Il gelo blocca le colonnine di ricarica: veicoli elettrici bloccati

Accade ai punti di ricarica Tesla a Chicago.
Veicoli abbandonati nei pressi dei punti di ricarica.

Auto elettriche a terra.

A causa del gelo, infatti, le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici Tesla hanno smesso di funzionare.

Come riporta Fox News pubblicando anche i video relativi al problema, è accaduto precisamente a Chicago, dove decine di veicoli sarebbero stati abbandonati nei pressi dei punti di ricarica in diverse parti della città.

Colonnine ricarica elettrica: a Tesla Italy i maggiori finanziamenti Ue

Quattro progetti vincenti per un totale di 227 milioni di euro.
133,8 milioni andranno a Tesla Italy.

Sono quattro i progetti italiani che hanno ottenuto il via libera Ue per realizzare infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica.

Bruxelles ha raccomandato il finanziamento per oltre 227 milioni di euro agli operatori nazionali, su un totale di 352 milioni di sovvenzioni per la realizzazione di infrastrutture sulla rete transeuropea di trasporto (Ten-T) decise oggi per 26 progetti in 12 Stati membri.

Tesla Italy beneficerà della fetta di risorse più grande: 133,8 milioni di euro per realizzare 6.458 punti di ricarica elettrica per veicoli leggeri in 16 paesi Ue, Italia inclusa.

Ad Atlante Srl andranno 49,9 milioni per colonnine di ricarica standard e veloce in Italia, Spagna, Francia e Portogallo.

Italiana Petroli potrà contare su 29,3 milioni di euro dal bilancio Ue per l’installazione di oltre mille stazioni di ricarica per veicoli leggeri e pesanti.

Enel X Way beneficerà di 14,8 milioni per il suo progetto di stazioni di ricarica ad alta potenza in Italia e Spagna.

Il finanziamento, come riporta Ansa, fa parte del meccanismo per le infrastrutture dei combustibili alternativi (Afif), con capitale aggiuntivo da parte di istituzioni finanziarie per aumentare l’impatto degli investimenti.

Elon Musk: villa ipermoderna in Trentino

Scelta San Cassiano in Badia per la location.
La villa sarà ad un’altitudine di 1.500.

Anche Elon Musk si è innamorato dell’Italia: il noto multimiliardario americano si sta facendo costruire una villa stratosferica e ipermoderna fra le suggestive montagne del Trentino.

Come tanti altri magnate e businessman di alto livello, anche il patron di Tesla e Twitter (ora tramutato in X) non ha resistito alla bellezza della natura italiana ed ha scelto di farsi costruire un mirabolante casa fra i monti del Trentino, nello specifico a San Cassiano in Badia, a ben 1.500 metri di altitudine.

Come riferisce Il Riformista, a sua volta citato da MyLuxury.it, il progetto della mega villa di Elon Musk è stato affidato allo studio di architettura BlueArch, una ditta con diverse sedi in Italia, fra cui Milano e Bolzano.

Nello specifico, il professionista che sta curando il progetto è l’architetto Alessandro Costanza, il quale ha spiegato che la villa sarà a forma di guscio di tartaruga, dando vita ad un mix perfetto tra natura e tecnologia, in perfetta sintonia col panorama circostante.

La ragione specifica per cui Elon Musk abbia scelto proprio il Trentino per far costruire la sua nuova mega villa non è chiaro. Ciò che è certo è che sarà una casa eccezionale, con un’estensione di oltre 4.000 metri quadri di terreno ed un design che dovrebbe integrarsi perfettamente con il panorama montano.

La dimora al suo interno sarà munita di ogni comfort possibile ed immaginabile, per venire incontro alle esigenze dell’eccentrico proprietario.

Come riferito da alcune indiscrezioni, la casa potrà offrire un salotto gigantesco da 100 metri quadri, una palestra, una spa, quindici bagni, tantissimi camini, una camera criogenica e una splendida piscina a sfioro con vista mozzafiato sulle Alpi. Ovviamente la villa sarà anche ultra tecnologica.

Il prezzo di una tale abitazione non è ancora noto, ma sicuramente la cifra finale sarà da capogiro.

Intelligenza artificiale: Musk lancia la nuova start-up

Dopo aver fatto giocare una scimmia con il computer, apre xAI.
Sfida a Open Ai, Google e Microsoft.

Il proprietario di TwitterElon Musk, ha annunciato il lancio della sua nuova società, xAI, che sarà dedicata all’intelligenza artificiale.

Come riporta Rai News, con questa nuova società Musk intende competere con i leader dell’Ia come OpenAi, Microsoft e Google nella corsa per elaborare un computer che potrebbe svolgere più compiti rispetto agli umani.

Musk ha parlato di xAI per mesi e a marzo ha registrato una nuova società con quel nome in Nevada.

Stando a quanto riferisce il Washington Post, ha presentato un team di 11 dipendenti, provenienti da OpenAiGoogle e dall’Università di Toronto, un centro di ricerca accademica sull’Ia.

Il proprietario di Tesla non è nuovo nel campo dell’intelligenza artificiale: tramite il lavoro svolta dall’altra sua start-up Neuralink era già riuscito a far giocare una scimmia con il computer (approfondimento al link)

Camion elettrici: Nikola verso il delisting

Le azioni nel Nasdaq sono inferiori a un dollaro da 30 giorni.
Crollo generale dell’elettrico.

Dal boom dell’estate 2020 all’ipotesi di delisting forzato.

È una metamorfosi veloce, quella di Nikola, produttore di camion elettrici che rischia di essere cancellato dal Nasdaq.

L’azienda con sede a Phoenix, che per quattro anni è stata anche partner di Iveco, ha reso noto che il 24 maggio ha ricevuto un avviso di delisting perché il prezzo delle sue azioni è stato inferiore a un dollaro negli ultimi 30 giorni.

Ora il produttore di veicoli elettrici ha tempo fino al 20 novembre per conformarsi alla regola del prezzo minimo del Nasdaq, che richiede che il prezzo delle azioni sia superiore a 1 dollaro per 10 giorni lavorativi consecutivi.

In caso contrario, come riporta Il Sole 24 Ore, il titolo sarà delistato.

Dicevamo della veloce metamorfosi finanziaria di questa società: le azioni di Nikola raggiungevano i 65,90 dollari.

Nel 2020, quando la SPAC era guidata da Trevor Milton, co-fondatore ed ex Ceo della società, poi incriminato per frode sui titoli federali.

Oggi il titolo oscilla poco sopra i 50 centesimi, e l’emorragia è proseguita con la notizia del possibile delisting.

C’è da dire che il caso Nikola è abbastanza indicativo di un settore, quello dei produttori “nativi” di veicoli elettrici, che Tesla a parte si è un po’ scontrato con la realtà dei fatti: un mercato sopravvalutato dalle scelte politiche e che ora ne sta pagando le conseguenze.

Lordstown Motors, altro produttore americano di auto elettriche, ha ricevuto un avviso analogo di delisting nelle scorse settimane.

Avviso che, insieme al mancato accordo con Foxconn, hanno spinto Lordstown a emettere un frazionamento azionario.

Molte di queste società sono state attratte, negli ultimi tre anni, dal capitale a cui possono accedere attraverso i mercati pubblici.

L’uso della Spac come strumento finanziario è sembrato funzionare, almeno all’inizio, mentre ora sembra arrivato l’inverno finanziario per aziende come Nikola e altre Spac come Arrival, Bird e Canoo.

Nikola ha lavorato per raccogliere più fondi emettendo più azioni, e sta esortando gli azionisti a votare per una proposta che le consentirebbe di aumentare il numero di azioni ordinarie della sua società.

L’approvazione di questa proposta richiede il voto favorevole di oltre il 50% delle sue azioni in circolazione.

Altro caso emblematico è quello di Rivian, produttore di suv e pick-up elettrici che approdò a Wall Street nel novembre 2021 facendo registrare un incredibile +38% nel giorno del debutto: il titolo viaggiava oltre i 120 dollari, meno di due anni fa, ed era entrato nell’empireo dei big dell’Auto: oggi oscilla poco sopra i 15.