CE: proposta di riduzione consumo gas

In inverno mancheranno 20 milioni di metri cubi di gas.
Carbone e nucleare in sostituzione del gas.

Limitare i consumi di gas.

In una recente nota della Commissione europea si è deciso che, per prevenire la crisi del gas attesa per il prossimo inverno, il fabbisogno di questa materia prima dovrebbe essere ridotto.

Nell’introduzione si legge quanto di seguito:

L’Europa deve prepararsi a ulteriori interruzioni, anche per la completa chiusura delle forniture di gas russo. Il Consiglio europeo, nelle sue conclusioni del 31 maggio e del 23 giugno, ha chiesto che la preparazione sia effettuata con urgenza e in particolare che consenta uno stretto coordinamento tra gli Stati membri”.

Si è osservato che la completa interruzione delle forniture dalla Russia comporterà l’impossibilità dell’UE di riempire gli impianti di stoccaggio fino all’80%. Ciò significa che in inverno si mancheranno 20 miliardi di metri cubi di gas.

Per questo motivo la Commissione proporrà un “Piano di riduzione del fabbisogno” che incoraggerà la riduzione del consumo di gas da parte dei singoli consumatori e delle imprese; una delle idee sarà incoraggiare il risparmio di gas riducendo la temperatura di riscaldamento a 19 gradi e aria condizionata a 25.

La Commissione chiederà agli Stati membri, dove possibile, di abbandonare la produzione di gas per il carbone e il combustibile nucleare.

Allo stesso tempo stabilirà che il passaggio al carbone può aumentare le emissioni e che le fonti energetiche rinnovabili rimarranno la priorità assoluta, con l’intendo di ridurre le emissioni inquinanti.

Gazprom riduce di un terzo le forniture all’Italia

Il piano: lampioni spenti e meno riscaldamento.
Primo dei tre livelli di allarme.

Mosca taglia un terzo delle forniture di gas all’Italia.

A riportarlo è una nota di Eni, dove più precisamente si legge quanto di seguito:

Gazprom ha comunicato che nella giornata di lunedì fornirà a Eni volumi di gas pari a circa 21 milioni di metri cubi al giorno, rispetto a una media degli ultimi giorni pari a circa 32 milioni. Eni fornirà ulteriori informazioni in caso di nuove e significative variazioni dei flussi.

Stando poi a quanto riporta Snam gli stoccaggi sono al 64% e l’amministratore delegato Stefano Venier interviene così:

Stiamo lavorando per contribuire alla creazione di una riserva che diventa indispensabile nei mesi invernali tramite il riempimento degli stoccaggi. Fino a domenica siamo arrivati a 6,1 miliardi di metri cubi in stoccaggio (al netto dello strategico ndr) che corrispondono al 64% dell’obiettivo. Noi di Snam abbiamo dato un contributo di circa 1,5 miliardi di metri cubi e continueremo a dare il nostro sostegno, ovviamente nei limiti di un operatore di sistema.

I livelli di emergenza per la crisi del gas sono 3 e, ad oggi, l’Italia è al primo Step. Se Mosca dovesse però sospendere in via definitiva le forniture alla Ue (a cui l’anno scorso aveva assicurato il 44% del suo fabbisogno), il governo sarebbe costretto a far scattare la fase di emergenza.

Tra le misure del primo livello di allarme troviamo lampioni spenti e meno riscaldamento, nelle abitazioni anche due gradi in meno e previsto un razionamento.

Il piano per affrontare l’emergenza gas prevede quindi una serie di interventi che vanno dal razionamento del gas alle industrie energivore al maggior utilizzo delle centrali a carbone per la produzione di elettricità.

Ma, come riporta “La Repubblica”, anche l’introduzione di politiche di austerity dei consumi: riscaldamento più contenuto, con tagli fino a due gradi della temperatura nelle abitazioni e negli uffici, risparmi sull’illuminazione pubblica, con orario ridotto di accensione dei lampioni sulle strade.

Questi provvedimenti dovrebbero durare fino a quando il gas russo non verrà sostituito da forniture provenienti da altri Paesi.

Nato: si accelera su ingresso Svezia e Finlandia

Vertice a Madrid e nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina.
Biden chiama Erdogan per sbloccare la situazione.

Un vertice Nato incentrato sull’accelerazione dell’ingresso di Svezia e Finlandia.

Questo è il tema sul tavolo a Madrid; più precisamente, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, insieme al primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, ha dichiarato quanto di seguito:

Il vertice di Madrid è fondamentale e segnerà un cambiamento epocale dando vita a un nuovo concetto strategico in questo mondo meno prevedibile”.

Non solo. Stoltenberg ha anche aggiunto che nel vertice di Madrid ci sarà un accordo su “un pacchetto di aiuti completo” per l’Ucraina e “l’auspicio è che ci siano progressi” nel dossier di adesione di Svezia e Finlandia.

Inoltre, come riporta “La Stampa”, Joe Biden è impegnato personalmente per superare le resistenze della Turchia, che sta solo cercando di alzare il prezzo dell’adesione.

Il presidente degli Stati Uniti ha avuto una conversazione telefonica con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, prima dell’apertura dei lavori del vertice Nato di Madrid, a margine del quale i due leader avranno un incontro bilaterale. Lo riferisce la Casa Bianca.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, aprendo il summit di Madrid della Nato, ha sottolineato come l’Ue sia un “partner complementare” dell’Alleanza Atlantica e dei Paesi dell’Indopacifico, che per la prima volta parteciperanno ad un vertice Nato.

Le democrazie si uniscono per difendere la democrazia e l’ordine basato sul diritto internazionale, ovvero la carta dei diritti dell’Onu”, ha continuato Sanchez, che ha poi così concluso:

“La strategia a 360 gradi della Nato comprende anche l’attenzione per il fianco sud, dunque il Mediterraneo e il Sahel, sul quale dobbiamo concentrarci per i prossimi mesi e anni.

Migranti: l’Ue raggiunge un nuovo accordo

Dopo 21 mesi di trattative risultato scettico.
ONG soddisfatte.

Si trattava da 21 lunghi mesi, sul tema dei migranti.

Ora l’Ue è arrivata ad un nuovo accordo politico: le controverse quote obbligatorie di ricollocazione saranno demolite, ma la solidarietà sarà obbligatoria per i paesi che necessitano di sostegno.

Questa, in estrema sintesi, la soluzione alla quale si è arrivati.

Il nuovo accordo, inoltre, prevede quanto di seguito:

  • Ospitare una quota di migranti sul proprio territorio;
  • Sponsorizzare la restituzione delle domande respinte;
  • Fornire contributi finanziari al Paese sotto pressione.

Gérald Darmanin, ministro dell’Interno francese, è intervenuto così sul tema:

Penso che quello che è successo con la Bielorussia e quello che è successo con l’Ucraina, in un contesto estremamente diverso da quello che sta accadendo nel Mediterraneo, abbia creato una sensibilità diversa. Tutti ora sono preoccupati da questi problemi di migrazione“.

La decisione di venerdì, come riporta “Euronews”, prevede anche che Frontex, l’agenzia di frontiera dell’UE, aumenti a 10.000 i dipendenti entro il 2027.

Jean Asselborn, Ministro degli Affari Esteri ed Europei del Lussemburgo, ha aggiunto:

Dobbiamo sapere che, se possiamo accogliere milioni di ucraini, possiamo anche prenderci cura di migliaia di persone che non vengono dall’Ucraina, ma dal sud, ma soffrono delle stesse condizioni e hanno un’altra lingua e religione. Se non lo gestiamo, credo, non avremo mai credibilità“.

Da parte loro, le ONG hanno accolto favorevolmente la notizia e affermano che si tratta di un enorme cambiamento rispetto agli ultimi 7 anni.

L’ultimo mix di proposte legislative e raccomandazioni vorrebbe fare in modo che l’Europa non riviva il caos del 2015 quando Grecia, Spagna e Italia sono state lasciate sole ad accogliere migliaia di richiedenti asilo, per lo più in fuga dalla guerra in Siria.

Soluzione definitiva ed ottimale? Rimaniamo parecchio scettici.

Von der Leyen: l’Ucraina deve vincere

90esimo giorno di guerra.
Zelensky: solo incontro tra me e Putin può porre fine al conflitto.

L’Ucraina deve vincere.

Queste le parole, sintetiche ma decisamente chiare al tempo stesso, pronunciate da Ursula von der Leyen.

Più precisamente, come riporta “Tgcom24”, le parole della presidente della Commissione europea sono state le seguenti:

Deve vincere questa guerra e l’aggressione di Putin deve essere un fallimento strategico. L’Europa farà tutto il possibile per aiutare gli ucraini a prevalere e riprendere il futuro nelle loro mani.

Mentre il conflitto è arrivato al 90esimo giorno e lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine afferma che l’esercito russo si prepara a riprendere l’offensiva nell’area di Vasylivka a Zaporizhzhia, sul fronte diplomatico si è espresso anche il presidente ucraino Zelensky:

Solo un mio incontro con Putin può finire la guerra.