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Alleanza Russia-Cina non è contro qualcuno, lavoriamo per la pace

Putin: le relazioni tra Mosca e Pechino hanno raggiunto un livello senza precedenti, svolgendo un ruolo fondamentale di stabilizzazione a livello globale.

L’alleanza Russia-Cina non è diretta contro nessuno“, poiché i due Paesi lavorano per “la pace e la prosperità universale“, fornendo un contributo importante alla risoluzione di questioni globali e regionali.

Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, riportato dalla Tass e poi citato da Ansa. “La stretta relazione strategica tra Russia e Cina svolge un ruolo fondamentale di stabilizzazione a livello globale. Le relazioni tra Mosca e Pechino hanno raggiunto un livello senza precedenti, che si riflette nella loro disponibilità a sostenersi reciprocamente su questioni chiave, inclusa la tutela della sovranità“.

È in questo spirito che Mosca e Pechino agiscono in modo coordinato per difendere il diritto internazionale e le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite nella loro interezza, completezza e interconnessione” ha detto Putin in un videomessaggio alla vigilia della sua visita in Cina.

Sosteniamo una cooperazione attiva attraverso le Nazioni Unite, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, i Brics e altri enti multilaterali, fornendo un contributo sostanziale alla risoluzione delle urgenti sfide globali e regionali“.

Vorrei ricordarvi che 25 anni fa, Russia e Cina hanno firmato il Trattato di buon vicinato e di cooperazione amichevole, che ha gettato solide basi per una relazione genuinamente strategica e un partenariato globale a beneficio dei nostri Paesi e dei nostri popoli – ha detto ancora PutinOggi, le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto un livello davvero senza precedenti“, ha dichiarato.

Come ha osservato Putin, la natura speciale del rapporto tra Mosca e Pechino si riflette “nell’atmosfera di reciproca comprensione e fiducia, nell’impegno a perseguire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa ed equa, a condurre un dialogo rispettoso e a sostenersi a vicenda su questioni che riguardano gli interessi fondamentali di entrambi i Paesi, inclusa la tutela della sovranità e dell’unità statale“.

Ue: no a deroghe al Patto di stabilità per le spese sull’energia

Respinta la richiesta italiana dovuta alla crisi energetica causata dal guerra.
Gill: abbiamo presentato ai Paesi una gamma di opzioni per affrontare la crisi, la deroga al Patto è esclusa.

La posizione della Commissione europea non è cambiata. Abbiamo presentato agli Stati membri una gamma di opzioni a loro disposizione per affrontare l’attuale crisi energetica. Al momento non stiamo includendo la Clausola di salvaguardia nazionale tra queste opzioni, perché riteniamo che la gamma di strumenti presentata debba restare entro un quadro di vincoli fiscalmente responsabili. Naturalmente osserviamo l’evoluzione della situazione“.

Lo ha detto all’ANSA il portavoce della Commissione Ue Olof Gill, interpellato sulla richiesta italiana di estendere le deroghe del Patto di stabilità anche alle spese per la crisi energetica (approfondimento al link).

Ue: previsto calo demografico del 12% entro il 2100

Ecco le statistiche con le previsione di quanto aumenteranno o diminuiranno i Paesi europei.
Si tiene conto anche della possibile migrazione.

In Europa la natalità è in calo e la popolazione sta invecchiando.

Le ultime proiezioni di Eurostat indicano che tra il 2025 e il 2100 la popolazione dell’UE dovrebbe ridursi dell’11,7%. Passerà da 452 milioni a 399 milioni di abitanti, con un calo di 53 milioni di persone entro l’inizio del prossimo secolo.

Questa previsione, come riporta Euronews, include anche la possibile migrazione.

Il cambiamento demografico previsto in Europa varia molto da Paese a Paese.

Alcuni Stati avranno più abitanti nel 2100 rispetto al 2025, mentre molti altri vedranno diminuire la loro popolazione.

Tra 30 Paesi europei, 12 dovrebbero registrare una crescita della popolazione, mentre 18 sono destinati a un calo entro il 2100.

Lettonia (−33,9%), Lituania (−33,4%), Polonia (−31,6%) e Grecia (−30,1%) dovrebbero subire le diminuzioni più forti, tutte superiori al 30%. In pratica, questi Paesi potrebbero perdere entro il 2100 più di tre abitanti su dieci.

Il calo sarà superiore al 20 % anche in Bulgaria (−28%), Croazia (−27%), Slovacchia (−26,7%), Romania (−24,3%), Italia (−24%) ed Ungheria (−22,5%). È l’equivalente, più o meno, di perdere circa una persona su quattro in questi Paesi, un dato molto significativo.

La diminuzione della popolazione sarà compresa tra il 10 % e il 20 % in Portogallo (−19,3%), Estonia (−19,1%), Cechia (−11,5%), Finlandia (−10,7%), Slovenia (−10,6%) e Germania (−10,6%).

Al contrario, tre Paesi europei dovrebbero crescere di oltre il 25%, sebbene abbiano popolazioni relativamente piccole: Lussemburgo (+36,4%), Islanda (+27,1%) e Malta (+26%).

Svizzera (+16,9 %), Irlanda (+14,6 %), Norvegia (+11,8 %) e Svezia (+10 %) sono altri Paesi per i quali si prevede un aumento demografico superiore al 10%.

Monito del Papa: “Non si chiami ‘difesa’ il riarmo che depaupera investimenti in educazione e salute”

Il Ponteficie contro le attuali politiche europee.
Poi attacca anche l’IA: studio, ricerca e tecnologia siano rivolti alla vita, non al loro uso nelle guerre.

 “Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”.

Così Papa Leone in un passaggio del lungo discorso tenuto giovedì 14 maggio all’Università La Sapienza di Roma.

Insieme a me e a tanti fratelli e sorelle, siate artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra”, il mandato di Leone agli studenti che applaudono. Il Papa incoraggia gli studenti della Sapienza “a non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia“.  

Quindi prosegue Leone, come riporta Adnkronos, “vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare”.  

Gli studi che fate, le amicizie che sorgono in questi anni e l’incontro con diversi maestri del pensiero – dice Leone nel suo intervento– sono promessa di ciò che può cambiare in meglio noi stessi, prima ancora che la realtà attorno a noi. Quando il desiderio di verità si fa ricerca, la nostra audacia nello studio testimonia la speranza di un mondo nuovo”. 

A chi è più adulto il malessere giovanile domanda ‘che mondo stiamo lasciando?’. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale”, afferma Prevost che mette in guardia: “La semplificazione che costruisce nemici va corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria”. 

In particolare – osserva – il dramma del Novecento non va dimenticato. Il grido ‘mai più la guerra!’ dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”. 

E il Pontefice mette in guardia anche dall’Ia al servizio della guerra. “Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran – denuncia Leone senza mezzi termini – descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento”. Da qui il monito: “Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale “sì” alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!”. Il passaggio è stato particolarmente applaudito. 

Prevost si è poi rivolto ai docenti. “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata”. In particolare, dice Leone, “voi docenti potete coltivare un proficuo contatto con le menti e i cuori dei giovani: si tratta di una responsabilità esigente, certo, ma entusiasmante. È di estrema importanza credere nei vostri studenti e nelle vostre studentesse. Perciò, domandatevi spesso: ho fiducia in loro?”. 

Quasi un milione di posti da coprire, competenze che non si trovano, carriere discontinue: come cambia il lavoro in Italia

AI, percorsi sempre meno lineari, job hopping e le nuove aspettative di Millennials e Gen Z stanno ridefinendo il mercato. Con Cambia rotta!, pubblicato da Il Sole 24 ORE, Angelo Spinalbelli propone una guida pratica per leggere il cambiamento e riposizionarsi.

Quasi un milione di posti di lavoro da riempire nei prossimi 4 anni, competenze che cambiano più velocemente di quanto si riesca ad aggiornarle, carriere sempre meno lineari. Come ci si orienta in un mercato del lavoro che si trasforma strutturalmente? È la domanda al centro di Cambia rotta! Guida pratica per riposizionarsi nel mondo del lavoro, il nuovo libro di Angelo Spinalbelli, imprenditore e coach, pubblicato da Il Sole 24 ORE S.p.A.

I numeri descrivono una forte pressione. Secondo i dati provenienti dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, tra il 2026 e 2029 la filiera del Made in Italy (meccatronica, agroalimentare, legno e arredo, moda, filiera del commercio e turismo) potrebbe arrivare ad assumere oltre 900 mila lavoratori, ma per molti profili professionali la difficoltà di reperimento raggiunge il 55% delle assunzioni.

Da anni ormai cresce il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle effettivamente disponibili. Il LinkedIn Work Change Report 2025 sottolinea che chi entra oggi nel mercato del lavoro avrà quasi il doppio delle posizioni lavorative rispetto a chi ha iniziato la propria carriera quindici anni fa, e entro il 2030 il 70% delle competenze richieste nei lavori attuali sarà destinato a cambiare, anche sotto la spinta dell’intelligenza artificiale. 

È dentro questo contesto che nasce Cambia rotta!, un volume che affronta una delle grandi sfide del nostro tempo: aiutare professionisti, manager, lavoratori autonomi e persone in fase di transizione a leggere il cambiamento, capire dove si trovano e costruire una nuova direzione professionale, trasformando l’incertezza in consapevolezza e la crisi in opportunità.

Angelo Spinalbelli è imprenditore, autore e coach, con una carriera costruita tra vertici aziendali e formazione manageriale. Ha fondato a Verona la rete di coworking CozyWork. È già autore di Superhost – Come guadagnare con gli affitti brevi senza avere un immobile di proprietà e, in seguito alla perdita della figlia Martina, ha sviluppato il metodo Avanti, Indietro, Vai, nato per aiutare le persone a superare i grandi traumi della vita e rialzarsi. Nel corso degli anni si è specializzato nell’Employee Coaching, lavorando su motivazione, resilienza e performance di dirigenti e collaboratori, e nella selezione del personale, affiancando le aziende nei processi di recruiting per individuare non solo competenze tecniche, ma anche mindset e potenziale umano.

«Il momento giusto per cambiare rotta arriva quando le coordinate professionali che ci hanno guidato fino a oggi non sono più coerenti con i nostri valori, con il contesto o con il mercato. Il cambiamento non nasce dall’urgenza, ma dalla consapevolezza».

Nel volume, Spinalbelli analizza come la pandemia abbia accelerato trasformazioni già in corso, modificando in modo strutturale il rapporto tra tempo, produttività, presenza fisica e identità professionale. Affronta il coaching come strumento concreto di ripartenza individuale e organizzativa, approfondisce l’evoluzione dello smart working e dei modelli ibridi, racconta come la compressione dei margini economici stia imponendo a imprese, professionisti e freelance nuovi modelli di sostenibilità. Ampio spazio è dedicato alla ricollocazione professionale, con particolare attenzione a chi affronta una seconda o terza carriera in età più avanzata: un tema che riguarda milioni di persone e che il dibattito pubblico tratta ancora con troppa superficialità.

Il libro dedica inoltre un capitolo significativo alle nuove generazioni. Per Millennials e Gen Z, osserva Spinalbelli, il lavoro non è più soltanto uno strumento di stabilità economica, ma un luogo in cui ricercare coerenza, purpose, flessibilità, autonomia e allineamento valoriale. Da qui fenomeni come il job hopping, la crescente richiesta di ambienti organizzativi meno gerarchici e una minore identificazione con il tradizionale modello della carriera lineare. Parallelamente, il libro affronta il rapporto tra lavoro e denaro, l’indipendenza finanziaria, l’evoluzione del potere d’acquisto e la necessità di sviluppare una nuova consapevolezza economica, personale e professionale.

Accanto alle competenze tecniche, Cambia rotta! mette al centro quelle che oggi stanno diventando sempre più decisive: problem solving, pensiero critico, autoapprendimento, gestione emotiva, comunicazione, gestione del conflitto, leadership empatica, resilienza, career agility e capacità di adattamento. In un mercato sempre più digitalizzato e automatizzato, sono proprio queste competenze trasversali a rappresentare il vero elemento distintivo della componente umana, anche di fronte all’avanzata dell’intelligenza artificiale. Il libro propone inoltre strumenti pratici di autoanalisi e riposizionamento, tra cui esercizi di riflessione strategica e modelli come l’analisi SWOT applicata al percorso professionale individuale.

«L’intelligenza artificiale sta ridefinendo processi, ruoli e competenze. Ma creatività, pensiero critico, empatia e capacità di leggere la complessità restano asset che nessuna tecnologia può replicare. Oggi il vero vantaggio competitivo non è sapere più degli altri, ma saper cambiare più velocemente».

Cambia rotta! sarà presentato venerdì 15 maggio 2026 al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo stand di Il Sole 24 ORE S.p.A., il 21 maggio 2026 al Festival dell’Economia di Trento e a giugno nell’ambito del Mura Festival di Verona.