Prietenia: un viaggio nel passato

Un treno sovietico che collega due capitali europee, con carrozze costruite negli anni 70/80 in Germania dell’est. Un viaggio nel tempo, però che è possibile realizzare anche oggi, nel 2026.

Ancora oggi, le capitali di due paesi che un tempo si trovavano al di là di quella che veniva chiamata la “cortina di ferro”, sono collegate da un treno di epoca sovietica, il “Prietenia”, che in lingua rumena significa “amicizia“. Avendo quasi l’impressione di trovarsi a bordo di una macchina del tempo, è possibile viaggiare in carrozze in finto legno costruite in Germania dell’Est negli anni 70/80 del secolo scorso e riscaldate rigorosamente a carbone. Non si tratta della versione est europea del film “Ritorno al futuro”, ma di un collegamento ferroviario reale dei giorni nostri, anche se dal sapore ormai antico.

Il treno, infatti, collega quotidianamente le stazioni di Bucarest Nord e Chisinau, quindi le capitali di Romania e Moldavia, con un viaggio che dura all’incirca 14 ore. Le numerose ore che impiega il treno a percorrere gli oltre 350 km che separano le due capitali, si possono passare nelle cuccette, le quali, oltre ad avere un’atmosfera nostalgica e spartana, sono anche sorprendentemente comode. All’interno del treno è presente una carrozza con bar/ristorante, dove è possibile mangiare dei piatti caldi, oppure semplicemente bere bevande alcoliche e non.

Il prezzo del biglietto di seconda classe si aggira intorno ai 25/30 euro, con cuccette con posti letto per quattro persone, mentre le cuccette di prima classe prevedono due posti letto, ma il prezzo del biglietto sale al doppio di quello di seconda classe, quindi 60 euro circa.

Una volta arrivati nella cittadina moldava di Ungheni, al confine tra Romania e Moldavia, compresa nel prezzo del biglietto c’è un’ulteriore attrazione: il cambio delle ruote, o meglio, dei carrelli del treno. Avendo fatto parte dell’Unione Sovietica, la Moldavia utilizza lo scartamento ferroviario sovietico (1.520 mm), mentre la Romania lo scartamento standard europeo (1.435 mm). Le operazioni di cambio dei carrelli avvengono ogni notte, quindi ad ogni passaggio del treno nelle due direzioni e durano un paio d’ore. Le carrozze vengono sollevate con dei grossi martinetti idraulici ed i carrelli vengono sostituiti. Il viaggio poi prosegue a velocità moderata, fino alla capitale moldava. Un’esperienza di viaggio che va oltre il tempo, che ci riporta in un’epoca di forti divisioni, come quella della guerra fredda, ma che in questi ultimi anni non sembra poi così lontana nel tempo, a causa delle forti tensioni geopolitiche in corso.

Ue: prestito da 90 miliardi all’Ucraina ma senza Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca

30 miliardi per finanziare il bilancio ucraino, 60 per acquistare armi.
Il prestito verrà restituito solo se la Russia accetterà di pagare le riparazioni di guerra: Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca non partecipano.

I Paesi dell’Ue hanno raggiunto un accordo per emettere un prestito di 90 miliardi di euro al fine di soddisfare le esigenze finanziarie e militari dell’Ucraina per il 2026 ed il 2027.

Di questi, 30 miliardi di euro saranno destinati al finanziamento del bilancio ucraino, mentre i restanti 60 miliardi saranno utilizzati per l’acquisto di armi.

Il programma sarà finanziato tramite debito congiunto ma senza Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca: le tre nazioni, infatti, si sono rifiutate di partecipare all’ennesima donazione di soldi dei contribuenti Ue all’Ucraina.

L’accordo proposto, come riporta Giubbe Rosse, si basa essenzialmente su punto molto debole, per non dire di pura fantasia: Kiev rimborserebbe i fondi solo se la Russia accettasse di pagare le riparazioni di guerra.

Nato avvia pianificazione militare per missione in Groenlandia

La missione è denominata Artic Sentry.
Il colonnello O’Donnell: attività di vigilanza rafforzata.

La Nato ha avviato la pianificazione militare per una missione denominata Arctic Sentry.

Lo ha riferito un portavoce del quartier generale militare dell’alleanza Shape, stando a quanto riportato da Reuters.

È in corso la pianificazione per un’attività di vigilanza rafforzata della Nato, denominata Arctic Sentry“, ha detto il colonnello Martin L. O’Donnell, portavoce del Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa (Shape), confermando un’indiscrezione stampa dalla rivista tedesca Spiegel.

Colombia: Petro vola da Trump

Storico incontro tra i due presidenti.
Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la crisi migratoria.

Il presidente colombiano Gustavo Petro è partito alla volta di Washington per un incontro con Donald Trump, definito “una pietra miliare” dalla presidenza di Bogotà.

La visita, prevista fino al 5 febbraio, rappresenta un tentativo di ricucire i rapporti tra i due Paesi, logorati da mesi di scontri verbali e profonde divergenze ideologiche.

Il vertice avviene in un clima di estrema tensione regionale, segnato dalla recente operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e dalle minacce di dazi e interventi armati rivolte in passato da Trump alla Colombia.

Abbiamo molte ragioni per ottenere un patto per la vita nelle Americhe“, ha dichiarato Petro prima della partenza, come riportato da Ansa, sottolineando la volontà di cercare punti di incontro nonostante le distanze.

Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la gestione della crisi migratoria.

L’incontro, nato da un inaspettato invito telefonico a gennaio, costringe il leader colombiano a un delicato equilibrismo diplomatico: mantenere la cooperazione con la Casa Bianca senza tradire la propria linea politica, il tutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Colombia.

Usa all’Iran: pronti a negoziare un accordo

Trump: aperto a soluzione diplomatica.
Turchia, Egitto e Qatar lavorano ad un incontro con Witkoff e funzionari iraniani ad Ankara.

Gli Stati Uniti hanno detto all’Irantramite canali multipli” di essere pronti a un incontro per negoziare un accordo.

Lo riporta Ansa, citando Axios che a sua volta cita un funzionario americano.

La Turchia, l’Egitto e il Qatar stanno lavorando a un incontro fra l’inviato Steve Witkoff e alti funzionari iraniani ad Ankara alla fine della prossima settimana.

Un funzionario della Casa Bianca ha ribadito che Trump non ha ancora preso una soluzione definitiva sull’Iran e resta aperto a una soluzione diplomatica.