Convocato ambasciatore Usa a Mosca: rapporti al collasso

Inaccettabili le dichiarazioni di Biden.
Russia risponderà in modo fermo e deciso.

Il ministero degli Esteri russo ha comunicato di aver convocato l’ambasciatore statunitense John Sullivan per riferire che le dichiarazioni del presidente Joe Biden sul presidente Vladimir Putin hanno spinto i rapporti bilaterali sull’orlo del collasso.

La scorsa settimana, Biden ha definito Putin “criminale di guerra” per aver inviato decine di migliaia di truppe in Ucraina.

Come riporta “Reuters”, un comunicato del ministero riporta quanto di seguito:

Simili dichiarazioni da parte del presidente americano, indegne di uno statista d’alto rango, hanno spinto le relazioni russo-americane al limite del collasso“.

In precedenza, il Cremlino ha descritto le dichiarazioni come “insulti personali” contro Putin.

Il ministero ha anche detto a Sullivan che le azioni ostili contro la Russia riceveranno una “risposta ferma e decisa“.

Cingolani: l’Europa paga 1 miliardo al giorno per il gas russo

Il ministro lancia l’allarme.
Con le sanzioni più costi che benefici?

L’Europa paga 1 miliardo di euro al giorno per il gas russo.

Così il ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani in una informativa urgente del Governo al Senato sull’incremento dei costi dell’energia e sulle misure adottate dal Governo per contrastarne gli effetti.

Più precisamente, come riporta “Askanews”, le sue parole sono state le seguenti:

Il flusso attuale dalla Russia è il più alto nei tempi recenti e si è sollevata la questione che l’Europa sta pagando la Russia circa un miliardo di euro al giorno al di là delle quotazioni e questo ha implicazioni che va oltre il settore energetico. È una riflessione importante che va fatta”.

La Russia ha già stipulato numerosi nuovi accordi con la Cina, l’India ed il Pakistan, che sono tra i Paesi più popolosi al mondo; non sarà che le sanzioni stiano comportando più danni che benefici a chi le ha emesse? I recenti rincari parlano chiaro ed il 43% delle aziende italiane è già al collasso.

Kiev: visita dei Primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia

Lo scopo è esprimere sostegno inequivocabile all’Ucraina.
Rischio sbilanciamento bellico.

I primi ministri della Repubblica ceca, della Polonia e della Slovenia si recheranno a Kiev per incontrare il presidente Volodomyr Zelensky in rappresentanza dei leader dell’Unione europea.

Ad annunciarlo sui social network è Petr Fiala, il primo ministro ceco, ripreso da “Reuters”:

Lo scopo della visita è confermare il sostegno inequivocabile dell’intera Unione europea alla sovranità e all’indipendenza dell’Ucraina. L’obiettivo di questa visita è anche quello di presentare un ampio pacchetto di sostegno all’Ucraina ed agli ucraini“.

La proposta di fare una missione di pace che preveda un intervento militare, però, potrebbe essere un’arma a doppio taglio in quanto la volontà di provare a portare la pace tramite un intervento armato potrebbe molto probabilmente sfociare in un ingresso in guerra della NATO.

Lavrov: pericoloso invio di armi dell’Ovest a Ucraina

Osservazione al termine dei colloqui con Kuleba.
Ue in violazione dei propri principi e valori.

Il ministro degli Affari esteri russo, Sergej Lavrov ha definito “pericoloso” l’invio di armi da parte dell’Occidente a Kiev, al termine dei primi colloqui con l’omologo ucraino Dmytro Kuleba.

Come riporta “Notizie.it”, infatti, Lavrov avrebbe dichiarato quanto di seguito:

Per quanto riguarda l’invio di armi all’Ucraina dall’estero, vediamo in che modo pericoloso stanno agendo i nostri colleghi occidentali in questo momento, inclusa l’Unione europea, che, in violazione di tutti i suoi cosiddetti principi e valori, incoraggia le forniture di armi letali all’Ucraina, comprese le migliaia di sistemi missilistici anti-aereo portatili”.

Salvini contestato in Polonia

Un gruppo di italiani ad aspettarlo per dargli del buffone.
Il sindaco di Przemysl gli rinfaccia la t-shirt di Putin.

Salvini arriva in Polonia, precisamente alla stazione di Przemysl, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina.

Ad attendere il leader leghista c’era anche un gruppetto di italiani, ma più che accoglierlo lo hanno contestato gridandogli “buffone!”, come riporta l’Ansa.

Non è andata meglio con l’accoglienza da parte delle istituzioni locali: il sindaco di Przemysl, infatti, ha mostrato la maglietta di Putin che Salvini indossò qualche anno fa.

Non solo. Alla maglietta, il sindaco Wojciech Bakun ha aggiunto un invito tagliente: “Io non la ricevo, venga con me a contestarlo”.

La replica di Matteo Salvini è stata la seguente:

Non ci interessa la polemica della sinistra italiana o polacca, siamo qui per aiutare chi scappa dalla guerra. Molte imprese e famiglie italiane sono pronte a fare la loro parte sia aiutando in terra polacca le 10mila parrocchie inviando donazioni di ogni genere, sia accogliendo in Italia una parte delle 100mila persone che ogni giorno scappano dall’Ucraina. Noi vogliamo essere di aiuto nel coordinare questi aiuti, e nell’organizzazione di viaggi e accoglienza in Italia di queste famiglie, con particolare attenzione a orfani e disabili, e per questo stiamo collaborando con alcune Onlus”.

Ma le critiche non finiscono qui; da Forza Italia, precisamente da un tweet del deputato Elio Vito, arriva un altro attacco:

Salvini sta andando in Polonia e probabilmente al confine ucraino. Lo trovo uno spettacolo triste, per non dire altro”.

Ancora, Jason Horowitz del New York Times, dice di Salvini:

È stato un impenitente fan (di Putin). Disse che preferiva il presidente russo a quello italiano. Ha dato eco incessantemente alle richieste di Putin per la fine delle sanzioni sull’annessione della Crimea”.

Il leader del Carroccio risponde così a quanto uscito sul New York Times:

Per il New York Times io sarei ricattato dalla Russia? Sciocchezze. Ho tanti difetti ma mi godo la mia libertà. Non ho mai preso rubli, dollari o franchi svizzeri: zero“.

Infine i giornalisti di Przemysl sono andati dritti al dunque, chiedendo a Salvini se sia pronto a condannare il presidente russo Vladimir Putin senza mezzi giri di parole. Salvini ha risposto quanto di seguito:

Certo, ovvio. Condanniamo la guerra, chiunque condanna la guerra e l’aggressione tranne qualche italiano che è qua a parlare di guerra“.