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DeepSeek affonda i titoli tech in Usa e Ue
L’app cinese supera chatGTP: intelligenza artificiale migliore di quella americana e a minor prezzo.
Crollano in Borsa IA e microchip.
La sorpresa DeepSeek affonda i titoli tecnologici, dai microprocessi al comparto dell’IA, in Europa e negli Usa.
L’app cinese, che ha raggiunto i vertici nei download gratuiti dell’App Store di Apple sia nel Dragone sia negli Stati Uniti, superando ChatGPT negli Usa, ha scatenato il panico dopo aver rilasciato modelli di intelligenza artificiale in grado di superare i migliori d’America nonostante siano costruiti a un costo inferiore e con chip meno potenti.
Di riflesso, come riporta Ansa, il colosso olandese Asml cede il 9,62%, mentre negli Usa Nvidia perde nel pre-mercato il 7,94%, Microsoft il 4,54%, Alphabet il 3,10% e Broadcom l’8,26%.
Auto elettriche: BMW si schiera con la Cina e fa causa all’UE
Altro suicidio europeo: invece di dare sussidi come fa la Cina, impone dazi.
Pechino risponde con nuove tariffe sui prodtti alimentari europei.
I produttori cinesi e BMW hanno scelto le vie legali per contestare le tariffe, mentre la Commissione ha 70 giorni per preparare la sua difesa.
L’Ue ha introdotto i dazi sulle auto cinesi perchè la Cina dà sussidi cinesi lungo tutta la filiera delle auto elettriche (BEV) e questi vengono visti come una minaccia (di contro, la Cina, ha aggiunto tariffe sui prodotti alimentari europei).
La decisione della Commissione Europea di imporre dazi pesanti sulle auto elettriche importate dalla Cina ha scatenato una forte reazione.
Tre grandi produttori cinesi – BYD, Geely e Saic, quest’ultima controllata dallo Stato – hanno presentato ricorso presso il Tribunale generale dell’Unione Europea a Lussemburgo, secondo quanto riporta il quotidiano di Hong Kong “South China Morning Post“.
I produttori cinesi contestano le accuse di concorrenza sleale mosse dall’Unione Europea, sostenendo che i dazi, variabili tra il 7,8% e il 35,3%, rappresentano una misura punitiva e discriminatoria.
Come riporta Mondo Motori, BMW produce veicoli elettrici come la Mini Cooper e l’Aceman in collaborazione con il gigante cinese Great Wall Motors.
Queste vetture, a causa dei dazi approvati nell’ottobre 2024, subiscono un’imposta aggiuntiva del 20,7%.
Quindi, sarebbe una beffa perchè i modelli tedeschi, che già sono ben più cari della concorrenza cinese, sarebbero ancor più svantaggiati; ecco perchè anche BMW si è aggiunta ai produttori cinesi nella causa contro l’Ue.
L’Ue, invece di imporre i dazi, potrebbe dare sussidi alle case automobilistiche europee proprio come fa la Cina; così facendo, invece, penalizza anche l’export del mercato alimentare dato che la Cina ha appunto aggiunto nuove tasse sui prodotti europei.
Polonia locomotiva economica nel 2025-26
Tusk sventola le previsioni di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale.
La Polonia crescerà più del doppio dell’eurozona.
Il primo ministro Donald Tusk ha annunciato che la Polonia sarà il leader europeo nella crescita economica nel 2025, il che è confermato dalle previsioni del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca mondiale (BM).
Secondo queste istituzioni, l’economia polacca crescerà a un tasso del 3,4% (BM) e del 3,5% (FMI) nel 2025 e del 3,2% (BM) e del 3,3% (FMI) nel 2026.
Il tasso di crescita in Polonia sarà quasi il doppio della crescita media delle economie sviluppate e supererà notevolmente quella dell’eurozona, dove la crescita prevista è dell’1,0% nel 2025 e dell’1,4% nel 2026.
La Polonia si distingue nettamente dagli altri paesi dell’Unione Europea, comprese le principali economie come Germania, Francia ed Italia, che registreranno tassi di crescita inferiori.
Per la Germania la crescita prevista è solo dello 0,3% nel 2025 e dell’1,1% nel 2026, mentre per la Francia è rispettivamente dello 0,8% e dell’1,1%.
L’Italia otterrà risultati ancora più bassi: 0,7% nel 2025 e 0,9% nel 2026.
Come riporta Polonia Oggi, il Ministero delle Finanze ha sottolineato che, nonostante le difficoltà economiche dei suoi principali partner commerciali, la Polonia mantiene solide basi economiche, il che dimostra l’efficacia della sua politica macroeconomica.
Le previsioni indicano che l’economia polacca crescerà più rapidamente del PIL mondiale, rafforzando la sua posizione come una delle economie in più rapida crescita in Europa.
Ciò dimostra la duratura resilienza e il potenziale dell’economia polacca, nonostante le sfide sulla scena economica internazionale.
Ue: l’accordo col Mercosur è il più grande mai siglato
Quattro volte più grande dell’accordo col Giappone.
Agricoltori europei in rivolta.
“L’accordo Ue-Mercosur è il più grande mai concluso dall’Ue, quattro volte più grande di quello concluso col Giappone. Sono però pienamente consapevole che gli agricoltori europei sono preoccupati per il potenziale impatto di questo accordo di partenariato su alcuni settori agricoli già confrontati con difficoltà. Lasciate che vi assicuri che la Commissione ha preso queste preoccupazioni molto seriamente durante la negoziazione dell’accordo di partenariato“.
Come riporta Ansa, lo ha dichiarato il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, in audizione all’Eurocamera sull’accordo Ue-Mercosur (ovvero Brasile, Argentina, Paraguay ed Uruguay), aggiungendo quanto di seguito:
“L’accordo commerciale Ue-Mercosur ci offre l’opportunità unica di creare un mercato di più di 700 milioni di consumatori, facendoci forza del nostro ruolo di primo investitore nell’area Mercosur. Così si dà la possibilità all’Ue di liberare il potenziale di crescita di quella regione e si fornisce accesso alle materie prime critiche di cui ha bisogno la nostra economia per andare avanti con la transizione green e digitale. L’Ue è una superpotenza dell’export agricolo, nessuno esporta più prodotti agricoli dell’Ue. Siamo orgogliosi che sia così e vogliamo che rimanga così. Se guardate al 2023 abbiamo esportato 228 miliardi di euro di prodotti agricoli e vogliamo essere sicuri che i nostri agricoltori rimangano competitivi, ma spesso ci sono problemi di barriere commerciali, e con Mercosur ci libereremo di queste barriere facilitando l’export ma continuando a proteggere i nostri prodotti“.
Gli agricoltori europei sono invece in rivolta dato che non è la prima volta che l’Ue tutela gli interessi esterni prima di quelli dei Paesi membri; proprio pochi giorni fa, infatti, alcuni Paesi membri avevano cercato di bloccare l’accordo (approfondimento al link).