Contrabbando di sigarette attraverso palloni aerostatici

Il contrabbando avveniva sulla frontiera tra Polonia e Bielorussia.
Nel solo mese di gennaio sequestrate 1,75 milioni di sigaretta per un valore di circa 1,78 milioni di zloty (circa 425mila euro).

La Guardia di Frontiera polacca ha bloccato un traffico insolito di sigarette dalla Bielorussia alla Polonia, realizzato con l’uso di palloni aerostatici.

Nel mese di gennaio sono stati sequestrati circa 1,75 milioni di sigarette senza contrassegni fiscali polacchi, per un valore di circa 1,78 milioni di złoty.

All’operazione ha collaborato anche il Comando Operativo delle Forze Armate, che salvaguardava lo spazio aereo al confine.

Secondo la Guardia di Frontiera, come riporta Polonia Oggi, i controlli sempre più rigidi al confine polacco-bielorusso spingono i contrabbandieri a cercare nuovi metodi. L’uso dei palloni è però pericoloso, perché possono essere riempiti di idrogeno, una sostanza che può esplodere e mettere in pericolo persone e beni.

Le autorità invitano i cittadini a segnalare subito la presenza di palloni sospetti.

Durante l’operazione sono stati arrestati due cittadini bielorussi dalla Guardia di Frontiera della Podlachi: sono accusati di reati fiscali e di violazione delle norme legate alla sicurezza nazionale.

Il tribunale ha deciso per entrambi una arresto di tre mesi.

La Guardia di Frontiera ha annunciato che continuerà a combattere il contrabbando e ha ricordato che nel 2025 sono già state arrestate 29 persone per traffici simili.

Nato avvia pianificazione militare per missione in Groenlandia

La missione è denominata Artic Sentry.
Il colonnello O’Donnell: attività di vigilanza rafforzata.

La Nato ha avviato la pianificazione militare per una missione denominata Arctic Sentry.

Lo ha riferito un portavoce del quartier generale militare dell’alleanza Shape, stando a quanto riportato da Reuters.

È in corso la pianificazione per un’attività di vigilanza rafforzata della Nato, denominata Arctic Sentry“, ha detto il colonnello Martin L. O’Donnell, portavoce del Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa (Shape), confermando un’indiscrezione stampa dalla rivista tedesca Spiegel.

Corte dei conti Ue: rischio approvvigionamento materie critiche al 2030

Almeno 10 delle 26 materie prime critiche sono totalmente importate.
Forte dipendenza da Cina, Turchia e Cile.

La corsa dell’Unione europea alle materie prime critiche, indispensabili per la doppia transizione energetica e tecnologica, è in forte salita.

Almeno 10 delle 26 materie prime classificate come critiche dall’Ue sono totalmente importate da Paesi terzi e Bruxellesfatica ad assicurare l’approvvigionamento” di quelle di cui ha bisogno. In affanno anche la diversificazione dei fornitori e il riciclaggio.

È l’allarme lanciato dall’ultima relazione della Corte dei conti europea, secondo cui è a rischio il traguardo di un approvvigionamento sicuro entro il 2030.

Litio, nichel, cobalto, rame e terre rare sono componenti chiave per la costruzione di batterie, turbine eoliche, pannelli solari e altre tecnologie centrali per la transizione. La maggior parte di questi materiali è però attualmente concentrata in uno o in un ristretto gruppo di paesi extra-Ue, tra cui Cina, Turchia e Cile.

Solo da Pechino, come riporta Ansa, arrivano il 39% dell’arsenico importato dall’Ue, il 44% della barite, il 71% del gallio, il 45% del germanio, il 97% del magnesio, il 40% della grafite naturale e il 31% del tungsteno. Per il boro, l’Ue dipende al 99% dalla Turchia.

Nel tentativo di ridurre questa vulnerabilità, Bruxelles ha adottato nel 2024 il regolamento sulle materie prime critiche, con cui ha individuato 26 minerali strategici. Ma, secondo i revisori di Lussemburgo, l’Unione è ancora lontana dai target fissati. Sul fronte dell’estrazione interna, tra 2016 e 2020 in media l’Ue ha coperto il l’8% del proprio fabbisogno, a fronte di un obiettivo del 10% entro il 2030.

Ancora più ampio il divario nella trasformazione: la capacità attuale si ferma al 24%, contro un target del 40%. Ritardi vengono osservati anche sul riciclaggio, dove la quota è ferma al 12% rispetto all’obiettivo del 25%. Tutti e tre i target non sono vincolanti.

La Corte avverte inoltre che gli sforzi di diversificazione delle importazioni non hanno ancora prodotto risultati concreti e il quadro resta fragile. Strozzature strutturali, tempi lunghi per l’avvio di nuovi progetti estrattivi e costi elevati, in particolare energetici, frenano lo sviluppo della filiera interna.

Colombia: Petro vola da Trump

Storico incontro tra i due presidenti.
Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la crisi migratoria.

Il presidente colombiano Gustavo Petro è partito alla volta di Washington per un incontro con Donald Trump, definito “una pietra miliare” dalla presidenza di Bogotà.

La visita, prevista fino al 5 febbraio, rappresenta un tentativo di ricucire i rapporti tra i due Paesi, logorati da mesi di scontri verbali e profonde divergenze ideologiche.

Il vertice avviene in un clima di estrema tensione regionale, segnato dalla recente operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e dalle minacce di dazi e interventi armati rivolte in passato da Trump alla Colombia.

Abbiamo molte ragioni per ottenere un patto per la vita nelle Americhe“, ha dichiarato Petro prima della partenza, come riportato da Ansa, sottolineando la volontà di cercare punti di incontro nonostante le distanze.

Al centro dei colloqui ci saranno la lotta al narcotraffico e la gestione della crisi migratoria.

L’incontro, nato da un inaspettato invito telefonico a gennaio, costringe il leader colombiano a un delicato equilibrismo diplomatico: mantenere la cooperazione con la Casa Bianca senza tradire la propria linea politica, il tutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Colombia.

Usa all’Iran: pronti a negoziare un accordo

Trump: aperto a soluzione diplomatica.
Turchia, Egitto e Qatar lavorano ad un incontro con Witkoff e funzionari iraniani ad Ankara.

Gli Stati Uniti hanno detto all’Irantramite canali multipli” di essere pronti a un incontro per negoziare un accordo.

Lo riporta Ansa, citando Axios che a sua volta cita un funzionario americano.

La Turchia, l’Egitto e il Qatar stanno lavorando a un incontro fra l’inviato Steve Witkoff e alti funzionari iraniani ad Ankara alla fine della prossima settimana.

Un funzionario della Casa Bianca ha ribadito che Trump non ha ancora preso una soluzione definitiva sull’Iran e resta aperto a una soluzione diplomatica.