Porsche: nuovi investimenti per diversificare il portafoglio

Recentemente acquisite partecipazioni in società di intelligenza artificiale.
Per il 2024 si punta ad un utile tra i 3,5 ed i 5,5 miliardi.

Durante il primo semestre del 2024, Porsche Automobil Holding Se ha generato un risultato netto dopo le tasse di 2,1 miliardi di euro, inferiore rispetto ai 2,3 miliardi del 2023.

Un calo atteso e significativamente influenzato, spiega il gruppo, dagli investimenti in Volkswagen AG e Porsche AG, contabilizzati a patrimonio netto di 2,0 miliardi di euro e 0,3 miliardi di euro, rispettivamente.

L’indebitamento netto è calato a 5 miliardi di euro dai 5,7 miliardi del 31 dicembre 2023.

Il gruppo ricorda di fare parte di un insieme di investitori che ha acquisito una quota del 35% in Flix SE, proprietaria di Greyhound e FlixBus.

La holding ha recentemente inoltre acquisito anche una partecipazione nella società canadese di intelligenza artificiale Waabi Innovation Inc.

Johannes Lattwein, membro del consiglio di amministrazione responsabile per finanza e IT, ha dichiarato quanto di seguito:

Porsche SE si trova finanziariamente nella posizione per considerare ulteriori investimenti per diversificare il suo portafoglio. Le nostre risorse finanziarie ci danno una considerevole flessibilità per potenziali investimenti core e di portafoglio. Nel fare ciò, perseguiamo un approccio di sviluppo attivo del portafoglio. La situazione del mercato azionario e la diminuzione generale nelle valutazioni aziendali stanno creando opportunità attrattive“.

Per l’anno fiscale 2024 la holding punta a un risultato dopo le imposte compreso tra 3,5 e 5,5 miliardi.

Automotive: Autobianchi e Innocenti potrebbero rinascere cinesi

Se i cinesi non crearenno occupazione sul suolo italiano per almeno 10 anni, l’accordo decadrà per legge.
I marchi potrebbero essere sottratti a Stellantis per aver superato i 5 anni di inattività.

L’idea del governo Meloni è semplice: cercare un gruppo cinese che faccia rinascere Autobianchi e Innocenti, ora nella piena titolarità di Stellantis.

Stando a Il Sole 24 Ore, con norme specifiche come decreti lo Stato potrebbe “incamerare” i marchi e concederne il diritto di utilizzo a titolo gratuito.

Il tutto avrebbe come presupposto il subentro nella titolarità del marchio che un’impresa intende cessare, per il loro non utilizzo da almeno cinque anni, nonostante di particolare interesse e valenza nazionale.

Il passo successivo sarebbe un contratto di licenza di almeno 10 anni a una Casa cinese finanziariamente robusta che potrà essere sciolto in caso di cessazione dell’attività o di delocalizzazione.

Ricapitolando: lo Stato subentra a Stellantis e gira i marchi al colosso orientale come BYD, Great Wall Motors, Chery, Dongfeng o JAF: se questi investono e creano occupazione, il progetto funziona; altrimenti si torna al punto zero.

L’obiettivo del governo è attrarre investitori cinesi. È fattibile?

Come riporta Autoappassionati, bisogna capire anzitutto quali possano essere le rimostranze di natura giuridica da parte di Stellantis, che non usa i marchi da ben oltre 5 anni e che sta smantellando la produzione in Italia spostandola all’estero in maniera ormai quasi totale.

Inoltre, se davvero un’industria orientale possa davvero essere interessata a giocare la partita coi marchi Autobianchi e Innocenti (non conosciuti all’estero) o se fare da sé coi propri loghi; l’esecutivo punta sul fascino del Made in Italy (il governo Meloni non solo ha creato l’apposito ministero dedicato alle imprese ed al Made in Italy ma anche un nuovo liceo– approfondimento al link) per ingolosire i dirigenti cinesi.

Infine, la stessa Unione europea potrebbe avere qualcosa da ridire: è impegnata nella battaglia anti Cina (è stata recentemente bloccata la vendita di una controllata Volkswagen ai cinesi – approfondimento al link), con extra dazi, e forse non vedrebbe di buon occhio un’apertura simile dell’Italia verso il Dragone.

Intanto, il ministero delle Imprese ha ottenuto la registrazione da parte dell’Ufficio brevetti di un marchio Innocenti e di un marchio Autobianchi con caratteristiche grafiche diverse da quelli di proprietà di FCA Italy (appunto, Stellantis).

Può darsi che il governo faccia valere una disposizione del diritto industriale: la decadenza dal marchio per mancato utilizzo durante cinque anni.

Volkswagen: il governo tedesco blocca la vendita ai cinesi

Berlino e Bruxelles si oppongono “per motivi di sicurezza”.
La trattativa era stata annunciata giugno 2023 ma senza dettagli sul prezzo.

Il governo tedesco ha bloccato la vendita delle attività di turbine a gas di Man Energy Solutions, controllata Volkswagen, a una società cinese, adducendo motivi di sicurezza.

La decisione, come riporta Reuters, giunge in un contesto di crescenti tensioni commerciali tra Ue e Cina.

Il ministero dell’Economia tedesco può rivedere e bloccare le transazioni che si ritiene abbiano implicazioni per la sicurezza nazionale, e Berlino e Bruxelles stanno cercando di ridurre i rischi derivanti dai legami economici con Pechino.

La prevista vendita dell’azienda tedesca alla società statale cinese Csic Longjiang GH Gas Turbine Co (Ghgt) è stata annunciata nel giugno 2023 senza dettagli sul prezzo, ma a settembre Man Energy Solutions ha detto che il governo avrebbe seguito attentamente gli sviluppi.

Ghgt appartiene a China State Shipbuilding Corporation (Cssc), che domina l’industria navale cinese.

Alcuni politici tedeschi temono che la Cina possa utilizzare le turbine a gas non per scopi civili ma per alimentare navi da guerra.

Interrogata sulla decisione in una conferenza stampa, il ministro degli Interni Nancy Faeser l’ha accolta con favoreper motivi di sicurezza“.

Auto: solo 15 Stati vantano un marchio proprio

Usa, Europa Occidentale ed Estremo Oriente le tre macro aree.
In Italia tutti i marchi sono stati venduti o in comproprietà.

Al centro dell’economia di un Paese l’industria automobilistica gioca un ruolo fondamentale, soprattutto se quest’ultima produce auto di lusso.

Il settore automobilistico rappresenta un pilastro imponente per l’economia di un Paese portando con un sé un indotto decisamente importante.

Secondo i dati di alcune statistiche evidenziate dall’OICA (Organizzazione Internazionali dei Costruttori di Automobili), come riporta Autospecial.it, i Paesi a livello globale che possono vantare di un proprio marchio automobilistico sono soltanto 15.

Tra i Paesi in cui i brand automotive sono maggiormente concentrati sono: Europa Occidentale, Estremo Oriente e Stati Uniti.

Gli USA tra tutti i paesi, ad oggi rappresentano una colonna portante nel campo delle auto: è proprio in America che si trovano i 10 marchi più conosciuti al mondo, tra cui la Cadillac, la Lincoln fino alle vetture tradizionali come ad esempio le Ford.

Spostandoci in Europa Occidentale le nazioni che ad oggi sono in possesso di più brand di automobili sono: Francia, Germania, Regno Unito ed Italia.

Più precisamente, questi si caratterizzano come di seguito:

Germania: sono presenti ben 7 case automobilistiche tra cui BMW, Mercedes-Benz, Volkswagen e Opel (poi passata sotto Stellantis tramite l’appartenenza a General Motors).

Francia: sono presenti 5 case automobilistiche appartenenti alle auto di lusso come la Bugatti (poi passata al Gruppo Volkswagen).

Italia: sono presenti 8 marchi tra cui alcuni di questi anche di lusso, come Ferrari e Maserati (ora entrambi parte del comprensori Stellantis) e la storica Lamborghini (poi acquistata da Audi, a sua volta facente parte del Gruppo Volkswagen).

Regno Unito: ospita ben 7 marchi e vanta per tradizione Bentley e Rolls Royce (poi acquistata dal Gruppo BMW).

Per quanto riguarda l’Estremo Oriente ci sono le grandi potenze come ad esempio il Giappone e la Corea che si differenziano dal resto del mondo in quanto seguono, anche per quanto riguarda la produzione di auto, una linea proiettata verso il futuro.

I marchi noti a tutti come la Infiniti e la Lexus, rappresentano il massimo lusso automobilistico giapponese, mentre sempre nel Paese vengono considerate “auto per l’uso quotidiano” la Toyota e la Honda.

In Corea del Sud il marchio che meglio si sta aprendo la strada nelle auto di lusso è la Genesis e la nazione sta provando a battere il concorrente giapponese con i suoi due modelli di berlina più gettonati ovvero la Kia e la Hyundai.

Ovviamente oltre ai Paesi sopracitati, ci sono anche quelli meno noti come ad esempio: la Repubblica Ceca con Skoda (poi acquistata dal Gruppo Volkswagen), la Malesia con Proton e la Svezia con la storica Volvo (poi venduta ai cinesi della Geely Automobile).

Volkswagen-Sindacati: storico accordo. Piano da 10 mld di risparmi

Riduzione dei costi del personale del 20%.
In Germania VW coprirà il sussidio per le auto elettriche tolto dal governo.

Volkswagen ha annunciato di aver raggiunto un accordo sul piano di risparmi “più completo” della sua storia, che riguarderà i principali marchi del gruppo, con una riduzione dei costi del personale del 20%, ma senza licenziamenti forzati.

Si prevede che le misure adottate aumenteranno l’utile dell’azienda di 4 miliardi di euro già l’anno prossimo, con la direzione che spera che i ricavi saliranno a 10 miliardi di euro nel 2026, stando a quanto riporta Autoblog.

L’amministratore delegato del principale marchio Volkswagen, Thomas Schaefer, ha annunciato l’intenzione di realizzare risparmi in estate dopo lunghe trattative con il comitato aziendale dell’azienda.

Secondo la sua presidente, Daniela Cavallo, l’accordo raggiunto rafforzerà la competitività a lungo termine senza danneggiare unilateralmente i dipendenti.

Cavallo ha aggiunto che non sono previsti tagli agli stipendi e che la maggior parte dei risparmi riguarderà aree non direttamente legate al personale.

Oltre ai materiali e ai costi fissi, il piano del gruppo tedesco coprirà le vendite e lo sviluppo del prodotto, con il tempo di sviluppo per i nuovi modelli ridotto a 36 mesi.

Allo stesso tempo, la Volkswagen ha annunciato che pagherà il sussidio a tutti i clienti idonei all’acquisto di un’auto elettrica, a condizione che abbiano effettuato l’ordine entro il 15 dicembre.

L’annuncio dell’azienda è arrivato poche ore dopo che il governo tedesco ha sospeso i bonus per i veicoli elettrificati.

La decisione dell’azienda si applicherà ai clienti privati in Germania che hanno ordinato un veicolo della serie ID idoneo prima del 15 dicembre.

Le auto elettriche consegnate e immatricolate quest’anno riceveranno l’intero sussidio fino a 6.750 euro.