Mia figlia, l’autismo e il futuro che vogliamo scrivere

Una riflessione personale sulla Giornata dell’Autismo, tra conquiste, difficoltà e la speranza di un futuro più inclusivo.

La Giornata dell’Autismo è sempre passata un po’ in sordina nella nostra famiglia. Non perché non fosse importante, ma perché, fino a qualche anno fa, non sapevamo di doverla vivere con piena consapevolezza. La diagnosi di autismo per mia figlia è arrivata a 22 anni, quando ormai avevamo già attraversato insieme molte tappe della sua vita senza mai darle un nome preciso. Ora che ha 26 anni, guardo indietro e mi chiedo: come sarebbe stato se lo avessimo saputo prima?

Mia figlia è una guerriera, come ho raccontato nel mio blog. Ha affrontato il mondo con determinazione, superando ostacoli che noi, inconsapevoli, vedevamo solo come piccole difficoltà caratteriali. Ha studiato, si è laureata, lavora e vive da sola. La sua indipendenza è il frutto di un impegno costante, ma anche della sua straordinaria capacità di adattarsi e affrontare le sfide con coraggio.

Penso a quando era piccola, alle elementari. Il suo cervello elaborava le informazioni in modo differente, e io ho dovuto imparare un metodo per farle capire le lezioni, le nozioni, le formule matematiche. È stato un processo logorante per me e terribile per lei. Ogni spiegazione diventava una battaglia contro l’incomprensione, ogni compito un ostacolo da superare con fatica. Non sapevo allora che fosse autistica, ma sapevo che aveva bisogno di un approccio diverso, e così, senza rendermene conto, ho costruito per lei un ponte verso la comprensione.

Eppure, la diagnosi ha cambiato qualcosa. Non per lei, che ha semplicemente dato un nome a ciò che già sapeva di sé, ma per noi genitori. Ha illuminato tante situazioni del passato, spiegato quelle che ci sembravano solo stranezze o difficoltà passeggere. Ha portato con sé un senso di comprensione, ma anche un po’ di rammarico per non aver potuto sostenerla in modo più consapevole durante la sua infanzia e adolescenza.

Oggi, la Giornata dell’Autismo ha un significato nuovo per me. Non è solo una ricorrenza, ma un’occasione per riflettere su quanto sia importante comprendere, informarsi, ascoltare. Non si tratta solo di consapevolezza, ma di connessione, di empatia, di accettazione.

Mi emoziona vedere realtà come PizzAut, dove ragazzi autistici trovano un’opportunità concreta di lavoro e inclusione. Sono iniziative come queste che mostrano il vero significato dell’accoglienza e della valorizzazione delle capacità di ogni individuo. Ogni persona nello spettro ha qualcosa da offrire, e società più attente e inclusive possono fare la differenza nella loro vita e nel loro futuro.

Ma non basta l’iniziativa di pochi, serve un impegno concreto dello Stato. È ingiusto che le famiglie debbano affrontare da sole il peso dell’inclusione, dell’assistenza, del futuro. Il vero dilemma di ogni genitore di un figlio autistico è: cosa accadrà dopo di noi? Chi si prenderà cura di loro? È un interrogativo che pesa come un macigno, e che merita risposte più solide, strutturate, durature.

E poi c’è un altro aspetto fondamentale: il diritto di ogni persona di essere semplicemente sé stessa, senza etichette imposte dalla società. Mia figlia, come tanti altri, non vuole sentirsi definita da una diagnosi. Non è “diversa”, non è “speciale”, è semplicemente Alessia. Una persona con sogni, ambizioni, desideri. La società tende a incasellare tutto, ma il vero rispetto passa dal riconoscere che ogni individuo ha diritto a vivere senza sentirsi etichettato o limitato da definizioni preconfezionate.

Forse non ho vissuto questa giornata con la giusta attenzione negli anni passati, ma ora so che ogni giorno può essere un’opportunità per imparare, per accogliere e per sostenere chi, come mia figlia, vive il mondo con una sensibilità speciale. E voglio credere che, con il tempo, con l’impegno di tutti, anche lo Stato possa fare la sua parte, perché il futuro di queste persone non può dipendere solo dalle loro famiglie. La vera consapevolezza deve tradursi in azione e in cambiamento.

Infrastrutture, Academy Fibre Net per soluzioni nel settore costruzioni

Fibre Net ha ospitato una due giorni di confronto nazionale sul futuro delle costruzioni e della sostenibilità infrastrutturale.

Una due giorni di confronto nazionale sul futuro delle costruzioni e della sostenibilità infrastrutturale, con soluzioni concrete per tradurre i principi Esg in scelte operative su progettazione, gestione e manutenzione delle opere. Fibre Net Group ha ospitato nella sua sede di Pavia di Udine ‘Academy Infrastrutture 2025’: l’appuntamento tecnico-scientifico ha registrato il 2 e 3 aprile scorsi il tutto esaurito e ha accolto docenti universitari, progettisti, tecnologi e professionisti da tutta Italia per affrontare i grandi temi del settore infrastrutturale.

Tra i relatori, Achille Rilievi (Università di Salerno), Antonio Conforti (Università di Brescia), Matteo Gastaldi (Politecnico di Milano), Alessandro Battisti (Dt Co.M.Sigma), Romina Sisti e Andrea Zampa (Fibre Net Group), Gianluca Ussia ed Enrico Zanello (Ardea Ingegneria), Alessandro Focaracci (Prometeoengineering) e Allen Dudine (Fibre Net).

L’evento, patrocinato da Ais (Associazione infrastrutture sostenibili), Associazione Master, Società italiana gallerie (Sig) e Isi (Ingegneria sismica italiana), ha rappresentato un’occasione concreta di formazione e confronto su questioni strategiche come l’innovazione nei materiali e nei metodi costruttivi, la sostenibilità ambientale e sociale, la durabilità delle opere pubbliche e la necessità di rafforzare le competenze di filiera, passando da una logica emergenziale alla programmazione ordinaria, secondo una visione sistemica.

Uno dei momenti più attesi la tavola rotonda di mercoledì pomeriggio ‘Esg – L’energia che supporta le infrastrutture’.

Il dibattito, moderato da Fabrizio Apostolo, direttore di Vision Journal, ha visto la partecipazione di figure di rilievo provenienti da enti gestori, istituzioni tecniche e aziende per discutere di politiche di sviluppo sostenibile e visione industriale nel post-Pnrr.

Sono intervenuti infatti Ilaria De Biasi (Autostrada del Brennero), Vincenzo Borrelli (Certiquality), Alessio Lupoi (Sapienza-Speri-Tecne), Mauro Di Prete (Iride) e Vito Miceli (Anceferr).

Oltre agli approfondimenti tecnici, l’Academy ha rappresentato l’occasione per visite guidate nei laboratori Fibre Net Group, con dimostrazioni pratiche su produzione, prove meccaniche e analisi chimiche.

Con il riconoscimento di 6 crediti formativi per gli ingegneri, l’iniziativa si conferma dunque occasione di aggiornamento professionale, ma al tempo stesso è uno spazio di riflessione collettiva in cui competenze, innovazione e visione strategica si incontrano per il futuro delle infrastrutture italiane.

Trump annuncia i dazi

Il presidente americano ufficializza i dazi sulle importazioni.
Ecco le percentuali per ogni nazione.

Ecco, di seguito, i dazi che il presidente americano Donald Trump ha annunciato ieri sulle importazioni:

  • 20% dall’EE
  • 34% dalla Cina
  • 46% dal Vietnam
  • 24% dal Giappone
  • 32% da Taiwan
  • 10% dal Regno Unito
  • 31% dalla Svizzera
  • 49% dalla Cambogia
  • 30% dal Sudafrica
  • 17% da Israele