Condannato l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy

Condannato a 5 anni di prigione per associazione a delinquere tra il 2005 ed il 2007.
Sarkozy: sono innocente e farò appello.

Il tribunale di Parigi, come riporta Il Sole 24 Ore, ha condannato l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy a 5 anni di prigione, dopo averlo dichiarato colpevole di un’accusa chiave nel suo processo per presunto finanziamento illecito della sua campagna elettorale da parte del governo di Muammar Gheddafi.

Sarkozy è stato dichiarato colpevole di associazione a delinquere in un complotto che va dal 2005 al 2007, volto a finanziare la sua campagna con fondi provenienti dalla Libia in cambio di favori diplomatici.

Tuttavia, la Corte ha assolto l’ex presidente dalla altre tre accuse, tra cui corruzione passiva, finanziamento illecito della campagna elettorale ed occultamento di appropriazione indebita di fondi pubblici.

Da parte sua, l’ex presidente ha dichiarato quanto di seguito:

Se vogliono assolutamente che io dorma in carcere, ebbene dormirò in carcere, ma con la testa alta. Io sono innocente. Questa ingiustizia è uno scandalo. Non ricuserò per qualcosa che non ho commesso. Naturalmente, farò appello“.

Zelensky: o Putin ferma la guerra o i funzionari del Cremlino si cerchino rifugi antiaerei

Il presidnete ucraino minaccia quello russo: ho il sostegno di Trump per attaccare obiettivi russi”.
Poi aggiunge: finita la guerra non mi ricandiderò.

Volodymyr Zelensky ha dichiarato ad Axios che, se la Russia non porrà fine alla guerra, i funzionari che lavorano al Cremlino dovrebbero assicurarsi di sapere dove si trova il rifugio antiaereo più vicino.

Zelensky, come riporta Tgcom24, ha detto di aver fatto una richiesta particolare a Trump: un nuovo sistema d’arma che costringerebbe Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.

Abbiamo il sostegno del presidente Usa per attaccare obiettivi russi“, ha detto ancora.

Il presidente ucraino ha poi continuato dicendo che non intende guidare il Paese in tempo di pace: “Il mio obiettivo è porre fine alla guerra“, non continuare a candidarmi, ha affermato.

Trump: dazi al 35% se Ue non rispetta gli obblighi

Il presidente americano inizia a sospettare che l’Ue non abbia fondi a sufficienza per rispettare gli accordi di investimento da 600 miliardi.

Donald Trump inizia a sospettare che l’UE non abbia fondi sufficienti per investire nell’economia statunitense.

Il presidente degli Stati Uniti, come riporta Giubbe Rosse, minaccia di aumentare immediatamente i dazi sull’UE dal 15% al 35% se l’Unione non rispetterà i suoi accordi di investimento da 600 miliardi.

Russia: al momento non ci possiamo fidare dell’Italia

L’ambasciatore russo a Roma: dopo il covid l’élite italiana è entrata in due nuovi virus: la russofobia e l’ucrainofilia.

Al momento non ci possiamo fidare dei nostri interlocutori italiani“.

Lo dice in una lunga intervista al quotidiano Izvestia l’ambasciatore russo a Roma, Alexei Paramonov, che denuncia come nell'”élite italiana, dopo il Covid, siano entrati due nuovi virus: la russofobia e l’ucrainofilia“.

Secondo Paramanov, come riporta Adnkronos, da quando è scoppiata la guerra in Ucraina tre anni fa, “non ci sono stati cambiamenti significativi nell’establishment italiano e vediamo per lo più gli stessi volti. Ma c’è una piccola sfumatura: due nuovi virus sono entrati nell’élite italiana per sostituire l’epidemia di Covid: la russofobia e l’ucrainofilia, che, grazie alla loro sinergia, assumono forme particolarmente aggressive e portano a conseguenze molto deprimenti sia in termini di processi politici interni che di posizionamento sulla scena internazionale“.

Di conseguenza, sostiene l’ambasciatore, “anche i nostri interlocutori immuni da questo flagello preferiscono isolarsi nelle condizioni attuali per non essere contagiati, salvaguardare le loro convinzioni e preservare il buon senso“.

In generale, dice Paramonov – che la scorsa settimana era stato convocato alla Farnesina, per protestare contro l’inserimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un elenco di presunti ‘russofobi‘ da parte del ministero degli Esteri di Mosca (approfondimento al link) – “la leadership italiana rimane ermeticamente chiusa ai contatti ufficiali con la parte russa a tutti i livelli. A volte sembra che in un certo senso applichi l’approccio del capo del regime di Kiev Zelensky, che ha imposto un autodivieto di condurre qualsiasi negoziato con la Russia“.

Nell’intervista al quotidiano russo, l’ambasciatore parla poi anche della questione della fornitura di armi italiane a Kiev, tema su cui “la leadership è abbastanza sensibile. Roma ha completamente classificato tutto ciò che riguarda la fornitura di armi all’Ucraina. Non ci sono praticamente materiali affidabili nello spazio pubblico su ciò che, di fatto, costituisce l’assistenza militare italiana all’Ucraina – afferma ParamonovTuttavia, è noto che il volume totale è di circa 3-4 miliardi di euro. Queste forniture rappresentano un volume piuttosto consistente di armi pericolose, comprese quelle pesanti. Quasi ogni due o tre mesi, la leadership italiana approva un altro lotto di armi e attrezzature militari da fornire all’Ucraina. E ora, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe già in preparazione il dodicesimo pacchetto di tale ‘assistenza’“.

D’altra parte, prosegue l’ambasciatore, “sentiamo costantemente dichiarazioni rassicuranti da parte delle autorità secondo cui l’Italia non è in guerra con la Russia, non invierà le sue truppe sul territorio ucraino, nella zona di conflitto, e non permette alle autorità ucraine di utilizzare le armi fornite per colpire in profondità la Federazione russa. Questa è la differenza che cercano di presentare come circostanza attenuante riguardo al modo in cui Roma partecipa ufficialmente al conflitto dalla parte dell’Ucraina. Ma penso – conclude – che, nonostante tutta questa presunta moderazione della posizione italiana rispetto ad altri Paesi, ad esempio i membri della cosiddetta coalizione dei volenterosi, in realtà non ci si dovrebbe fidare molto, perché molto spesso nel corso degli anni i Paesi dell’Occidente collettivo, compresa l’Italia, hanno cercato di presentare la loro posizione e le loro azioni nella luce migliore possibile e in una luce più amichevole di quanto non fosse in realtà. Al momento, non ci possiamo fidare in alcun modo dei nostri interlocutori ufficiali italiani“.

M5S: von der Leyen ci ha svenduti, Pd ci aiuti a sfiduciarla

Tridico: Ursula von der Leyen ha accettato i dazi al 15% e si è impegnata per 750 miliardi in energia e armi con gli Usa senza ottenere la web tax sui colossi digitali.

Il M5S, guidato in Europa da Pasquale Tridico, sta raccogliendo firme per una nuova mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen, accusata di aver ceduto agli Usa sui dazi. 

Tridico invita il Pd a sostenere la mozione con le sue 21 firme, rilevando malumori tra i dem per l’accordo commerciale che penalizza l’Ue

In Calabria, dopo le dimissioni di Occhiuto, il M5S rivendica il candidato per le Regionali, proponendo nomi come Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico

Come riporta Il Fatto Quotidiano, Tridico critica von der Leyen per aver “svenduto” gli interessi Ue, accettando dazi al 15% e impegni per 750 miliardi in energia e armi Usa, senza ottenere la web tax sui colossi digitali.

L’accordo sui dazi è una resa. Von der Leyen ha svenduto agli Stati Uniti la nostra politica commerciale, cioè il punto di forza della Ue”, dichiara Tridico.

Il M5S, già favorevole a una mozione a luglio (bocciata con 360 no, 175 sì e 18 astensioni), cerca 72 firme per ripresentarla a settembre, rivolgendosi ai Socialisti europei e ai liberali, in particolare al Pd.