Amazon, Meta e Nvidia contro Biden

Dopo le critiche di Zuckerberg e Bezos all’amministrazione Biden, arrivano anche quelle del colosso tecnologico.

Non bastavano Jeff Bezos (proprietario di Amazon) e Mark Zuckerber (fondatore di Meta che comprende Facebook ed Instagram), che alla luce delle ultime elezioni americane hanno trovato tempo e modo per posizionarsi dalla parte di Donald Trump, ora arrivano anche le critiche di Nvidia.

Come riporta Il Sole 24 Ore, infatti, con un post sul blog ufficiale l’azienda ha bocciato apertamente l’ultima mossa dell’amministrazione democratica uscente: una legge sull’export dei chip per l’intelligenza artificiale che mina le certezze dei produttori di semiconduttori.

Nvidia aveva significativamente incrementato le spese di lobbying a Washington ed ora, proprio a causa delle restrizioni della nuova legge fatta dal governo Biden, si ritrova ad essere autorizzata alla vendita verso la Cina solo delle versioni meno performanti dei chip per l’AI.

Trump lancia la propria criptovaluta

Capitalizzazione subito oltre i 5 miliardi di dollari.
La valuta digitale porta il suo nome.

Nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 gennaio il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha annunciato il lancio della propria criptovaluta.

La criptovaluta, che porta il suo nome, ha scatenato una febbre d’acquisto che ha fatto salire in poche ore la sua valutazione complessiva fino ad oltre 5 miliardi di dollari.

Come riporta Il Sole 24 Ore, Trump ha presentato sui social la sua valuta digitale come una “moneta meme“.

L’Ucraina blocca il passaggio del gas russo: bollette in rialzo per l’Europa

Mosca: decisione presa da Biden, Ue e regime fantoccio di Kiev.
Italia: serve aumento scorte per fronteggiare l’inverno: le bollette aumenteranno.

Il presidente ucraino Zelensky festeggia lo stop al gas russo verso l’Europa, definendola una grande sconfitta per Mosca.

A tale azione, come riporta Tgcom24, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aggiungendo che Gazprom ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali, ha replicato quanto di seguito:

La responsabilità di fermare la fornitura di gas russo spetta interamente agli Stati Uniti, al regime fantoccio di Kiev e alle autorità degli Stati europei“.

Da una riunione straordinaria del ‘Gas Coordination Group‘ emerge che l‘Unione europeagrazie all’efficiente lavoro preparatorio e al coordinamento nella regione e oltre” non ha “problemi di sicurezza dell’approvvigionamento” di gas.

Dal lato italiano, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin afferma però che l’Italia possiede “scorte adeguate” di metano, ma che si valuta un aumento degli stoccaggi per affrontare l’inverno con maggiore tranquillità.

La decisione porterà indubbiamente ad un aumento del costo del gas e, quindi, delle bollette per i cittadini.

Stellantis: per il dopo Tavares si punta il fuoriclasse italiano di Apple

Il Ceo di Apple: “Senza di lui non avremmo toccato il cielo”.
Ecco chi è in cima alla lista dei desideri Stellantis.

Senza di lui non avremmo toccato il cielo”.

Bastano queste parole di Tim Cook, ceo di Apple, per capire l‘importanza che ha avuto Luca Maestri nell’ascesa del colosso degli iPhone. E stando alle ultime indiscrezioni, come riporta Finanza Online, Stellantis avrebbe messo gli occhi proprio su di lui per il dopo Tavares.

Piazza Affari accoglie senza scossoni l’emergere del nome Maestri e oggi continua il recupero in Borsa con +0,85% poco sopra i 12 euro.

Nei giorni scorsi per il dopo Tavares si erano fatti anche i nomi di Luca de Meo, attuale ceo di Renault, così come di interni quali Maxime Picat, chief purchasing e supplier quality officer del gruppo e Antonio Filosa, chief operating officer North America.

Luca Maestri è il direttore finanziario (cfo) uscente di Apple: ad agosto, infatti, è stato annunciato il passaggio di testimone a partire da gennaio 2025 con al suo posto Kevan Parekh.

Dal prossimo anno Maestri, che ha una ricchezza stimata di oltre 300 milioni di dollari, dovrebbe guidare i team dei servizi aziendali, tra cui i sistemi e le tecnologie informatiche, la sicurezza informatica, il settore immobiliare e lo sviluppo.

Il condizionale è d’obbligo perché le ultime indiscrezioni vedono John Elkann aver bussato alla porta di Maestri per testare la disponibilità a prendere la guida di Stellantis.

Negli oltre dieci anni in Apple insieme al ceo Tim Cook, il manager italiano ha contribuito all’ascesa imponente della Mela Morsicata: le vendite di iPhone si sono più che quadruplicate rispetto ai livelli del 2010, fatturato del gruppo più che raddoppiato, Apple è diventata anche un fornitore di servizi. Tutto ciò ha portato le quotazioni a Wall Street a livelli stratosferici, con prezzi più che decuplicati rispetto al 2014.

Il 61enne manager romano, prima della lunga carriera in Apple, ha avuto modo di farsi le ossa anche nel settore automotive: tra il 2000 e il 2008 è stato cfo in General Motor, dove si è occupato anche della joint venture con Fiat e del rilancio del colosso in Asia e America Latina.

Maestri è passato anche per colossi quali Nokia, Siemens, Networks e Xerox prima di approdare in Apple nel 2013.

L’arrivo di Maestri in Stellantis sarebbe nel solco di quanto già fatto con Ferrari, che ha scelto un tecnico esperto tech come Benedetto Vigna, per la guida del Cavallino. In più Maestri ha una profonda conoscenza del mercato statunitense, chiave per Stellantis in quanto è il mercato più redditizio del gruppo.

Proprio gli Usa sono stati probabilmente uno degli elementi di maggiore frizione che ha fatto cadere la testa di Tavares, incapace di gestire il crollo delle vendite e il conseguente eccesso di scorte.

Oltreoceano si è consumata anche la disputa profonda con i sindacati che hanno tuonato contro la gestione Tavares con il numero uno del sindacato Uaw, Shawn Fain, ha bollato Tavares come il vero “problema di Stellantis”.