Cina a Gran Bretagna: rivedere le relazioni

Invito cinese a “riportare le relazioni sulla strada giusta”.
Dimissioni Truss sono “affari interni” ma relazioni sono “interessi di entrambi”.

Le dimissioni di Liz Truss dalla premiership britannica “sono affari interni del Regno Unito” su cui Pechino non “intende fare commenti”.

Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, stando a quanto riporta “Ansa”, tuttavia ha osservato quanto di seguito:

La posizione della Cina sullo sviluppo delle relazioni Cina-Regno Unito è sempre stata chiara: mantenere e sviluppare le relazioni bilaterali è una comune responsabilità dei due Paesi e serve gli interessi di entrambi i popoli“.

Per questo motivo, ha aggiunto Wang nel briefing quotidiano:

Ci auguriamo di portare le relazioni Cina-Regno Unito lungo la strada giusta, sulla base del rispetto e del vantaggio reciproco, e di risultati vantaggiosi per tutti“.

Ue: attacco a Taiwan scenario da prendere in considerazione

Discussione strategica per relazioni con Pechino se Cina attacca.
98% dei chip arriva da Taiwan.

Un attacco cinese a Taiwan è uno scenario che l’Ue deve prendere in considerazione per comprendere quali sarebbero le conseguenze per il proprio sistema economico.

Questo l’input che verrà sottoposto ai 27 leader al Consiglio Europeo di giovedì e venerdì, dove si terrà una “discussione strategica” sulle relazioni con Pechino.

Come spiega “Tgcom24” citando un non meglio definito alto funzionario:

L’Ue in quel caso non potrebbe stare a a guardare e le conseguenze sarebbero pesanti: basta pensare che il 98% dei nostri chip viene da Taiwan“.

Putin: niente forniture a chi applica il price cap

La strategia si rivela l’ennesimo clamoroso autogoal europeo.
Con la Cina che blocca il gas liquefatto l’Ue è sempre più in crisi.

Price cap, no gas.

Questa è la posizione di Putin che, confermando l’ennesimo clamoroso autogoal dell’Ue a livello strategico, come riportato da “Reuters” ha dichiarato quanto di seguito:

La Russia non fornirà energia ai Paesi che impongono tetti ai prezzi, a chi gioca sporco e ricatta senza vergogna, la Russia non pagherà di tasca sua per il benessere di altri e non agirà contro i suoi interessi“.

L’intervento è stato al forum della “Settimana dell’energia” a Mosca e le sue dichiarazioni, sommate alla recente decisione della Cina di non vendere il gas naturale liquefatto al fine di tutelare i propri cittadini per l’inverno che sta per arrivare (approfondimento al link).

Restano ancora incomprensibili i motivi che hanno spinto l’Ue ad applicare la strategia del price cap (ovvero porre un tetto al prezzo di acquisto) per il gas russo; il perché lo spiega in estrema sintesi il nostro vignettista Alfio Krancic con la sua vignetta.

Stellantis contro l’elettrico: impatto ingestibile

Tavares: accesso mercato europeo alla Cina solo in cambio della reciprocità.
Italia tagliata fuori da Timmermans.

Da una parte, il Salone dell’auto di Parigi, visitato anche da Emmanuel Macron, che espone una serie di novità elettriche ed elettrificate; dall’altra, notizia di queste ore, la “furbata” della Commissione Ue che ha anticipato al 27 ottobre la chiusura delle negoziazioni interistituzionali sulla nuova stretta alle emissioni di CO2 per i veicoli.

Inizialmente il termine era stato infatti fissato al 6 dicembre.

A Bruxelles, in proposito, c’è già chi interpreta lo spostamento della data approfittando anche del varo del nuovo governo italiano, per tagliarlo così fuori dalle consultazioni.

Regista dell’operazione è il vicepresidente della Commissione Ue, l’olandese Frans Timmermans, forte sostenitore del piano che prevede la produzione di soli autoveicoli elettrici dal 2035.

In questo modo, Timmermans intende presentarsi alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima di metà novembre, in Egitto, con un risultato concreto da sbandierare.

L’altro allarme lanciato da Tavares, come riporta “Il Giornale”, è sulla Cina:

Non c’è motivo che si renda l’accesso al mercato europeo facile per i costruttori cinesi (tra i protagonisti, tra l’altro, sugli stand di Parigi, e pronti a entrare pesantemente con i loro prodotti concorrenziali nel Vecchio continente ndr) senza avere in cambio il contrario. Serve reciprocità. Se il mercato continua a ridursi per le politiche contro l’uso dell’auto, quale sarà il futuro del settore europeo? Sulla mobilità elettrica i leader politici non dovrebbero prendere decisioni scientifiche, ma bisogna garantire alla classe media di poter comprare un’auto. Vanno ridotti i costi dell’elettrico, chiedendo per questo sostegno che va dato anche per resistere alla concorrenza cinese. E ci vogliono incentivi per le vetture ibride”.

Tavares si è infine detto fiducioso che la crisi dei chip possa risolversi nel 2023.

Sulla Cina, il presidente Macron, nel suo intervento al Salone, ha sottolineato l’importanza di incoraggiare l’acquisto di vetture elettriche di fabbricazione europea di fronte alla concorrenza di Pechino e degli Usa.

Cina: bloccate vendite di gas liquefatto in vista dell’inverno

Priorità alle forniture interne: garantire case calde in inverno.
Ancora più problemi per l’Europa.

La Cina ha indicato agli operatori del gas di proprietà statale di non rivendere più gas naturale liquefatto ad acquirenti stranieri, europei ed asiatici, al fine di garantirsi le forniture per la stagione invernale.

Lo scrive “Bloomberg”, ripreso da “RaiNews”, citando fonti a conoscenza dei fatti che hanno chiesto di restare anonime dato che l’informazione non è stata ufficialmente resa pubblica.

La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, il massimo pianificatore economico cinese, ha infatti chiesto a PetroChinaSinopec e Cnooc di mantenere i carichi invernali per l’uso domestico.

Sebbene il gas cinese abbia generato un certo sollievo agli acquirenti europei, il rapido riempimento degli stoccaggi e l’impennata dei costi di spedizione hanno anche ridotto l’attrattività di mercato di queste forniture.

Né la commissione né gli operatori statali hanno risposto alle domande di Bloomberg.

Sprone di questa decisione di Pechino, che ha preso l’impegno a mantenere le case riscaldate questo inverno, sarebbero state le previsioni di una lieve carenza nelle proprie forniture.

I prezzi del gas in Europa sono scesi di quasi il 60% rispetto al picco toccato ad agosto, sebbene siano ancora molto alti.

Le spedizioni di gas naturale liquefatto nel Vecchio Continente stanno influenzando i prezzi regionali per la spedizione immediata (“prezzi spot“), spingendo alcuni fornitori a prendere in considerazione di reindirizzare le spedizioni verso il mercato asiatico, più vantaggioso.

La Cina detiene ingenti contratti per l’acquisto di gas naturale liquefatto da Stati Uniti e altri esportatori: finora parte di quella fornitura a causa della scarsa domanda interna veniva dirottata verso l’Europa, per la quale questa decisione cinese potrebbe comportare minori invii e di conseguenza peggiorare la crisi energetica, soprattutto nel caso l’inverno fosse particolarmente rigido.