Bannon: Graham dovrebbe essere messo in prigione

L’ex stratega di Trump: Graham ha fomentato la guerra in Ucraina.
E propone di annullargli il passaporto, non farlo rientrare negli Usa o metterlo in prigione.

Intervistato da Chris Cuomo, l’ex stratega di Trump, Steve Bannon, ha detto che il senatore Lindsey Graham dovrebbe essere messo in prigione o fermato alla frontiera per aver fomentato la guerra in Ucraina.

Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Quello che sta facendo lì in questo momento è fomentare la situazione. Sta dando false speranze agli ucraini. Sta dando agli ucraini la falsa speranza che siamo lì per supportarli nell’impegno in un conflitto cinetico contro la Russia, ma non è così. Due cose dovrebbero succedere. O gli annullano il passaporto e non lo lasciano più rientrare nel Paese, o lo mettono in prigione se torna!

Il senatore Graham aveva recentemente dichiarato che la guerra in Ucraina non finirà fino a quando la Cina avrà pagato l’aiuto dato alla Russia e proponeva sanzioni al 500% verso i beni russi (approfondimento al link).

Polonia: Nawrocki eletto nuovo presidente della Repubblica

Il candidato di destra la spunta per circa 360.000 voti.
Il governo Tusk, formato senza un’agenda comune ma col solo obiettivo di vincere le elezioni, continua a perdere consenso.

Karol Nawrocki, candidato del partito nazional-conservatore Diritto e Giustizia (PiS), ha vinto con il 50,89% dei voti, sconfiggendo di misura Rafał Trzaskowski, candidato europeista della Coalizione Civica, che si è fermato al 49,11%.

L’affluenza è stata del 71,63%, la più alta mai registrata.

Nawrocki, sostenuto anche dall’estrema destra, ha prevalso in un contesto di forte polarizzazione, con implicazioni significative per il governo europeista di Donald Tusk, che ora potrebbe incontrare ostacoli nell’attuazione delle sue riforme.

Il risultato delle elezioni presidenziali conferma ancora una volta che il popolo polacco è più dalla parte del PiS, ovvero della destra, che da quella europeista e di sinistra guidata da Tusk.

L’attuale premier Tusk, infatti, aveva vinto le ultime elezioni formando una coalizione di 3 partiti senza però un’agenda comune e con l’unico obiettivo di vincere contro il partito che era al governo.

Per questo motivo non sono tardate ad arrivare frizioni interne con il consenso dell’attuale governo che nel corsi dei mesi è costantemente calato.

Schwab: Lagarde potrebbe dimettersi da Bce per guidare WEF

Secondo il fondatore del World Economic Forum, la presidente della Banca centrale europea sarebbe disposata a lasciare anticipatamente l’attuale incarico.

Secondo Klaus Schwab, come riporta Giubbe Rosse, Christine Lagarde avrebbe preso in considerazione l’idea di dimettersi anticipatamente dal suo ruolo di presidente della Banca centrale europea (Bce) per assumere la guida del World Economic Forum (Wef).

Il desiderio è un mistero. Il sesso, forse, il suo funerale

Parthenope e la forza di chi sceglie di non consumarsi (subito).


Certe frasi arrivano leggere, ma restano incollate alla pelle.
L’altra mattina, scorrendo distrattamente TikTok, mi sono imbattuta in una recensione del film Parthenope, l’ultimo film di Paolo Sorrentino. Una scena, una frase, una crepa:
“Il desiderio è un mistero e il sesso il suo funerale.”

Non so se fosse la luce dell’alba, la voce del tik toker o le immagini frame del film. So solo che queta frase mi si è piantata nella testa. Perché dentro c’è tutto: ironia, profondità, verità.
E anche una dichiarazione di indipendenza: quella del desiderio femminile, così spesso sottovalutato, troppo presto dato per scontato, o ancora peggio, consumato.

Il desiderio non è un pretesto. È il centro.

Viviamo in un’epoca in cui il sesso è scioritato in ogni dove, ma il desiderio sembra sbiadito. Eppure, per molte donne – me compresa – il desiderio è tutto tranne che una fase transitoria.
Nel mio mondo interiore. È ritmo, lentezza, tensione che non chiede di essere sciolta. A volte è architettura, altre è istinto .
E chi l’ha detto che il piacere debba stare solo nell’arrivo?
C’è chi gode nel restare in viaggio. L’attesa è essa stessa piacere.

Il rischio del consumo precoce

Non è che il sesso sia il nemico, intendiamoci, anzi può aprirti mondi inesplorati e regalartiemozioni che nemmeno immaginavi.
Ma diciamoci la verità: quante volte l’atto spegne ciò che l’attesa aveva acceso?
Il mistero, l’intesa, la possibilità… tutte cose che, una volta entrate nel territorio del reale, perdono qualcosa.
Forse è per questo che certe donne – come Parthenope – non si negano: si custodiscono.

Il potere (e il piacere) di non andare

Parthenope, in quella frase tagliente e sensuale, dice che non tutto ciò che bramiamo deve per forza essere consumato.
Che desiderare è una forma di potere, e non c’è nulla di più femminile del sapere restare nel fuoco, senza bruciarsi.
Che a volte il desiderio è un romanzo, e il sesso… una nota a piè di pagina.
E tra una grande storia e una postilla qualunque, sappiamo bene dove vogliamo stare.

Un nome antico, della mitologia greca

Non è un caso che Sorrentino abbia chiamato così la sua protagonista.
Parthenope, nella mitologia, era una sirena. Non una donna qualunque: una creatura che incantava i marinai con il suono della sua voce. Non li toccava, non li seduceva col corpo, ma li attirava in una dimensione, in cui il desiderio era senza carne.
E quando Ulisse resistette al suo canto, lei – ferita, forse umiliata – non si vendicò: si lasciò cadere, divenne parte del paesaggio.
Ma il suo mito è rimasto.
Ed è ancora qui, a ricordarci che non tutto ciò che ci fa vibrare ha bisogno di compiersi per essere reale.

E tu, dove ti collochi?

Io, lo dico senza vergogna, sono un’innamorata dell’amore e del desiderio. Di quelli che si costruiscono piano, che ti tolgono il respiro  che non si consumano con facilità.
Quella che si nutre di dettagli, di tensioni sottili, di sospensioni.
Quella che, anche quando arriva il momento di andare oltre, non sa mai se vuole davvero farlo.
Perché il desiderio è una città vista di notte, da lontano, emozionante e bellissima.
Il sesso? A volte solo un parcheggio.

E allora sì, se dobbiamo proprio arrivarci, che almeno il tragitto sia la parte più bella.

L’Ue revoca le sanzioni alla Siria

Trump lo aveva fatto pochi giorni fa ottenendo di fatto in cambio tutta la nazione.
Che abbia detto all’Ue di fare lo stesso?

Pochi giorni dopo che Donald Trump ha deciso di togliere le sanzioni alla Siria, avendo ricevuto di fatto in cambio tutta la nazione (approfondimento al link), anche l’Ue, probabilmente sotto gli ordini del presidente Trump, deciso di applicare la stessa decisione.

Su X, infatti, Kaja Kallas scrive quanto di seguito:

Oggi abbiamo preso la decisione di revocare le sanzioni economiche sulla Siria.Vogliamo aiutare il popolo siriano a ricostruire una Siria nuova, inclusiva e pacifica. L’UE è sempre stata al fianco dei siriani negli ultimi 14 anni e continuerà a farlo.