Venezuela: compagnie petrolifere in coda per chiedere licenze export greggio agli Usa

Eni, Repsol e Maurel & Prom hanno già avanzato le richieste.
In un incontro alla Casa Bianca Trump ha chiesto di investire in Venezuela.

Numerosi partner europei della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, tra cui Eni, la spagnola Repsol e la francese Maurel & Prom, hanno fatto richiesta per licenze o autorizzazioni Usa per l’esportazione di petrolio dal Paese, membro dell’Opec.

Lo hanno detto a Reuters sei fonti industriali.

I termini richiesti sono simili a quelli concessi da Washington negli scorsi anni, che hanno permesso alle compagnie di ricevere ed esportare petrolio venezuelano per le proprie raffinerie e altri clienti, fornendo al contempo carburante al Venezuela tramite un meccanismo di recupero del debito, secondo due delle fonti.

Le compagnie non hanno potuto esportare petrolio venezuelano sin dal secondo trimestre dello scorso anno, dopo che l’amministrazione di Donald Trump aveva sospeso le licenze. La settimana scorsa Repsol ha partecipato ad un incontro alla Casa Bianca durante il quale il presidente ha chiesto a un gruppo di compagnie petrolifere di investire in Venezuela.

Nessun commento per ora da parte delle compagnie petrolifere.

Trump ritira gli Usa da 66 organizzazioni internazionali

La Casa Bianca annuncia un memorandum del Presidente.
Di queste, 31 organizzazioni sono legate all’Onu e 35 no.

La Casa Bianca ha annunciato un memorandum di Trump che sancisce il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali.

Di queste, 31 sono legate all’Onu e 35 non legate all’Onu, ma la scheda informativa non specifica i nomi, come riportato da Giubbe Rosse.

Sulla base delle azioni passate, potrebbe includere OMS, UNESCO, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e l’Accordo di Parigi.

Probabilmente l’elenco completo arriverà nelle prossime ore.

Trump firma accordo con premier Australia su terre rare

L’accordo permetterà agli Usa più margine di manovra con Pechino.
Nell’incontro sono stati discussi anche dazi, sottomarini (in chiave anti cinese) ed equipaggiamento militare.

Firmiamo un accordo sui minerali critici e le terre rare con l’Australia, che è stato negoziato negli ultimi 4-5 mesi“: lo ha detto Donald Trump nell’ incontro allo studio Ovale col premier australiano Anthony Albanese, aggiungendo che in agenda ci sono anche dazi, sottomarini, equipaggiamento militare.

Come riporta Ansa, l’accordo, firmato nella cabinet room, consente agli Usa di avere più margine di manovra con Pechino, dopo la stretta cinese sul settore.

L’iter per i sottomarini americani a Canberra nell’ambito dell’accordo Aukus, l’alleanza Usa-Gb-Australia in chiave anti cinese, “procederà rapidamente“, ha detto Trump.

Trump a Zelensky: cedi il Donbass o verrai distrutto

Secondo il Financial Times l’incontro alla Casa Bianca sarebbe più volte finito in una lite furibonda con Trump che ha gettato via le mappe della linea del fronte in Ucraina.

Durante l’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky il presidente Usa avrebbe esortato il leader ucraino ad accettare le condizioni imposte dalla Russia per porre fine alla guerra, avvertendo che Putin aveva dichiarato che avrebbe “distrutto” l’Ucraina se non avesse accettato.

Lo scrive il Financial Times, poi ripreso da Ansa, parlando di un incontro sfociato più volte in una “lite furibonda“.

Secondo le fonti, Trump ha gettato via le mappe della linea del fronte in Ucraina, ha insistito affinché Zelensky consegnasse l’intero Donbass a Putin e ha ribadito i punti chiave espressi dal leader russo nel loro colloquio del giorno prima.

Ivchenko: intelligence Usa sa così tanto da poter far arrestare metà dei funzionari ucraini

Il deputato e membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale, la Difesa e l’Intelligence: gli Usa non divulgano informazioni per far bloccare gli aiuti all’Ucraina.

Le agenzie di intelligence americane sanno così tanto da poter arrestare metà dei funzionari ucraini.

Non divulgano queste informazioni per non dare piede a chi alla Casa Bianca vorrebbe bloccare gli aiuti all’Ucraina.

A dirlo, come riporta Giubbe Rosse, è Vadym Yevhenovych Ivchenko, deputato del popolo alla Verkhovna Rada per il partito “Batkivshchyna“, Membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale, la Difesa e l’Intelligence.

Qui il video: