Quando Mattarella chiedeva l’intervento di Putin in Ucraina

Nel 2017 il PdR invitava la Russia ad intervenire per il cessate il fuoco.
Si appellava agli accordi di Minsk che oggi dimentica.

Da bianco a nero nel giro di poco tempo.

Questo è il passaggio della posizione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi condanna fermamente Putin di aver invaso l’Ucraina, ma nel 2017 lo invitava ad intervenire (insieme agli altri attori politici) per un cessate il fuoco in Ucraina, dove il governo ucraino bombardava ripetutamente i territori del Donbas.

Nel farlo, Mattarella parla espressamente degli accordi di Minsk (approfondimento al link), gli stessi che sono stati violati per diversi anni da parte dell’Ucraina e che hanno portato la Russia ad accogliere la richiesta ufficiale di aiuto partita dal Donbas, decidendo di intervenire.

Il video è facilmente reperibile in rete e condiviso da diverse fonti (qui una sintesi focalizzata – un minuto di video che potete trovare anche in fondo all’articolo).

Oggi, invece, sembrano tutti essersi scordati dei due protocolli firmati (appunto gli accordi di Minsk I e Minsk II) anche in presenza dell’OSCE, indicando Putin come unico colpevole.

Paesi Brics pronti a svincolarsi dal Dollaro

La volontà è quella di creare una nuova valuta.
Aggirerebbe le sanzioni. Coinvolta anche l’Argentina.

Le nazioni del blocco Brics (composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) hanno chiesto alla loro banca, la Ndb, di fornire indicazioni su come potrebbe funzionare una potenziale nuova valuta condivisa, soprattutto nel proteggere altri paesi membri dall’impatto di sanzioni come quelle imposte alla Russia.

Lo scrive il quotidiano sudafricano Daily Maverick, poi ripreso anche da Il Sole 24 ore, riportando stralci dell’incontro tenutosi ieri a Città del Capo (Sudafrica) tra i ministri degli Esteri di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Di seguito quanto ha detto ai giornalisti Naledi Pandor, ministro delle relazioni internazionali del Sudafrica, dopo l’incontro:

I Brics stanno cercando di assicurarsi di non diventare vittime di sanzioni che hanno effetti secondari su paesi che non sono coinvolti in questioni che hanno portato a tali sanzioni unilaterali“.

Le proposte sono all’esame dei funzionari della New Development Bank (Ndb), l’istituto di credito con sede a Shanghai creato dalle nazioni Brics.

Non solo. Anche l’Argentina potrebbe entrare nella Banca dei Brics.

La presidente della Nuova banca di sviluppo (Nbd) dei Brics, l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff, ha infatti informato il ministro dell’Economia argentino, Sergio Massa, che il cda della banca ha formalmente consentito di votare l’ingresso dell’Argentina in tale istituto: lo rende noto l’agenzia Telam.

Rousseff ha comunicato la notizia a Massa durante una riunione svoltasi ieri nella sede della Nbd a Shanghai.

Si tratta di una decisione chiave per il Paese, soprattutto per la possibilità di assistenza in materia finanziaria a cui l’Argentina potrà accedere diventando membro della banca.

La proposta, promossa dal Brasile, si concretizzerà nell’incontro che i governatori della Nbd svolgeranno nella prima settimana di agosto in Sudafrica.

Armi nucleari russe in Bielorussia

Biden esprime il suo disappunto, ma la mossa è una reazione alle politiche Nato.

Il presidente americano Joe Biden ha detto di aver avuto una “reazione estremamente negativa” alla notizia del trasferimento di armi nucleari russe in territorio bielorusso.

A Mosca, nel quadro del Foro economico eurasiatico, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, aveva reso noto di aver avuto conferma dal suo omologo russo Vladimir Putin dell'”inizio del trasferimento“.

I ministri della Difesa dei due paesi Sergei Shoigu e Viktor Jrenin, hanno firmato giovedì a Minsk una serie di intese per stabilire la procedura da seguire.

Come riporta Adnkronos, il primo luglio è prevista la conclusione della costruzione di una serie di impianti di stoccaggio.

Mosca ha già consegnato a Minsk un sistema di difesa missilistica Iskander, che può trasportare testate nucleari.

La Russia è stata recentemente accusata di aver distrutto depositi di armi nucleari forniti dalla Nato e dall’ue, stoccati in Ucraina.

Più che incolpare la Russia di averle distrutte, c’è però da chiedersi perchè le armi nucleari fossero state inviate in Ucraina e, quindi, pronte ad essere utilizzate.

Forse, proprio per questo, le accuse inizialmente lanciate contro la Russia sono state poi parzialmente smentite dichiarando la nube tossica un fenomeno naturale dovuto a pioggia e sabbia.

Cina: lasciate le regioni annesse alla Russia

L’invito cinese a lasciare a Putin le parti dell’Ucraina annesse dai russi.
Kiev chiede a Nato ed Ue di non cedere.

La Cina invita tutti a lasciare i territori alla Russia.

Alla Russia andrebbe infatti lasciato il possesso delle parti dell’Ucraina che occupa ora, ovvero delle regioni annesse.

È il messaggio che Li Hui, l’inviato cinese per l’Ucraina, avrebbe recapitato all’Europa nel corso della sua visita di questi giorni.

A riportare la notizia è il Wall Street Journal, ripreso anche da Ansa, citando funzionari europei.

A stretto giro è arrivata la risposta di Kiev, che tramite un tweet del consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha invitato Nato ed Ue a non seguire le richieste cinesi:

Qualsiasi scenario di compromesso che preveda la non liberazione di tutti i territori dell’Ucraina, di cui periodicamente parlano ‘fonti anonime’ nelle élite europee e americane, equivale ad ammettere la sconfitta della democrazia, la vittoria della Russia, la conservazione del regime di Putin e di conseguenza il forte aumento dei conflitti nella politica globale. Tutto questo è il sogno della Russia“.

Jet F16 all’Ucraina tra sfottò e risposta russa

Dal contadino eroe alle insistenti richieste d’aiuto.
Arruolamento di piloti dietro lauto compenso.

Prima gli annunci secondo i quali un anziano contadino abbatteva da solo i bombardieri russi col suo fucile, poi il pressing per avere i jet F16 dalla Nato.

Questo è quanto sta accadendo dietro alla storia delle dotazioni aeree che l’Occidente inviare a Kiev, che stanno lasciando spazio a diversi sfottò sul web.

La Russia, da parte su, con riferimento al piano dell’Occidente di fornire all’Ucraina jet da combattimento F-16 di fabbricazione statunitense e di addestrare i piloti ucraini, tramite il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov dichiara quanto di seguito:

È completamente inutile. Le nostre capacità consentono di raggiungere indiscutibilmente ogni obiettivo dell’operazione militare speciale. Nessun attacco alla sicurezza della Federazione Russa, indipendentemente dalla portata di tali misure adottate dall’Occidente collettivo guidato dagli Stati Uniti, porterà al risultato cercato dall’Occidente“.

Secondo un rapporto dell’intelligence di difesa britannica, come riporta Ansa, la Russia sta lavorando alla creazione di un gruppo aereo di attacco da impiegare in Ucraina, formato da cacciabombardieri Su-24 e Su-34 e da elicotteri d’attacco, per compensare alle “scarse prestazioni” della sua aviazione e per colpire obiettivi a terra sul teatro ucraino. Lo riporta l’Ukrainska Pravda.

L’operazione, che avrebbe il nome di codice “Storm”, prevede l’arruolamento, dietro lauti stipendi in contanti, di “top gun”, piloti d’élite, scrive il sito ucraino, citando il ministero della Difesa di Londra.

Queste sarebbero probabilemnte dichiarazioni mirate in risposta a quelle di Bastrikin sui mercenari rilasciate poco tempo fa in modo da ribaltare lo scenario agli occhi del pubblico internazionale (approfondimento al link).