Vincono Francia e Slovacchia: Usmanov e Fridman tolti dalla lista delle sanzioni

La Francia ammette: Usmanov collegato a rilascio prigionieri dell’Azerbaigian. Inquietudine a Bruxelles.
Fridman ora chiede un risarcimento di 16 miliardi di dollari.

‘Unione europea ha concordato di rimuovere l’oligarca uzbeko-russo Alisher Usmanov dalla sua lista di sanzioni dopo negoziati tesi, in cui la Francia (che in passato si era limitata a citare “ragioni di sicurezza nazionale“) ha collegato la sua cancellazione a un rilascio di prigionieri da parte dell’Azerbaigian, suscitando inquietudine a Bruxelles. Che si tratti di militari francesi mandati in guerra contro la Russia? Sarebbe gravissimo.

Un secondo oligarca russo, Mikhail Fridman, è stato a sua volta rimosso dopo che la Slovacchia ha posto il veto al rinnovo della sua iscrizione, hanno riferito a Euronews diversi diplomatici (approfondimento qui e qui).

Il Lussemburgo sosteneva che, se Usmanov fosse stato cancellato, anche Fridman avrebbe dovuto esserlo. Fridman ha presentato una richiesta di risarcimento da 16 miliardi di dollari contro il Lussemburgo per i suoi beni congelati.

Il resto delle sanzioni individuali è stato prorogato per 36 mesi.

Auto: export tedesco -4%, import cinese +121% in 7 mesi

Reggono solo le auto classiche (motori termici): +37%.
Crollano le auto elettriche (-56,1%) ed ibride (-50,3%).

Calano le esportazioni di auto dalla Germania, mentre accelerano le importazioni, con la Cina che nei primi sette mesi del 2026 diventa per la prima volta il principale Paese di provenienza delle vetture importate. Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica Destatis, tra gennaio e luglio la Germania ha esportato circa 2 milioni di auto nuove, il 4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, per un valore di 73,5 miliardi di euro, in flessione dell’8,9%.

Regno Unito, Stati Uniti e Italia si confermano i tre principali mercati di destinazione e insieme assorbono quasi un terzo dell’export tedesco. Nel Regno Unito sono state spedite 258mila vetture, pari al 13% del totale, negli Stati Uniti 245mila, il 12,3%, e in Italia 147mila, il 7,4%. Particolarmente marcato l’impatto del mercato statunitense: le esportazioni verso gli Usa sono diminuite del 2,6% in volume ma del 17,1% in valore, a 9,6 miliardi di euro. Il mix si è inoltre spostato verso i motori termici, le cui consegne sono salite del 31,7%, mentre sono crollate quelle di auto elettriche (-56,1%) e ibride (-50,3%). Le vetture con motore a combustione hanno così rappresentato l’80,8% delle esportazioni tedesche negli Usa.

Nel complesso, tra gennaio e luglio i modelli a combustione hanno pesato per il 52,7% dell’export tedesco, con circa un milione di unità (-2,9%). Le elettriche sono state 560mila, anch’esse in calo del 2,9%, e le ibride circa 380mila, in flessione dell’8,2%.

La dinamica opposta, come riporta il Quotidiano di Sicilia, emerge dalle importazioni. Nei sette mesi la Germania ha importato circa 1,3 milioni di auto nuove, il 16% in più, per un valore di 34,9 miliardi (+12,6%). La Cina è balzata dal quarto al primo posto tra i Paesi fornitori con 175mila vetture, +120,9% e una quota del 13,8%. Seguono la Repubblica Ceca con 173mila auto (+22,9%) e la Spagna con 157mila (-0,4%). A trainare l’aumento delle importazioni sono soprattutto le nuove motorizzazioni: le elettriche sono cresciute del 66,3% a 309mila unità e le ibride del 36% a 403mila, mentre le vetture con motore a combustione sono diminuite del 9% a 554mila.

Multa da 400 milioni dall’Ue a Google su privacy e geolocalizzazione

L’inchiesta è durata oltre 6 anni ed ha accertato 4 profili di violazione.
Doyle: condotta aziendale ha impedito di capire la reale portata del monitoraggio a cui erano sottoposte le persone.

403 milioni di euro: è questo l’importo della maxi-multa comminata dall’Ue a Google, tramite la Data Protection Commission (Dpc) irlandese, che opera come autorità capofila per l’intera Ue nel quadro del Gdpr.

La sanzione amministrativa arriva al termine di un’inchiesta durata oltre sei anni sul trattamento e la conservazione dei dati di geolocalizzazione dei cittadini europei. Il provvedimento, reso noto oggi, 21 settembre 2026, impone inoltre alla controllata europea di Alphabet un termine perentorio di sei mesi per adeguare i propri sistemi e interrompere le pratiche contestate.

L’indagine era stata formalmente aperta nel febbraio 2020 a seguito di una serie di esposti coordinati presentati da diverse associazioni europee dei consumatori. Al centro del fascicolo figuravano tre strumenti specifici dell’ecosistema Google: “Attività Web e App”, “Cronologia delle posizioni” e la funzione “Precisione della posizione” integrata nel sistema operativo Android.

L’autorità guidata dai commissari Des Hogan, Dale Sunderland e Niamh Sweeney, come riporta Adnkronos, ha accertato quattro profili di violazione del diritto comunitario tra il maggio 2018 e il febbraio 2020:

  • la carenza di basi giuridiche su cui fondare il tracciamento della posizione attraverso l’attività web e la cronologia;
  • la violazione del principio di responsabilizzazione (accountability), non essendo la multinazionale in grado di dimostrare la conformità ai criteri di trasparenza per la funzione di precisione della posizione su dispositivi mobili. L’onere della prova in capo alle Big Tech è stato un punto centrale anche nell’annuncio di Ursula von der Leyen sull’Eu Kids Act;
  • il mancato rispetto degli obblighi informativi verso gli utenti, rimasti di fatto all’oscuro del fatto che i dati di movimento venissero utilizzati per profilare preferenze commerciali e orientare la pubblicità comportamentale o behavioral advertising, una tecnica di marketing online che consiste nel mostrare annunci pubblicitari personalizzati agli utenti in base alla loro cronologia di navigazione, ai loro interessi e al loro comportamento sul web;
  • la conservazione dei dati di localizzazione per periodi ingiustificatamente lunghi rispetto alle finalità dichiarate.

Il vice commissario della Dpc Graham Doyle ha sottolineato come la condotta aziendale abbia impedito alle persone di comprendere la reale portata del monitoraggio a cui erano sottoposte nei loro spostamenti quotidiani.

La Corea del Nord testa un “nuovo tipo” di arma

Pyongyang non fornisce ulteriori informazioni sui nuovi missili balistici a corto raggi testati.
Proteste da parte di Tokyo e Seul.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha supervisionato il test di un “nuovo tipo” di arma, secondo quanto riportato martedì dall’agenzia di stampa ufficiale, senza fornire ulteriori dettagli.

Corea del Sud e Giappone hanno riferito che domenica la Corea del Nord aveva lanciato due missili balistici a corto raggio a poche ore di distanza l’uno dall’altro.

Seul, come riporta Ansa, ha condannato il lancio come un “atto grave” e Tokyo ha presentato una “forte protesta” a Pyongyang. Secondo la KCNA, l’autorità nordcoreana responsabile del programma missilistico ha “testato con successo un nuovo tipo di arma” domenica alla presenza del leader Kim Jong Un.

Pyongyang non ha fornito ulteriori informazioni sulle sue caratteristiche. Il leader ha elogiato il lancio, definendolo “indubbiamente una dimostrazione eclatante di tecnologia di difesa all’avanguardia“, secondo la stessa fonte.

La settimana precedente, la Corea del Nord aveva già lanciato missili balistici verso il Mar del Giappone nell’ambito di un'”esercitazione di attacco di potenza“, secondo l’agenzia di stampa KCNA.

Ue: slitta ancora il rinnovo alle sanzioni

Le Lettonia pone il veto sulle richieste di Francia e Slovacchia.
Kallas: le sanzioni contro la Russia devono durare a lungo.

Slitta nuovamente l’intesa tra i 27 in Ue sul rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia.

Il via libera era atteso per la serata ma, spiegano fonti Ue riportate da Ansa, “le deliberazioni” da parte dei singoli governi “continuano“. Una nuova riunione del Coreper II è prevista per domani mattina alle 8.

La bozza di intesa prevede l’esclusione dalla lista nera di due oligarchi, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.

La deadline per il rinnovo delle sanzioni è domani a mezzanotte.

Nel frattempo, la Lettonia ha messo il veto alle richieste di Francia e Slovacchia di togliere Usamanov dalla lista nera (approfondimento al link) e Kaja Kallas, Alto Rappresentante per gli affari esteri, ribadisce che le sanzioni alla Russia devono durare a lungo, nonostante si sia visto che le medesime sanzioni gravino più l’Ue che la Russia stessa.