Nuovo centro Nato-Ucraina in Polonia

Continuano le provocazioni della Nato nei confronti di Putin.
Si vogliono sfruttare le lezioni apprese dalla difesa ucraina contro la Russia.

Ieri a Bydgoszcz (in Polonia) si è tenuta l’inaugurazione del Centro di analisi, formazione e addestramento NATO-Ucraina (JATEC).

Il suo scopo è quello di addestrare e sostenere le truppe ucraine in collaborazione con la NATO, nonché di analizzare, in ambito NATO, le lezioni apprese dalla difesa ucraina contro la Russia.

In occasione di una riunione dei ministri della Difesa nazionali della NATO, che si è tenuta a Bruxelles in ottobre, è stato deciso di affidare l’incarico di comandante di JATEC al generale polacco Wojciech Ozga.

Come riporta Polonia Oggi, si prevede che JATEC raggiungerà la piena operatività nell’arco di un anno.

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il Ministro della Difesa Nazionale polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, il Vice Segretario Generale della NATO Radmila Szekerinska, il Comandante Supremo Alleato della NATO per la Trasformazione (SACT) Ammiraglio Pierre Vandier e il Vice Primo Ministro dell’Ucraina per l’Integrazione Europea ed Euro-Atlantica Olha Stefanishina.

Kosiniak-Kamysz, durante la cerimonia, ha detto che la creazione della prima istituzione congiunta dimostra che “l’Ucraina si sta avvicinando alla NATO e sta diventando un partner strategico della nostra alleanza. Si tratta di una relazione a doppio senso. Parliamo spesso di assistenza all’Ucraina, delle azioni intraprese dai Paesi dell’Alleanza. Ma vale la pena notare che possiamo anche imparare dall’esperienza della guerra in Ucraina. La guerra è sempre un male, ma in questa area del male dobbiamo vedere cosa ci può garantire contro una minaccia ancora più grande, competenze ed esperienze che permetteranno a tutti gli eserciti alleati di rafforzare le loro capacità”.

Ue, Patto Migranti: la Polonia continua ad opporsi

Tusk: la Polonia ha già sostenuto enormi costi per l’accoglienza degli ucraini; l’Ue dovrebbe aiutare invece di imporre ulteriori obblighi.

Durante una conferenza stampa, Donald Tusk ha affrontato la questione del Patto sulla Migrazione, sottolineando che la Polonia non intende attuarlo.

Il premier ha evidenziato che il paese sta già sostenendo enormi costi per l’accoglienza dei rifugiati ucraini ed ha affermato che l’Europa dovrebbe aiutare la Polonia invece di imporle ulteriori obblighi.

Tusk, come riporta Polonia Oggi, ha dichiarato che gli altri paesi possono andare avanti con il patto se lo desiderano, ma la Polonia non intende farlo ed ha poi aggiunto che i maggiori problemi migratori in Europa derivano dal flusso di persone attraverso il Mar Mediterraneo verso Francia, Belgio e Germania.

Poco dopo la conferenza, ha pubblicato un post sui social media annunciando un’imminente ribellione contro le normative dell’UE.

L’eurodeputato della Confederazione, Marcin Sypniewski, ha presentato un’interrogazione all’UE chiedendo se la Polonia sarebbe stata esentata dagli obblighi del patto sulla migrazione, alla quale il commissario per la migrazione Magnus Brunner ha risposto che la Polonia è vincolata da tutti gli atti giuridici del patto.

Le normative dell’UE non prevedono esenzioni per i paesi che hanno accolto un gran numero di rifugiati ucraini.

Ordo Iuris, citando la risposta di Brunner, ha sottolineato che la Polonia non può evitare l’attuazione del patto.

Il governo di Tusk si trova quindi di fronte alla sfida di conciliare la propria posizione con gli obblighi dell’UE e potrebbe decidere di seguire la stessa strada del precedente governo a guida PiS rifiutandosi di accogliere le quote migratorie a costo di pagare delle sanzioni.

Il dibattito sulla migrazione evidenzia profonde divisioni nell’Unione Europea in materia di politica d’asilo.

Strage di Volinia: dopo 80 anni l’Ucraina concede le verifiche

Nazionalisti ucraini responsabili di 120mila vittime polacche.
Il ministro Nitras: credo che gli ucraini si scuseranno per la strage.

In primavera gli esperti dell’Università di Medicina di Stettino si recheranno a Volyn (Volinia, in italiano).

Dopo anni di richieste polacche l’Ucraina ha dato via libera per effettuare l’esumazione e l’identificazione delle vittime della strage di Volyn.

Secondo le stime negli anni 1943 e 1944 a Volyn sono morte 120 mila persone soprattutto polacchi che vivevano lì.

Nazionalisti ucraini sostenuti dalla popolazione locale sono responsabili del crimine, come riporta Polonia Oggi.

Sul tema è intervenuto il prof. Andrzej Ossowski, del Dipartimento di medicina forense dell’Università di Medica della Pomerania a Stettino, nel dichiarare che l’apertura dell’Ucraina è finalmente un passo avanti, ha dichiarato quanto di seguito:

Sono favorevole a lasciare i resti rimasti dove sono stati trovati se è un luogo degno. In questo momento sono al limite del cimitero quindi dovrebbero essere sepolti nel cimitero del villaggio dove vivevano queste persone e da dove venivano. E dovrebbero essere sepolti non gettati in una fossa.

Il ministro dello Sport e del Turismo, Sławomir Nitras, da parte sua ha aggiunto:

È molto importante che i politici che sono concentrati sull’accordo si incontrino da entrambe le parti, trovino una soluzione e non cerchino i propri vantaggi ad esempio quelli politici. Le esumazioni sono molto importanti, sono una condizione da parte nostra non da discutere. E credo che gli ucraini si scuseranno per la strage in Volyn.

Gas: la Germania consuma il doppio delle scorte rispetto all’Italia

Ecco i dati di Gas Infrastructure Europe.
Da quando l’Ucraina ha chiuso il flusso di gas russo verso l’Europa aumentano rischi e bollette.

L’Italia consuma in percentuale la metà delle scorte di gas rispetto alla Germania in un giorno.

Lo si apprende dai dati aggregati di Gie (Gas Infrastructure Europe) relativi allo scorso 13 gennaio, stando a quanto riportato da Ansa.

A quella data le scorte europee risultano essere al 64,98%, poco sotto il 65%, a 745,78 TWh, pari al 21,33% del consumo medio annuo di 3.495,22 TWh, con una calo giornaliero dello 0,79%.

In Germania sono scese al 70,88% a 178,28 TWh, pari al 20,48% del consumo medio annuo di 870,13 TWh, con un calo giornaliero dell’1,2%.

Sono al 72,69% le scorte italiane a 145,43 TWh, equivalenti al 21,58% di un consumo medio annuo di 673,87 TWh, con un’erosione giornaliera dello 0,6%.

In calo al 51,42% a 69,16 TWh le scorte francesi, che sono pari al 17,75% di un consumo medio annuo di 389,43 TWh, con un calo giornaliero dell’1%.

Si mantengono nel frattempo sotto quota 48 euro i future sul mese di febbraio al Ttf di Amsterdam, con un calo dell’1,3% a 47,56 euro al Mwh.

Da quando l’Ucraina ha deciso di interrompere il flusso di gas russo verso l’Europa il tema è diventato ancora più caldo: aumenta il rischio di approvvigionamento per l’inverno e, con esso, le bollette (approfondimento al link).

Tusk: la Polonia romperà lo stallo sull’ingresso di Kiev nella Nato

Il premier polacco spinge per l’entrata dell’Ucraina.
La Merkel da sempre contraria: “Sarebbe una dichiarazione di guerra e non porterebbe protezione all’Alleanza” .

La presidenza di turno polacca dell’Unione Europea romperà lo stallo che si è formato sul percorso di adesione dell’Ucraina nell’Ue, accelereremo il lavoro“.

Come riporta Ansa, lo ha detto il premier polacco Donald Tusk nel corso di un incontro a Varsavia con il presidente ucraino Volodomyr Zelensky, precisando che tra Ucraina e Polonia non c’è solo un rapporto di amicizia ma anche di “comuni interessi“.

Una Ucraina indipendente e sovrana, che decide del suo futuro, è prerequisito per la sicurezza della Polonia e dell’Europa: Kiev può contare sul sostegno di Varsavia e uno dei miei compiti è galvanizzare l’aiuto dell’Ue verso l’Ucraina“.

Chi, invece, è da sempre contraria all’entrata dell’Ucraina nella Nato è Angela Merkel: nel sua libro dice infatti che “l’ingresso nella Natro deve portare protezione non solo a chi entra ma a tutta l’Alleanza”, poi aggiungendo che “Sarebbe stata una dichiarazione di guerra a Putin” (approfondimento al link).