Polonia, Braun: “Le camere a gas di Auschwitz sono un fake”

Le dichiarazione dell’eurodeputato durante un’intervista radiofonica.
La Procura Distrettuale di Varsavia ha avviato accertamenti: rischia fino a 3 anni di carcere.

La Procura Distrettuale di Varsavia Śródmieście-Północ ha avviato accertamenti dopo una dichiarazione di Grzegorz Braun, eurodeputato del partito Konfederacja Korony Polskiej.

Come riporta Polonia Oggi, ieri durante un’intervista a Radio Wnet, Braun ha affermato che le camere a gas ad Auschwitz sono un fake.

Queste parole potrebbero costituire una violazione dell’articolo 55 della Legge sull’Istituto della Memoria Nazionale, che prevede una pena per chi nega pubblicamente, contro i fatti, i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.

In Polonia, questo reato può essere punito con una multa o con la reclusione fino a tre anni.

La deputata Anna Maria Żukowska ha presentato una denuncia formale, dichiarando che Braun ha negato fatti storici riconosciuti da istituzioni ufficiali e ha offeso la memoria delle vittime di Auschwitz-Birkenau.

Anche il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau, Piotr Cywiński, ha dichiarato che la frase di Braun è una distorsione storica basata sull’antisemitismo e l’odio, e ha annunciato che sarà presentata una denuncia formale alle autorità.

Durante l’intervista, Braun ha anche criticato il lavoro del Museo, sostenendo che le ricerche sulle camere a gas sarebbero bloccate.

Il giornalista ha interrotto l’intervista affermando che ci sono dei limiti che non vanno superati.

L’On. Billi incontra gli italiani in Polonia in occasione delle elezioni del Presidente del Repubblica

Nel weekend si eleggerà il presidente della Repubblica e l’On. Billi lancia l’invito agli italiani residenti nel Paese: “Incontriamoci a Varsavia!”.

(Versione polacca al link)

Questo weekend, in Polonia, ci saranno le elezioni del presidente della Repubblica di Polonia che andrà a sostituire l’uscente Andrzej Duda.

Per l’occasione, l’On. Simone Billi, deputato eletto nella Circoscrizione Estero-Europa, sarà a Varsavia con l’intento di incontrare gli italiani residenti in Polonia.

Di seguito il suo messaggio:

Questo fine settimana sarò a Varsavia per il monitoraggio delle elezioni. Mi farebbe molto piacere offrirvi un aperitivo e scambiare due chiacchiere di persona questo venerdì, 16 maggio, alle 17:30, qui:

Sheraton Grand Warsaw
Ul. B. Prusa 2
Warsaw, Poland, 00-493

In alternativa, se vi è più comodo, potremmo vederci anche sabato pomeriggio
.

Fatemi sapere!“.

Google: in Polonia il più grande hub ingegneristico d’Europa

Ecco le cifre di investimenti e posti di lavoro: stimato un impatto del +8% sul PIL.
Il rischio: aiuterà la deregolamentazione voluta da Tusk.

Il primo ministro Donald Tusk ha incontrato a Varsavia Sundar Pichai, CEO di Alphabet e Google, per discutere della cooperazione nel settore delle tecnologie avanzate.

Il punto centrale dei colloqui è stata l’iniziativa per formare un milione di polacchi sull’uso dell’intelligenza artificiale, oltre alla firma di un memorandum per l’applicazione dell’AI nei settori dell’energia, della cybersicurezza e di altri ambiti.

Il premier ha sottolineato che Google supporterà la Polonia nel processo di deregolamentazione dell’economia e dell’amministrazione pubblica.

Sundar Pichai, come riporta Polonia Oggi, ha aggiunto che questa nuova iniziativa potrebbe contribuire a far crescere il PIL della Polonia dell’8% e ha ricordato che il Paese è diventato il più grande hub ingegneristico di Google in Europa, con oltre 2.000 dipendenti.

Inoltre, Google investirà 5 milioni di dollari in programmi di formazione digitale per i polacchi nei prossimi cinque anni.

Si tratta di un’altra importante iniziativa della compagnia in Polonia, dopo l’annuncio nel 2022 dell’investimento di quasi 3 miliardi di zloty per l’acquisto e lo sviluppo del complesso di uffici The Warsaw HUB.

L’incontro tra Donald Tusk e Sundar Pichai dimostra che la Polonia ha il potenziale per diventare un attore chiave nel settore delle tecnologie avanzate.

L’iniziativa educativa e il supporto di Google potrebbero dare un impulso significativo alla crescita dell’economia digitale e rafforzare la posizione del paese sulla scena internazionale.

Tuttavia, sarà fondamentale implementare con successo le riforme annunciate e creare condizioni favorevoli all’innovazione e agli investimenti.

Tutto meraviglioso? Non è detto. I rischi legati alla deregolamentazione, infatti, sono elevatissimi: proprio da lì partì la crisi americana che coinvolse l’economia mondiale.

Tusk: la Polonia romperà lo stallo sull’ingresso di Kiev nella Nato

Il premier polacco spinge per l’entrata dell’Ucraina.
La Merkel da sempre contraria: “Sarebbe una dichiarazione di guerra e non porterebbe protezione all’Alleanza” .

La presidenza di turno polacca dell’Unione Europea romperà lo stallo che si è formato sul percorso di adesione dell’Ucraina nell’Ue, accelereremo il lavoro“.

Come riporta Ansa, lo ha detto il premier polacco Donald Tusk nel corso di un incontro a Varsavia con il presidente ucraino Volodomyr Zelensky, precisando che tra Ucraina e Polonia non c’è solo un rapporto di amicizia ma anche di “comuni interessi“.

Una Ucraina indipendente e sovrana, che decide del suo futuro, è prerequisito per la sicurezza della Polonia e dell’Europa: Kiev può contare sul sostegno di Varsavia e uno dei miei compiti è galvanizzare l’aiuto dell’Ue verso l’Ucraina“.

Chi, invece, è da sempre contraria all’entrata dell’Ucraina nella Nato è Angela Merkel: nel sua libro dice infatti che “l’ingresso nella Natro deve portare protezione non solo a chi entra ma a tutta l’Alleanza”, poi aggiungendo che “Sarebbe stata una dichiarazione di guerra a Putin” (approfondimento al link).

Netanyahu: la Polonia non rispetterà il mandato d’arresto internazionale

Il Primo Ministro israeliano potrà visitare la Polonia per l’anniversario di Auschwitz.
Il Consiglio Nazionale degli Avvocati critica la decisione del governo: mina la fiducia dei cittadini nello stato di diritto.

Il governo polacco ha deciso di garantire la sicurezza al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in caso di sua visita in Polonia per le celebrazioni dell’80º anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau.

Questa decisione è stata criticata dal Consiglio Nazionale degli Avvocati (Naczelna Rada Adwokacka – NRA), che l’ha giudicata come un atto che mina la fiducia dei cittadini nello stato di diritto.

Sullo sfondo della vicenda si trova un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) contro Netanyahu, accusato di crimini di guerra nella Striscia di Gaza.

La decisione di garantire la sicurezza è stata presa su richiesta del Presidente Andrzej Duda; in una dichiarazione ufficiale, l’NRA ha sottolineato che l’esecuzione dei mandati della CPI spetta ai tribunali, non alle autorità esecutive.

La risoluzione del governo e le dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti del potere esecutivo hanno suscitato indignazione tra gli avvocati e le organizzazioni sociali.

Come riporta Polonia Oggi, l’NRA ha lanciato un appello per il rispetto del diritto internazionale come base per ricostruire lo stato di diritto in Polonia.

La decisione del governo ha scatenato proteste a Varsavia: tra i manifestanti, attivisti e rifugiati provenienti da Gaza hanno espresso opposizione alla garanzia di sicurezza per Netanyahu, accusato dalla CPI di genocidio.

I partecipanti hanno criticato anche la posizione del Primo Ministro Donald Tusk e del Presidente Duda, evidenziando contraddizioni nell’approccio della Polonia al diritto internazionale.

Secondo alcune fonti, la decisione del governo polacco mirava a mantenere buoni rapporti con l’amministrazione statunitense, che sostiene fortemente Netanyahu.

I critici hanno accusato il governo di agire per calcoli politici piuttosto che per impegni verso il diritto internazionale.

La decisione relativa a Netanyahu evidenzia la complessità della politica internazionale e i dilemmi legati all’equilibrio tra interessi politici e obblighi legali.

Le polemiche generate potrebbero influire negativamente sull’immagine della Polonia come stato di diritto.

Nel contesto delle celebrazioni per Auschwitz, la questione del rispetto coerente del diritto internazionale assume un’importanza particolare.