Decreto green pass pubblicato ma con modifiche

Il Dl è stato pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, ma presenta modifiche rispetto al testo approvato dal Consiglio dei Ministri.

Via al Dl green pass.

Con la pubblicazione odierna avvenuta in Gazzetta Ufficiale, il decreto è stato firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed è valido a tutti gli effetti.

Confermata la data del 15 ottobre come definitiva, sia per lavoratori pubblici che privati. I lavoratori che non dispongono del green pass risulteranno assenti ingiustificati e non sarà riconosciuta loro la retribuzione, però non saranno sospesi e quindi il loro rapporto riprenderà alla presentazione del green pass o dopo il 31 dicembre, cioè la data di scadenza dello stato di emergenza.

Eccezione fatta, invece, per i dipendenti di aziende private con meno di 15 dipendenti: questi potranno essere sospesi.

Ciò che risulta alquanto strano, è che il testo pubblicato è stato modificato rispetto a quello approvato dal Consiglio dei Ministri: volontà di alcune lobby che prevalgono su tutto?

Confermato il green pass per accedere agli uffici giudiziari per riguarderà i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, i componenti delle commissioni tributarie, ma non saranno soggetti ad esibire il green pass, per esempio, tutti gli altri soggetti che accedono agli uffici giudiziari, inclusi gli avvocati e gli altri difensori, i consulenti, i periti, i testimoni e le parti del processo.

Per quanto riguarda i tamponi, infine, il prezzo calmierati di 15 euro per gli adulti e di 8 euro per i minori sarà valido in tutte le farmacie e le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni alla somministrazione. Prevista la gratuità, invece, per i soggetti esentati dal vaccino per prescrizione medica.

Il Dl è reperibile a questo link.

Lavoro, Brunetta: tra un mese il contratto da remoto

Il ministro annuncia la normativa parallela al lavoro in presenza.
“siamo in un momento magico”.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato brunetta, è intervenuto al festival dell’innovazione organizzato da Il Foglio annunciando l’imminente arrivo della parte normativa del contratto da remoto: “un mese, e il contratto è fatto”, ha detto.

Lo stesso Brunetta, specificando che si tratterà della parte normativa e che sarà un pacchetto parallelo a quello del lavoro in presenza, ha aggiunto quanto di seguito:

Mettere tutti i lavoratori della Pa in cosiddetto smart working è stata un’idea intelligente ma non c’era un contratto, non c’era l’organizzazione del lavoro, non c’era la piattaforma tecnologica. Per questo mi sono arrabbiato, si voleva far diventare questa esperienza un modello, allora mi sono detto di fare innanzitutto un contratto e tra un mese per la prima volta ci sarà un vero contratto per il lavoro agile.

Il ministro ha poi concluso il suo intervento carico di ottimismo ed entusiasmo:

Stiamo vivendo un momento magico. Stiamo crescendo al 6%, e forse vi dò una piccola notizia: anche di più; se la strategia del green pass funziona e se questa onda, come dice il presidente Draghi, significa riaprire, noi viaggiamo verso il 7%. È una congiuntura astrale strepitosa questa cosa, però non può essere una fiammata, deve essere strutturale. Io ho questo numero in testa: 7 anni, che guarda caso è anche la durata del mandato del presidente della Repubblica.

Reddito di Cittadinanza: costa 52mila euro per ogni assunto

Costo o beneficio? Lo strumento continua a far discutere.
Cgia di Mestre fa un’analisi tra costi e lavoratori collocati.

Ha fatto e fa discutere, il Redito di Cittadinanza.

Lo strumento non è una novità ma, forse, andrebbe rivisto, come sostiene anche Luca Zaia (approfondimento al link).

Stando al nostro sondaggio (approfodnimento al link) la misura non ha convinto la maggioranza dei lettori.

I dati possono far storcere il naso, se pensiamo che a Napoli ci sono più recettori che in tutta la Lombardia, benché questa abbia avuto un forte incremento (approfondimento al link).

Inoltre, potrebbe essere una delle cause che spinge le persone a rimanere a casa dal lavoro (approfondimento al link).

Ora, sulla questione, arriva anche un’analisi della Cgia di Mestre, dove si mette in luce che ogni assunto è costato allo Stato 52.000 euro, ovvero circa il doppio di quanto spende un privato per assumere un operaio a tempo indeterminato.

Nel costo sono comprese le voci di tutte le risorse messe in campo dal governo e l’Ufficio studi della Cgia di Mestre evidenzia che, grazie ai navigator, si è riusciti a collocare solo 152.000 lavoratori: “un costo che appare eccessivo per un numero limitato di persone entrate nel mercato del lavoro”.

(Foto da internet)

Nobilita Festival: ecco la quarta edizione

Con un percorso itinerante, torna l’evento di riferimento sulla cultura del lavoro in Italia.
Ecco le date ed il programma.

Dopo l’intervista ad Osvaldo Danzi dell’anno scorso (reperibile al link), anche quest’anno torna “Nobilita Festival“, l’evento di riferimento sulla cultura del lavoro in Italia, che porterà sul palco tutta l’attualità che ha segnato gli ultimi mesi.

Vi proponiamo, di seguito, il comunicato stampa.

Torna dal vivo Nobìlita, l’unico festival nazionale dedicato alla cultura del lavoro. Giunto alla quarta edizione, porterà sul palco tutta l’attualità che ha segnato gli ultimi mesi: cinque giorni per rimettere seriamente il tema del lavoro al centro dell’informazione e dei dibattiti nazionali.

Nobìlita è il festival organizzato ogni anno da FiordiRisorse – la business community premiata nel 2008 da LinkedIn come “Best practice italiana” a cui aderiscono in oltre 8.000 tra manager e aziende per condividere competenze e networking di alto livello – e SenzaFiltro – il giornale della cultura del lavoro, edito da FiordiRisorse.

Su esplicita richiesta dei Sindaci di Ivrea ed Imola e del Rettore del Politecnico di Bari, quest’anno il Festival si moltiplica per tre, visitando tre aree geografiche del Paese molto diverse fra loro per meglio interpretare i cambiamenti già in atto nel mondo del lavoro. Il 17 e 18 settembre in Officina H ad Ivrea, il 24 e 25 settembre all’autodromo di Imola e il 26 Ottobre al Politecnico di Bari, si alterneranno 80 speaker tra panel, tavole rotonde e monologhi ispirazionali in stile TedX (“JobX”, 20 minuti di pensiero manageriale in forma teatrale).

Ecco i temi portanti dell’edizione 2021:

Come cambieranno le città? Saranno capaci i grossi centri urbani – e Milano in particolare – a rispondere ai grandi cambiamenti a cui sono chiamati per recepire le nuove esigenze dei lavoratori?

Anche la nuova cultura del lavoro si inserisce dentro questa fase evolutiva urbana in chiave non soltanto economica ma soprattutto sociale e relazionale. Dal commercio all’industria, dall’architettura ai trasporti, dallo smartworking ai lavori da remoto in varie forme, lo sguardo sulle città consente di interpretare nuovi atteggiamenti e nuove politiche. Oppure si prospetta un ritorno schizofrenico alla “vecchia normalità”?

Sicurezza Nell’anno del lockdown sono aumentati gli incidenti e le morti sul lavoro. Nel primo trimestre del 2021 c’è già un incremento rispetto all’anno precedente. Incidenti come quelli del Mottarone o di Luana d’Orazio sono l’evidenza di un sistema industriale troppo attento ai fatturati e meno alla sicurezza dei propri operai. La sicurezza sul lavoro non può più essere ridotta alla tragedia del giorno ribattuta sui media locali e nazionali o ai dati che ciclicamente ricordano il livello di guardia ancora troppo basso nel nostro Paese. Senza cultura dentro le aziende, i passi sono ancora troppo corti e poco funzionali così come non è possibile che la sicurezza sui luoghi di lavoro sia solo considerata un costo.

Competenze giovani o giovani competenze? Si parla tanto di “reskilling” e di nuove competenze, ma intanto le aziende investono pochissimo sulla formazione e nelle scuole è assente qualsiasi contatto con le imprese e con il mondo del lavoro in generale. Serve una riconsiderazione generale dato che i responsabili HR, così come le agenzie interinali e le società di selezione, sono sempre più consapevoli della necessità di mappare le competenze e avviare progetti di cosiddetto reskilling e upskilling – intendendo il processo di apprendimento di nuove competenze in modo da poter svolgere un lavoro totalmente o parzialmente diverso o – per adeguare rapidamente le conoscenze. Non si tratta solo di tecnologia ma anche di valorizzazione del capitale umano, per permettere alle persone di cambiare logica e mentalità.

Piattaforme Digitali Hanno ormai un ruolo importante e sono insostituibili. Amazon, Facebook, Google, per non parlare delle piattaforme legate alla GIG economy dei “lavoretti”. Che futuro stiamo costruendo e che ruolo avranno dal punto di vista giuridico, economico ed etico i grandi colossi del digitale?

Dietro la cultura delle piattaforme si nascondono meccanismi e dinamiche di cui la privacy è solo la punta dell’iceberg: ciò che si ignora è che l’epoca delle piattaforme ci chiama innanzitutto alla responsabilità individuale e che viviamo un tempo unico nel suo genere per tutti gli strumenti a disposizione nel prendere scelte legate alla nostra vita privata, professionale e relazionale. Il 2020 è stato l’anno della presa di coscienza: gli Stati non sono più in grado di governare la complessità.

Lavoratori Introvabili I giornali ne hanno parlato per tutta l’estate, ma è già da molto tempo che gli imprenditori e le associazioni di categoria si lamentano di non trovare personale qualificato. Qual è la verità? Ad una verifica approfondita che SenzaFiltro conduce da diversi anni tramite fact checking, la verità è che molte delle aziende che si lamentano di fatto non attivano processi di selezione del personale, non pubblicano annunci e offerte di lavoro, non investono sulla ricerca. Intorno ai temi delle assunzioni e della disoccupazione italiana circola ancora, purtroppo, troppa disinformazione che finisce per distorcere la realtà soprattutto in alcuni settori economici quali il turismo, la ristorazione, l’accoglienza.

Carceri: le nuove aziende Come è strutturato l’ambiente lavorativo all’interno del carcere? Poco o nulla si sa di queste realtà, quasi tutti crediamo che i detenuti vivano a spese degli italiani che li mantengono attraverso le tasse. Invece il lavoro si svolge anche dentro le carceri, soprattutto tramite progetti di investimento da parte di aziende che stanno scegliendo di non delocalizzare più all’estero e di utilizzare invece spazi, risorse e sgravi fiscali messi a disposizione dal Ministero della Giustizia e dalle carceri stesse: cresce così anche il valore sociale di reinserimento dei detenuti stessi.

Questi sono alcuni dei temi dei panel di Nobìlita 2021, costruiti intorno al filo rosso della cultura italiana del lavoro dopo il Covid e mettendo al centro la scuola, l’etica, le geografie del lavoro, il sociale, un nuovo senso del tempo.

Ecco invece i titoli dei panel 2021 a Imola e Ivrea:“Quello che abbiamo perso” – dedicato al sogno Olivettiano e alle parole del lavoro tanto tornate di moda: welfare, Persone, la fabbrica sociale. Ne parleremo con alcuni “grandi vecchi” che hanno avuto la fortuna di lavorare al fianco di Adriano Olivetti; fra questi Gastone Garziera, progettista della prima calcolatrice elettronica. Con “Olivettiani a loro insaputa” incontreremo alcuni giovani imprenditori che con piccole azioni stanno raccogliendo l’eredità di Olivetti nell’attenzione alle Persone, ai territori, alla sostenibilità economica ed ambientale. Fra questi Giulia Giuffrè, AD di Irritec che con la sua opera si è guadagnata il titolo di ambasciatore per la sostenibilità delle Nazioni Unite.

Competenze giovani o giovani competenze?” è la domanda che ci siamo fatti per capire quanto si investa in formazione e quali siano le caratteristiche richieste oggi sul mercato in grande evoluzione. Si discuterà di formazione con Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino e con Franco Amicucci, ideatore dell’e-learning in Italia e Presidente di Skilla. E ancora: Matilde Marandola presidente di AIDP, Monica Abbinante in rappresentanza dei Navigator Anpal Servizi e Alessandro Rosina economista e docente di Demografia alla Cattolica di Milano.

Una città per cambiare” è il titolo comune alle due tappe di Imola e di Ivrea nel quale affronteremo il tema delle trasformazioni necessarie a cui sono chiamate le città in questo nuovo tempo che ci aspetta. Con Stefano Ciafani Presidente di Legambiente, Alfonso Giordano geografo politico e demografo e Sandro Polci Architetto e studioso dei territori parleremo di nuovi flussi e nuove geografie, Elena Granata docente di Architettura del Politecnico di Milano spiegherà la necessità di nuovi spazi di lavoro e del superamento degli uffici tradizionali oltre al concetto moderno della “città dei 15 minuti” e del “Sindaco della notte”.

“Quanto costa la sicurezza?” è la domanda che porremo a Marco Bentivogli attivista di Base Italia, all’ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano, e a Davide Scotti di Italia Loves Sicurezza. Di “Aziende che non trovano lavoratori” invece parleremo con Gabriele Bianchi, miglior cameriere d’Italia under 30, con Mirco Botteghi, sindacalista di Rimini e con Benedetta Bertellini, direttrice del personale. Nell’anno della pandemia, dove sono finite le voci della cultura? “Pandemia, tutta emergenza, niente cultura” è il titolo del panel in cui sono coinvolti l’attore Neri Marcorè, la filosofa e fondatrice di Tlon Maura Gancitano, il vice direttore del Corriere della Sera Federico Fubini, il sociologo Domenico de Masi e la giornalista Marianna Aprile.

I JobX, interviste e monologhi sul mondo del lavoro, saranno affidati a Paolo Benanti (francescano, Docente di etica delle tecnologie all’Università Gregoriana), Domenico de Masi (sociologo), Francesco Zambon (ricercatore, ex funzionario OMS), Bruno Giordano (Magistrato, Direttore dell’Istituto Nazionale del Lavoro, Eugenio Sideri (drammaturgo e regista), Piero Dorfles (giornalista e conduttore di “Per un pugno di libri”), Diego Alverà (scrittore e storyteller), Federica Angeli (giornalista d’inchiesta sotto scorta per Repubblica)

“Al momento della ripresa, dopo più di un anno di fermo, l’informazione mainstream, anziché offrire una panoramica obiettiva sui grandi cambiamenti necessari e già evidenti del mondo del lavoro, ha preferito dare spazio a improbabili imprenditori e ad Associazioni di Categoria nella comune lamentela nel reperimento di collaboratori da assumere. Pur di ricevere consensi sui social si è preferito alimentare polemiche sterili incolpando una volta il Reddito di Cittadinanza, un’altra volta i giovani sfaticati, senza mai approfondire quelle dichiarazioni. Poche testate – fra cui Senza Filtro – hanno scoperto invece evidenti carenze nelle proposte contrattuali e nei processi di selezione. In molti settori (come per esempio il turismo, nell’occhio del ciclone questa estate) per anni si è goduto di uno scarsissimo sistema valoriale e retributivo che ha fatto allontanare i lavoratori dirottandoli verso mestieri meno stressanti e meglio remunerati”. È il pensiero di Osvaldo Danzi, esperto di Risorse Umane, Presidente di FiordiRisorse ed editore di SenzaFiltro. “A Nobìlita prenderemo le distanze da questo genere di informazione e porteremo sul palco tutti gli attori del mondo del lavoro, per spiegare con chiarezza quali siano i meccanismi che bloccano il nostro Paese a partire da una mentalità imprenditoriale superata e spesso “malata”. Vogliamo diffondere una Nuova Cultura del Lavoro”.

La direttrice di SenzaFiltro, Stefania Zolotti: “Dal 2020, con l’inizio della pandemia, ci siamo accorti chiaramente di una cosa: la catena del valore del lavoro era molto più interconnessa di quello che avevamo voluto credere finora. Da oltre un anno, però, si continua a veicolare nel mondo dell’informazione soltanto un tipo di messaggio: allarmistico, emergenziale e sterile; a settembre 2021, palinsesti televisivi e prime pagine dei giornali parlano ancora come un anno fa, usando solo dati e numeri sanitari e dimenticando che una cultura seria del lavoro, se vogliamo ricostruirla con serietà e responsabilità, merita più attenzione, più spazio, più cura a livello mediatico e politico”.

Il sindaco di Imola, Marco Panieri: “Nella cornice dell’autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari” di Imola, all’interno della sua sala stampa, siamo lieti di ospitare il Festival che quest’anno coinvolge tre Comunità italiane, attente alla cultura del lavoro. Dopo un anno e più di emergenza legata al Covid-19, siamo pronti a portare un pensiero nuovo e ad aprire un confronto sul futuro del nostro Paese e della nostra comunità, avviando un dibattito che sappia coinvolgere tutti gli attori protagonisti del mondo del lavoro. L’obiettivo è di proporre una nuova narrazione che porti a dare fiducia, crescita e sviluppo alle imprese ed ai territori che partecipano e che arricchisca il panorama economico, sociale e culturale della nostra comunità”. Il sindaco di Imola prenderà parte al Festival insieme all’Assessore alle Attività produttive, Pierangelo Raffini ed all’Assessora all’Ambiente e Mobilità sostenibile, Elisa Spada, che illustrerà le politiche ambientali e di sviluppo della città legate alla rigenerazione urbana.

Il Direttore dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, Pietro Benvenuti:“Abbiamo accolto con grande piacere la richiesta di ospitare nella nostra struttura questa quarta edizione itinerante di Nobìlita. Il mondo del lavoro sta cambiando a grandi passi e così anche gli Autodromi, che non devono essere più solo contenitori di eventi motoristici ma avere l’obiettivo di aprire le porte a eventi, sociali, culturali, musicali, sfruttando i grandi spazi a disposizione. Nobìlita è un esempio significativo di questa nuova filosofia che stiamo portando avanti, tanto più importante in questa occasione perché riguarda uno degli aspetti del vivere dignitoso dell’uomo, ovvero il lavoro, per parlarne attraverso la voce di chi lo fa, chi lo dà e chi lo racconta. Sono convinto che questo festival del lavoro trovi nella nostra struttura la location ideale e su questa strada vogliamo proseguire nel percorso di una sempre maggiore polifunzionalità.”

Il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino: “Il futuro dei giovani è la nostra priorità, soprattutto in questo momento storico, perciò abbiamo voluto essere partner di questa nuova edizione di Nobilita. L’Italia sta cercando una ripresa, dopo la pandemia e il Sud appare quanto mai attrattivo sui grandi temi dello sviluppo sostenibile e delle nuove tecnologie. Come Politecnico di Bari, vogliamo dare un contributo decisivo a questi processi, che cambieranno notevolmente la società e l’economia. Attraverso la collaborazione, sempre più stretta, con il mondo delle imprese, vogliamo garantire ai nostri giovani talenti una formazione sempre più multidisciplinare, che possa adattarsi ai cambiamenti in corso nel mondo del lavoro e, se possibile, prevederne gli ulteriori sviluppi. La ricerca scientifica, finalizzata all’innovazione tecnologica, sosterrà i processi di sviluppo delle imprese e la competitività sui mercati internazionali”.

L’Ordine dei Giornalisti riconosce i crediti formativi per le due tappe (previa iscrizione sulla piattaforma Sigef).

Tutti gli incontri del festival sono a prenotazione obbligatoria sul sito ufficiale:

www.nobilitafestival.com.

Per richiedere accrediti stampa e interviste in esclusiva, contattare l’ufficio stampa.

Confindustria: su green pass sindacati irresponsabili

Il presidente invita ad insistere con decisione sull’utilizzo.
Fuga dalle responsabilità non chiederlo.

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea di Federalimentare, ha accusato i sindacati di irresponsabilità in merito alla vicenda dell’applicazione di protocolli di sicurezza nelle imprese che includano il green pass.

Il presidente ha accusato i sindacati di fuga dalle responsabilità per non aver insistito con maggior incisione nell’imporre l’obbligo del green pass anche nei luoghi di lavoro.

Più precisamente, e sue parole sono state le seguenti:

Come presidente di Confindustria ho tentato ogni cosa per convincere il sindacato che dovevamo fronteggiare questa nuova minaccia con lo stesso spirito che ci ha portato tutti quanti a convenire su protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, nel momento più aspro del virus, quando ancora non c’erano i vaccini, nella primavera del 2020. Protocolli che erano i più avanzati d’Europa.

Bastava adeguare quelli esistenti all’uso estensivo del Green Pass nei luoghi di lavoro. Il sindacato, o almeno una parte del sindacato, ha detto no. Preferisce gettare la palla nel campo del governo e dire: “Se volete e ve la sentite, imponete con una legge l’obbligo vaccinale”. È una fuga dalla responsabilità e non lo dico io, l’hanno detto sindacalisti di peso come Benvenuto, Pezzotta, Cofferati.

È una posizione assunta sapendo che nella maggioranza di governo c’è chi ha flirtato coi no-vax. E chiedere una legge significa in questo quadro non avere né il Green Pass né l’obbligo vaccinale. Non capisco come la responsabilità manifestata l’anno scorso ora sembra in questo paese svanita.

Di contro, va però segnalato che l’applicazione della privacy non è così immediata in relazione all’utilizzo del green pass e che i sindacati dovrebbero tutelare i lavoratori sotto ogni forma; potrebbero, inoltre, nascere discriminazioni interne legate all’uso di uno strumento che “divide” così tanto la popolazione.

(Foto da internet)