Coronavirus contagia anche il petrolio: prezzo in calo

Si aggrava la situazione in Cina inerente al Coronavirus.
Cresce il numero delle città isolate, tanto da far calare il prezzo del petrolio.

Dopo i recenti rialzi dovuti allo scontro tra Usa ed Iran (approfondimento al link), al blocco del flusso di greggio dalla Bielorussia verso la Germania (approfondimento al link) ed alla chiusura di due importanti stabilimenti petroliferi in Libia (approfondimento al link), l’oro nero cala nel mercato. La causa trova radici nel Coronavirus, che in Cina sta paralizzando la circolazione di intere provincie.

Il virus, che sta bloccando ogni forma di trasporto pubblico in 18 città cinesi, ha inoltre spinto Pechino e Macao ad annullare il capodanno ed ogni evento pubblico (approfondimento al link). La situazione è talmente grave che la Cina ha dichiarato che costruirà un ospedale dedicato al Coronavirus in soli 10 giorni (su Twitter girano video fatti dagli staff medici degli ospedali di Wuhan in cui si dice che la provincia è stata totalmente isolata al fine di impedire il diffondersi del virus, il quale sarebbe già mutato, e che il governo non rifornisce nuovi medicinali proprio perché è vietata ogni forma di trasporto in entrata ed uscita).

La Cina è infatti il secondo consumatore mondiale di petrolio ed il blocco della logistica in entrata ed in uscita ha un impatto notevole sul prezzo di mercato petrolifero.

Ora il prezzo del petrolio sta scivolando sotto la soglia dei 62 dollari al barile (61,84). Il greggio Usa ha perso lo 0,29% posizionandosi a 55,43 dollari al barile.

Per correre ai ripari, l’Opec (Organization of the Petroleum Exporting Countries) sta pensando di prolungare i tagli alla produzione, riducendone l’offerta così da fa stabilizzare il prezzo sul mercato.

A conferma di questa tesi arriva l’ultimo rapporto settimanale dell’Eia, in cui si evidenzia che le scorte di greggio sono scese di 405.000 barili nella settimana fino al 17 gennaio.

Cina, virus di Wuhan: isolata la città ed annullato il capodanno

La città di Wuhan è isolata e tutti i servizi di trasporto sono bloccati a causa dell’espandersi del virus.
Pechino annulla il capodanno e gli eventi pubblici.

Si sta espandendo sempre di più, in Cina, il virus di Wuhan.

Il numero dei morti è salito a 25 ed il numero dei casi confermati ha toccato quota 547, di cui un caso anche negli Usa.

Per questo motivo si è deciso di bloccare la città: autobus, metropolitane, traghetti, treni ed aeroporti; nulla si muove come in una città fantasma. Wuhan è di fatto isolata.

I casi di contagio da Coronavirus si sono raddoppiati in un solo giorno; per questo motivo, stando all’emittente nazionale cinese Beijing News, Pechino e Macao hanno anche deciso di annullare il capodanno ed i principali eventi pubblici.

Il virus è letale, ha il 70% di somiglianza genetiche al virus della Sars (anche nota come influenza aviaria), un periodo di incubazione di 14 giorni e pare abbia avuto origine dai serpenti; trasmesso ai rettili dai pipistrelli, il virus si sarebbe ricombinato per poi passare all’uomo grazie ai mercati di animali vivi, molto presenti in Cina.

A confermare il blocco totale della città arriva la notizia di China State Railway Group, ovvero l’operatore ferroviario del Paese, che ha annunciato il rimborso totale dei biglietti a partire da domani.