Israele-Iran, Teheran: apriremo le porte dell’inferno

581esimo giorno di guerra in Medioriente.
Scambio di minacce e di attacchi tra Israele, Hamas, Iran, Siria, Yemen e Libano.

La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas e che coinvolge Libano, Siria, Iran e Yemen, è giunta al giorno 581.

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha minacciato di fare ai leader di Teheran ciò che è stato “fatto ad Hamas a Gaza“, dopo l’attacco dei ribelli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran, all’aeroporto di Tel Aviv.

Come riporta Tgcom24, il comandante delle Guardie della rivoluzione iraniana, Hossein Salami ha a sua volta minacciato di “aprire le porte dell’inferno” in caso di attacco da parte degli Stati Uniti o di Israele, nel contesto delle crescenti tensioni tra i due Paesi alleati e la Repubblica islamica.

Nella Striscia di Gaza, almeno cinque persone sono morte e diverse sono rimaste ferite per un attacco dell’esercito di Tel Aviv nel nord, nei pressi di una scuola.

Un altro morto nel sud dell’enclave, mentre il corpo di un bambino è stato rinvenuto in un campo profughi.

L’esercito indiano annuncia l’operazione militare in Pakistan

“Operazione Sindoor” contro le infrastrutture terroristiche.
Il Pakistan chiude lo spazio aereo per 48 ore.

L’esercito indiano annuncia l'”Operazione Sindoor“.

Con questa operazione, comunicata ufficialmente dal ministero della Difesa indiano, l’esercito sta prendendo di mira “le infrastrutture terroristiche in Pakistane nel Jammu e Kashmir occupato dal Pakistan“.

Il Pakistan ha chiuso il suo spazio aereo per 48 ore.

I francesi si “ribellano” a Kiev

Migliaia di manifestanti a Parigi al motto di “Macron dimettiti” e “Non moriremo per l’Ucraina”.

Migliaia di francesi protestano a Parigi: la gente chiede di smettere di coinvolgere il Paese nel conflitto in Ucraina.

I dimostranti, come riporta Giubbe Rosse, protestano contro il presidente francese e gli aiuti a Kiev.

I partecipanti gridano “Macron, dimettiti!” e “Non moriremo per l’Ucraina” (video reperibili nei canali social di Giubbe Rosse).

Ucraina: Trump blocca Francia e Gran Bretagna

La coalizione dei volenterosi non ottiene l’ok americano.
I due Paesi hanno provato a chiedere garanzie Usa diverse dall’impiego di uomini ma Trump ha rifiutato.

La coalizione dei volenterosi, guidata da Gran Bretagna e Francia con l’obiettivo di contribuire a garantire la sicurezza in Ucraina dopo il cessate il fuoco, rischia di arenarsi perché non è riuscita a ottenere dalla Casa Bianca alcun impegno concreto a fornire garanzie di sicurezza.

Oggi, come riporta Ansa, i ministri della Difesa del gruppo si incontrano presso la Nato, ma secondo fonti di Bloomberg, la Gran Bretagna e la Francia hanno cercato di convincere Donald Trump a offrire potenza aerea, sorveglianza delle frontiere e intelligence al posto delle truppe, ma il presidente degli Usa si è rifiutato per ora di prendere tali impegni.

Estonia: governo non trova 77 milioni per insegnanti ma ne dà 900 all’Ucraina

Il governo non mantiene gli impegni evidenziando i vincoli di bilancio.
Ma per gli aiuti militari ha speso più di 10 volte tanto.

Il capo del Ministero dell’Istruzione estone, Kristina Kallas (non è parente di Kaja Kallas), ha dichiarato che il governo non è riuscito a trovare i 77 milioni di euro necessari per soddisfare la richiesta del sindacato degli insegnanti di un aumento salariale del 10%.

Ciò è avvenuto nonostante i precedenti impegni del governo a migliorare la retribuzione degli insegnanti, evidenziando i continui vincoli di bilancio.

Nel frattempo, l’Estonia ha speso più di 900 milioni di euro in aiuti militari all’Ucraina.