Medinsky: l’Ucraina perderà più territori se non scende a compromessi

Il capo negoziatore russo nei colloqui con l’Ucraina: è impossibile condurre una lunga guerra con la Russia.
Poi aggiunge: l’Ucraina si sta facendo guidare dagli interessi di altre nazioni.

In un’intervista al Wall Street Journal, Vladimir Medinsky, capo negoziatore russo nei colloqui di pace con l’Ucraina a Istanbul, ha minimizzato l’impatto di un recente attacco di droni ucraini, che ha distrutto almeno 12 bombardieri russi, e ha avvertito che l’Ucraina potrebbe perdere più territori se non accetterà le condizioni di Mosca.

È impossibile condurre una lunga guerra con la Russia. Ma noi vogliamo la pace. Ma, se l’Ucraina continuerà a lasciarsi guidare dagli interessi nazionali di altri paesi, allora saremo semplicemente costretti a rispondere. Quello che sta accadendo in Ucraina è come un conflitto tra due fratelli – uno più grande e uno più giovane – su chi sia più intelligente e più importante. Questo conflitto, purtroppo, approfondisce le nostre differenze, ed è per questo che vogliamo che finisca il prima possibile“.

Greta verrà espulsa da Israele, Rima Hassan portata in un centro di detenzione

Greta firma i documenti per l’espulsione.
Rima Hassan, membro del Parlamento europeo, si rifiuta di firmarli: sarà detenuta a Givon a Ramla.

Greta Thunberg ha firmato i documenti di espulsione e si appresta a lasciare Israele.

Rima Hassan, membro del Parlamento europeo, ha rifiutato di firmare e verrà condotta al centro di detenzione di Givon a Ramla, nel centro di Israele.

Questo è l’aggiornamento in merito alla vicenda della nave con a bordo 12 attivisti, tra cui Greta Thunberg, che navigava alla volta di Gaza sostenendo di voler portare aiuti umanitari (approfondimento al link).

I passeggeri del “Selfie Yacht” sono arrivati all’aeroporto Ben Gurion per partire da Israele e tornare nei loro paesi di origine. Si prevede che alcuni passeggeri del “Selfie Yacht” lasceranno l’imbarcazione nelle prossime ore.

Coloro che rifiutano di firmare i documenti di espulsione e di lasciare Israele saranno portati davanti a un’autorità giudiziaria, in conformità con la legge israeliana, per autorizzarne l’espulsione.

Lo ha riportato il Ministero degli Affari Esteri di Israele.

Polonia, Nawrocki: vicini all’Ungheria, no all’Ucraina nella UE

Il nuovo presidente polacco detta la linea di politica estera.
E aggiunge: l’Ucraina dovrebbe curare meglio le relazioni con chi l’aiuta invece di pretendere e basta.

Karol Nawrocki, nel suo primo colloquio dopo la vittoria presidenziale con il settimanale ungherese Mandiner, ha sottolineato l’importanza dell’Ungheria come alleato fondamentale della Polonia e la necessità di rafforzare il Gruppo di Visegrád (V4) e il fianco orientale della NATO.

Ha affermato che una cooperazione più stretta nell’ambito del V4, così come dei Nove di Bucarest, è strategicamente cruciale per la sicurezza della regione.

Facendo riferimento alla comune lotta contro il regime comunista, ha evidenziato come queste esperienze storiche abbiano avvicinato polacchi e ungheresi, aggiungendo di avere molti amici in Ungheria.

Ha ribadito, come riporta Polonia Oggi, che “l’Ungheria è per la Polonia un alleato molto importante” ed ha poi confermato che la Polonia continuerà a sostenere l’Ucraina, sia sul piano strategico che su quello militare, pur opponendosi a un’immediata adesione di Kiev all’Unione Europea.

Ancora, ha osservato che l’Ucraina dovrebbe anzitutto concentrare i propri sforzi sul miglioramento delle relazioni con i Paesi vicini, in particolare sotto il profilo economico e storico, citando il genocidio di Volinia.

Ha indicato la Russia e la sua politica aggressiva come la più grande minaccia orientale. Riguardo alla campagna elettorale, ha ammesso di essere stato oggetto di attacchi da parte dell’opposizione e di partiti europei come il Partito Popolare Europeo, ma ha attribuito la sua vittoria ai voti “dei cittadini comuni”.

Infine, ha sottolineato che il governo di Viktor Orbán ha riconosciuto in lui un contrappeso al corso “pro-bellico” della Polonia.

Questa intervista rappresenta una dichiarazione chiave delle sue intenzioni in materia di politica estera e sicurezza, nonché un segnale deciso per i partner della regione.

Bank of America: rublo miglior valuta del 2025

Le strategie europee per mettere in ginocchio la Russia sono autolesioniste.
E i proclami crollano di fronte ai dati.

La Bank of America ha nominato il rublo la migliore valuta del 2025.

Come riporta la Cbnc, infatti, la valuta russa si è rafforzata di oltre il 40%, nonostante un lungo conflitto, una crisi economica, sanzioni e il calo dei prezzi del petrolio.

Parrebbe che le strategie europee di mettere in ginocchio la Russia non stiano funzionando molto bene. Del resto, una cosa analoga è accaduta con le importazioni di gas e petrolio provenienti dalla Russia, dove l’Ue dichiara di aver praticamente chiuso gli acquisti mentre altro non fa che far fare alle risorse un giro più ampio per dimostrare che non arrivano dalla Russia, con l’unica conseguenza che ai cittadini europei queste risorse costano di più (approfondimento ai link1 e link2).

Dalla Francia all’Italia: portuali boicottano invio armi a Israele

Bloccato a Marsiglia un container con armi destinate all’esercito di Israele.
Genova si schiera al fianco ei portuali di Marsiglia e annuncia un presidio per impedire l’attracco.

Un container con 14 tonnellate di componenti per mitragliatrici destinate all’esercito israeliano è stato bloccato nel porto francese di Marsiglia grazie all’azione dei portuali della CGT, che hanno rifiutato di caricarlo sulla nave cargo Contship Era della compagnia israeliana ZIM.

I lavoratori lo hanno definito come atto di dissenso «contro il genocidio in corso orchestrato dal governo israeliano». Il boicottaggio è stato promosso anche dai membri del Collettivo autonomo lavoratori del porto di Genova, dove il cargo attraccherà domani.

Questi ultimi, plaudendo ai colleghi francesi, hanno annunciato che sorveglieranno la nave – che nei giorni successivi arriverà a Salerno, per poi salpare verso Haifa – per assicurarsi che sia effettivamente vuota.

Come riporta L’Indipendente, la protesta è iniziata a Marsiglia, quando il sindacato CGT ha scoperto che il carico conteneva 19 pallet di maillons, componenti metallici prodotti dall’azienda Eurolinks e utilizzati per collegare le munizioni nei fucili mitragliatori.

Il media investigativo Disclose ha rivelato negli scorsi giorni che questi materiali sarebbero destinati a Israel Military Industries, una controllata di Elbit Systems, azienda chiave del comparto militare israeliano.

Il governo francese sostiene che il carico non sia destinato direttamente all’esercito israeliano, ma per produzioni da riesportare. A ogni modo, i portuali hanno deciso di bloccarlo: «Il porto di Marsiglia non deve alimentare l’esercito israeliano», hanno affermato.

L’azione ha ricevuto il plauso della sinistra francese: «Gloria ai dockers di Marsiglia-Fos», ha scritto il deputato Manuel Bompard, mentre Jean-Luc Mélenchon ha chiesto un «embargo immediato sulle armi del genocidio».

Ora la Contship era è attesa a Genova, dove i portuali dell’USB e del Collettivo autonomo lavoratori portuali (CALP) avevano annunciato per la giornata di oggi un presidio a Ponte Etiopia per impedire l’attracco.

Ieri sono però usciti con un comunicato in cui hanno elogiato i portuali di Marsiglia e spostato la mobilitazione a domani: «Primo grande risultato della lotta dei portuali francesi in coordinamento con i nostri: la nave della morte, la Contship Era, è ferma a Marsiglia e NON è stata caricata delle sue 14 tonnellate di nastri per mitragliatrici – si legge nella nota –. Il presidio di domani delle 15 al Varco Etiopia del Porto di Genova è spostato al sabato mattina per verificare che, qualora arrivasse a Genova, sia effettivamente vuota».

I portuali hanno inoltre indetto per domani alle 18 una conferenza stampa al Music For Peace, a pochi passi dal Varco Etiopia. «Boicottare la guerra si può. Al fianco del popolo Palestinese», scrivono chiudendo il comunicato.