Coronavirus e MES, Dragoni: “Il governo avvelena il pozzo”

Deplorevole, per ora, l’intervento dello Stato. Servono indennizzi, non prestiti.
I coronabond non arriveranno mai; il governo spinge per il MES perché è la loro unica possibilità per tornare al governo dopo i disastri fatti.

Siamo in piena crisi ormai da un po’, ma il governo latita negli aiuti concreti.

Se paragonato alle manovre degli altri Paesi, notiamo in particolare la poca efficacia del piano emergenziale, ma perché?

Ne abbiamo parlato con il dottor Fabio Dragoni, imprenditore ed editorialista per “La Verità”, “Scenari Economici” e “Milano Finanza”.

Dottor Dragoni, come valuta il pacchetto messo in campo finora dall’Italia?

“Guardi, la mia impressione è che l’Italia abbia fatto poco e male. A distanza di 36 ore non abbiamo ancora il decreto liquidità pubblicato.

Il premier appare in TV per dire “farò” anziché “ho fatto”; il Paese è nella confusione oltre che alla fame. In linea di principio agevolare il credito va bene, ma le imprese non possono sostituire il fatturato perso a causa del lockdown con altro credito: servono indennizzi a fondo perduto, una CIG per le imprese.

È una crisi simmetrica, in quanto riguarda tutto il mondo e non c’è un’economia che non sia da essa toccata; la differenza si avrà nel post epidemia e sarà data dalle risposte che i vari interpreti saranno in grado di dare.

I Paesi che hanno sovranità monetaria saranno capaci di rispondere, gli altri no.

Gioco forza, la zona euro andrà verso un’implosione ed il fatto che ancora oggi si stia a parlare di cosa si possa fare anziché aver agito adeguatamente in tempi e modi, ci dà già un’idea del fallimento del progetto europeo.

Siamo davanti alla crisi economica più devastante che si sia mai vista in tempo di pace per l’Italia, perché stiamo parlando di una crisi sia di domanda che di offerta con un impatto stimato, nella migliore delle ipotesi di una caduta del Pil del 8-9%. Se uno Stato non interviene in momenti come questi, quando possiamo sperare che lo faccia?”

Ha parlato di sovranità monetaria; ma, ad esempio, anche la Germania ha l’euro eppure non si è fatta problemi ad emettere un pacchetto ben più ampio rispetto a quello italiano, perché?

“Qui, dal mio punto di vista, ci sono più fattori che entrano in gioco, le cito quelli che secondo me sono i principali.

Il primo riguarda il conformismo intellettuale della nostra classe dirigente attualmente al governo, che la porta a pensare con i vecchi schemi ovvero alle classiche manovrine. Non sono assolutamente in grado di pensare a delle misure anticonvenzionali. E qui sinceramente mi lascia esterrefatto che, nonostante la sospensione del Patto di Stabilità e nonostante la Bce abbia detto che garantirà tutto quello che serve, il governo ancora non si muova.

Qui entra in gioco il secondo punto, che viene di conseguenza lecito pensare: stanno provando in tutti i modi ad infilare l’Italia nella trappola del MES.”

Perché definisce il MES una “trappola”?

“Con il MES potremmo mettere in campo un importo di 35-40 miliardi di euro, di cui il 18% sono già soldi italiani.

Inoltre, utilizzando il MES, si inserisce un creditore privilegiato (il MES stesso appunto) che comporta un aumento del rendimento dei titoli di Stato: i detentori di titoli di Stato venderebbero, sapendo che entra in gioco un creditore privilegiato rispetto a loto.

Infatti il MES è stato studiato per gli Stati che non hanno accesso al mercato dei capitali; ma noi non abbiamo assolutamente questo problema.

E poi, non ci è bastato vedere come sono andate le cose in Grecia?

Pensi, infine, che il MES è regolato da una legge del Lussemburgo, quindi se si contrae un debito tramite il MES bisogna ripagarlo in euro (o nella moneta nazionale del Lussemburgo): con questo escamotage si priva l’Italia di un’altra arma di potere negoziale che è quella inerente all’Italexit con il ritorno alla lira.

Di contro, non mi aspetto che Germania, Olanda, Austria e Finlandia scendano a patti ed accettino l’utilizzo dei coronabond, i quali comporterebbero il fatto che “tutti garantiscono per tutti”: se fossi un cittadini di questi Paesi non lo vorrei mai nemmeno io, anzi se un politico che li rappresenta li accettasse, possiamo stare sicuri che perderebbe tutti i suoi voti.”

Se il MES è una trappola, perché dovrebbero volerlo?

“Questo governo sa di avere vita breve e, quindi, cerca di lasciare il campo il più minato possibile per chi verrà dopo; in questo modo, chi governerà dopo di loro si dovrà trovare ad affrontare una miriade di problemi e le forza politiche attualmente al governo potranno usare questo fattore per sostenere che chi li ha sostituiti ha governato male.

Di fatto stanno avvelenando il pozzo, ma questo loro comportamento è un giochetto farà male a molti cittadini.”

Quindi, se la seguo correttamente, il MES è l’ultima carta che si può giocare l’attuale maggioranza al fine di tornare al governo cercando di scaricare le colpe su chi verrà dopo, visto che troverà una situazione disastrata e, come diceva all’inizio, la crisi è simmetrica ma la differenza la farà il modo di rispondere che avrà ogni Stato; lei cosa avrebbe fatto?

“Mi sembra ridicolo che gli aiuti dello Stato siano dei prestiti, che di conseguenza dovrò usare per pagare le tasse. Lo Stato, che mi obbliga a chiudere per motivi emergenziali, mi dovrebbe indennizzare.

Un modo potrebbe essere quello di prendere il fatturato di un’azienda (o la dichiarazione dei redditi di una partita iva), dividerlo per 365 e risarcire l’importo per ogni giorno di stop produttivo che il governo ha imposto.

Gli aiuti, poi, dovrebbero essere fatti come fatto negli Usa o in Gran Bretagna, ovvero direttamente nei conti correnti dei cittadini al fine che arrivino all’economia reale senza il rischio di restare in pancia alle banche…ma qui torniamo al punto fondamentale: la sovranità monetaria.”

Coronavirus e crisi economica, Tringali: “Al diavolo il libero mercato!”

Lo scienziato politico sottolinea come lo Stato debba tornare al centro dell’economia nazionale.
Per uscire dalla crisi serve sovranità: non ci è bastata la lezione?

Il mondo si ferma, c’è qualcosa che cambia.

Cambia un virus, che muta così velocemente da rendere difficilissimo lo studio per una medicina adeguata al contrasto; cambiano, con lui, tutte le nostre abitudini.

Lo stato d’emergenza è stato dichiarato, la quarantena imposta. I limiti delle persone, dettati dal decreto.

Tutti si spaventano per la salute propria e per quella dei propri familiari. Tutti si preoccupano di ciò che verrà dopo.

Sì, perché un dopo arriverà, ne siamo tutti certi, ma con che conseguenze dovremo combattere?

Stiamo assistendo al blocco dell’economia mondiale; partite iva, liberi professionisti, aziende di ogni forma e dimensione: tutti si chiedono “perderemo il lavoro?

Gli Stati stanno mettendo in campo dei pacchetti anti-crisi, con importi e modalità differenti. Basteranno?

Ne abbiamo parlato con il dott. Fabrizio Tringali, scienziato politico, autore del saggio “La trappola dell’euro” e del blog “Badiale&Tringali”, entrambi scritti a quattro mani con il professor Marino Badiale, ordinario di matematica presso l’Università di Torino.

Dott. Tringali, come valuta i pacchetti messi in campo dai vari Paesi?

“Per il momento si tratta prevalentemente di annunci, però alcune indicazioni chiare le possiamo già trarre: ci sono paesi come gli USA e la Gran Bretagna, che si impegnano a sostenere con ogni mezzo la propria economia nazionale. Annunciano stanziamenti di dimensioni storiche, destinati non solo alle imprese, ma anche direttamente ai lavoratori. In Italia si chiude tutto (giustamente) ma a farne le spese sono i lavoratori, i commercianti, i professionisti. Conte si limita a dire genericamente che “Il governo ci sarà”, ma non dice cosa farà concretamente per proteggere gli italiani dalla crisi. Le misure fin qui varate sono una goccia nel mare, così come quelle annunciate per il prossimo futuro. E intanto l’Unione Europea non dà risposte, perché ogni misura solidale è bloccata dai paesi del nord. Il messaggio che ne esce è chiaro: i governi americano e britannico ci sono, quelli italiano ed europeo no.”

Nello Specifico, in Italia, secondo lei di cosa avremmo bisogno?

Di un governo che si assuma la responsabilità di garantire tutto il denaro necessario a rimettere in moto l’economia. In questo momento è impossibile preventivare la cifra, ma di certo si tratta di numeri largamente superiori a quelli di cui sta parlando Conte. Massicci aiuti alle imprese ed ai lavoratori (dipendenti ed autonomi) saranno necessari, ma non basteranno. Il tessuto produttivo farà comunque fatica a riprendersi. Ci saranno licenziamenti. Fra chi non perderà il lavoro, tanti avranno salario decurtato, magari parzialmente integrato con ammortizzatori sociali. Andiamo quindi verso un vistoso calo della domanda. Nel settore privato, fra le imprese che riusciranno a sopravvivere, ben poche saranno quelle disposte ad assumere. Rischiamo una crisi spaventosa. Se ne potrà uscire solo mandando al diavolo l’ideologia del “libero mercato” e riportando lo Stato al posto che gli compete, cioè quello di regolatore dell’economia nazionale.”

Dunque, se capisco bene, dal suo punto di vista serve un piano di assunzioni pubbliche su larga scala. In quali settori?

“Non ci è bastata la lezione per capirlo? Sanità innanzitutto, ed istruzione. E poi investimenti nei trasporti (da Alitalia, al trasporto su rotaia, fino al trasporto pubblico locale). I viaggi da e per l’estero, ma anche i commerci internazionali, saranno difficili. Bisognerà sostenere i produttori locali e il turismo interno.

Avremmo anche bisogno di imparare ad essere disgustati dalla retorica della bontà delle privatizzazioni, e anche dalla caricatura che spesso viene fatta dei lavoratori del settore pubblico, dipinti come privilegiati o nullafacenti. E invece sono medici, infermieri, anestesisti, insegnanti, assistenti sociali. Tutte persone che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano moltissimo, a volte rischiando la propria salute, mettendo anima e cuore in servizi fondamentali per noi, per i nostri figli, per i nostri anziani.

Dobbiamo imparare ad odiare questa retorica. Chi si comporta in modo disonesto, una esigua minoranza, va certamente punito, ma dobbiamo recuperare la consapevolezza che i servizi pubblici sono nostra ricchezza, e i lavoratori che li mandano avanti, svolgono un servizio prezioso.

Lo stato può fare moltissimo per frenare la crisi investendo nei servizi pubblici e assumendo, calmierando il tasso di disoccupazione.

E questo è fattibile?

“All’interno dei vincoli europei no. La sospensione del patto di stabilità non è certamente sufficiente. Come dice lo stesso Draghi, i debiti pubblici dovranno necessariamente aumentare in modo importante. Se la UE è una “unione” allora i membri devono accettare di condividere le garanzie sui debiti. E questo deve avvenire senza “condizionalità”, cioè senza imporre agli stati “memorandum” come quelli che hanno distrutto la Grecia. In pratica la Germania dovrebbe accettare di essere garante del debito di tutti, lasciando a ciascun paese la libertà di decidere autonomamente quanto contrarne e come utilizzare il denaro. Impossibile. Se accetteranno forme di apparente solidarietà sarà in cambio di cessioni di sovranità. E la medicina sarà peggiore del male.”

Come dovrebbe agire lo Stato secondo lei?

Dovrebbe fare quello che Conte e Di Maio stanno dicendo, ma che non faranno. Il governo dice che se dalla UE non arriveranno risposte, l’Italia farà da sola. Ma Conte e Di Maio sono figuranti, la loro è solo una sceneggiata mediatica. Alla fine si piegheranno. Mentre invece il governo dovrebbe impegnarsi pubblicamente a difendere ogni posto di lavoro e a varare un piano straordinario di investimenti ed assunzioni. Dovrebbe annunciare che sarà fatto tutto quello che servirà per uscire dalla crisi il prima possibile, proteggendo tutti. Un “whatever it takes” nazionale di portata storica. Ma per farlo dovrebbe disporre della libertà di poter decidere le proprie politiche economiche nazionali. I paesi che hanno la propria moneta e la propria banca centrale possono permetterselo, noi no.

Coronavirus, Montanari: Szczepionka to wielki przekręt

Co to jest? jak to działa? dlaczego jesteśmy w stanie zagrożenia i co się za tym kryje?
Stefano Montanari kompleksowo wyjaśnia kwestie związane z koronawirusem.

(Tłumaczenie Magda Żymła)
(Włoska wersja na link)
(Angielska wersja na link – Tłumaczenie Jolanta Micinska – Hercog)

Gorącym tematem tego okresu jest, na pewno, koronawirus.

Niewidzialny i przebiegły wróg, który spowodował, że świat się zatrzymał.

Próbowaliśmy wyobrazić sobie, co może się za tym kryć (więcej informacji pod linkiem), a także zaangażowaliśmy naszych czytelników (więcej informacji pod linkiem).

Dziś na pierwszy plan wysuwa się jeden z czołowych ekspertów w tej dziedzinie: dr Stefano Montanari, nanopatolog, profesor w Centrum Steliora w Genewie, autor kilku patentów w dziedzinie kardiochirurgii, chirurgii naczyniowej, pneumologii oraz projektant systemów i urządzeń dla elektrofizjologii, dyrektor naukowy laboratorium Nanodiagnostyki w Modenie, wykładowca kilku krajowych i międzynarodowych studiów master, autor licznych publikacji naukowych, były konsultant Prokuratury i Włoskiego Obserwatorium Wojskowego. Stale współpracuje, w zakresie publikacji, z żoną Antoniettą Gatti, która od 2012 roku wpisana jest na listę 32 najlepszych naukowców na świecie i to z nią, ponad dwadzieścia lat temu, pracowali odkrywcy chorób i zaburzeń mikro- i nanoproszkowych.

Doktorze Montanari, co to za koronawirus, który tak bardzo nas przeraża?

“Jest to łańcuch chemiczny należący do rodziny koronawirusów, których są tysiące; wystarczy pomyśleć, że zwykłe przeziębienie jest zazwyczaj spowodowane przez koronawirus; jest to wirus wysoce infekcyjny (a więc zaraźliwy), ale zwykle jest nieszkodliwy – u przeważającej większości ludzi pozbawiony jakichkolwiek objawów (najprawdopodobniej teraz, kiedy rozmawiamy, sami mamy koronawirusa i tak ma przynajmniej połowa populacji włoskiej).

W rzeczywistości jest to nowy wirus grypy, który ma tę cechę, że atakuje płuca i dlatego w sposób patologiczny dotyka osoby starsze, palaczy i osoby, które mają już wcześniejsze dolegliwości, a zatem oprócz tego, że cierpią na jakieś jednostki chorobowe, przyjmują również pewne leki, na przykład na nadciśnienie. Ogólnie rzecz biorąc, zdrowi ludzie w ogóle nie są dotknięci tym wirusem, który, powtarzam, staje się wszechobecny i bardzo normalny, podobnie jak ogromna liczba innych wirusów.”

I gdzie się narodził?

“O tym słyszałem wszystko i przeciwieństwo wszystkiego; kiedy słyszę, że zaczęło się od nietoperzy czy węży, śmieję się i myślę, że tęsknimy tylko za jednorożcem.

Nie wiem skąd się to wzięło, tylko kilka osób na świecie ma taką wiedzę, ale wirusy takie jak ten są bardzo łatwe do zmodyfikowania, wymieszania, przerobienia w laboratorium… może się zdarzyć, że wydostanie się z laboratorium przez pomyłkę lub celowo. Na pewno nie sam, jak mógłby to zakładać były minister zdrowia Lorenzin, gdy mówił, że wirusy pełzają i skaczą.”


Mówi Pan, że to wirus, który sam w sobie nie stanowi żadnego problemu, ale ludzie we Włoszech umierają w większej liczbie niż w Chinach, pomyślmy na przykład o Bergamo. Skoro tak Pan mówi, to skąd te wszystkie zgony?

“Proszę spojrzeć, tak to działa: wypełniamy ludzi, zwłaszcza starszych, szczepionkami przeciwko grypie i osłabiamy i tak już słabe ciała. Dzieje się tak dlatego, że za pomocą szczepionki zamierzamy wstrzyknąć do organizmu stary wirus (celem powinno być stworzenie przeciwciał), ale nie ma żadnych szczepionek na grypę i dlatego nie robimy nic poza osłabieniem organizmu i poddaniem go nowej grypie (nawet nowemu koronawirusowi), a ponadto, stary wirus został wstrzyknięty do organizmu, więc masz w sumie dwie możliwe grypy w już i tak przemęczonym ciele.  BBC, brytyjski nadawca państwowy, wyemitował raport mówiący, że osoby zaszczepione przeciwko grypie muszą pozostać w izolacji przez 12 tygodni (dostępny pod linkiem). Wydaje mi się, że to już może dać do myślenia. Jeśli weźmiemy oficjalne liczby Wyższego Instytutu Zdrowia, zobaczymy, że zmarli “z” koronawirusem, to 3 osoby i osobiście mam wątpliwości co do tych 3; ponadto, jeśli zwrócimy uwagę, zauważymy, że mapa zmarłych pokrywa się z mapą przeprowadzonych szczepień. Im większa gęstość osób zaszczepionych, tym większa gęstość osób zakażonych wirusem. Oficjalne dane są jednoznaczne: osoby umierające były dotknięte innymi potencjalnie śmiertelnymi chorobami, a często nawet więcej niż jedną. Dlatego mówimy, że ludzie umierają “z” koronawirusem, a nie “z powodu” koronawirusa.

Na koniec podkreślam, że liczba zgonów, jest taka sama jak każdego roku z powodu normalnej grypy, co dowodzi, że koronawirus nie zwiększył śmiertelności.”

Proszę pozwolić mi zrozumieć: jeżeli problemem nie jest sam wirus, ponieważ nie jest on śmiertelny, to znaczy, że problemem jest włoska opieka zdrowotna. Czy tak mam to traktować?

“Właśnie tak! Problem polega na tym, że nie jesteśmy przygotowani na tyle przypadków zachorowań na choroby płuc; a nie jesteśmy, ponieważ nasi politycy w ciągu ostatnich 10 lat również nie byli przygotowani. W ciągu ostatniej dekady jedynie osłabiliśmy opiekę zdrowotną poprzez zmniejszenie liczby szpitali, personelu, maszyn i urządzeń. Dzisiaj potrzebujemy respiratorów i nie mamy ich. Ponadto ograniczamy edukację, tym samym nie jesteśmy w stanie wyszkolić personelu medycznego do właściwego poziomu ani utrzymać go we Włoszech z powodu dewaluacji pracy, a także nie dostarczamy materiałów potrzebnych lekarzom do wykonywania ich pracy. Mamy mniej niż 4 placówki intensywnej terapii na 1000 mieszkańców: to skandal.

Dodajmy na koniec system powszechnej korupcji, który wiąże się z dwoma problemami; po pierwsze: za produkt, który normalnie kosztuje 10, we Włoszech płacisz 20, wykorzystując niewłaściwie tę niewielką sumę, która jest do dyspozycji; po drugie: lekarze muszą wykonywać dyktaty reżimu, w przeciwnym razie zostaną pozbawieni prawa wykonywania zawodu… a oni też mają rodzinę do utrzymania.”

Mówi nam Pan, że problemem jest nieadekwatność systemu opieki zdrowotnej i tych, którzy zarządzali nim w ciągu ostatnich 10 lat. Jeśli tak jest, to czy oznacza to, że przepisy, które wprowadzili w zakresie zapobiegania są również błędne?

“Gorzej, często są to kompletne bzdury. Wystarczy pomyśleć o noszeniu rękawiczek: w ten sposób chronimy nasze “dobre” grzyby i bakterie przed kontaktem z wirusem i zwalczaniem go; w tych rękawiczkach nasączonych wirusem idziemy i dotykamy ubrań, pieniędzy, powierzchni itp., rozsiewając wszędzie wirusa. Maski są bezużyteczne, ponieważ wirus jest w stanie wejść w ogromnych ilościach do komórki, której rząd wielkości, to kilka tysięcznych części milimetra; wyobraźmy sobie, co maska może zrobić, aby zadziałać na takich rozmiarach: nic!

Mówią nam, aby pozostać w domu, kiedy musimy wyjść na zewnątrz, ponieważ słońce jest niezbędne, daje nam możliwość metabolizmu witaminy D, która jest potrzebna dla naszego układu odpornościowego. A jazda na motocyklu, która zawsze była zalecana w celu utrzymania dobrego stanu zdrowia, jest nawet zakazana na mocy dekretu. Krótko mówiąc, przepisy te przygotowują organizm do przyjęcia nie tylko tego wirusa, ale w rzeczywistości wielu patogenów. Bez uwzględnienia tego wszystkiego, co jest nieodłącznie związane z depresją, nastrojem i strachem: wszystkiego, co ma odwrotny skutek od tego, czego potrzebujemy, aby ciało zareagowało. Kiedy na początku lat siedemdziesiątych pracowałem przez jakiś czas w Szwecji, naczelny lekarz powiedział do mnie: “Widzisz, tutaj umiera ten, kto chce umrzeć, a ten, który chce żyć, przeżywa, a to robi całą różnicę.”

Wracając do szczepionek, o ile dobrze rozumiem, czy zastrzyki grypy są jakimś rodzajem oszustwa?

“Nie jest to rodzaj przekrętu, to prawdziwy fałsz. Szczepionkę można zdefiniować jako taką tylko na choroby, które dają odporność (odra, różyczka, ospa wietrzna itp.), a nie na przeziębienie czy grypę; byłem uczniem Luigiego Di Bella i powiedział, że wyleczona grypa trwa siedem dni, a niewyleczona trwa tydzień. Jeśli prawdziwa choroba nie daje odporności, absurdem jest mieć nadzieję, że szczepionka może to zrobić, co nie jest niczym innym, jak tylko chorobą w postaci atenuowanej.

A jeszcze gorsze są te uniwersalne szczepionki, które stały się obowiązkowe dla dzieci i bez których nie mogą chodzić do szkoły. Skoro szczepionka ma zapobiegać chorobie, to dlaczego tak bardzo martwić się o dzieci, które tego nie robią? Ci, którzy są szczepieni, powinni być bezpieczni… ale najwyraźniej nie są i domaga się zaszczepienia każdego, poza wszelką kontrolą, ponieważ każde szczepienie oznacza pieniądze. Pieniądze dla firm farmaceutycznych, z wartością dodaną, którą nie może pochwalić się żaden produkt na świecie, aż do jałmużny, którą lekarze haniebnie akceptują: kilka euro za każdy wykonany zastrzyk.

Ale powiem wam więcej: szczepionki są z mocy prawa zwolnione z wszelkich prób, eksperymentowania i od co najmniej 33 lat nie były nawet poważnie testowane;

A jakby tego było mało, szczepionki są jedynym produktem na świecie, za który nie ponosi się żadnej odpowiedzialności cywilnej ani karnej: to prawda, że jeśli szczepionka stwarza jakiekolwiek problemy dla zaszczepionej osoby, to otrzymuje ona odszkodowanie, ale płaci za to Ministerstwo Zdrowia, a nie przedsiębiorca, który zarejestrował szczepionkę. Dodajmy, że ci, którzy istnieją w biznesie szczepionek nie mają najmniejszych kłopotów ze znalezieniem klientów, ponieważ jest się  po prostu zobowiązanym do bycia nabywcą, a reklamę zapewnia państwo.

Jeśli prawidłowo nadążam za Pana tokiem rozumowania, to myślę, że jeśli szczepionki przeciwko grypie są oszustwem, to szczepionka przeciwko koronawirusowi może być kolosalną aferą.

“Oczywiście! Wkrótce z Izraela i/lub jakiejś wielkiej firmy farmaceutycznej wyjdzie trochę pomyj i te pomyje zostaną przekazane jako szczepionka przeciwko koronawirusowi. Zdefiniowanie jej jako takiej, ponieważ epidemia ma charakter globalny, zmusi 7,5 miliarda ludzi do zaszczepienia się: tak jak w przypadku wielu innych szczepionek, przedsiębiorca nie będzie musiał nawet tracić czasu na szukanie swoich klientów, ponieważ każdy będzie zmuszony nim być. Różnica jest w liczbach.”

Więc pandemia koronawirusa  jest ustawiona? Czy to dlatego nie zamknęli giełd (więcej na ten link)?

“To jedno wielkie oszustwo. Proszę pomyśleć, że w 2017 r. wydano obligacje, które stawiają na ciekawą infekcję koronawirusową, która miałaby miejsce między 2020 a 2021 r.: ile pieniędzy można było zarobić? kto postawił na takie pozornie nieprawdopodobne wydarzenie jak to ?

Następnie proszę pomyśleć, ile pieniędzy firmy tracą na giełdzie każdego dnia. Weźmy jednak praktyczny przykład: masz pizzerię, ale masz obowiązek utrzymywania jej w zamknięciu i dlatego nie zarabiasz na niej, ale w międzyczasie musisz płacić czynsz, opłacić personel, rachunki, podatki, hipotekę, jeśli ją masz, zapasy żywności tracą swój termin przydatności do spożycia i musisz kupić nowe. Czas mija i tak naprawdę nie wiemy, jak długo potrwa kwarantanna, ale zjednoczone środowiska ciągle nam mówią, że to będzie trwało coraz dłużej (mówimy już o październiku); w międzyczasie, zostając w domu, wpada się w depresję i strach. Przyjeżdża miły facet i oferuje zakup pizzerii za 1000 euro: oczywiście sprzedajesz ją natychmiast, aby uwolnić się od kosztów i ryzyka, uważając jednocześnie kupującego za świętego.

Ten sam przykład jest powtarzany na przedsiębiorstwach: po zakończeniu epidemii mała grupa ludzi kupi wszystko i zrobi to za śmiesznie niską cenę, może nawet zostaną uznani jako święci lub bohaterowie”.

Wreszcie, nieco osobiste pytanie: czy to prawda, że sprzedał Pan swój dom, aby zebrać fundusze na badania? I czy to prawda, że zabrano Panu niezbędne narzędzie do badań?

“To prawda. Ale prawdą jest również to, że nie zrobiłbym tego ponownie, biorąc pod uwagę sposób, w jaki nas traktują i to, co właśnie zobaczyliśmy: ludzie nie zasługują na to poświęcenie. Co do narzędzia, mikroskopu elektronowego, zabrali nam go dziesięć lat temu. Zbiórka pieniędzy, która została zorganizowana w celu zakupu, przynosi rozczarowujące rezultaty, i dlatego też powtarzam, że ludzie na nic nie zasługują.”

Coronavirus, Montanari: la grande truffa è il vaccino

Cos’è, come funziona, perché siamo in emergenza e cosa c’è veramente dietro.
Stefano Montanari ci spiega il coronavirus a 360°.

Il tema caldo di questo periodo è, sicuramente, il coronavirus.

Un nemico invisibile e subdolo che ha calato il sipario a cielo aperto sul mondo intero.

Abbiamo provato ad immaginare cosa ci possa essere dietro (approfondimento al link), facendo intervenire anche i nostri lettori (approfondimento al link).

Oggi, facciamo intervenire sulla questione uno dei massimi esperti in materia: il dott. Stefano Montanari, nanopatologo, professore presso il Centro Stelior di Ginevra, autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche, già consulente per Procure della Repubblica e dell’Osservatorio Militare Italiano. Collabora costantemente in pubblicazioni con la moglie Antonietta Gatti, dal 2012 inserita nella lista dei 32 migliori scienziati al mondo, con la quale sono stati gli scopritori delle malattie e patologie da micro e nanopolveri oltre vent’anni fa.

Dott. Montanari, cos’è il coronavirus che tanto ci sta spaventando?

“È una catena chimica appartenente alla famiglia dei coronavirus, dei quali ce ne sono a migliaia, basti pensare che un banale raffreddore di solito è dovuto ad un coronavirus; è un virus altamente infettivo (quindi contagioso) ma che è solitamente innocuo, tanto da rimanere privo di qualunque sintomatologia nella stragrande maggioranza delle persone (molto probabilmente ora, mentre parliamo, noi stessi abbiamo il coronavirus e così come noi almeno la metà della popolazione italiana, ma non ci fa nulla). Di fatto è un virus influenzale nuovo che ha la peculiarità di attaccare i polmoni ed è per questo motivo che va a colpire in maniera patologica le persone anziane, i fumatori e le persone che hanno già problemi pregressi e che quindi, oltre ad avere determinati problemi, stanno assumendo determinati farmaci, per esempio certi ipertensivi. Parlando in generale, le persone sane non subiscono assolutamente danni da questo virus che, ripeto, sta diventando ubiquo e normalissimo, esattamente come un numero enorme di altri virus.

E dove nasce?

“In merito a questo si è sentito tutto ed il contrario di tutto; quando sento dire che è partito dai pipistrelli o dai serpenti mi viene da ridere e penso che ci manchi solo l’unicorno.

Da dove sia nato non lo so, lo sanno solo in pochi al mondo, ma virus del genere sono molto facili da modificare, pasticciare, modificare in laboratorio…poi magari capita che esca dal laboratorio, per errore o volutamente. Di certo non autonomamente come potrebbe ipotizzare l’ex Ministro della Salute Lorenzin, quando diceva che i virus strisciano e saltellano.”

Dice che è un virus che da solo non dà alcun problema, ma la gente in Italia sta morendo più che in Cina, pensiamo a Bergamo, ad esempio. Se è come dice lei, perché tutti questi morti?

“Guardi, funziona così: riempiamo di vaccini antinfluenzali le persone, soprattutto gli anziani, ed andiamo ad indebolire dei corpi già deboli. Questo perché con il vaccino si va ad iniettare nel corpo il vecchio virus (il fine dovrebbe essere quello di creare gli anticorpi) ma non esistono vaccini per l’influenza e quindi non si fa altro che rendere il corpo più debole e soggetto alla nuova influenza (anche il nuovo coronavirus) ed in più si è iniettato nel corpo il vecchio virus: si ha dunque il totale di due possibili influenze in un corpo già precario. La BBC, l’emittente di stato britannica, ha mandato in onda un servizio in cui dice che chi si è vaccinato contro l’influenza deve restare in isolamento 12 settimane (reperibile al link). Mi pare che già questo possa essere qualcosa su cui meditare. Se prendiamo i numeri ufficiali dell’Istituto Superiore della Sanità, vediamo che i morti “di” coronavirus sono 3 e personalmente avanzo dubbi anche su quei 3; inoltre, se lei ci fa caso, noterà che la mappa dei morti coincide con quella dei vaccini effettuati. Più alta è la densità dei vaccinati e più alta è quella degli infettati dal virus. I dati ufficiali sono chiari: chi muore era affetto da altre patologie potenzialmente mortali e, spesso, più di una. Per questo diciamo che si muore “con” coronavirus e non “di” coronavirus. Infine, sottolineo che il numero di morti, comunque si voglia attribuire la causa senza, peraltro erroneamente, fare differenza tra causa e concausa, è lo stesso che ogni anno abbiamo a causa della normale influenza, a riprova che il coronavirus non ha innalzato il tasso di mortalità.”

Mi faccia capire: se il problema non è il virus in sé in quanto non mortale, allora significa che il problema è la sanità italiana. Capisco bene?

“Esatto! Il problema è che non siamo preparati per un’emergenza polmonare; e non lo siamo perché i nostri politici degli ultimi 10 anni erano a loro volta impreparati. Negli ultimi 10 anni non si è fatto che tagliare sulla sanità riducendo il numero degli ospedali, degli addetti, dei macchinari e delle attrezzature. Ad oggi abbiamo necessità di respiratori e non ne disponiamo. In più tagliamo sull’istruzione, non riuscendo quindi a formare personale medico all’altezza o a trattenerlo in Italia a causa della svalutazione del lavoro e, appunto, non fornendogli il materiale di cui i medici necessitano per fare il loro lavoro. Abbiamo meno di 4 posti di terapia intensiva ogni 1000 abitanti: uno scandalo.

Ci aggiunga, infine, un sistema di corruzione capillare che comporta due problemi: il primo, che un prodotto che normalmente costa 10, in Italia lo si va a pagare 20 usando male quei pochi soldi che ci sono; il secondo, che i medici devono eseguire i diktat del Regime altrimenti vengono radiati dall’ordine con la conseguenza di non poter più esercitare la professione…ma anche loro hanno una famiglia da mantenere.”

Ci sta dicendo che il problema è l’inadeguatezza del sistema sanitario e di chi negli ultimi 10 anni l’ha gestito. Se è così, significa che anche le disposizioni che ci hanno dato a livello di prevenzione sono errate?

“Peggio, spesso sono delle autentiche stupidaggini. Pensi al solo fatto di indossare i guanti: così facendo impediamo ai nostri funghi ed ai nostri batteri “buoni” di entrare in contatto con il virus e combatterlo; con quei guanti zuppi di virus incontrastato, poi, andiamo a toccare vestiti, soldi, superfici, eccetera seminando il virus ovunque. Le mascherine sono inutili perché un virus è capace di entrare in quantità enormi in una cellula, che è grande qualche millesimo di millimetro: si figuri cosa può fare una mascherina per agire su dimensioni del genere: niente!

Ci dicono di stare chiusi in casa quando invece serve uscire perché il sole è indispensabile, ci dà la possibilità di metabolizzare la vitamina D, indispensabile per il nostro sistema immunitario. E il moto, da sempre raccomandato per mantenere un buono stato di salute, viene addirittura vietato per decreto. Insomma, quelle disposizioni preparano l’organismo a ricevere indifeso non solo quel virus ma, di fatto, tantissimi patogeni. Senza poi considerare tutto quello che è inerente alla depressione, all’umore ed alla paura: tutte cose che hanno effetto contrario rispetto a quello che ci serve per far reagire l’organismo. Quando, all’inizio degli anni Settanta, lavorai per un certo periodo in Svezia il primario mi disse: “Vedi, qui muore chi vuole morire e sopravvive chi vuole vivere, e questo fa tanta differenza.”

Facendo un passo indietro e tornando ai vaccini, se ben capisco, quelli influenzali sono una sorta di truffa?

“Non una sorta: un’autentica truffa. Il vaccino può essere definito tale solo per malattie che danno immunità (morbillo, rosolia, varicella, eccetera), non per un raffreddore o un’influenza: sono stato allievo di Luigi Di Bella e lui diceva che un’influenza curata dura sette giorni, una non curata dura una settimana. Se la malattia reale non conferisce immunità, è assurdo sperare che lo possa fare un vaccino che altro non è se non la malattia in forma attenuata.

Ed ancora peggio sono quei vaccini polivalenti resi obbligatori ai bimbi e senza i quali non possono andare a scuola. Se un vaccino fosse tale, cioè prevenisse la malattia, perché preoccuparsi tanto dei bambini che non lo fanno? Chi si vaccina dovrebbe essere al sicuro…ma evidentemente non lo è e si pretende di vaccinare chiunque, al di fuori di ogni controllo, perché ogni vaccinazione praticata significa soldi. Soldi per le case farmaceutiche, e con un valore aggiunto che nessun prodotto al mondo può vantare, giù fino alle elemosine che i medici vergognosamente accettano: qualche euro per ogni iniezione praticata.

Ma le dirò di più: i vaccini sono per legge esenti da qualunque sperimentazione e da almeno 33 anni non vengono nemmeno controllati sul serio; come se non bastasse, i vaccini sono l’unico prodotto al mondo a non avere responsabilità né civile né penale: è vero che se un vaccino crea problemi ad una persona questa viene risarcita, ma a farlo è il Ministero della Salute e non l’imprenditore che ha registrato il vaccino. Aggiunga che chi è nel business dei vaccini non ha nemmeno la seccatura di doversi cercare clienti, perché quelli sono obbligati ad esserlo o, comunque, a fare pubblicità provvede lo stato.”

Se la seguo correttamente, mi viene da pensare che se i vaccini influenzali sono una truffa, un vaccino sul coronavirus potrebbe essere la truffa delle truffe, un affare colossale.

“Certo! A breve uscirà una qualche brodaglia da Israele e/o da qualche grande compagnia farmaceutica e la medesima brodaglia verrà spacciata per il vaccino contro il coronavirus. Definendola tale, visto che l’epidemia è globale, obbligheranno 7 miliardi e mezzo di persone a vaccinarsi: come per tanti altri vaccini, l’imprenditore non dovrà nemmeno perdere tempo a cercare i suoi clienti perché tutti saranno obbligati ad esserlo. La differenza la fanno i numeri.”

Ma allora la pandemia di coronavirus è tutta una montatura? È forse per questo motivo che non hanno chiuse le Borse (approfondimento al link)?

“Una grandissima montatura. Pensi che nel 2017 sono usciti dei bond, ovvero delle obbligazioni, che scommettevano su una curiosa infezione da coronavirus che si sarebbe svolta tra il 2020 ed il 2021: pensi a quanti soldi può aver fatto chi ha scommesso su un evento così apparentemente improbabile come questo.

Poi pensi a quanti soldi perdono in Borsa ogni giorno le aziende. Ma facciamo un esempio pratico: lei ha una pizzeria ma è obbligato a tenerla chiusa e, quindi, non fa reddito; nel frattempo però deve pagare l’affitto, il personale, le bollette, le tasse, un mutuo se ce l’ha, le scorte di cibo scadranno e dovrà ricomprarle nuove. Passa il tempo e di fatto non si sa per quanto andrà avanti la quarantena ma a reti unificate continuano a dirci che la cosa durerà sempre di più (già si parla di ottobre); lei intanto, stando a casa, si deprime ed ha paura. Arriva un bel tipo e si offre di comprarle la pizzeria per 1000 euro: lei ovviamente la venderà subito per togliersi costi e rischi, ritenendo pure l’acquirente un santo.

Lo stesso esempio lo replichi sulle aziende: una volta passata l’epidemia, un ristretto gruppo di persone avrà comprato tutto e lo avrà fatto ad una cifra irrisoria, magari passando pure per santo o per eroe.”

Infine, una domanda un po’ personale: è vero che ha venduto la casa per dare fondi alla ricerca? Ed è vero che le hanno portato via lo strumento essenziale per la ricerca?

“È vero. Ma è altrettanto vero che non lo rifarei, visto il trattamento che ci stanno riservando e che abbiamo appena visto: quel sacrificio la gente non lo merita. Per ciò che riguarda lo strumento, un microscopio elettronico, ce lo portarono via dieci anni fa. La raccolta fondi messa in atto per comprarne uno sta dando risultati deludenti, e anche per questo le dico che la gente non merita niente.”

(Versione polacca a cura di  Magda Żymła al link)
(Versione inglese a cura di Jolanta Micinska – Hercog al link)

Coronavirus, ecco i piani per l’emergenza. America esempio, Italia ultima

Ecco come si muovono i vari Paesi per rispondere all’emergenza di coronavirus.
L’America è un esempio da seguire, l’Italia fanalino di coda.

Il mondo si ferma, il coronavirus cala il sipario a cielo aperto.

L’epidemia che sta colpendo tutto il pianeta presenta ancora un sacco di zone d’ombra e le idee più diverse si intrecciano tra loro (approfondimento al link).

L’unica cosa sicura è la concreta paura; la paura dell’ignoto, di combattere contro un nemico che sostanzialmente non conosciamo e che si propaga esponenzialmente grazie ad una disarmante facilità di trasmissione.

È un virus che, in pochissimo tempo, è riuscito a sradicare anche le più solide regole europee, stravolgendo tutto quello che negli ultimi decenni ci è stato rigorosamente detto a reti unificate (approfondimento al link).

Pensate che addirittura la Germania, la più ligia all’austerity ed al rigore, ha deciso di stampare nel giro di un secondo 550 miliardi di euro, senza nemmeno consultarsi con l’Europa.

Cose da far sgranare gli occhi anche ai più euro-convinti, o “Euroinomani” come li definisce Alessandro Montanari nel suo libro.

Ma la Germania non è affatto l’unica a stampare ingenti quantità di moneta. Vediamo nel dettaglio come si comportano gli attori del quadro internazionale.

La Germania emetterà, appunto, 550 miliardi di euro ma ha già precisato che non vi è limite alle coperture che potranno essere stanziate.

La Francia stanzierà tra i 300 ed i 350 miliardi di euro. La Spagna ne stanzierà 200.

La Gran Bretagna stamperà almeno 330 miliardi di sterline, mentre la Cina ha stampato l’equivalente di 156 miliardi di euro solo all’inizio della crisi (approfondimento al link).

La Svezia metterà in circolazione 300 miliardi di corone svedesi e L’Austria 38 miliardi di euro; in quest’ultimo caso, se la cifra vi pare modica, considerate che l’Austria ha un Pil inferiore alla Lombardia: i dati del 2019 vedono un Pil lombardo toccare quota 472 miliardi di euro ed un Pil austriaco fermarsi alla soglia di 443 miliardi di euro.

Poi c’è l’America, dove Trump ha annunciato un piano da addirittura 1.200 miliardi di dollari. Qui la cosa interessante è che i soldi verranno dati tramite assegni direttamente ai cittadini, senza passare per il sistema bancario prima di essere messi nell’economia reale: l’aiuto dev’essere concreto, non si possono rischiare mangiatoie varie con soldi che rimangono nel caveau delle banche.

Poi c’è l’Italia, che con gravoso ritardo dovuto all’attesa di ricevere il permesso dall’Ue di poter spendere i propri soldi, stanzierà 25 miliardi di euro. Ma promettendo espressamente che, una volta passata l’emergenza, farà austerity più forte di prima.