Amazon annuncia investimenti per oltre 23 miliardi di zloty in Polonia

L’azienda ha già investito 45 miliardi di zloty dal 2012 creando 19.000 posti di lavoro.
I nuovi investimenti sono previsti entro il 2028 a porteranno altri 1.000 posti di lavoro.

Amazon annuncia investimenti in Polonia per oltre 23 miliardi di złoty entro il 2028.

L’azienda vuole rafforzare la propria posizione in uno dei mercati dell’e-commerce più competitivi d’Europa, potenziando la logistica, tecnologie e un’offerta adattata ai clienti locali.

Secondo le previsioni, come riporta Polonia Oggi, il commercio online in Polonia dovrebbe raggiungere quasi 200 miliardi di złoty.

La strategia dell’azienda combina la portata globale con soluzioni locali. In Polonia sono stati introdotti, tra l’altro i pagamenti tramite Blik, le consegne nei locker automatici di InPost e consegne più rapide same-day a Varsavia.

Viene inoltre ampliata l’offerta di marchi locali. L’investimento chiave sarà un nuovo centro logistico a Dobromierz, che entrerà in funzione nel 2026.

La struttura, con una superficie di 200 mila metri quadrati, dovrebbe creare oltre mille posti di lavoro e utilizzare robotica avanzata.

Amazon investe anche nell’intelligenza artificiale e nei centri di ricerca e sviluppo: dal 2012 l’azienda ha investito in Polonia oltre 45 miliardi di złoty e ha creato circa 19 mila posti di lavoro.

Allo stesso tempo cresce l’importanza dei venditori polacchi sulla piattaforma e delle produzioni locali sviluppate da Prime Video; tra queste, è in lavorazione una serie dedicata ad Aleksander Kwaśniewski ed alla sua famiglia.

Auschwitz: 9 turisti entrano senza biglietto

Si tratta di 8 statunitensi ed 1 canadese tra i 18 ed i 19 anni.
Oltre alla multa rischiano limitazione della libertà o fino a 1 anno di carcere.

Nove turisti (8 statunitensi e 1 dal Canada) sono entrati senza permesso ad Auschwitz II-Birkenau senza biglietto.

I giovani, tra 18 e 19 anni, hanno spostato la recinzione per entrare.

Come riporta Polonia Oggi, sono stati fermati dalla polizia e portati alla stazione di Oświęcim dove sono stati accusati di ingresso illegale nell’ex campo.

Hanno ammesso la colpa e accettato la pena: ognuno ha ricevuto una multa di 3.000 zł (circa 700 euro) e deve pagare 1.000 zł (circa 230 euro) al museo.

Il caso andrà al tribunale di Oświęcim dove, per questo reato, si rischiano multa, limitazione della libertà o fino a un anno di carcere.

Ecco i primi 30 Paesi al mondo per consumo di petrolio greggio

Nonostante il crescente investimento in energie rinnovabili, il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia per trasporti, industrie, turismo e tecnologia.

Il mondo dipende ancora fortemente dal petrolio come fonte primaria di energia.

Esso svolge un ruolo cruciale nell’alimentare settori quali l’industria manifatturiera, i trasporti, il turismo e la tecnologia. Oltre all’energia, il petrolio è una delle principali materie prime per molti prodotti petrolchimici che utilizziamo nella vita quotidiana.

Sebbene molti Paesi stiano lavorando per ridurre la loro dipendenza dal petrolio, esso rimane una forza dominante nel panorama energetico globale.

Dalle nazioni avanzate alle economie in rapida crescita, il petrolio continua ad alimentare il progresso economico in tutto il mondo.

Ecco i dati di StarsInsider che rappresentano il numero di barili di petrolio greggio che un Paese consuma al giorno, dove un barile equivale a 42 galloni americani, ovvero circa 159 litri, sotto forma di classifica dei Paesi che consumano più petrolio greggio al mondo:

30 – Argentina:  604.000 barili di petrolio greggio al giorno
29 – Polonia: circa 705.000 barili al giorno
28 – Vietnam: 707.000 barili al giorno
27 – Egitto: 782.000 barili al giorno
26 – Paesi Bassi: 785.000 barili al giorno
25 – Taiwan: 824.000 barili al giorno
24 – Iraq: 925.000 barili al giorno
23 – Malesia: 934.000 barili al giorno
22 – Australia: 1.1 milioni di barili al giorno
21 – Turchia: 1.2 milioni di barili al giorno
20 – Emirati Arabi Uniti: 1.2 milioni di barili al giorno
19 – Thailandia: 1.3 milioni di barili al giorno
18 – Italia: 1.3 milioni di barili al giorno
17 – Spagna: 1.3 milioni di barili al giorno
16 – Regno Unito: 1.3 milioni di barili al giorno
15 – Francia: 1.4 milioni di barili al giorno
14 – Singapore: 1.5 milioni di barili al giorno
13 – Indonesia: 1.6 milioni di barili al giorno
12 – Messico: 1.9 milioni di barili al giorno
11 – Iran: 2 milioni di barili al giorno
10 – Germania: 2.1 milioni di barili al giorno
9 – Canada: 2.3 milioni di barili al giorno
8 – Brasile: 2.6 milioni di barili al giorno
7 – Corea del Sud: 2.9 milioni di barili al giorno
6 – Giappone: 3.2 milioni di barili al giorno
5 – Russia: 3.7 milioni di barili al giorno
4 – Arabia Saudita: 4 milioni di barili al giorno
3 – India: 5.6 milioni di barili al giorno
2 – Cina: 16.4 milioni di barili al giorno
1 – Stati Uniti: 19 milioni di barili al giorno

Polonia: il ”latte” è solo animale. Stretta sulle bevande vegetali

Le bevande vegetali non possono essere chiamate “latte” in nessuna forma.
Vietate anche le forme che suggeriscono somiglianza.

L’IJHARS (Ispettorato della qualità commerciale dei prodotti agroalimentari) ha ricordato che, secondo il diritto dell’Unione Europea, il termine “latte” e denominazioni come formaggio, yogurt o burro sono riservati esclusivamente ai prodotti di origine animale.

Ciò significa che non possono essere utilizzati per prodotti vegetali, nemmeno con aggiunte come “vegetale” o in forme che suggeriscono una somiglianza.

Il divieto, come riporta Polonia Oggi, riguarda anche la presentazione e la pubblicità: non è consentito usare elementi grafici o slogan che possano richiamare i prodotti lattiero-caseari.

Queste norme hanno lo scopo di proteggere i consumatori da possibili inganni, garantire una concorrenza leale e mantenere gli standard dei prodotti lattiero-caseari.

In pratica, le bevande vegetali non possono essere chiamate “latte in nessuna forma.

La Polonia aspira alla sovranità farmaceutica

Al via il progetto per produrre internamente quanto oggi importato.
Gli esperti: sicurezza farmaceutica importante quanto la Difesa.

La Polonia importa ben 1.400 principi attivi farmaceutici (API), mentre la produzione nazionale ne copre solo 656.

Per aumentare l’indipendenza farmaceutica, presso l’Istituto di Chimica Industriale Łukasiewicz è stato inaugurato il Centro di Tecnologia per la Produzione di API (CeTeAPI).

Questa iniziativa risponde al drastico calo della quota europea nella produzione mondiale di sostanze attive e alle interruzioni delle catene di fornitura post-pandemia e dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Il nuovo centro di ricerca e produzione, parte del Campus Mościcki, permetterà di creare farmaci dalla prima sintesi di laboratorio fino al prodotto finito.

Il progetto, dal valore di oltre 10 milioni di zloty e finanziato dal PNRR polacco (KPO), si inserisce nella strategia dell’UE denominata Critical Medicines Act.

Gli esperti, come riporta Polonia Oggi, sottolineano che la sicurezza farmaceutica è fondamentale per lo Stato quanto la difesa militare.

L’Istituto, fondato da Ignacy Mościcki, continua così la tradizione di costruire la sovranità economica attraverso la scienza, offrendo alla Polonia la possibilità di ricostruire la propria capacità produttiva di medicinali chiave.