue l’offensiva ucraina nella regione russa di Kursk.

Zelensky fa dunque marcia indietro sulla volontà di sedersi ad un tavolo per discutere la pace con Putin ed accusa Mosca di aver portato la guerra in Ucraina; dimentica, però, perchè la guerra è iniziata: per 7-8 anni l’Ucraina ha bombardato il Donbas violando gli accordi di Minsk (firmati anche in presenza di Angela Merkel e Francois Hollande) che hanno portato il Donbas a richiedere ufficialmente l’aiuto della Russia dato che l’Ucraina rifiutava il cessate il fuoco.

In tempi non sospetti, infatti, fu anche il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ad invocare l’intervento di Putin nel Donbas al fine di ristabilire gli equilibri ed il rispetto del Protocollo di Minsk (approfondimento al link).