Trump: “cadrà anche Cuba, vogliono un accordo”

Il presidente americano: gli abbiamo tagliato petrolio, denaro e tutto ciò che arrivava dal Venezuela; ora vogliono fare un accordo.

Anche Cuba cadrà“.

Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Politico dopo aver parlato della guerra in Iran.

“Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutto il denaro, tutto ciò che arrivava dal Venezuela, che era l’unica fonte. E loro vogliono fare un accordo“, ha detto il presidente americano, come riporta Ansa.

Alla domanda se gli Stati Uniti stessero giocando un ruolo nella caduta del governo cubano, Trump ha risposto: “Beh, che dici? Per 50 anni, questa è stata la ciliegina sulla torta. Il Venezuela sta andando alla grande. Delcy Rodríguez sta facendo un lavoro fantastico. Il rapporto con loro è ottimo“.

Cuba: approvati piani e misure per transizione a stato di guerra

Aumentano le tensioni con gli Usa: nell’operazione per arrestare di Maduro sono stati uccise decine di soldati cubani.

Il Consiglio di difesa nazionale di Cuba (formato dai vertici del ‘castrismo’ al potere) ha annunciato l’approvazione di “piani e misure per la transizione allo stato di guerra” in caso di conflitto con un altro Paese, secondo quanto riportato dai media ufficiali.

La riunione dell’organismo avviene nel pieno delle tensioni con gli Stati Uniti, aumentate dopo la cattura del presidente de facto venezuelano Nicolás Maduro.

Tra gli obiettivi della seduta, quello “di aumentare e migliorare il livello di preparazione e coesione della leadership e del personale“, afferma un comunicato senza fornire dettagli.

È stata la prima volta che il Consiglio, guidato dal presidente Miguel Díaz-Canel, si è riunito dall’operazione militare americana a Caracas.

Come riporta Ansa, tra le decine di vittime del raid c’erano 32 soldati cubani, alcuni dei quali assegnati alla sicurezza di Maduro.

Russia: Putin vince con l’88% dei consensi

Stampa e politici occidentali attaccano la vittoria ma si rendono ridicoli da soli.
Russia più compatta che mai: è forse proprio questo a generare invidia.

Vladimir Putin si conferma Presidente della Federazione Russa. E lo fa con percentuali bulgare che sono l’ennesimo plebiscito di un leader amato dal suo popolo.

Putin, infatti, è stato rieletto con quasi l’88% dei consensi e, mentre dal lato dell’Ue e degli Usa c’è chi etichetta le elezioni come “irregolari”, altri leaders mondiali si complimentano con lui.

Corea del Nord, Cuba e Venezuela sono stati forse i primi a congratularsi col rieletto presidente e lo hanno fatto con frasi importanti. “straordinaria vittoria”, “congratulazioni per la vittoria e la partecipazione democratica”, “chiaro segno del riconoscimento della sua amministrazione da parte del popolo russo”.

Testate Occidentali pubblicano un video in cui si prova ad accusare il leader russo di aver manipolato le elezioni, ma sono proprio loro stesse a definire il video “non verificabile: risulta curioso come sia possibile pubblicare notizie ammettendo che non si sa siano delle fake news o meno.

Il tutto, inoltre, senza dimenticare gli scandali delle elezioni Usa o quando alcuni leader politici vengono messi a capo di nazioni Ue senza passare per elezioni democratiche; insomma, come diceva Dante, “Un bel tacer non fu mai scritto”.

Ancora, stampa e politici occidentali insinuano che la Russia sia un Paese con delle fratture interne; in questo caso, se un Paese che vota compatto per l’88% ha delle fratture interne, non osiamo pensare in che condizioni possano versare gli altri Stati in giro per il mondo.

Quello che Putin è riuscito a fare per il suo Paese sembra un lontano ed opaco miraggio per l’Ue, la Nato e l’Occidente in generale che provano in tutti i modi ad imporre (spesso con buona pace della democrazia) le proprie politiche, ottenendo infatti un sempre crescente scontento interno.

Lavrov a Cuba: basta embargo illegale Usa

I due Paesi convengono: Serve un ordine mondiale più democratico; Occidente si ostina a ignorare Carta Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, da ieri sull’isola caraibica nel quadro di un tour in America Latina che lo porterà anche in Venezuela e in Brasile, ha criticato gli Stati Uniti per “l’embargo economico, commerciale e finanziario illegale” di Washington contro Cuba.

L’inviato del presidente Vladimir Putin, secondo l’agenzia Prensa Latina, ha chiesto al governo di Joe Biden di “porre fine a questa vergognosa politica” contro Cuba e di rimuoverlo dalla lista dei presunti sponsor del terrorismo.

All’Avana, come riporta Ansa, il ministro russo ha incontrato il suo omologo cubano, Bruno Rodríguez, al quale ha espresso l’intenzione di promuovere i legami della Russia con organizzazioni d’integrazione come la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (Celac), l’Alleanza bolivariana per le Americhe (Alba) e con la Comunità caraibica (Caricom).

Nel corso dell’incontro Lavrov e Rodríguez hanno concordato su aspetti come la “necessità di avere un ordine mondiale più democratico“, basato sui postulati della Carta delle Nazioni Unite, che, a loro dire, “l’Occidente si ostina a ignorare“.

Cuba: gli Usa ci stanno asfissiando

“Vogliono spezzare l’unità tra leadership e popolo”.
Cuba inserita nella lista nera dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo.

Gli Stati Uniti stanno “asfissiandoCuba: lo ha sostenuto il presidente dell’isola caraibica, Miguel Díaz-Canel, un’intervista alla televisione statale cubana.

Più nel dettaglio, come riporta Ansa, Díaz-Canel, che ha sostituito Raúl Castro al potere nel 2018, ha dichiarato quanto di seguito:

Ci hanno messo in una situazione di massima pressione, di asfissia economica, per provocare il crollo della Rivoluzione, per spezzare l’unità tra la leadership e il popolo“.

Secondo il capo dello Stato, Cuba sta attraversando una “situazione molto complessa” sul piano economico dopo la pandemia, che ha cominciato a peggiorare durante “la seconda metà del 2019” e che è stata amplificata, tra l’altro, “dall’intensificazione dell’embargo” (americano) durante l’amministrazione di Donald Trump (2017-2021).

Un altro fattore di freno, ha aggiunto, è l’inclusione di Cuba nella lista nera dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo.