GE Aerospace investe in Europa: in Italia più della metà dei fondi

78 milioni di euro entro il 2025: oltre 55 in Italia, 11 in Polonia.
Si creeranno circa 500 nuovi posti di lavoro.

L’azienda americana GE Aerospace ha annunciato un piano di investimenti nei suoi stabilimenti europei per un valore di oltre 78 milioni di euro nel 2025.

L’obiettivo è aumentare la capacità produttiva, modernizzare le strutture chiave e migliorare gli standard di qualità.

Come riporta Polonia Oggi, gli investimenti riguarderanno sia il settore civile che militare, supportando lo sviluppo dell’industria aeronautica europea.

GE Aerospace prevede di creare circa 500 nuovi posti di lavoro nel continente e la maggior parte dei fondi, ovvero oltre 55 milioni di euro, sarà destinata all’Italia, mentre la Polonia si posiziona al secondo posto con investimenti superiori a 11 milioni di euro.

In Polonia, il capitale sarà impiegato per nuovi macchinari, attrezzature, produzione di componenti per motori di aerei e elicotteri militari, oltre alla modernizzazione delle infrastrutture tecniche.

Il presidente Riccardo Procacci ha sottolineato che questo investimento consentirà di soddisfare le crescenti esigenze del mercato aeronautico europeo.

GE Aerospace è un leader globale nella produzione di motori a reazione, componenti e sistemi aeronautici.

Automotive: Leapmotor sceglie di produrre in Spagna

Abbandonato il progetto iniziale di produrre in Polonia perchè il Paese ha deciso di aderire ai dazi verso le aziende cinesi.
Stellantis e Leapmotor intendono sfruttare le sovvenizoni governative spagnole.

Il produttore cinese di auto elettriche Leapmotor inizialmente prevedeva di assemblare il modello B10 nello stabilimento Stellantis di Tychy, ma ha cambiato i suoi piani dopo il sostegno della Polonia ai dazi sulle vetture cinesi.

Questa decisione è frutto della politica del governo cinese, che ha imposto ai produttori nazionali di limitare gli investimenti nei paesi che mettono dazi.

Alla fine, la produzione della Leapmotor B10 sarà avviata nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna.

La Spagna, come riporta Polonia Oggi, è stata scelta per i suoi costi del lavoro più bassi e per gli incentivi governativi allo sviluppo dell’energia rinnovabile.

In precedenza, erano stati presi in considerazione anche gli stabilimenti Stellantis di Eisenach (Germania) e Trnava (Slovacchia), ma alla fine non sono stati selezionati.

Il primo modello Leapmotor prodotto in Europa è stato il più piccolo T03, assemblato a Tychy con il sistema SKD.

Il nuovo modello B10, basato sulla piattaforma avanzata LEAP 3.5, entrerà in produzione in Spagna nel primo trimestre del 2026.

Il gruppo cinese prevede di investire oltre 200 milioni di dollari nello stabilimento di Saragozza con Stellantis e Leapmotor che intendono inoltre rafforzare la collaborazione con i fornitori spagnoli di componenti, al fine di ottenere il massimo delle sovvenzioni governative.

Polonia: record di espulsioni di cittadini stranieri

I più espulsi sono bielorussi, georgiani, moldavi, ucraini e colombiani.
“Violazione della legge polacca e pericolo per la sicurezza dello Stato”.

Lunedì 24 marzo 2025, pubblicando i dati della polizia di frontiera, il giornale Rzeczpospolita, poi ripreso da Polonia Oggi, ha fornito l’informazione su un enorme aumento delle espulsioni dalla Polonia.

Si tratta soprattutto dei cittadini della Bielorussia e della Georgia. Dietro di loro ci sono moldavi, ma anche ucraini e colombiani.

Solo quest’anno sono state espulse 1300 persone mentre l’anno scorso al primo posto erano i russi e la quantità totale delle persone espulse era 700.

I motivi delle espulsioni sono la violazione della legge polacca e il pericolo per la sicurezza dello stato.

Secondo Monika Szpular della polizia frontiera, di solito i deportati sono dei recidivi condannati per assalto, guida sotto l’influenza di alcol o divieto di guida.

Banca Centrale Polacca: non vediamo motivi per entrare nell’euro

La vicepresidente: stiamo crescendo molto più dell’area euro e per crescere abbiamo bisogno di una politica monetaria indipendente.

Lo scorso fine settimana si è tenuta a Londra la quattordicesima edizione del LSE SU Polish Economic Forum, una conferenza internazionale dedicata alla Polonia.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di ascoltare, tra gli altri, il discorso della prima vicepresidente della Banca Nazionale di Polonia, Marta Kightley, in cui ha fatto riferimento alla possibile adozione dell’euro da parte della Polonia:

“Non comprendo l’argomento secondo cui i tassi di interesse più bassi della zona euro aiuterebbero la nostra economia, perché nella zona euro ci sono stati anni di tassi di interesse negativi e la nostra crescita è stata maggiore”.

Secondo lei, nonostante la Polonia non faccia parte della zona euro, la sua posizione nel commercio internazionale è in crescita, come dimostra il fatto che le esportazioni sono raddoppiate negli ultimi 20 anni.

Come riporta Polonia Oggi, ha anche sottolineato quanto di seguito:

Gli esportatori non vedono la valuta o il tasso di cambio come un problema. Dobbiamo crescere e per crescere abbiamo bisogno di una politica monetaria indipendente per un periodo di tempo sufficiente a mantenere il tasso di crescita”.

Nel gennaio scorso, nello studio annuale “Monitor Konwergencji z Unią Gospodarczą i Walutową”, il Ministero delle Finanze ha sottolineato che l’adesione della Polonia alla zona euro potrebbe rappresentare un fattore di instabilità economica.

A lungo termine, l’attuazione di riforme strutturali per rafforzare il potenziale e la produttività dell’economia polacca dovrebbe portare a un aumento del grado di somiglianza con gli Stati membri della zona euro.

Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia si ritirano dalla Convenzione di Ottawa

La convenzione vieta l’uso, la produzione e lo stoccaggio di mine antiuomo.
I Paesi: serve per fronteggiare il crescente pericolo russo.

La Polonia, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia hanno annunciato congiuntamente il loro ritiro dalla Convenzione di Ottawa, che vieta l’uso, la produzione e lo stoccaggio delle mine antiuomo.

La decisione, come riporta Polonia Oggi, è stata comunicata dai ministri della difesa di questi paesi, che l’hanno giustificata con il crescente pericolo rappresentato dalla Russia, che non è parte della Convenzione e utilizza attivamente le mine antipersona nella guerra contro l’Ucraina.

In precedenza, il primo ministro polacco Donald Tusk aveva già anticipato l’intenzione di raccomandare questo passo, sottolineando l’importanza di adattare la politica di difesa alle minacce attuali.

Il ritiro dalla Convenzione è volto a rafforzare la capacità di difesa e deterrenza.

I ministri della difesa hanno precisato che, nonostante il ritiro dalla Convenzione di Ottawa, la Polonia e i Paesi baltici restano impegnati a rispettare il diritto internazionale umanitario, in particolare la protezione dei civili durante i conflitti armati.

Hanno sottolineato che il ritiro non implica un abbandono dei principi fondamentali, ma piuttosto la necessità di prepararsi meglio alle possibili minacce nella regione.

La decisione è stata presa all’unanimità e i governi di questi paesi hanno ringraziato gli alleati per la comprensione e il sostegno di fronte alle serie sfide per la sicurezza.