L’Ucraina blocca il passaggio del gas russo: bollette in rialzo per l’Europa

Mosca: decisione presa da Biden, Ue e regime fantoccio di Kiev.
Italia: serve aumento scorte per fronteggiare l’inverno: le bollette aumenteranno.

Il presidente ucraino Zelensky festeggia lo stop al gas russo verso l’Europa, definendola una grande sconfitta per Mosca.

A tale azione, come riporta Tgcom24, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aggiungendo che Gazprom ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali, ha replicato quanto di seguito:

La responsabilità di fermare la fornitura di gas russo spetta interamente agli Stati Uniti, al regime fantoccio di Kiev e alle autorità degli Stati europei“.

Da una riunione straordinaria del ‘Gas Coordination Group‘ emerge che l‘Unione europeagrazie all’efficiente lavoro preparatorio e al coordinamento nella regione e oltre” non ha “problemi di sicurezza dell’approvvigionamento” di gas.

Dal lato italiano, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin afferma però che l’Italia possiede “scorte adeguate” di metano, ma che si valuta un aumento degli stoccaggi per affrontare l’inverno con maggiore tranquillità.

La decisione porterà indubbiamente ad un aumento del costo del gas e, quindi, delle bollette per i cittadini.

Turismo, Ectaa-Fto: passi avanti su direttiva Ue pacchetti, ma regole insostenibili per aziende settore

Ecco i pareri di Frank Oostdam (Ectaa) e Franco Gattinoni (Fto).

Ci sono stati dei passi avanti, ma rimane molto da fare per giungere a una regolamentazione che consenta agli operatori europei del turismo organizzato di lavorare in modo efficiente e sostenibile.

È questa la posizione sostenuta da Ectaa, l’associazione che rappresenta gli interessi di 80mila agenzie di viaggi e tour operatori in Europa, e da Fto-Federazione turismo organizzato di Confcommercio, che ad Ectaa aderisce, a proposito della discussione in Ue sulla revisione della cosiddetta direttiva pacchetti turistici, con la recente proposta della Commissione europea che, dopo il vaglio del Coreper (principale organo preparatorio dei lavori del Consiglio Ue), nelle prossime settimane sarà discussa in sede di Europarlamento. 

Ectaa, in particolare, mette in evidenza l’eliminazione delle disposizioni che limitano i requisiti di pagamento anticipato e il chiarimento delle definizioni di pacchetto turistico e servizi turistici collegati (Linked travel arrangements).

Questi cambiamenti rappresentano un passo avanti nella creazione di un contesto normativo equo e prevedibile per il settore dei viaggi.

Inoltre, sebbene l’Ectaa sostenga l’incorporazione delle regole sui voucher, l’organizzazione invita alla cautela poiché questi cambiamenti potrebbero non riuscire a prevenire le significative interruzioni sperimentate durante la pandemia di Covid.

A questo proposito, gli agenti di viaggio e i tour operator sollecitano i politici a includere disposizioni per vere e proprie misure di crisi che possano salvaguardare sia i consumatori che le imprese in circostanze straordinarie.

Il presidete Ectaa, Frank Oostdam, dichiara: “Accogliamo con favore la decisione del Consiglio di rimuovere le misure che limitano i requisiti di pagamento anticipato, poiché ciò garantisce la flessibilità necessaria alle aziende per gestire le proprie operazioni in modo efficace. Sebbene il testo raggiunga un equilibrio in alcuni settori, determinate disposizioni rischiano di imporre oneri aggiuntivi al settore, che è ancora in fase di ripresa. Esortiamo il Parlamento europeo a rivedere attentamente questi aspetti e a lavorare per una direttiva che supporti sia i consumatori che le imprese”.

Fto, dal canto suo, elogia il fruttuoso dialogo con il ministero del Turismo che ha consentito all’Italia di tenere finora una posizione efficace ed equilibrata sul dossier. Ma, entrando nel merito, chiede innanzitutto di spostare il focus: la direttiva pacchetti turistici è già molto tutelante nei confronti del viaggiatore. Il legislatore europeo dovrebbe invece concentrarsi su tutto ciò che esula dai pacchetti stessi e che, secondo stime attendibili, equivale a oltre l’80% dei viaggi, rispetto a cui il consumatore non ha alcuna protezione. L’associazione cita a titolo di esempio la generale assenza di fondi a copertura dell’insolvenza nell’ambito dei vettori aerei.

Franco Gattinoni, presidente di Fto, spiega: “La nostra mission è da sempre tutelare il cliente, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di fare il nostro lavoro. Le regole Ue invece ci costringono a oneri economici e burocratici insostenibili, in particolare rispetto all’articolo 12 della direttiva che disciplina il recesso e all’aleatorietà delle circostanze eccezionali ed imprevedibili che giustificano il rimborso e aprono spazi a interpretazioni soggettive e possibili contenziosi. Non vorremmo che i nostri associati – conclude Gattinoni – diventassero il parafulmine che deve farsi carico di tutti i rischi e le incognite, mentre la stragrande parte del mercato dei viaggi non dà alcuna garanzia al turista. Proteggerlo è il nostro mestiere, ma se si tira troppo la corda, non saremo più in grado di farlo con la professionalità e la dedizione che oggi tutti ci riconoscono”.

Smartphone 2024: il mercato premia qualità e durabilità. Apple domina con margini record nella rivendibilità

L’indice WeFix.it ha analizzato oltre 40 nuovi modelli lanciati nel 2024.
L’iPhone 16 Pro mantiene oltre il 70% del valore dopo 12 mesi,
mentre il segmento medio soffre con perdite fino al 60%.

Il mercato degli smartphone nel 2024 ha visto il lancio di oltre 40 nuovi modelli, con una distribuzione che ha premiato i produttori più attivi: Xiaomi in testa con oltre 10 dispositivi, seguita da Samsung con nove nuovi modelli e un terzetto composto da Apple, Google e Honor con quattro device ciascuno. Secondo l’analisi svolta da WeFix.it, attraverso il sistema di monitoraggio WeFix.it Index* che ha esaminato svalutazione, assistenza tecnica, durabilità e valore residuo sul mercato dell’usato attesi dei modelli lanciati nel 2024, emerge un quadro dove solo il 16,6% dei dispositivi ha ottenuto un punteggio superiore a 7 su 10, evidenziando un divario crescente tra fascia premium e segmento medio-basso del mercato.

«Il dato più significativo del 2024 riguarda la tenuta del valore nel tempo –spiega Walter Ruggeri, responsabile del dipartimento statistico di WeFix.it-. L’iPhone 16 Pro si distingue con un voto di svalutazione di 9,72, seguito dal Pro Max con voto 9,02 e dal modello base con 8,99. Questi numeri certificano come gli investimenti in ricerca e sviluppo di Apple e il valore del marchio si traducano in un valore tangibile per i consumatori».

Nel segmento Android, il Samsung Galaxy Z Flip 6 conquista la leadership con un voto accorpato di 7,43, distinguendosi particolarmente nel parametro della durabilità (8,63) e della rivendibilità (7,92). Segue l’OPPO Find X8 Pro con 7,18 punti, premiato soprattutto per uno dei migliori bilanciamenti tra costo di assistenza in caso di necessità rispetto al valore del dispositivo (7,72) e la robustezza costruttiva (8,17). Completa il podio dei migliori Android lo Xiaomi 14 Ultra che, con voto 7,03, si fa notare per l’ottima durata della batteria e la resistenza generale all’usura (8,90).

«Il mercato 2024 ha segnato un punto di svolta nella percezione della qualità –precisa Ruggeri-. I consumatori mostrano una crescente attenzione alla longevità dei dispositivi e alla qualità dell’assistenza post-vendita. Non sorprende vedere Nothing e Xiaomi guidare la classifica dell’assistenza con valutazioni superiori a 7,90, mentre preoccupa il calo qualitativo nel segmento medio, dove la ricerca della competitività di prezzo sta portando a compromessi significativi sui materiali e sulla costruzione».

Le performance più deludenti sono state registrate nel segmento entry-level: il Samsung Galaxy A16 si ferma a 4,21, penalizzato da una delle valutazioni più basse in rivendibilità (appena 3,27) e da una durabilità insufficiente (4,05). Analoghe criticità per il Realme GT 6 (4,30) e per il Redmi 14C (voto: 4,46), che evidenziano come il risparmio iniziale possa tradursi in costi maggiori nel medio termine per riparazioni e sostituzioni o una bassa resa nel tempo.

«La polarizzazione del mercato emerge con chiarezza dai nostri test –conclude il responsabile del WeFix.it Index-. Mentre i dispositivi premium consolidano la loro posizione con valori di rivendita superiori al 70% del prezzo di acquisto dopo 12 mesi, il segmento medio fatica a mantenere un bilanciamento conveniente tra: svalutazione dopo 12 mesi, costo di assistenza, valore di rivendibilità e conseguente durata attesa complessiva del dispositivo. È un trend che dovrebbe far riflettere i produttori sulla sostenibilità delle loro strategie di mercato. I nostri dati mostrano che gli smartphone di fascia media hanno registrato un aumento del 47% nei costi di riparazione rispetto al 2023, con una durata media della batteria inferiore del 22% rispetto ai modelli premium. Questa tendenza sta spingendo sempre più consumatori verso l’acquisto di dispositivi ricondizionati di fascia alta, un mercato che nel 2024 ha registrato una crescita del 34%. Se i produttori non invertiranno questa rotta, il rischio di perdere definitivamente la fascia media del mercato è molto elevato, con conseguenze significative sulla diversificazione dell’offerta e, in ultima analisi, sulla libertà di scelta dei consumatori».

NOTA: *WeFix.it Index rappresenta il punto di riferimento indipendente che, attraverso dati oggettivi, guida i consumatori nella scelta consapevole di uno smartphone, traducendo l’esperienza tecnica in consigli d’acquisto affidabili e fornendo ai consumatori una guida concreta e imparziale per orientarsi tra le numerose proposte del mercato. Dal 2020 analizza quattro parametri fondamentali (svalutazione, assistenza, durata e rivendibilità) attraverso test di laboratorio e analisi dei dati di mercato. La metodologia di valutazione, validata da enti terzi, ha permesso di esaminare oltre 500 dispositivi, fornendo ai consumatori uno strumento oggettivo per orientare le proprie scelte d’acquisto.

Volkswagen: azionista di maggioranza favorevole a chiusura stabilimenti tedeschi

Questa la posizione della famiglia Porsche-Piëch, che preferisce non perdere competitività per salvare i dividenti rispetto ai posti di lavoro.

L’azionista di maggioranza della Volkswagen, la famiglia Porsche-Piëch (attraverso la holding Porsche Se), si è detto favorevole alla chiusura degli stabilimenti tedeschi.

A riportare la notizia è il Financial Times, citato poi da Euronews Italiano; il quotidiano britannico cita, tra le ragioni della scelta, la preoccupazione nel lungo periodo per la competitività globale dell’azienda, di cui viene messo in conto un ridimensionamento a fronte della richiesta dei sindacati di salvare posti di lavoro riducendo piuttosto i dividendi per gli azionisti.

Orban: “Piano di pace per Kiev c’è: prendere o lasciare”

Il premier ungherese spinge Zelensky ad accettare la pace per Natale.
“É una proposta per non lasciare morire migliaia di ragazzi e effettuare uno scambio di prigionieri”.

Se presenteró il piano di pace a Zelensky? Il piano di pace è sul tavolo, prendere o lasciare, è una proposta semplice, niente di complicato, è una proposta per non lasciare morire migliaia di ragazzi ed effettuare uno scambio di prigionieri. É una tregua di natale come ce ne sono state nella prima guerra mondiale“.

Lo ha detto il premier Viktor Orban, stando a quanto riportato da Ansa, prima di entrare alla riunione dei Patrioti a Bruxelles.