Welfare aziendale: il Veneto si conferma leader in Italia grazie alle sue PMI

In Italia solo il 24% delle PMI investe in sostegni “di alto livello”.
L’esempio di Agenzia Omnia: asili nido, master all’estero per i figli, vacanze, check up sanitari per tutta la famiglia tra i servizi “spesati” per i dipendenti.

Tempo libero, ricreazione, assistenza sanitaria, educazione, fondi di previdenza. Gli ambiti di intervento previsti dai benefit inseriti nel Decreto Aiuti Quater approvato dal Governo per il 2023 sono molteplici e dimostrano quanto il Welfare Aziendale costituisca il futuro per il sistema imprenditoriale del Paese. Stando ai dati offerti dal Welfare Index PMI Report, oltre il 66% delle PMI italiane ha adottato, nel corso dell’anno, almeno un’iniziativa di welfare esterna ai Contratti collettivi di lavoro (CCNL) mentre il 34% ha adottato iniziative in applicazione ai Contratti nazionali. Nel dettaglio, le iniziative sono state rivolte principalmente alla “formazione professionale specialistica avanzata” (34,7%), alla “partecipazione a convegni o giornate di studio” (18,4%), al “sostegno alla spese per i tragitti casa/lavoro” (12,7%) e per l’erogazione “dei buoni pasto” (12,3%). Poco, o quasi nulla, è stato destinato dalle PMI italiane al sostegno alla cultura dei figli dei dipendenti, allo sviluppo del capitale umano, alla conciliazione vita/lavoro. Il Veneto, sempre secondo i dati del Report promosso da Generali, con una percentuale del 25,5% contro la media nazionale del 24,7% è la regione italiana più performante sul versante del welfare aziendale “di livello alto”, ossia con un’incidenza di valore sulle necessità esterne alla quotidianità operativa del lavoro di tutti i giorni. Un esempio virtuoso di welfare aziendale di “livello alto” è quello di Agenzia Omnia, storica società di pratiche auto di Padova, che, proprio sul finire del 2023, ha ampliato il proprio pacchetto di welfare per tutti i dipendenti integrandolo con incentivi per asili nido, master universitari all’estero per i figli dei dipendenti, sussidi per le vacanze estive, check up sanitari rivolti a tutti i membri della famiglia. Grazie alla consulenza di Patrimonio Assicurato, società che aiuta gli imprenditori ad accrescere il valore aziendale grazie all’utilizzo di ISO 31000 (certificazione sulla gestione del rischio), il piano integrato di welfare è stato ideato da Synotius, società specializzata nella realizzazione di piani integrati di welfare aziendale, in collaborazione con Riccardo Zanon, consulente legale per Agenzia Omnia: «Per studiare un piano su misura di Agenzia Omnia –spiega Riccardo Zanon– abbiamo cercato di intercettare prima di tutto le esigenze dei lavoratori anche al di fuori del contesto lavorativo, grazie ad alcuni questionari mirati, incontri per gruppi individuando le strategie adeguate a favorire sia il miglioramento della produttività aziendale sia il benessere e la soddisfazione dei lavoratori». Il piano di Welfare strutturato per i dipendenti comprende una cassa sanitaria che prevede la copertura per visite mediche e interventi specifici come richiesti dai dipendenti dell’agenzia a cui si aggiungono servizi gratuiti quali l’asilo nido, la babysitter, il doposcuola e i centri estivi oltre e ancora sostegni economici per università e libri scolastici, vacanze studio e master all’estero oltre a sostegni per lavoratori e familiari per le attività sportive e vacanze per famiglie. Inoltre, Synotius ha attivato alcune convenzioni e agevolazioni per tutti i lavoratori di Agenzia Omnia su viaggi e articoli di abbigliamento.

«Si tratta di un piano di livello elevatissimo di welfare –sottolinea Carlo Mastella, titolare di Agenzia Omnia– che abbiamo voluto fortemente e senza tentennamenti perché siamo consapevoli che la qualità di un’attività come la nostra si fonda sul valore delle persone che ne fanno parte, di come collaborano tra loro e interagiscono con i clienti. Non bisogna mai dimenticare il valore e la centralità dell’elemento umano. Ogni persona che fa parte di Omnia è più di un insieme di competenze professionali. Lavoriamo quotidianamente sul concetto di gruppo e di come questo si traduca in un valore aggiunto per i nostri clienti». L’impatto del welfare aziendale di alti livello, di cui il Veneto è esponente di prestigio nel panorama economico italiano, ha un impatto sulla produttività aziendale del 10% annuo (dati SDA Bocconi): «Un’azienda che sceglie di attivare un piano di welfare aziendale –conclude l’avvocato Zanon– ha a disposizione strumenti e può usufruire di fondi, per la maggior parte delle aziende ancora sconosciuti, che si traducono in una migliore qualità della vita e in benessere delle persone, con conseguente maggior profitto e riduzione del rischio di assenteismo o turn over, oltre a importanti sgravi fiscali».

Le migliori città al mondo in cui espatriare

Espatriare per volontà o necessità: dove conviene farlo?
L’Italia? Due città ultime in classifica: ecco perchè.

Voglia o necessità di espatriare? Quali sono le migliori città del mondo in cui trasferirsi?

La classifica 2023 pubblicata dalla rete di espatriati InterNations fornisce un quadro più chiaro a chi ha la volontà o la necessità di espatriare ma anche a coloro i quali hanno già fatto il grande passo.

Questa classifica si basa su una serie di criteri, come le opportunità professionali, la disponibilità ed il prezzo degli alloggi, la qualità della vita e dell’ambiente ed il contatto con la popolazione locale.

Il minimo che si possa dire è che la Spagna è che è stata sotto i riflettori per questa annata 2023: il Paese occupa le tre posizioni del podio ed ha addirittura quattro rappresentanti nella top ten delle città.

La città numero 1 nella classifica non è Madrid o Barcellona, ma Malaga, una città più piccola sulla costa dell’Andalusia.

Malaga, infatti, è al secondo posto per la qualità della vita e al primo posto per il clima e il contatto con la gente; è anche nella top 10 per l’ambiente naturale.

La città si colloca ai primi posti anche per il costo della vita e degli alloggi, la facilità di trovare una casa ed il tanto ricercato equilibrio tra lavoro e vita privata.

Un po’ più in alto sulla costa, Alicante è arrivata seconda. Nonostante l’ambiente non sia considerato molto favorevole alla creatività ed al lavoro autonomo, il 92% degli intervistati ha dichiarato di essere soddisfatto della propria vita in questa città.

Alicante ha molto da offrire: la città occupa il primo posto nella classifica dei prezzi degli alloggi, della vita sociale e della sensazione di essere accolti e a casa.

Sempre in Spagna, Valencia è arrivata terza in classifica: la città è risultata addirittura prima in termini di qualità della vita e di opportunità sportive, anche se i giudizi sono stati più contrastanti per quanto riguarda le prospettive di carriera.

Una cosa che distingue Valencia è la qualità del suo sistema sanitario con la metropoli spagnola che occupa il primo posto per il prezzo dell’assistenza sanitaria ed il terzo per la sua disponibilità.

La top 5 è completata da due città degli Emirati Arabi Uniti: Ras-el-Khaimah (4°) ed Abu Dhabi (5°): il clima soleggiato ed i redditi molto elevati in alcuni settori non sono certo da biasimare.

Oltre a Madrid (6°), la top 10 globale è completata da diverse destinazioni asiatiche, tra cui Kuala Lumpur (Malesia, 8°), Bangkok (Thailandia, 9°) e Muscat (Oman, 10°).

Altre città più sorprendenti appaiono abbastanza in alto in questa classifica, come Città del Messico (7°), Nairobi (15°) e Lussemburgo (19°).

Al contrario, la maggior parte delle grandi capitali europee è in ritardo, come Parigi (41°), Londra (42°) e Berlino (45°): l’elevato costo della vita e le difficoltà nel trovare un alloggio hanno un impatto negativo sulla qualità di vita degli espatriati.

Le metropoli nordamericane se la cavano poco meglio, con Toronto che si piazza a malapena al 35° posto, New York al 39° e Vancouver al 47°, davanti a solo altre due città.

L’Italia è l’asso pigliatutto tra gli espatriati: al 48° posto e penultima nonostante il suo clima favorevole e la bellezza del suo patrimonio, Roma sta pagando il prezzo dei bassi salari e delle prospettive di carriera, oltre alla difficoltà di integrarsi se non si parla italiano.

Al 49° posto, Milano è arrivata ultima.

La metropoli del nord Italia viene messa sotto accusa per la mancanza di sicurezza, la difficoltà di trovare un alloggio e, come a Roma, la difficoltà di trovare buone prospettive di lavoro e di integrarsi senza parlare un italiano fluente.

Insomma, in Italia pesano sempre i soliti fattori che negli ultimi anni stanno facendo rovinare l’immagine del Bel Paese nel mondo: scarse possibilità professionali e bassi salari, elevata immigrazione con problemi di sicurezza, la diffusa non conoscenza dell’inglese nonostante sia un Paese altamente turistico.

Pfizer condannata per abuso di posizione dominante

Nel mirino il farmaco per la cura del glaucoma.
L’azienda dovrà risarcire oltre 13 milioni di euro.

Confermata la condanna di Pfizer Italia, parte di Pfizer Inc, la maggiore industria farmaceutica mondiale, per abuso di posizione dominante nel mercato delle “prostaglandine”, per la cura del glaucoma.

La Cassazione ha avallato la sentenza con la quale la Corte d’Appello aveva stabilito, a carico del colosso statunitense, un risarcimento di oltre 13 milioni di euro in favore del ministero della Salute e del Mes per aver ritardato, di sette mesi, l’accesso dei farmaci generici nel mercato italiano, nonostante fossero già disponibili e di costo sensibilmente più contenuto.

Nel mirino dei giudici, Consiglio di Stato compreso, era finita la strategia messa in atto da Pfizer a difesa del farmaco Xalatan, leader del mercato per il trattamento della patologia e prodotto di punta dell’azienda, contenente il principio attivo latanoprost, il cui brevetto sarebbe scaduto a settembre 2009.

Una scadenza che. Stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore, l’azienda statunitense avrebbe aggirato chiedendo un brevetto divisionale e un certificato di protezione complementare.

Ad avviso della società ricorrente solo un modo di tutelare il proprio legittimo diritto di privativa.

Di parere diverso, invece, i giudici, secondo i quali il fine era di escludere i concorrenti.

Nel risarcimento sono dunque entrati i maggiori costi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale da ottobre 2009 al maggio 2010, tenuto a rimborsare un farmaco compreso in fascia “A” al posto di quelli della stessa categoria terapeutica ma generici.

Qualità della vita: ecco le migliori e le peggiori città

La classifica della soddisfazione dei cittadini.
Meglio le città piccole. Ultima in classifica una città italiana.

Arriva la sesta edizione del Rapporto 2023 sul qualità della vita nelle città europee.

Il sondaggio è stato pubblicato per la prima volta nel 2007 e, come riporta Il Sole 24 Ore, misura la percezione dei cittadini di 83 centri urbani maggiori (di cui sei italiani: Palermo, Napoli, Roma, Bologna, Torino e Verona) distribuiti in Europa (incluso il Regno Unito) o affacciati sul Mediterraneo, attraverso interviste effettuate nell’aprile del 2023ad un campione di 71.153 persone.

A differenza di altre indagini, come ad esempio proprio quella de Il Sole 24 Ore inerente alla qualità della vita nella province italiane, non raccoglie informazioni statistiche oggettive ma rileva l’opinione soggettiva dei cittadini in relazione a determinati aspetti della propria vita.

i risultati, quindi, fotografano il livello di soddisfazione percepita dai cittadini.

Ne emergono i seguenti due podi: le migliori sono Groningen (terza con un gradimento di 95,52%), Copenhagen (seconda con un gradimento pari al 95,72%) e Zurigo (prima con un gradimento del 97,08%); le peggiori, invece, sono Atene (terzultima con un gradimento del 64,97%), Istanbul (penultima con un gradimento pari al 64,86%) e Palermo (ultima con un gradimento del 62,03%).

Grande differenza di punteggio anche tra centri urbani della stessa nazione con, ad esempio, Verona che vede un gradimento dell’89% e Palermo del 62%.

Le maggiori diminuzioni rispetto alla precedenza classifica sono state registrate a Londra (-8%), Vienna, Bologna e Miskolc (tutte -6%).

Gli incrementi maggiori, invece, sono stati quelli registrati da Belgrado (+6%), Skopje (+4%) e Liegi (+3%).

Ancora, si nota che l’89% delle persone che vivono in città con meno di 250.000 abitanti sono soddisfatte, mentre la media scende all’86% di soddisfazione per le città intermedie. Tutte le grandi città (5 o più milioni di abitanti come Madrid, Parigi, Londra, Ankara ed Istanbul) presentano un livello di soddisfazione sotto la media.

Al via il liceo del Made in Italy

Prime classi attive dall’anno scolastico 2024-25.
Ecco il piano di studi e come iscriversi.

La legge n.206, con le disposizioni organiche per la valorizzazione e la tutela del Made in Italy, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Più precisamente, all’articolo 18 c’è la descrizione sul nuovo liceo del Made in Italy, che avrà la finalità di promuovere, in vista dell’allineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro, le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al “fatto in Italia“.

Le prime classi saranno attivate dall’anno scolastico 2024-2025, con la possibilità di iscriversi dalle ore 8:00 del 18 gennaio alle ore 20:00 del 10 febbraio; inoltre, le iscrizioni si potranno inoltrare su Unica, la piattaforma digitale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Nel primo biennio sono previste 891 ore totali ed il piano di studi, come riporta Il Sole 24 Ore, sarà composto come di seguito:

  • 132 ore di lingua e letteratura italiana;
  • 99 ore di storia e geografia;
  • 99 di diritto;
  • 99 ore di economia politica;
  • 99 ore di lingua e cultura straniera 1;
  • 99 ore di matematica (con informatica);
  • 66 ore di lingua e cultura straniera 2;
  • 66 ore di scienzenaturali;
  • 66 ore di scienze motorie e sportive;
  • 33 ore di storia dell’arte;
  • 33 ore di religione cattolica o attività alternative.