Ecco le lauree più richieste nel 2026

Per i prossimi 5 anni si prevede una richiesta di circa 3,5-4 milioni di lavoratori.
Il 35% di questi dovrà possedere una laurea: ecco quali sono le più richieste.

Scegliere il percorso universitario diventa sempre più una decisione strategica per il proprio futuro professionale e, in un contesto così complesso, l’analisi dei dati può diventare uno strumento molto importante per riuscire a orientarsi al meglio.

Secondo quanto riportato da Studenti.it, poi ripreso da Il Messaggero, che analizza le recenti proiezioni del Sistema informativo Excelsior (Unioncamere) e il rapporto Almalaurea 2025/2026, le stime per il quinquennio 2024-2028 indicano un fabbisogno monumentale: l’Italia necessiterà di circa 3,4-3,9 milioni di nuovi lavoratori. Di questi, oltre il 35% dovrà possedere una laurea.

In termini di volumi di assunzioni, le aree che guideranno il mercato sono:

  • Economico-Statistica: 47.000 unità annue richieste
  • Insegnamento e Formazione: 43.500 unità (complice il ricambio generazionale)
  • Medico-Sanitaria: 42.500 unità
  • Ingegneria: 38.500 unità
  • Informatica e ICT: 13.000 unità, con un deficit cronico di laureati

Italia: sospendere Patto di stabilità se guerra continua fino a fine anno

Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri Tajani al Consiglio Ue Esteri.
Ursula von der Leyen però non è attualmente propensa all’idea.

La sospensione del Patto di stabilità e crescita è una delle ipotesi sulle quali discutere, vediamo Bruxelles cosa intende fare, ma vista la situazione attuale ritengo che l’Ue debba intervenire con scelte drastiche se la guerra continua come è stato fatto con il Covid“.

Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Esteri, come riportato da Ansa.

Al momento, però, l’Ue nella persona di Ursula von der Leyen non pare dell’idea di prendere in considerazione la proposta.

Offese del conduttore televisivo a Meloni: la Farnesina convoca l’ambasciatore russo

Il ministro degli Esteri Tajani convoca Paramonov, il quale si dissocia da Solovyov.

L’ambasciatore russo a Roma Paramonov è stato ricevuto questa mattina alla Farnesina a seguito della convocazione voluta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani per protestare contro le dichiarazioni offensive del conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov contro la premier Giorgia Meloni.

A quanto si apprende, la Farnesina ha manifestato profonda indignazione per le inaccettabili offese rivolte al presidente del Consiglio.

Da parte sua, come riporta Ansa, Paramonov ha detto di essersi chiaramente dissociato già ieri sera dalle affermazioni di Solovyov e lo ha fatto più volte durante l’incontro a fronte delle sollecitazioni.

Ungheria: arresteremo Netanyahu se entrerà nel Paese

Magyar: l’Ungheria rimane nella Corte Penale Internazionale; quindi, se un ricercato entra nel nostro Paese, lo arrestiamo.

Il nuovo premier ungherese, Magyar, ha chiarito al Primo Ministro israeliano che l’Ungheria nn farà passi indietro.

Come riporta Giubbe Rosse citando Tabz, infatti, l’Ungheria ha confermato che rimarrà membro della Corte Penale Internazionale (CIP) e, quindi, se una persona ricercata entra nel territorio nazionale deve essere arrestata.

Medio Oriente: Kuwait dichiara “force majeure” su consegne greggio

Il blocco dello Stretto di Hormuz impedisce ad alcune navi di entrare nel Golfo Persico.
Si cerca di evitare il blocco completo delle forniture.

Il Kuwait ha dichiarato lo stato di forza maggiore per quanto riguarda le spedizioni di greggio e prodotti raffinati dopo che il blocco dello Stretto di Hormuz ha impedito ad alcune navi di entrare nel Golfo Persico, compromettendo la sua capacità di onorare determinati impegni nei confronti dei clienti.

La notizia è stata riportata da Reuters che a sua volta cita Bloomberg, secondo cui la società statale Kuwait Petroleum Corp. ha comunicato oggi ai propri clienti che avrebbe invocato la clausola contrattuale che le consente di sospendere le consegne programmate, secondo quanto riportato.

Tuttavia, la decisione non dovrebbe però comportare un arresto completo delle forniture.