I 10 Paesi più pericolosi al mondo

Se dovete viaggiare solo per piacere, forse è meglio evitare queste destinazioni.
Ecco la lista basata sulle attuali situazioni.

Viaggiare è sicuramente meraviglioso, ma non sempre è esente da rischi.

Ecco, infatti, secondo Insider Post, le 10 nazioni più pericolose al mondo e che, per diversi motivi (conflitti civili, guerre, instabilità governative, criminalità. eccetera) è forse meglio evitare in caso di viaggi a scopo puramente turistico, almeno per il momento:

  • Afghanistan
  • Repubblica Centrafricana
  • Iraq
  • Libia
  • Somalia
  • Sudan del Sud
  • Sudan
  • Siria
  • Ucraina
  • Yemen

L’Ue invita al-Shara alla conferenza dei donatori

L’invito al presidente siriano ad interim desta perlomeno sospetti.
La conferenza avverrà il 17 marzo a Bruxelles.

La Commissione europea ha invitato il presidente siriano ad interim Ahmad al-Sahra ad una conferenza dei donatori a Bruxelles il 17 marzo.

A riportare la notizia è Giubberosse.new, citando la fonte Anadolu.

Da questo tipo di relazioni, non è difficile capire chi ci fosse dietro gli attacchi che hanno fatto crollare il governo di Bashar al-Assad, presidente che era stato ripetutamente confermato con preferenze superiori al 90% (approfondimento al link).

Trump: gli Usa prenderanno il controllo di Gaza

Il presidente a stelle e strisce si dice disposto ad inviare l’esercito.
Poi aggiunge: via i palestinesi; Gaza sarà la rivière del Medio Oriente.

La guerra in Medioriente tra Israele ed Hamas e che coinvolge Libano, Siria e Iran, è giunta al giorno 488.

Il premier israeliano Netanyahu, in visita negli Stati Uniti, ha incontrato Trump e, come riporta Tgcom24, ha dichiarato quanto di seguito:

Sono per la liberazione di tutti i nostri ostaggi e il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi di guerra, compresa la distruzione di Hamas“.

Il presidente americano ha sostenuto, per la prima volta, che il reinsediamento dei palestinesi sia permanente e che riguardi tutti i cittadini di Gaza.

Trump ha ribadito infatti di essere convinto che Egitto, Giordania e altri Paesi “accetteranno” di accogliere queste persone sul proprio territorio; più precisamente, annunciando un viaggio nella Striscia, ha detto:

I palestinesi non vogliono vivere a Gaza. Vivono in un inferno, nessuno vorrebbe viverci”.

Inoltre ha poi promesso che “Gaza sarà la rivière del Medioriente“.

L’ambasciatore palestinese all’Onu, da parte sua, è intervenuto invece invitando a “Rispettare la volontà di vivere a Gaza” mentre Hamas sostiene che “Il piano di Trump per Gaza è ridicolo“.

Iran: convocati gli ambasciatori di Germania, Francia e Gran Bretagna

L’Iran ritiene la loro presa di posizione “irresponsabile”: La nostra è stata una reazione agli attacchi israeliani al consolato iraniano di Damasco.

Il ministero degli Esteri in Iran ha convocato gli ambasciatori di Gran Bretagna, Francia e Germania a seguito delle loro posizioni assunte di fronte agli attacchi di Teheran contro Israele.

Come riporta Ansa, il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato in un comunicato che gli ambasciatori sono stati convocati dopo la presa di posizione “irresponsabile” di alcuni funzionari di questi Paesi contro l’attacco di ritorsione dell’Iran contro Israele ed ha aggiunto che “L’attacco dell’Iran è stato una risposta agli attacchi israeliani contro le sedi del consolato iraniano a Damasco, un atto contro i cittadini iraniani e gli interessi del nostro Paese“.

Siria: base Usa sotto attacco da milizie filo-Iran

Altro attacco alle basi Usa in Siria a distanza di poco tempo.
Prima attaccata anche la base in Iraq.

Combattenti filo-iraniani presenti in Siria hanno annunciato poco fa di aver preso di mira la base militare statunitense di Tell Baydar, nella Siria nord-orientale.

Stando a quanto riporta Ansa, lo si apprende da un comunicato diffuso sugli account social della Resistenza islamica in Iraq, sigla che raccoglie una serie di gruppi armati operativi in Siria e in Iraq e sostenuti da Teheran.

Non è la prima negli ultimi tempi che accade qualcosa simile, dati i recenti attacchi via drone alle basi Usa sempre in Siria (approfondimento al link) e quelli precedenti in Iraq (approfondimento al link).