Nato avvia pianificazione militare per missione in Groenlandia

La missione è denominata Artic Sentry.
Il colonnello O’Donnell: attività di vigilanza rafforzata.

La Nato ha avviato la pianificazione militare per una missione denominata Arctic Sentry.

Lo ha riferito un portavoce del quartier generale militare dell’alleanza Shape, stando a quanto riportato da Reuters.

È in corso la pianificazione per un’attività di vigilanza rafforzata della Nato, denominata Arctic Sentry“, ha detto il colonnello Martin L. O’Donnell, portavoce del Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa (Shape), confermando un’indiscrezione stampa dalla rivista tedesca Spiegel.

Groenlandia: arriva la difesa europea

Ecco la lista dei Paesi e di cosa hanno inviato; Canada unica nazione extra-europea.
La Polonia dice “no”, gli Usa mantengono la base esistente.
Non rilevata presenza ostile di Russia e Cina.

Diverse nazioni europee, principalmente membri NATO, hanno annunciato l’invio di contingenti militari limitati in Groenlandia per partecipare a esercitazioni congiunte con la Danimarca (denominate Operation Arctic Endurance), in risposta alle tensioni con gli USA riguardo al futuro dell’isola.

Non ci sono indicazioni di invii da parte di nazioni extra-europee oltre al Canada, né di presenze ostili come Russia o Cina.

Ecco, come riporta Giubbe Rosse, un riepilogo delle nazioni coinvolte e dei numeri dichiarati:

Francia: 15 soldati specializzati in montagna, con rinforzi previsti (inclusi asset terrestri, aerei e navali).
Germania: 13 soldati per una squadra di ricognizione.
Svezia: 3 ufficiali.
Norvegia: 2 ufficiali, con partecipazione confermata per esercitazioni.
Paesi Bassi: partecipazione confermata, numero di ufficiali non specificato.
Finlandia: partecipazione confermata, numero di ufficiali non specificato.
Regno Unito: 1 ufficiale per un gruppo di ricognizione (partecipazione limitata).
Canada: partecipazione confermata, numero non specificato.

La Polonia ha esplicitamente escluso l’invio di truppe.

Nel frattempo, gli USA mantengono una base esistente (Thule Air Base) con fino a 150 effettivi.

Trump: potrei dover scegliere tra Groenlandia e Nato

Il presidente americano: Cina e Russia non hanno paura della Nato senza gli Usa. L’Europa deve adattarsi.

Il presidente americano, Donald Trump, potrebbe trovarsi a dover scegliere tra la Groenlandia e preservare la Nato.

Lo ha dichiarato lo stesso Trump al New York Times, come si legge nella trascrizione dell’intervista rilasciata nei giorni scorsi e pubblicata integralmente sul sito del giornale, poi ripresa da Adnkronos.

Trump continua a rivendicare la Groenlandia per questioni di interesse nazionale dinanzi alle “minacce” di Russia e Cina (approfondimento al link).

Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta”, ha detto Trump rispondendo a una domanda.

Dovete capire. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi”, ha poi affermato il tycoon.

L’Europa sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi. Voglio che si adattino”, ha aggiunto ancora il presidente americano.

Gli Usa vogliono la Groenlandia? La Francia raduna gli alleati

La Casa Bianca discute le opzioni per l’acquisizione della Groenlandia.
Francia: lavoriamo ad un piano con gli alleati (ma non è chiaro quali dato che non possono essere Nato) in caso di manovra Usa.

La Francia sta lavorando con gli alleati a un piano su come rispondere nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero effettivamente tentare di conquistare la Groenlandia come minacciato.

Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, spiegando che il piano sarà discusso durante l’incontro con i ministri degli Esteri di Germania e Polonia che si terrà in giornata.

La Casa Bianca ha detto ieri che il presidente Donald Trump sta discutendo le opzioni per l’acquisizione della Groenlandia, compreso il potenziale uso dell’esercito statunitense, in un rilancio della sua ambizione di controllare l’isola strategica nonostante le obiezioni europee.

La notizia è riportata da Reuters, anche se resta poco chiaro cosa succederebbe internamente alla Nato.

La Nato pensa ad un attacco preventivo contro la Russia

Cavo Dragone (Capo Comitato militare Nato): sarebbe in risposta agli attacchi ibridi.
Alcuni diplomatici dell’Europa orientale spingono per non limitarsi a reagire ma attaccare.

La Nato sta valutando un “attacco preventivo” contro la Russia in risposta agli attacchi ibridi.

Lo ha dichiarato al Financial Times l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, capo del Comitato militare della Nato:

Stiamo analizzando tutto… Sul fronte informatico, siamo in un certo senso reattivi. Essere più aggressivi o proattivi invece che reattivi è qualcosa a cui stiamo pensando“.

Alcuni diplomatici, in particolare provenienti dai paesi dell’Europa orientale, hanno esortato la Nato a smettere di limitarsi a reagire ea contrattaccare. Una simile risposta sarebbe più semplice per gli attacchi informatici, dove molti paesi hanno capacità offensiva, ma sarebbe meno facile per sabotaggi o intrusioni di droni.

Per Dragone, come riporta Il Messaggero, un “attacco preventivo” potrebbe essere considerato un'”azione difensiva“, ma – ha aggiunto – “è più lontano dal nostro normale modo di pensare e di comportarci. Essere più aggressivi rispetto all’aggressività della nostra controparte potrebbe essere un’opzione. Le domande sono il quadro giuridico, il quadro giurisdizionale, chi lo farà?“.