Lufthansa taglierà 4.000 posti di lavoro

Digitalizzazione e crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale permetteranno maggiore efficienza.
Tagli entro il 2030 nel settore amministrativo.

Il gruppo Lufthansa intende tagliare 4.000 posti di lavoro nel settore amministrativo entro il 2030per ridurre i costi“.

L’azienda con sede a Monaco, come riporta Tgcom24, ha annunciato che i processi interni saranno digitalizzati, automatizzati e centralizzati.

Le riduzioni riguardano principalmente i ruoli amministrativi, non quelli operativi, ha spiegato l’azienda: “La digitalizzazione e il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale garantiranno una maggiore efficienza in molti settori e processi“.

La compagnia aerea, che si confronta con costi operativi elevati, non è ancora riuscita, a differenza di altri grandi vettori europei, a riportare la capacità e la produttività ai livelli del 2019, prima della pandemia.

Trump autorizza Kiev ad attacchi a lungo raggio

Kellogg: ma a volte il Pentagono non ha dato all’Ucraina l’autorità di eseguirli.
Poi sottolinea: non ci sono punti sicuri.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha autorizzato l’Ucraina a lanciare attacchi a lungo raggio contro la Russia.

Lo ha detto l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Keith Kellogg su Fox News.

Secondo Kellogg, Donald Trump ha autorizzato attacchi a lungo raggio contro la Russia, “ma a volte il Pentagono non ha dato all’Ucraina l’autorità di eseguirli“.

Alla domanda su ciò che è stato autorizzato dagli Usa, come riporta Ansa, Kellogg ha risposto quanto di seguito:

Penso che, dopo aver letto quello che ha detto, la risposta sia sì. Bisogna usare la capacità di colpire in profondità. Non ci sono punti sicuri“.

Volkswagen ferma la produzione di auto elettriche

Fermati gli stabilimenti di Emden e Zwickau, possibili stop per Hannover e Osnabruck.
Straordinari invece negli stabilimenti che producono motori termici.

Dopo Stellantis, è il gruppo Volkswagen a stoppare temporaneamente la produzione di due fabbriche, al fine di ridurre le scorte dovute alla debole domanda di auto elettriche e al peso dei dazi statunitensi.

Come riporta Quattroruote, VW sta beneficiando della crescita delle vendite di Bev in Europa, ma il ritmo complessivo di crescita è più lento e irregolare di quanto inizialmente previsto: pertanto, dal 6 ottobre è prevista una settimana di sospensione a Zwickau, che sforna Audi Q4 e-tron, VW ID.3 e Cupra Born.

Situazione analoga ad Emden (ID.4 e ID.7), che ha ridotto le ore dei dipendenti e si fermerà per diversi giorni.

Altre voci di chiusure temporanee riguardano Hannover e Osnabrück. Situazione differente a Wolfsburg, perché qui i modelli termici (VW Golf, Tiguan e Tayron) garantiscono volumi così elevati da richiedere turnazioni straordinarie.

Di recente, Volkswagen ha quantificato in 5,1 miliardi di euro l’impatto negativo della retromarcia Porsche su redditività e Bev, per la domanda debole, la concorrenza in Cina e i dazi Usa.

Come noto, l’azienda a fine 2024 ha concordato coi sindacati una serie di misure per ottenere risparmi pari a ben 1,5 miliardi di euro l’anno sul fronte del costo del lavoro: l’IG Metall ha accettato il taglio di 35 mila posti entro il 2030 e la Volkswagen l’erogazione di buonuscite importanti.

Comunque, in Germania e non solo, la situazione per il comparto auto resta delicata, come dimostra il caso Bosch, che ha appena annunciato 13mila uscite entro il 2030.

Zelensky: o Putin ferma la guerra o i funzionari del Cremlino si cerchino rifugi antiaerei

Il presidnete ucraino minaccia quello russo: ho il sostegno di Trump per attaccare obiettivi russi”.
Poi aggiunge: finita la guerra non mi ricandiderò.

Volodymyr Zelensky ha dichiarato ad Axios che, se la Russia non porrà fine alla guerra, i funzionari che lavorano al Cremlino dovrebbero assicurarsi di sapere dove si trova il rifugio antiaereo più vicino.

Zelensky, come riporta Tgcom24, ha detto di aver fatto una richiesta particolare a Trump: un nuovo sistema d’arma che costringerebbe Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.

Abbiamo il sostegno del presidente Usa per attaccare obiettivi russi“, ha detto ancora.

Il presidente ucraino ha poi continuato dicendo che non intende guidare il Paese in tempo di pace: “Il mio obiettivo è porre fine alla guerra“, non continuare a candidarmi, ha affermato.

Jaguar Land Rover: produzione bloccata almeno fino a ottobre

La società dichiara di aver subito un attacco informatico a fine agosto: perdite enormi.
Interessati anche gli stabilimenti in Slovacchia, Cina e India.

A fine agosto Jaguar Land Rover ha dichiarato di aver subito un grave attacco informatico che l’ha costretta a interrompere la produzione e a non poter immatricolare nuovi veicoli.

L’assenza di tempistiche precise sulla risoluzione del problema aveva lasciato intendere che il disservizio fosse più grave del previsto e il recente annuncio della proroga della chiusura degli impianti produttivi almeno fino al primo ottobre conferma la portata dell’evento.

La decisione di Jaguar Land Rover di prorogare la chiusura degli impianti produttivi è stata presa per garantire chiarezza ai propri dipendenti e fornitori, mentre prosegue l’indagine interna per capire l’entità dei danni e pianificare un ritorno graduale alle operazioni.

La situazione, come riporta HDblog.it, è complessa e i tempi per un ritorno alla normalità appaiono ancora incerti. Inizialmente si prevedeva una chiusura di tre settimane, con ripartenza entro il 24 settembre.

Queste previsioni, secondo fonti interne all’azienda, non saranno rispettate con l’interruzione delle attività che potrebbe prolungarsi addirittura oltre il periodo natalizio. Le previsioni parlano di almeno quattro settimane necessarie per diagnosticare e ricostruire l’infrastruttura digitale compromessa, seguite da tre settimane di test con fornitori simulati per verificare la sicurezza operativa. Solo successivamente, e ci vorranno almeno altre quattro settimane, si potrà ripristinare la produzione e tornare a pieno regime.

L’attacco ha colpito duramente gli stabilimenti britannici di HalewoodSolihullWolverhampton e Castle Bromwich, ma anche le linee produttive di Jaguar Land Rover in Slovacchia, Cina e India.

Complessivamente, gli impianti del gruppo nel Regno Unito assemblano circa mille veicoli al giorno. Lo stop sta causando, com’è facile immaginare, perdite economiche significative con alcune stime che parlano di oltre 1,1 miliardi di euro (un miliardo di sterline) di ricavi già sfumati in meno di un mese, e le perdite continuano ad accumularsi giorno dopo giorno.

Una parte rilevante dei 33.000 dipendenti diretti è stata temporaneamente sospesa, ma le conseguenze più gravi rischiano di abbattersi sulla fitta rete di fornitori locali.

Il sistema produttivo britannico che ruota intorno a Jaguar Land Rover impiega infatti oltre 100.000 persone, molte delle quali in piccole e medie imprese che rischiano ora pesanti difficoltà finanziarie.

Le associazioni di categoria hanno lanciato l’allarme dichiarando che un fermo prolungato potrebbe portare a tagli occupazionali diffusi e a un’ondata di insolvenze tra le aziende dell’indotto.

Anche il sindacato Unite ha espresso preoccupazione per i possibili effetti a catena sull’occupazione, chiedendo un intervento del governo per supportare sia i lavoratori sia il tessuto produttivo connesso all’industria automobilistica.

Da parte sua, l’esecutivo britannico ha fatto sapere che sta monitorando la situazione a stretto contatto con la dirigenza del gruppo, per valutare l’impatto economico e individuare eventuali misure di sostegno.