Thyssenkrupp in uscita dal business dell’acciaio. Compresa Terni AST

“Acciai Speciali Terni (AST)” tra le attività probabilemente non più sostenibili per il futuro. Il gruppo tedesco sta cercando acquirenti o partner.

Thyssenkrupp, il colosso industriale tedesco con sede ad Essen, starebbe pensando alla possibilità di cedere la maggioranza della sua divisione di produzione dell’acciaio.

Sembra incredibile ma sono le parole che il Ceo, Martina Merz (foto), ha rilasciato a Reuters.

Il cambiamento in questione sarebbe davvero epocale in quanto andrebbe a toccare proprio il core business che caratterizza gli oltre 200 anni di storia.

Più precisamente, Martina Merz si è lasciata scappare la seguente frase, che ha ovviamente attirato l’attenzione di tutti:

Niente è più off-limits”.

Il gruppo, costituito nel 1999 dalla fusione di Friedrich Krupp AG Hoesch-Krupp e Thyssen AG, si è classificato al 724° di Forbes Global 2000, è una delle società più grandi del mondo con un valore di mercato (a metà 2018) di circa 17,3 miliardi di dollari USA.

È inoltre quotato alla Borsa di Francoforte e alla Borsa di Londra.

Spostando la lente di ingrandimento verso l’Italia, invece, in una nota il gruppo ha menzionato lo stabilimento di “Acciai Speciali Terni (AST)” proprio tra quelle attività che rientrerebbero tra le prospettive non più sostenibili per il futuro. Il gruppo tedesco, secondo alcune fonti, starebbe cercando acquirenti o partner.

A questa notizia fa eco la nota della Fiom, che denuncia come AST sia finita “in una sorta di bad company in attesa di essere ceduta o di trovare nuove alleanze societarie”.

Articolo originariamente su “Wall Street Cina“. che ringraziamo.

Italia: shutdown dietro l’angolo?

Incontro tra sindacati e governo per decidere la sospensione delle attività lavorative.
Minacciato lo sciopero.

I sindacati chiedono lo stop delle fabbriche fino al 22 marzo, al fine di sanificare gli ambienti e non sottoporre i lavoratori ad un maggior rischio di contagio.

Qualora lo stop non venga concordato da parte del governo, i sindacati minacciano lo sciopero per lo stesso periodo di tempo.

Di contro, gli industriali lombardi ritengono che si tratti di “irresponsabili che strumentalizzano”.

Per sbrogliare la situazione, il premier con Conte ha convocato le parti interessate per la mattina di oggi venerdì 13 marzo.

Potrebbe uscirne uno shutdown per l’Italia, che dopo i blocchi già decretati potrebbe decidere di bloccare anche le attività produttive.

Si attendono novità in merito ai risultati dell’incontro.