Estate 2024: i viaggi d’alta gamma crescono del 26% nonostante le guerre

Le mete più gettonate dalla clientela alto spendente: Cina, Giappone, Sudest
Asiatico.
Trenta partenze speciali in occasione del 50° anniversario di Viaggi dell’Elefante.

Il turismo d’alta gamma non conosce crisi.

Con un aumento del 26% delle prenotazioni rispetto al 2023, e una previsione di mantenere il trend, Viaggi dell’Elefante conferma la tendenza della clientela alto spendente.

Se, da un lato, crollano destinazioni classiche quali alcuni paesi del Medio Oriente, tra cui spiccano Giordania e Israele, per evidenti motivi di sicurezza e a causa dei conflitti in corso, Oman, Emirati Arabi mentre tiene l’Egitto, con le sue meravigliose crociere sul Nilo, dall’altro cresce l’interesse dei viaggiatori italiani nei confronti di mete estere più esotiche come il Giappone e il Sud Est Asiatico:

«Nei primi tre mesi dell’anno abbiamo avuto un’alta richiesta di prenotazioni verso i Paesi dell’Est del Mondo» analizza Enrico Ducrot che, quest’anno, festeggia i 50 anni del Tour Operator fondato dal padre Vittorio e che, per l’occasione, ha riproposto nei propri cataloghi i viaggi di gruppo con accompagnatore.

«A causa del Covid questo tipo di viaggio aveva perso molto appeal -spiega il Ceo di Viaggi dell’Elefante – in questo primo semestre, invece, abbiamo registrato una maggiore richiesta insieme ai viaggi su misura, tour disegnati su desideri e abitudini dei viaggiatori grazie alla nostra squadra di esperti, selezionando le destinazioni più suggestive e garantendo il massimo comfort e professionalità in ogni aspetto dell’itinerario. Per festeggiare il mezzo secolo di attività abbiamo deciso di riproporli e stiamo riscontrando un grande interesse. La nostra programmazione si arricchisce, quest’anno, di trenta partenze speciali per visitare mete legate a ricorrenze, feste, festival ed eventi religiosi.

Ma quali sono le destinazioni più gettonate e richieste in questi mesi di prenotazioni a “Viaggi dell’Elefante”?

C’è una ripartenza forte della Cina, che è stata negli ultimi anni un po’ soffocata dal Giappone – sottolinea Ducrot– che si riconferma una meta molto desiderata. Il sud-est asiatico, con Thailandia, Vietnam, Laos e Cambogia, vanno benissimo. L’India sta crescendo sempre di più e si afferma come un’altra area di compensazione del Medio Oriente. Così come l’Uzbekistan e il Caucaso, quindi, Armenia e Georgia. Si consolidano anche le richieste per l’Islanda, la Scandinavia e l’intramontabile Grecia classica. Sono in ascesa, insieme all’Africa australe, anche la Tanzania e la Namibia. E sta ritornando sicuramente il Sud America, soprattutto il Perù, che è una destinazione estremamente importante per noi. Per quanto concerne il mare si rafforzano molte delle destinazioni più conosciute come le Seychelles e le Mauritius ma registriamo aumenti interessanti anche in relazione al mare del Mozambico e delle Filippine”.

Del resto negli ultimi anni il viaggio è considerato sempre più un “bene primario”, momento di conoscenza e crescita personale al quale i viaggiatori non rinunciano.

Si registra –chiarisce Ducrot un desiderio più allargato di viaggiare. Un cambio di rotta, alla base del quale c’è una vera e propria ricerca di qualcosa di inimitabile, non ripetibile”.

Da sporadico il viaggio diventa una costante durante l’anno, determinata dal desiderio di recuperare energie, conoscere nuovi mondi e culture.

Abbiamo alcuni clienti – aggiunge il Ceo di Viaggi dell’Elefante – che programmano due-tre viaggi all’anno per giungere ai più fortunati che possono permettersi anche sette viaggi. La nostra squadra di artigiani del viaggio non solo è in grado di intuire le esigenze, le aspirazioni, le necessità dei viaggiatori ma di offrire un’esperienza indimenticabile per la quale si è disposti a pagare cifre, anche molto elevate, purché offrano sensazioni completamente appaganti nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità”.

Non solo estero ma anche una forte crescita del nostro Paese che per i turisti stranieri resta sempre appetibile.

Al momento possiamo dire che il turismo nel Bel Paese non ha subito battute d’arresto – continua Enrico Ducrote che il 2024 si sta attestando come un anno decisamente interessante per le destinazioni, uniche e particolari, che proponiamo alla nostra clientela“.

Dalle location dedicate al digital detox ai resort al mare o in montagna, alle terme rigeneranti passando per le città d’arte, un evergreen del turismo nostrano.

Si stanno affermando sempre più, anche in Italia, gli alberghi che diventano vere e proprie destinazioni – racconta Ducrotun mezzo per scoprire nuove mete, grazie anche alla formula del long weekend. Al mare o in montagna sono località che consentono di conoscere nuovi territori, di immergersi nella natura o di godere di esperienze enogastronomiche esclusive”.

Tornando alle tendenze e alle richieste quali sono i consigli per l’estate?

Dalle selvagge terre dell’Indonesia alle incantevoli spiagge del Centro America, come quella della Baja California, – conclude Enrico Ducrotdal Tibet, con il Ladak indiano e cinese, ai maestosi safari in Tanzania, per giungere alle antiche meraviglie dell’India. Numerose le destinazioni, spesso abbinate a momenti particolari come le feste religiose, o festival, oppure il viaggio in Sudafrica in occasione della primavera australe. O ancora Namibia, Usa. In questo momento dell’anno, poi, suggeriamo le Maldive e la Polinesia, particolarmente ambite dai neosposi, che apprezzano le eleganti strutture di lusso perfettamente integrate nel paesaggio. Per chi preferisce la montagna, invece, consiglio l’arco alpino e le destinazioni andine che offrono numerosi resort ad alta quota mentre per coloro che preferiscono il viaggio itinerante suggerisco la magica Irlanda o l’affascinante Scozia che si possono visitare comodamente con il fly & drive per scoprire in autonomia residenze e castelli straordinari”.

A prescindere dal profilo del viaggiatore le proposte di Viaggi dell’Elefante sono uniche e caratterizzate dalla continua ricerca di percorsi fuori dalle rotte di maggiore afflusso.

Una peculiarità che caratterizza l’offerta del tour operator romano sin dal 1974 quando Vittorio Ducrot decise di offrire esperienze di viaggio straordinarie ad una clientela esigente.

Da cinque decenni, Viaggi dell’Elefante rappresenta, dunque, il punto di riferimento per chi cerca non solo la massima qualità nei servizi, ma anche la scoperta di destinazioni esotiche e affascinanti in tutto il mondo. Da allora fino ad oggi, per ognuna di queste mete si selezionano meticolosamente le sistemazioni più confortevoli, le guide locali più preparate, gli accompagnatori più competenti e i vettori aerei più prestigiosi.

Cortocircuito a Sinistra: lgbt+ e Islam non possono coesistere

Chi può usare lo spogliatoio femminile tra un trans e una donna musulmana?
L’azienda lo autorizza a entrambi che però non possono “coesistere” tra loro: si va in tribunale e con la nuova legge sarà solo l’inizio di una raffica di denuce.

Era solo questione di tempo, anche se dall’altra parte della ponda questa cosa veniva fatta loro notare già in tempi non sospetti.

Ora arriva il caso concreto che manda in cortocircuito le politiche sinistre del politically correct e la loro gestione.

In Germania, infatti, sarà necessaria una sentenza che farà giurisprudenza probabilmente a livello molto più esteso.

Ecco, come riporta Il Giornale citando il Berliner Zeitung, cos’è successo:

Kylie è un dipendente della McDonald alla Hauptbahnhof (la stazione centrale di Berlino) ed ha fatto coming out come “transfrau” (letteralmente “donna trans“); anche la traduzione potrebbe non essere considerata correttissima dai diretti interessati in quanto si tratta più precisamente di uomo che decide di essere donna anche se non si è ancora operato (e da non confondere con travestito).

Succede che questa persona chiede di potere utilizzare lo spogliatoio delle dipendenti: la direzione non ha nulla in contrario, ma una cameriera islamica proibisce a Kylie di cambiare l’uniforme vicino a lei.

A questo punto i responsabili del fast food cambiano idea e appoggiano la ragazza, pregando Kylie di tornare nello spogliatoio maschile.

La transfrau non è d’accordo e non accetta nemmeno la soluzione di compromesso, ovvero il trasferimento in un’altra filiale dove si trattano hamburger e dove quindi non lavorano dipendenti musulmani.

Kylie denuncia quindi la direzione per discriminazione, chiedendo un risarcimento.

In una prima istanza il giudice le dà tuttavia torto e la costringe ad andare direttamente a processo al tribunale del lavoro.

La persona gender fluid presenta quindi ulteriore ricorso ed è qua che i cittadini berlinesi rischiano seriamente di spaccarsi.

Loro, del resto, sono da sempre all’avanguardia nell’accettare ogni variante sessuale, ma adesso si trovano in scacco matto tra tolleranze di segno opposto.

Qualunque sarà la conclusione, infatti, non potrà accontentare tutti: nemmeno nella capitale europea più “tollerante”.

Nel frattempo, il governo del cancelliere Olaf Scholz, reduce da una recente batosta alle elezioni europee ed ormai considerato un semplice reggente e traghettatore fino al voto nazionale del settembre 2025, ha proposto con la sua coalizione una legge sulla autodeterminazione di genere: seguendo di fatto la moda del momento e imitando in questo gli Stati Uniti d’America, ognuno potrà decidere a quale sesso appartenga e cambiare idea quando vuole, nel caso la norma dovesse essere approvata.

Se approvata, c’è da aspettarsi una nevicata di denunce per discriminazione, sessismo, mobbing e quant’altro dato ogni giorno una persona potrebbe dichiarare di sentirsi di un nuovo sesso: se fino a ieri si sentiva uomo, oggi potrebbe denunciarvi per come vi approcciate perchè si sente donna.

Lear Corporation licenzia il 90% dei dipendenti in Polonia

L’azienda non spiega il motivo della chiusura, ma pesano i forti aumenti del costo del lavoro e le politiche del nuovo governo.

Lear Corporation, l’azienda americana che produce sedili e componenti elettronici utilizzati nell’industria automobilistica, licenzierà quasi il 90% del personale dello stabilimento che opera vicino a Włocławek.

Come è stato riportato dal sito locale ddwloclawek.pl, poi ripreso da Polonia Oggi, ciò significa che 960 dei circa 1100 dipendenti finora impiegati dall’azienda perderanno il lavoro.

L’azienda americana ha deciso di chiudere quasi tutta la fabbrica ed ha proposto che la riduzione dell’occupazione si terrà sulla base di dimissioni volontarie, con una gratificazione finanziaria.

L’azienda non ha spiegato perché ha deciso di ridurre l’occupazione, ma negli ultimi mesi diverse società straniere hanno chiuso le loro attività in Polonia e questo, si presume, sia correlato al forte aumento del costo del lavoro, compreso il salario minimo, avvenuto negli ultimi anni.

Oltretutto, il nuovo governo sta introducendo il pagamento della malattia al 100%: questo comporta maggiori costi e rischi per le aziende che potrebbero vedere un grande numero di dipendenti mettersi in malattia per andare a fare altri lavori a nero, dovendo oltretutto pagare loro il salario completo.

Infine, il rafforzamento dello Zloty tanto cercato dal governo Tusk, che non ha mai nascosto la forte volontà di entrare nell’euro, rende meno attrattivi gli investimenti stranieri.

Benefici sociali alle famiglie: Italia ultima in Ue

Prima la Polonia per benefici destinati.
Il Lussemburgo per benefici medi pro capite.

Fino al 15% dei benefici sociali in Polonia riguardano il sostegno alle famiglie.

Questo è il tasso più alto dell’intera Unione Europea secondo Eurostat, che indica anche come la media UE sia dell’8,3%.

Subito dietro la Polonia nella classifica si trovano il Lussemburgo e l’Estonia, come riporta Polonia Oggi.

Il numero più basso di prestazioni sociali per le famiglie è disponibile in Italia: solo il 4,1%.

Tuttavia, tenendo conto dei benefici familiari medi pro capite, la Polonia è lontana dal podio.

Qui, invece, domina il Lussemburgo con 3.600 euro mentre in Polonia è poco più di 500 euro, chiaramente inferiore alla media UE di 777 di euro.

Va però tenuto in considerazione il caro vita, che in Polonia è decisamente inferiore, per esempio, a quello lussemburghese.

Musk: “In futuro non ci sarà nessun lavoro”

Beni e servizi saranno forniti dai robot.
Gli Stati dovranno elargire un “reddito universale elevato”.

Elon Musk ha detto ciò in occasione di VivaTech 2024, la fiera dedicata alla tecnologia a Parigi a cui ha partecipato in collegamento video.

Più nel dettaglio, come riporta Motorionline, il proprietario di Tesla e X ha dichiarato quanto di seguito:

Nessuno di noi avrà un lavoro quando l’intelligenza artificiale si evolverà e crescerà. Se vorrete potrete lavorare un po’ come hobby. L’intelligenza artificiale e i robot forniranno tutti i beni e i servizi necessari”.

Il CEO di Tesla ha definito l’intelligenza artificiale “la sua più grande paura”, il CEO di Space X ha dichiarato che invece la sua “più grande speranza è Marte” e che intende inviare persone su Marte “probabilmente entro 10 anni, ma forse anche tra i sette e gli otto anni”.

Secondo Elon Musk quando nessuno o quasi avrà più un lavoro sarà necessario prevedere un “universal high income”, un reddito universale elevato che sarebbe distribuito direttamente dai governi a tutti i cittadini. Durante la conferenza, Musk ha menzionato i romanzi di Ian Banks, descrivendola come una visione utopica e drammatizzata di una comunità gestita dalla tecnologia moderna, e l’ha definita la rappresentazione più autentica e “la migliore visione di una futura intelligenza artificiale”.

Ha poi riflettuto se gli esseri umani possano essere soddisfatti di una vita senza lavoro e carriera, sottolineando: “Se i computer e i robot possono fare tutto meglio di noi, la nostra vita avrà ancora un qualche significato?” Nonostante ciò, l’imprenditore statunitense ha espresso la convinzione che “forse c’è ancora un ruolo per gli esseri umani in questo, nel senso che possiamo dare un significato all’intelligenza artificiale”. Infine, ha lanciato un severo avvertimento ai genitori riguardo all’uso della tecnologia da parte dei figli, consigliando di limitare il tempo che questi trascorrono sui social media.